Category: De Oliveira Manoel


Poster Specchio magico  n. 0

Regia di Manoel de Oliveira. Un film Da vedere 2005 con Ricardo TrepaLeonor SilveiraMarisa ParedesMichel PiccoliLima DuarteCast completo Titolo originale: Espelho Magico. Genere Drammatico – Portogallo2005durata 137 minuti. Uscita cinema venerdì 27 luglio 2007 – MYmonetro 3,31 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Trasposizione in film del 98enne de Oliveira di A alma dos ricos di Agustina Bessa-Luís, 2° capitolo di una trilogia romanzesca di cui aveva già fatto la 1ª parte, Il principio dell’incertezza (2002). Ex carcerato, il giovane Luciano è assunto come giardiniere dalla nobildonna Alfreda. Suggestionata da un biblista secondo il quale la Vergine Maria sarebbe stata ricca, Alfreda vive nell’attesa di un’apparizione della Madonna. Luciano l’accontenta, servendosi di una giovane scostumata. Squisito cineasta della trasparenza, circondato dall’affiatata compagnia dei suoi attori preferiti, il sempreverde regista mette in scena una commedia di raffinata eleganza dove la cerebrale verbosità dei dialoghi è permeata da un’acuminata ironia antiborghese. Fotografia dell’infallibile R. Berta.

Regia di Manoel de Oliveira. Un film con Marcello MastroianniLeonor SilveiraManoel de OliveiraJean-Yves Gautier. Titolo originale: Viagem ao principio do mundo. Genere Psicologico – PortogalloFrancia1997durata 93 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Prima di cominciare le riprese di un film, Manoel, vecchio regista portoghese, e Alfonso, attore francese figlio di un contadino portoghese emigrato, fanno un viaggio in auto verso il Nord del paese con un’attrice e un amico. Viaggio sereno verso la morte, ma a ritroso, con la cinepresa che guarda attraverso il finestrino come lasciandosi indietro la vita. Per un’ora si racconta, si ricorda, si rimpiange. Quando Alfonso incontra la vecchia zia che rifiuta di riconoscere in lui un nipote mai visto che non sa parlare la sua lingua, affiora il senso profondo: qualcosa esiste là dove sono le nostre radici, nel mondo del principio. Bisogna andare indietro per trovare l’inizio. La vita continua. Come dice Mastroianni, alter ego del regista: “Vivere a lungo è un dono di Dio. Ma ha un suo prezzo”. Fotografia di Renato Berta. Ultimo film di Mastroianni.

Regia di Manoel de Oliveira. Un film Da vedere 2009 con Ricardo TrepaCatarina WallensteinDiogo DóriaJulia BuiselLeonor SilveiraCast completo Titolo originale: Singularidades de uma Rapariga Loira. Genere Drammatico, – PortogalloSpagnaFrancia2009durata 64 minuti. Uscita cinema venerdì 2 settembre 2011 distribuito da Mediaplex Italia. – MYmonetro 3,06 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

In treno il giovane Macário racconta a una sconosciuta una dolente storia. Innamoratosi di una ragazza bionda, che vive nell’appartamento davanti al suo ufficio, fa di tutto per conoscerla, ma lo zio per cui lavora si oppone e lo licenzia. Quando ha il denaro e il consenso dello zio, scopre che non è la ragazza che credeva. Ispirato al racconto omonimo (1874) di José Maria de Eça de Queiros, massimo esponente del realismo portoghese. Oliveira traspone la vicenda ai giorni nostri, attualizzando la tematica economico-finanziaria: senza lavoro c’è povertà. Il giovane Macário ha soltanto il suo stipendio, lo zio Francisco è ricco e potente. Molti i riferimenti politici e culturali al Portogallo del Duemila. La sequenza del salotto culturale in casa del notaio è il centro del breve film. L’azione si svolge in due stanze: in una si ascoltano l’arpista Ana Paula Miranda e l’attore Luis Miguel Cintra che recita poesie di Pessoa tra la disattenzione quasi generale; nell’altra si gioca a poker. Lo stile del centenario Oliveira è inconfondibile: immagini ferme, uso del fuoricampo (ombre, voci, rumori off) e degli specchi.

Un Film Parlato: Amazon.it: Catherine Deneuve, John Malkovich, Irene Papas,  Stefania Sandrelli, Leonor Silveira, Manoel De Oliveira, Catherine Deneuve,  John Malkovich: Film e TV

Regia di Manoel de Oliveira. Un film con Leonor SilveiraJohn MalkovichCatherine DeneuveStefania SandrelliIrene PapasCast completo Titolo originale: Um filme falado. Genere Drammatico – PortogalloFranciaItalia2003durata 96 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 8 recensioni.

Con la figlioletta Maria Joanna di sette anni una giovane docente di storia s’imbarca a Lisbona su una nave da crociera diretta a Bombay, dove l’aspetta il marito. La nave fa scalo a Marsiglia, Napoli, Atene, Istanbul, Aden, dove si fa visita ai luoghi storici e ai miti fondatori della cultura mediterranea. A bordo s’incontrano tre donne famose. Cinema saggistico in forma di racconto di viaggio in mare durante il quale a tavola si discorre con elegante noncuranza di grandi questioni: il destino della civiltà europea, la comunicazione tra i popoli, lo scontro di culture diverse, il futuro dell’umanità. È anche, nel suo inatteso e tragico finale, una pessimistica metafora della fine della civiltà occidentale, corretta da un accenno utopico (si farà sul serio l’Europa unita?) e dalla sua vocazione alla tolleranza e al multilinguismo, colpita dal terrorismo che ha le connotazioni oscure di un Male insondabile. Cinema affidato alla parola, didattico a livello elementare nella sua 1ª parte, governato dalla lucida saggezza del 95enne de Oliveira, e dal suo sorriso che si trasforma e si fissa con un fermo-immagine nella smorfia di esterefatto dolore sul volto del comandante. Fotografia: Emmanuel Machuel. Senza musica. Prodotto da Paulo Branco. Parlato in 5 lingue con sottotitoli.

Porto della mia infanzia un film di Manoel De Oliveira, con Maria De  Medeiros

Regia di Manoel de Oliveira. Un film Da vedere 2001 con Agustina Bessa-LuísMaria de MedeirosLeonor SilveiraLeonor BaldaqueJosé Wallenstein. Titolo originale: Porto Da Minha Infancia. Genere Cortometraggio – FranciaPortogallo2001durata 35 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

70 anni dopo Douro , suo 1° film, il 93enne de Oliveira torna a filmare Porto, scelta come capitale europea della cultura 2001. Non potendo fare un documentario (troppi cantieri per le strade), rovista nei cassetti di casa, spulcia nei diari, evoca i fantasmi non sempre innocui della sua memoria, accende il faro dei suoi ricordi sui poeti e scrittori esiliati o morti suicidi, scherza su sé stesso giovane buffone innamorato, riscrive “la carta geografica della sua città in prima persona” (F. Tassi) e la commenta a voce. Accolto a Venezia 2001 da un lungo, commosso applauso del pubblico in piedi. Presentato nella primavera 2009 in una rassegna sul cinema portoghese a Pordenone e Udine. Versione originale sottotitolata.

NO, O LA FOLLE GLORIA DEL COMANDO - Spietati - Recensioni e Novità sui Film

Un film di Manoel De Oliveira. Con Luìs Miguel Cintra, Diego Doria, Miguel Guilherme Titolo originale Não, ou a vã gloria de mandar. Drammatico, durata 101′ min. – Portogallo, Spagna, Francia 1990. MYMONETRO No, o la folle gloria del comando * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sullo sfondo della guerra coloniale in Angola nel 1974 _ con un tenente (Cintra) a far da narratore _ si rievocano quattro traumatiche e simboliche sconfitte portoghesi contro i Romani, gli Spagnoli nel secolo XV, i Mori nella battaglia di Alcazarquivir nel 1578 e negli anni ’70 del ‘900 per difendere l’ultimo degli imperi coloniali. Sontuoso e ascetico, didattico e metafisico, surreale e carico d’ironia, radicale nel rifiuto del naturalismo, il vecchio Oliveira tiene la sua lezione di storia. Da citare almeno 3 momenti: la più bizzarra sequenza di battaglia mai vista sullo schermo, in bilico tra sublime e ridicolo; l’incantata trasposizione di un capitolo del poema I Lusiadi di Camões ai confini col Kitsch; il monologo della “nonna” sul campo di battaglia, tolto da un sermone di António Vieira, missionario e scrittore portoghese del ‘600.

PAROLE E UTOPIA - Spietati - Recensioni e Novità sui Film

Regia di Manoel de Oliveira. Un film con Leonor SilveiraLima DuarteLuís Miguel CintraRicardo TrepaRenato De Carmine. Titolo originale: PALAVRA E UTOPIA. Genere Drammatico – PortogalloFranciaBrasileSpagna2000durata 133 minuti. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Nel 1663 il gesuita António Vieira (1608-97), celebre predicatore, è convocato a Coimbra dal tribunale dell’Inquisizione dove rievoca il soggiorno giovanile in Brasile e l’adesione alla causa degli indigeni. Impedito di predicare, si rifugia a Roma, si fa stimare dal Papa e dalla regina Cristina di Svezia, ma sente la nostalgia della patria dove il nuovo re João IV lo accoglie freddamente. Va a morire in Brasile. M. de Oliveira ha sempre fatto un cinema di Parola e di Utopia. Su Vieira (impersonato, in ordine cronologico discendente, da L. Duarte, L.M. Cintra e R. Trepa), definito da F. Pessoa “imperatore della lingua portoghese” e “maestro della forma e della visione”, ha fatto un film che, più che storico e biografico, è un autoritratto per transfert, un confronto tra il retore più famoso del Seicento e il cineasta più letterario del Novecento. Fotografia di Renato Berta, musiche di Carlo Paredes e Massimo Scapin.

Ritorno a casa (2001) di Manoel de Oliveira - Recensione | Quinlan.it

Regia di Manoel de Oliveira. Un film Da vedere 2000 con Catherine DeneuveMichel PiccoliJohn MalkovichLeonor SilveiraAntoine ChappeyCast completo Titolo originale: Je rentre à la maison. Genere Drammatico – Francia2000durata 90 minuti. – MYmonetro 4,00 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Finita una replica di Il re muore (1962) di E. Ionesco in un teatro parigino, un vecchio e famoso attore apprende che in un incidente d’auto ha perduto la moglie, la figlia, il genero. Gli restano un nipotino che ha altri nonni, un vuoto incolmabile, le abitudini di vita e di lavoro. Sul set di un film da Ulisse di Joyce, dove ha una piccola parte, avviene la svolta. La rinuncia. A 92 anni M. de Oliveira fa il suo 1° film sulla vecchiaia e se lo scrive da sé senza fonti letterarie alle spalle. La sua arte del togliere è inconfondibile, ma qui toglie troppo: invece di suggerire bisbiglia e invece di narrare dice. La leggerezza si ferma sulla soglia dell’ineffabile. Qua e là struggente, ma anche divertente nella sua pudica ironia, e un bel crescendo nell’ultima mezz’ora. M. Piccoli (1925) – in Italia con la voce di Walter Maestosi – è perfetto.

Regia di Manoel de Oliveira. Un film con Pilar López de AyalaRicardo TrepaFilipe Vargas. Titolo originale: O Estranho Caso de Angélica. Genere Drammatico, – Portogallo2010, distribuito da da definire. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

In una notte di pioggia il giovane e appassionato fotografo Isaac viene chiamato per scattare l’ultima foto a una morta. Angelica, questo è il suo nome, apre gli occhi e sorride mentre Isaac scatta. Da quel momento per il giovane ha inizio un’ossessione amorosa. Agli incubi si alternano momenti di profonda gioia quando vede la fanciulla comparire dinanzi a lui come uno spirito carico di positività.

Regia di Manoel de Oliveira. Un film con Luís Miguel CintraRicardo TrepaGloria De MatosMiguel GuilhermeDavid AlmeidaCast completo Titolo originale: O quinto império – Ontem como hoje. Genere Drammatico – PortogalloFrancia2004durata 127 minuti. Uscita cinema venerdì 15 luglio 2005 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 7 recensioni.

Dal dramma El-Rei Sebastião (1949) di José Régio cui M. de Oliveira s’era già ispirato in Benilde ou a Virgem Mãe e Mon Cas (1985). Sebastião (1554-78), nipote di Carlo V d’Austria, giovane re del Portogallo “nato ferito a morte”, è ossessionato dalla missione di unificare il mondo in un impero universale cattolico, impegnando il suo esercito in una nuova crociata (l’ultima) contro i Mori. Inutilmente sua zia Catarina e alcuni anziani consiglieri cercano di dissuaderlo. L’anziano “Calzolaio santo” lo incoraggia a realizzare il suo sogno, annunciandogli profeticamente che, scomparendo nella battaglia di Alcucér-Quibir (4-8-1578), diventerà il Re Nascosto o Velato ( encoberto ), cioè il mito di un sovrano messianico che tornerà a restaurare l’impero del Portogallo (il quinto dopo quelli greco, romano, cristiano e inglese). In questo film tenebroso e claustrofobico, tutto chiuso nel labirintico castello reale, Oliveira continua – oggi come ieri – il suo cinema di parola (non raffreddata: “scolpita”) di magnifica leggibile eleganza all’insegna di una triade (parole, immagini, tensione utopica) percorsa da una leggera brezza di ironia. Come il solito, prodotto da Paulo Branco.

Regia di Manoel de Oliveira. Un film Da vedere 1999 con Françoise FabianLeonor SilveiraChiara MastroianniAntoine ChappeyPedro Abrunhosa. Titolo originale: A carta. Genere Drammatico – PortogalloFranciaSpagna1999durata 108 minuti. – MYmonetro 3,84 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Parigi, fine del ‘900. Reduce da una delusione amorosa, Mademoiselle des Chartres accetta di sposare senza amore un medico affermato. Quando s’innamora di un acclamato cantante pop che la ricambia, riesce a controllare comportamento e azioni, ma non la forza del sentimento. Per lealtà confessa il suo tormento al marito che ne muore di dolore. Invece di assecondare finalmente, come potrebbe, il suo amore, abbandona il suo mondo e se ne va in Africa con una missione umanitaria. Dal romanzo La principessa di Clèves (1678) di Marie-Madeleine Pioche de La Vergne, contessa di La Fayette, considerato il primo romanzo psicologico moderno, il 91enne Oliveira ha tratto – rischiosamente, ma con impeccabile rigore – un film di passioni violente e fatali, in bilico tra tenerezza e crudeltà, una storia non esente da influenze gianseniste e da echi del teatro tragico del ‘600 (Corneille, Racine), contrapponendola alla società di oggi, così permissiva verso l’amore e il sesso. In un film concentrato sull’intimità, la scommessa di Oliveira consiste nel proporre un personaggio mirabilmente inattuale nella sua etica e, insieme, di farne la critica attraverso la figura dell’amica suora. Tenuta, come e più che gli altri attori, su un registro di recitazione atonale e vestita da Cerruti, la figlia di Mastroianni e C. Deneuve si è doppiata nell’edizione italiana con un attraente accento francese. Premio della Giuria a Cannes. Dallo stesso romanzo deriva La principessa di Clèves (1961).

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Regia di Manoel de Oliveira. Un film con Luís Miguel CintraLeonor SilveiraDiego DoriaDiogo DóriaRogério SamoraCast completo Titolo originale: Os canibais. Genere Drammatico – Portogallo1988durata 90 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Da un racconto fantastico di Alvaro do Carvahal. Una giovane sposa il visconte d’Alveda e scopre il suo segreto: è mezzo uomo e mezzo automa. Si uccide, disperata, mentre lo sposo si dà la morte buttandosi tra le fiamme del camino. Sarà mangiato dai cognati e dal suocero che erediteranno i suoi beni. Il film più buñueliano del grande vecchio Oliveira, interamente cantato come un’opera, impregnato di ironia fredda e di una perfida buffoneria satirica a spese dell’aristocrazia lusitana in dissoluzione.

I MISTERI DEL CONVENTO - Spietati - Recensioni e Novità sui Film

I misteri del convento (O convento) è un film del 1995 diretto da Manoel de Oliveira, tratto dal romanzo As terras do risco di Agustina Bessa-Luís. È stato presentato in concorso al 48º Festival di Cannes.

Lo studioso statunitense Michael Padovich vuole dimostrare che Shakespeare fosse in realtà un ebreo spagnolo. Si reca quindi, in compagnia della bella moglie Hélène, nel convento francescano di Arrábida per svolgere le sue ricerche nell’antica biblioteca. Ma l’atmosfera cupa e ambigua del luogo influisce sulla coppia.

Il principio dell'incertezza (2002) | FilmTV.it

Regia di Manoel de Oliveira. Un film con Leonor BaldaqueLeonor SilveiraRicardo Trepa. Titolo originale: O principio de incerteza. Genere Drammatico – Portogallo2002durata 133 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Antonio, figlio di ricchi proprietari terrieri nei pressi di Porto, e José Feliciano detto Toro Azzurro, figlio della domestica Celsa, sono cresciuti insieme. Antonio sposa l’ex ricca e vergine Camila di cui José è innamorato da sempre e ha per amante Vanessa, tenutaria di bordelli e socia di José in affari loschi. Nonostante i tentativi di Celsa, intrigante a buon fine, i destini incrociati dei quattro finiscono tra le fiamme dell’inferno. Per la 4ª volta il novantenne M. de Oliveira ricorre a un romanzo ( Joia de familia ) della compatriota Agustina Bessa-Luis; ne prende in prestito l’eleganza dei dialoghi filosofeggianti e salottieri; accentua lo snobismo cinico dei personaggi con la sua impassibile scrittura di algida ironia e ne sottolinea l’ambivalenza nel Bene e nel Male, come il titolo suggerisce. Prevalgono i tipici toni di “commedia umana” che lo inducono a disinteressarsi, verso la fine, della vicenda criminosa di fondo, eliminando ogni delucidazione narrativa. “Non sappiamo niente”, dice José alla madre. Che gli spettatori si arrangino, sembra dire il regista nel chiudere il suo gioco. Trilli di Paganini nella colonna musicale e fotografia del fido Renato Berta.

Regia di Manoel de Oliveira. Un film Da vedere 2012 con Michael LonsdaleClaudia CardinaleJeanne MoreauLeonor SilveiraLuís Miguel CintraCast completo Titolo originale: Gebo et l’ombre. Genere Drammatico, – Portogallo2012durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 26 giugno 2014 distribuito da Mediaplex Italia. – MYmonetro 3,04 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nella casa del vecchio Gebo si ritrovano diversi amici per discutere del mondo, un banchetto di quiete che potrebbe durare all’infinito. Il ritorno inatteso di João, figlio di Gebo che ha smarrito la retta via, sconvolge gli equilibri interni alla famiglia e provocherà serie conseguenze.
Il fenomeno inspiegabile che risponde al nome di Manoel De Oliveira ha da tempo smesso di sorprenderci; è diventata quasi un’abitudine attendere un suo nuovo film e toccare con mano come l’ultracentenario regista stacchi ancora il gruppo per sensibilità, levità e spirito di osservazione. Cogliendo in pieno lo zeitgeist di un’epoca mesta come quella del 2012, De Oliveira va dritto al cuore della questione: il denaro, la sua mancanza e il suo effetto sull’uomo. La crisi, quella con la “c” maiuscola, al centro dell’obiettivo, ma è nella peculiarità del tragitto percorso che si trova la firma del maestro, immune a ogni forma di contraffazione.

Cristoforo Colombo - L'enigma (2007) | FilmTV.it

egia di Manoel de Oliveira. Un film con Ricardo TrepaLeonor BaldaqueManoel De Oliveira. Genere Storico – PortogalloFrancia2007durata 100 minuti. – MYmonetro 2,86 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel 2007, alla soglia dei 100 anni, Oliveira ritorna, anche di persona, sul mare, per rievocare le imprese di Cristoforo Colon (e non Colombo) di cui si ricostruisce la possibile origine lusitana, non italiana né spagnola come comunemente si crede. Un angelo-fantasma, bardato dei colori verde e rosso della nazione portoghese, accompagna i viaggi di Manuel Luciano da Silvia e Silvia Jorge – attori poi sostituiti da Oliveira stesso e sua moglie Maria Isabel -, che tra gli anni ’40 e oggi ripercorrono luoghi come Lisbona, che vide partire le caravelle di Colombo/Colon; la Cuba in Alentejo, possibile luogo di nascita del navigatore; la New York che da sempre accoglie gli emigranti europei; la piazza newyorchese che ospita il Memoriale delle Scoperte. Il film è una “amorosa” lezione di storia per i portoghesi, l’auspicio appassionato del recupero di una memoria collettiva, allargata almeno agli stessi americani dimentichi di eventi, fatti, epoche che sono all’origine della loro storia.

Regia di Manoel de Oliveira. Un film Da vedere 2006 con Michel PiccoliBulle OgierRicardo TrepaLeonor BaldaqueJulia Buisel. Genere Drammatico – PortogalloFrancia2006durata 72 minuti. Uscita cinema venerdì 8 settembre 2006 – MYmonetro 2,94 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

In omaggio a Buñuel e al suo complice Jean-Claude Carrière, il sempreverde M. de Oliveira prende 2 personaggi di Belle de jour (1967) – Séverine e Henri Husson – e li fa incontrare a Parigi, facendo in modo che continuino a detestarsi come in passato. 2° film, dopo Lo specchio magico (2005), prodotto al regista da Miguel Cadilhe che gli ha messo a disposizione una troupe di alto livello tecnico (compresa la costumista Milena Canonero). Mentre M. Piccoli rinnova con divertita perfidia il sadismo e l’ironia del dandy Husson, B. Ogier, attrice prediletta di Rivette, sostituisce con grazie la puntuta C. Deneuve. A far da interlocutore-coro c’è il barista di R. Trepa, nipote del regista. È un divertimento (in senso musicale) di raffinata e perversa eleganza che arriva a 72 minuti grazie anche alla Nona Sinfonia di Antonin Dvo45 ák, eseguita dall’orchestra della Fondazione Gulbenkian di Lisbona. Basta il modo con cui Oliveira si sbriga della misteriosa scatola sibilante e della domanda che assilla l’invecchiata Séverine (fu rivelata la verità a suo marito?) per dirne la leggerezza. Husson nega che quei fatti di 40 anni prima siano mai accaduti, aprendo la via alla smania delle interpretazioni.

Aniki Bóbó (1942) - Streaming, Trailer, Trama, Cast, Citazioni

Regia di Manoel de Oliveira. Un film Da vedere 1942 con Nascimento FernandesFernanda MatosHoracio SilvaAntonio SantosManuel Spusa. Genere Commedia 1942durata 102 minuti.

La vita quotidiana dei bambini nelle vie di Oporto. Due di loro si contendono le simpatie di una ragazzina il cui grande sogno è una bambola vista nella vetrina di un negozio. 1° lungometraggio narrativo di Oliveira. C’è chi lo iscrive nel cinema neorealista, ma forse, nonostante le apparenze, è una storia di adulti trasposta nel mondo dell’infanzia. Grande sensibilità senza sentimentalismi. Il titolo è un grido infantile di richiamo.

Atto di primavera

Regia di Manoel de Oliveira. Un film Da vedere 1963 con Nicolau Nuñes da SilvaErmelinda PiresMaria MadalenaAmélia ChavezLuis de Sousa. Titolo originale: Acto da primavera. Genere Religioso – Portogallo1963durata 90 minuti.

Ogni anno in tempo pasquale gli abitanti di Curala (Portogallo del Nord), contadini e artigiani, mettono in scena per le vie del paese la Passione di Gesù Cristo che si è fatto uomo tra gli uomini, e tutti gli altri personaggi (compreso il diavolo) hanno il loro volto e i corpi. Autore della sceneggiatura – dal romanzo Auto da Paixão di Francisco Vaz De Guimaraes – con José Régio e José Carvalho, responsabile anche della fotografia, de Oliveira li filma. Dopo la deposizione della croce, alle immagini in presa diretta alterna immagini d’archivio in bianco e nero di guerra: soldati durante uno sbarco, i loro cadaveri, esplosioni nucleari, corpi straziati dalle radiazioni. Altri dolori, altre vittime innocenti. Finito il rito, mentre gli abitanti leggono il giornale, emerge la Resurrezione, rappresentata da un albero in fiore agitato dal vento. Presentato al Festival di Rotterdam 1963.