Category: Consigliati


Regia di David Mackenzie. Un film con Jeff Bridges, Gil BirminghamDale DickeyBen FosterChris PineWilliam SterchiBuck TaylorCast completo Titolo originale: Comancheria. Genere ThrillerDrammatico – USA2016durata 102 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 2,76 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Rapinare le agenzie della Texas Midlands, solo pezzi piccoli, solo dalle casse, la mattina presto quando non ci sono clienti. Pulire i soldi al Casinò. Pagare i debiti, estinguere l’ipoteca e lasciare il ranch dove ha appena scoperto il petrolio ai suoi due figli, per interrompere una storia di povertà famigliare durata anche troppo. È questo il piano di Toby, per il quale ha bisogno di suo fratello Tanner, da poco in libertà, dopo dieci anni di carcere. Le banche gli hanno preso quel poco che aveva e ora lui deve riprenderselo, possibilmente senza spargere sangue. Due le incognite: Tanner, che è una testa calda, e un Texas ranger a un passo dal pensionamento, che come detective sa il fatto suo meglio di tutti gli altri.
Il britannico David Mackenzie “esce” a sua volta dalla prigione del suo precedente film, “Starred Up”, con la voglia di una scorribanda. Il Texas, con il suo paesaggio geografico e umano rude e sanguigno, spesso sarcastico, gli offre lo sfondo per un western contemporaneo che riassegna i ruoli e per una storia di deserti emotivi e trivellazioni in profondità, al cuore degli affetti.
Le intenzioni sono buone, per quanto non sorprendenti, ma il film tarda a mettersi in moto, si trascina a lungo, indeciso se giocare la carta del thriller o quella del ritratto psicologico o ancora del western lirico e moderno. La colonna sonora parla allora al posto della regia, ma è invadente, chiacchierona: ha poco a che fare tanto con il lessico dei comanchi che con quello dei cowboys.
La sceneggiatura, firmata dall’autore di Sicario, parla di una violenza diversa, ma non meno disumana: quella del capitale, delle sue trappole, delle sue minacce educate ma senza sconti. E parla di uomini: diversi, ma vicini, i due fratelli; in tutto simili, ma lontani, Toby e il Ranger. C’è una linea che li divide, quella della legalità, e nessuna evenienza che uno dei due possa passare dall’altra parte. Chris Pine nei panni del primo e Jeff Bridges in quelli del secondo, trovano due ruoli che calzano loro a pennello, e li vestono al meglio. Mackenzie non li fa incontrare fino al finale, ma li accomuna con lo strumento del montaggio. Quando li mette l’uno di fronte all’altro, armati, dentro la forma a specchio del duello, confeziona un gran finale senza per questo alzare la sordina. Se ciò che lo procede avesse avuto lo stesso stampo, avremmo visto un film migliore.

3.8/5
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Un film di Todd Haynes. Con Kate Winslet, Brian F. O’Byrne, Mare Winningham, James LeGros, Melissa Leo. Formato Serie TV, Titolo originale Mildred Pierce. Drammatico, – USA 2011. MYMONETRO Mildred Pierce * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Mildred Pierce è mamma, moglie e casalinga nell’America della Grande Depressione. Tradita e abbandonata dal marito, tra una torta e l’altra cerca lavoro a Los Angeles per garantire futuro e privilegi alle sue bambine, Ray e Veda. Assunta come cameriera in una tavola calda, Mildred rivela presto il suo talento di cuoca e pasticcera, che mette in pratica aprendo un ristorante. Rialzata la testa ma segnata da un lutto profondo, Mildred prende letteralmente in mano il suo futuro e quello di Veda, musicalmente dotata e in evidente conflitto con lei. Tra una mamma indefessa e una figlia insidiosa si insinua Monty Beragorn, giocatore di polo ricco e viziato che pratica il dolce far niente.
Ambientato negli anni Trenta e nell’America in crisi del repubblicano Herbert Hoover, Mildred Pierce è un (melo)dramma in cinque atti prodotto dalla HBO e magnificamente diretto da Todd Haynes. Mildred Pierce, come Lontano dal paradiso nove anni prima, mostra un’ossessiva fedeltà formale nei confronti di un genere che viene nondimeno attualizzato e modificato.

4.00/5
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Locandina italiana Argo

Un film di Ben Affleck. Con Ben Affleck, Bryan Cranston, Alan Arkin, John Goodman, Victor Garber. Titolo originale Argo. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 120 min. – USA 2012. – Warner Bros Italia uscita giovedì 8 novembre 2012. MYMONETRO Argo * * * 1/2 - valutazione media: 3,70 su 131 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1979, in seguito alla fuga negli Stati Uniti dello Scià iraniano Mohammad Reza Pahlavi durante la rivoluzione, l’ambasciata americana di Teheran fu presa d’assalto dai rivoluzionari e i suoi impiegati sequestrati per più di 400 giorni. Sei cittadini statunitensi riuscirono a fuggire di nascosto e trovare rifugio nella residenza dell’ambasciatore canadese, il quale, a proprio rischio e pericolo, concesse clandestinamente ospitalità e supporto.
Per riportare in patria i propri connazionali la CIA organizzò una missione di esfiltrazione particolarmente audace, ideata dall’esperto del campo Tony Mendez e coadiuvata da una vera produzione hollywoodiana. Basandosi su una sceneggiatura realmente acquistata dal sindacato sceneggiatori fu data l’illusione a tutti (soprattutto alla stampa, in modo che si producessero articoli in materia) che c’era l’intenzione di girare un film di fantascienza in Iran, così da poter ottenere dal Ministero della cultura iraniano il permesso di entrare ed uscire dal paese e, nel fare questo, poter portare via i sei ospiti dell’ambasciatore canadese spacciandoli per maestranze del film.
Il titolo del finto film in questione era Argo.

3.7/5
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Locandina italiana 127 OreUn film di Danny Boyle. Con James Franco, Amber Tamblyn, Kate Mara, Clémence Poésy, Kate Burton. Titolo originale 127 Hours. Avventura, durata 90 min. – USA, Gran Bretagna 2010. – 20th Century Fox uscita venerdì 25 febbraio 2011. – VM 14 – MYMONETRO 127 Ore * * * - - valutazione media: 3,28 su 91 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Aron Ralston, 26 anni, entusiasta dello sport e della libertà, si concede una giornata di biking e trekking nel Blue John Canyon dello Utah. Sole, musica, paesaggi mozzafiato e un fortuito incontro con due belle escursioniste che si prestano a tuffi e risate: cosa chiedere di più? Tornato solo, però, scendendo un crepaccio, Aron smuove inavvertitamente un masso vecchio di milioni di anni e si ritrova immobilizzato, con un braccio bloccato tra questo e la roccia, praticamente senza cibo né acqua. Sopravvivrà 5 giorni in condizioni fisiche e psicologiche gravissime, arrivando, per liberarsi, a segarsi il braccio con un coltellino.
Da sempre Danny Boyle intende il cinema come uno sport estremo. Nel bene e nel male, piaccia o faccia storcere il naso, questo è il suo credo, la sua marcia. In passato, però, dopo l’incontro magico con l’immaginario di Irvine Welsh, si è spesso arrabattato per far coincidere il ritmo e il senso dei racconti con quello della sua visione e della sua macchina da presa, forzando la mano e scadendo volentieri nel virtuosismo gratuito e grezzotto.
La vicenda reale di Aron Ralston ha offerto, invece, al regista inglese ciò che attendeva da tempo (o forse eravamo noi ad attenderlo più di lui), vale a dire pane per i suoi denti, cibo per la sua mente. Boyle ri-immagina, infatti, l’esperienza estrema di Ralston con i ralenti e le accelerazioni, le soggettive impossibili e i raddoppi di formato (la telecamerina, come in The Beach) che tanto gli piacciono, ma anche con un pudore e una pulizia che non eravamo pronti ad attribuirgli.

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Locandina SmokeUn film di Wayne Wang, Paul Auster. Con Harvey Keitel, William Hurt, Forest Whitaker, Stockard Channing, Ashley JuddDrammatico, durata 100 min. – USA 1995.MYMONETRO Smoke * * * 1/2 - valutazione media: 3,93 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Premiato al Festival di Berlino con l’orso d’argento. Hurt è uno scrittore che ha perso la giovane moglie, incinta, Keitel un tabaccaio di Brooklyn. Nella sua tabaccheria passa il mondo, per lo più poveracci. Mentre Hurt dà asilo a un giovane nero in cerca di un padre mai visto, Harvey affronta una drogata che forse è sua figlia.Nel frattempo si racconta: vicende nella vicenda, pure parole. Keitel ha riempito decine di album della stessa fotografia. Da oltre dieci anni, alle otto del mattino, nella stessa posizione, fotografa l’incrocio davanti al suo negozio, col caldo, col freddo, con tanta gente diversa. Casualmente viene inquadrata anche la moglie dello scrittore, che si commuove fino a piangere. Il “New York Times” commissiona a Hurt il racconto di Natale, è una grande occasione per lui, ma non ha l’ispirazione. È Harvey che lo aiuta, raccontandogli una storia straordinaria, di un certo natale di molti anni prima. Nel frattempo tutti i personaggi, proprio tutti, stanno sempre fumando qualcosa. Il film ha anche questa funzione, è una grande promozione del fumo. Film straordinario, il migliore dell’anno insieme a Lisbon Story. Film di parole, dove per una volta vale più lo scrittore del regista. Non è un caso infatti che il film rechi la firma di entrambi. Paul Auster, lo scrittore, è uno dei grandi talenti emergenti nel panorama americano. Si dimostra che la qualità vera, l’intelligenza, il talento recitativo, valgono sempre, e moltissimo. Per lunghe sequenze i due protagonisti raccontano a macchina ferma sul primo piano. Gli ultimi cinque minuti, che visualizzano il racconto natalizio di Keitel, possono entrare nella leggenda del cinema. Un omaggio infine a Harvey Keitel, presente in tanti film decisivi del nostro tempo. La ragione c’è: è il migliore attore cinematografico del mondo.

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Locandina italiana Sugar ManUn film di Malik Bendjelloul. Con Stephen Segerman, Dennis Coffey, Steve Rowland, Mike Theodore, Dan Dimaggio. Titolo originale Searching for Sugar Man. Documentario, durata 86 min. – Svezia, Gran Bretagna 2012. – I Wonder e Unipol Biografilm Collection uscita giovedì 27 giugno 2013. MYMONETRO Sugar Man * * * * - valutazione media: 4,33 su 5 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

I primi anni ’70 del rock americano sono una stagione che definire memorabile è riduttivo, per quantità e qualità di offerta musicale: l’onda lunga dei ’60 mescolata alle diramazioni rivoluzionarie che verranno, l’album che si afferma definitivamente sul singolo, i generi che cominciano a mescolarsi in ibridi sempre più suggestivi. Una stagione talmente aurea da costare il semi-anonimato per talenti tutt’altro che trascurabili: gente come Bruce Palmer, Shuggie Otis o Sixto Rodriguez. La parabola di quest’ultimo, però, è così carica di curiosità e sfortunate vicissitudini da meritare un discorso à rebours, che porta a un documentario che diviene dapprima un caso e in seguito un Oscar (per una volta) indiscutibile.

Regia di Massimo Troisi. Un film Da vedere 1981 con Massimo TroisiFiorenza MarchegianiLello ArenaMarco MesseriDeddi Savagnone.Cast completo Genere Commedia – Italia1981durata 109 minuti. Uscita cinema lunedì 23novembre 2015 distribuito da Microcinema. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,50 su 31 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il giovane Gaetano vive a San Gregorio a Cremano insieme con la famiglia e le amicizie di sempre. Quando capisce che anche per lui è arrivato il momento di cambiare aria, decide di fare le valigie e trasferirsi presso la zia a Firenze. Qui incontra Marta, giovane infermiera col pallino della scrittura, per la quale nasce un interesse ricambiato. A movimentare le sue giornate si uniscono un parroco intimo della zia, Frankie, e il suo vecchio amico Lello, che lo raggiunge in città.
Si rivede ogni volta come fosse un’antologia questo spericolato debutto, ma stralunato e curioso, di Massimo Troisi. Chi, tra i nati in quella generazione e anche tra i più giovani, non ride alla battuta del napoletano emigrante o a quella di San Francesco, chi non ricorda la mimica sul doppio miracolo o il pezzo sull’onomastica dei nomi Ugo e Massimiliano; o ancora la gag della telecinesi in cui Massimo Troisi-Gateano prova a spostare un vaso perché, come dice il suo personaggio, al vaso non costa nulla mentre a lui, ragazzo uscito di casa in cerca di un futuro, cambierebbe la vita. 

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Un film di Werner HerzogDocumentariodurata 103 min. – USA 2005uscita venerdì 24 novembre 2006. MYMONETRO Grizzly Man

“Una natura stupida, oscena e sbagliata”. Questa è la conclusione cui si arriva di fronte alla toccante riflessione per immagini del regista tedesco, lacerante docu-dramma che ripercorre le tredici estati (dal 1990 al 2003) trascorse in Alaska dall’americano Timothy Treadwell, attivista/ecologista animato dall’ossessione di proteggere dai bracconieri una comunità di orsi grizzly.
Alternando estratti da quel “film di estasi umana e di cupo tumulto interiore” (come l’ha definito il regista) realizzato da Treadwell stesso, suggestive riprese naturalistiche e interviste realizzate a parenti e amici di Tim dallo stesso Herzog, la pellicola va a costruire una drammatica parabola esistenziale sull’utopico sogno dell’Uomo di poter dominare, seppur benevolmente, una Natura atavicamente spietata e violenta . 
Riecheggiando quella di tanti travagliati eroi solitari del cinema di Herzog, la storia di Tim si conclude infatti tragicamente con il brutale attacco da parte di un grizzly all’uomo e alla fidanzata Amie Huguenard, quell’estate al suo fianco. Attacco registrato dal microfono della videocamera di Tim, testimone esclusivamente sonora di una tragedia annunciata. E dolorosamente ripercorsa nel film da Herzog che, mettendosi in campo in prima persona, in maniera toccante e discreta fa sua – ma fortunatamente non nostra – questa straziante e privata tragedia sonora.
Il regista tedesco ribadisce così la sua pessimistica visione del mondo della natura, restituendoci allo stesso tempo tutta l’innocenza e la spontaneità di uno spirito umano ingenuo e vitale. Ultimo amico della natura, oltre ogni limite.

Un film di Orson Welles. Con Janet Leigh, Charlton Heston, Marlene Dietrich, Orson Welles, Joseph Calleia. Titolo originale Touch of Evil. Poliziesco, Ratings: Kids+13, b/n durata 93 min. – USA 1958. MYMONETRO L’infernale Quinlan * * * * - valutazione media: 4,39 su 24 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un poliziotto messicano, Vargas, affianca un ispettore americano, Quinlan, nelle indagini sull’uccisione di un ricco proprietario terriero. Ben presto Vargas scopre che Quinlan ha un’idea tutta sua della giustizia e che non esita a falsificare le prove pur di far combaciare la realtà con le sue convinzioni. La verità alla fine trionfa, ma non senza difficoltà. Da un “giallo” di Whit Masterson. Questo titolo è diventato, nel tempo, un vero culto per gli appassionati. Pur non essendo considerato una delle opere fondamentali del regista, contiene alcune soluzioni di linguaggio richiamate anche nelle scuole di cinema. Molto citato è il piano sequenza di dodici minuti dell’inizio. E anche le acrobazie di Charlton Heston nel finale quando pedina Quinlan cercando di registrare la sua voce per incastrarlo. L’aneddotica racconta di Marlene Dietrich, che non era prevista nella sceneggiatura, in visita casuale sul set, inserita estemporaneamente nella parte della zingara. La produzione impose al regista alcune scelte non gradite. Welles disse: “mi hanno dato Heston, biondo di un metro e novanta, per fare un poliziotto messicano”. Nel 2001 il film è stato rimasterizzato e ricomposto nella colonna sonora. È stato distribuito nel grande circuito in edizione originale sottotitolato. Il pubblico, soprattutto giovane, ha risposto bene. Continua a leggere

Un film di Antoine Fuqua. Con Richard Gere, Don Cheadle, Ethan Hawke, Wesley Snipes, Jesse Williams. Drammatico, durata 132 min. – USA 2009. MYMONETRO Brooklyn’s Finest * * * - - valutazione media: 3,42 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

A Brooklyn i poliziotti non sono tutti dei santi. C’è chi si è infiltrato troppo a lungo tra gli spacciatori e ora si è affezionato a quel criminale in cerca di redenzione che il distretto vuole incastrare, c’è chi non ha mai fatto nulla durante i suoi anni di servizio ma proprio nel primo giorno di pensione decide di agire da vero poliziotto e, infine, chi di fronte all’esigenza di comprare una casa nuova per evitare che la muffa della vecchia uccida moglie e figli è pronto ad uccidere e rubare.
Fuqua è tornato. Tornato al tempo presente, tornato alle ambientazioni metropolitane e tornato alle storie che preferisce raccontare, quelle cioè di poliziotti davanti a un bivio, uomini che hanno scelto il lavoro morale per eccellenza e che continuamente sono posti di fronte al bivio tra sentimenti ed etica.
Brooklyn’s finest è sulla carta un poliziesco, ma svela subito la sua natura di straordinaria tragedia da teatro elisabettiano dove i personaggi sembrano predestinati alla sofferenza. Per ognuno di essi infatti si tratta di scegliere tra due tipologie differenti di infelicità e il loro battersi lungo tutto il film sembra nel finale una titanica lotta contro un fato indifferente.
E Fuqua stesso è indifferente ai loro drammi. Sempre distaccato, sempre classico nel montaggio e sempre distante nei climax emotivi il regista sembra percepire i propri personaggi in quanto tali e non come fossero esseri umani. Questa caratteristica tuttavia non toglie ardore al film che anzi ha il passo sicuro dei grandissimi racconti classici e la decisione dei drammi etici, in cui l’autore si dimostra fiero nell’ostentare un’esigenza di moralità.
A Brooklyn gli uomini migliori dovrebbero essere questi eppure le scelte che fanno non li rendono tali. La violenza, le sparatorie e il sangue al pari degli inganni dovrebbero servire uno scopo più alto ma il dubbio che siano espedienti di un disperato tentativo di salvezza personale rimane sempre.
Presentato a Venezia in una versione, il film arriverà in sala con un montaggio diverso, voluto dall’autore e più fedele all’idea originale, che cambia una parte del finale accentuandone i tratti tragici. Continua a leggere

Un film di Sebastián Cordero. Con Karolina Wydra, Michael Nyqvist, Sharlto Copley, Christian Camargo, Daniel Wu. Fantascienza, – USA 2013.

Il film racconta la storia di una squadra di sei astronauti provenienti da varie nazioni che s’imbarcano per la prima missione spaziale verso Europa, la quarta luna di Giove.

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Un film di Cary Fukunaga. Con Heather Ashley Boyd, Bruce Elliott, Tory Kittles, David Stephen Mitchell, Michael Potts. Formato Serie TV, Thriller, durata 60 min. – USA 2014.

True Detective è una serie televisiva statunitense, ideata da Nic Pizzolatto per HBO. La serie, con protagonisti Matthew McConaughey e Woody Harrelson, è composta da otto episodi diretti da Cary Fukunaga, che sono andati in onda su HBO dal 12 gennaio 2014.[1]  True Detective è concepita come una serie antologica, che avrà per ogni stagione interpreti e storie differenti.[2]

Le vite dei detective Rust Cohle e Martin Hart si intrecciano inesorabilmente nella lunga caccia a un serial killer in Louisiana, durata diciassette anni. Attraverso archi temporali diversi, vengono raccontate le vite e le indagini dei due detective, dal 1995 al 2012, anno in cui il caso viene riaperto. Continua a leggere

Risultati immagini per Il ProfetaUn film di Jacques Audiard. Con Tahar Rahim, Niels Arestrup, Adel Bencherif, Reda Kateb, Hichem Yacoubi. Titolo originale Un Prophète. Drammatico, durata 150 min. – Francia, Italia 2009. – Bim uscita venerdì 19 marzo 2010. MYMONETRO Il Profeta * * * 1/2 - valutazione media: 3,91 su 158 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Malik El Djebena ha 19 anni quando viene condannato a sei anni di prigione. Entra con poco o nulla, una banconota ripiegata su se stessa e dei vestiti troppo usurati, che a detta delle guardie non vale la pena di conservare. Quando esce ha un impero e tre macchine pronte a scortare i suoi primi passi. In mezzo c’è il carcere, la protezione offertagli da un mafioso corso, l’omicidio come rito d’iniziazione, l’ampliarsi delle conoscenze e dei traffici, le incursioni in permesso fuori dal carcere, dove gli affari prendono velocità.
Ciò avviene all’interno di una prigione, il cinema lo ha già raccontato altrove meglio che qui, per non parlare di come nasce un padrino. Quello che fa Audiard, nel suo film, è prendere il genere per mostrarsi infedele, instaurare con esso un doppio gioco, come fa Malik con il boss corso, stare apparentemente nelle regole ma prendersi la libertà di raccontare anche molto altro.
Malik è uno che apprende in fretta. Impara ad uccidere ma, dallo stesso crimine, impara anche che nel carcere c’è una scuola dove possono insegnargli a leggere e a scrivere. Dalla scuola apprende un metodo, grazie al quale impara da autodidatta il dialetto franco-italiano della Corsica: di fatto si procura un’arma, che obbliga il capo a tener conto di lui. Dagli arabi impara a capire cosa vogliono, dai Marsigliesi impara a trattare, da un amico, forse, imparerà a voler bene.
I compagni di galera prendono a definirlo un profeta, perché lui è quello che parla, con gli uni e con gli altri, quello che porta i messaggi dentro e fuori, che conosce la gente che può far comodo negli affari. Egli fa grandi cose, insomma; la sua via è tracciata come quella di chi ha una missione.
Ancora una storia che ruota nell’universo tanto umano quanto traditore della comunicazione, dunque, dopo quella in cui Vincent Cassel leggeva dalle labbra e quella in cui Romain Duris si affidava alle note. Qui le lingue sono almeno tre, ma è quella silenziosa del sangue che sigla gli accordi, e il potere, in questo codice, è inversamente proporzionale al numero di parole che richiede. Continua a leggere

Risultati immagini per Fargo serieFargo è una serie televisiva statunitense trasmessa dal 15 aprile 2014 dalla rete via cavo FX.

La serie antologica, pensata per narrare una storia diversa in ogni stagione, trae ispirazione dal film del 1996 Fargo, dei fratelli Coen, i quali figurano tra i produttori esecutivi.

Ai Premi Emmy 2014 la prima stagione è stata giudicata miglior miniserie televisiva; vincendo anche il premio alla miglior regia e al miglior casting per un film, miniserie o speciale drammatico; anche ai Golden Globe 2015 è stata premiata come miglior miniserie e Billy Bob Thornton è stato riconosciuto miglior attore protagonista in una miniserie o film per la televisione.

La prima stagione di Fargo segue le vicende avvenute nel 2006 in Minnesota, tra le cittadine di Bemidji e Duluth. Le città del nord degli Stati Uniti sono segnate dall’arrivo del violento delinquente Lorne Malvo, il quale, durante un casuale incontro a Bemidji, trascina in un piano criminale un sempliciotto assicuratore senza successo, Lester Nygaard. A seguire le tracce delle loro malefatte è la giovane e intraprendente agente di polizia Molly Solverson. Continua a leggere

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This Is Us è una serie televisiva statunitense creata da Dan Fogelman e trasmessa dal 20 settembre 2016 dall’emittente NBC.

Si tratta di un dramma familiare narrato su tre archi temporali, interpretato da un cast corale che comprende Milo VentimigliaMandy MooreSterling K. BrownChrissy MetzJustin HartleySusan Kelechi WatsonChris Sullivan e Ron Cephas Jones.

La serie è stata accolta da un marcato successo di critica e pubblico, venendo candidata pochi mesi dopo il debutto al Golden Globe per la miglior serie drammatica.

Nel 1980 Jack e Rebecca sono una coppia di giovani sposi la cui vita si complica inaspettatamente quando lei rimane incinta di tre gemelli. Il giorno del parto plurigemellare, nonché compleanno di Jack, le cose non vanno come sperato e uno dei bambini non sopravvive. Su proposta del dottore che ha gestito il parto, i due neo-genitori decidono tuttavia di adottare un bambino afroamericano nato nello stesso giorno e abbandonato da sconosciuti nei pressi di una vicina caserma dei vigili del fuoco, facendo in seguito ritorno a casa comunque con tre figli.

Nel presente, 36 anni dopo, i tre fratelli vivono ormai in diverse città degli Stati Uniti: Kevin, è un noto attore televisivo che inizia a non essere pienamente soddisfatto della sua vita mondana andando alla ricerca di un cambiamento professionale e non solo; Kate è la sorella a cui è molto legato, la quale cerca invano di controllare il suo peso; Randall, marito e padre di due figlie, è il loro fratello adottivo che va alla ricerca del proprio padre naturale da cui era stato abbandonato. Quando lo trova, scoprirà che la madre era da sempre a conoscenza della sua identità.

La trama segue tre linee temporali: le vicende dei tre fratelli adulti nel presente ma anche quelle nel loro passato e in quello dei loro genitori, così come avvenimenti nel futuro.

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Un film di Chan-wook Park. Con Song Kang-ho, Lee Bzung Heon, Lee Yeong-ae Titolo originale Gong Dong Kyung Bi Gu Yuk Jsa. Storico, durata 110 min. – Corea del sud 2000. MYMONETRO Joint Security Area * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 2 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il Nord e il Sud della Corea si incontrano lungo una striscia di terra che è denominata Joint Security Area. Un confine che, a dispetto del nome beffardo, non è affatto un simbolo di unione, ma un baratro a due sponde, su ognuna delle quali una Corea contempla e aspetta di veder sprofondare l’altra. C’è una riga di cemento a dividere gli avamposti dei due schieramenti dove le guardie trascorrono anni a fissarsi, senza mai interagire in alcun modo se non premendo il grilletto quando cede la tensione.
È proprio uno di questi episodi che deve indagare il maggiore donna Sophie E. Jean: un soldato del Sud si è introdotto in una baracca della zona Nord e ha ucciso un ufficiale e un soldato nemici. Un folle commando “a solo”, sembrerebbe, ma la realtà nasconde un segreto insospettabile.
JSA segna alla sua uscita (2000) il record di spesa per un film coreano, ma ripaga rapidamente tale sforzo divenendo il campione d’incassi di sempre del paese asiatico, e imponendosi come il film della svolta nell’industria cinematografica della Corea del Sud. Il segreto di questo successo è frutto della convergenza virtuosa di diversi fattori: un cast di stelle tutte in stato di grazia; una cura inedita per le ambientazioni e la scenografia; una regia consapevole e finalmente capace di osare.
Ma soprattutto è la vicenda narrata a conferire a JSA la statura di un vero e proprio classico. Park Chan-wook, autore e regista, scandaglia la tensione tra Nord e Sud nel profondo, oltre la politica, oltre la storia, oltre il macroscopico conflitto, fino al punto in cui l’odio preconfezionato tra due parti di uno stesso popolo è ancora a portata di sputo, e di sorriso. Un solco divide gli uomini sia l’uno dall’altro che all’interno di ognuno di essi, dove il nazionalismo esasperato stride, con violenza, contro un riconoscimento reciproco fatto di usanze in comune, di una stessa lingua, di una fratellanza negata.
Con JSA Park Chan-wook rappresenta il clichè della guerra insensata e rapidamente lo scardina, scattando una fotografia che ha l’aria di un souvenir da gita militare ma che a guardarla meglio nasconde vicende di drammatica umanità. Continua a leggere

Risultati immagini per Il Mucchio selvaggio locandinaUn film di Sam Peckinpah. Con William Holden, Ernest Borgnine, Warren Oates, Robert Ryan, Edmond O’Brien. Titolo originale The Wild Bunch. Western, durata 134 min. – USA 1969. MYMONETRO Il mucchio selvaggio * * * * 1/2 valutazione media: 4,71 su 33 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

L’azione si svolge al confine messicano durante la rivoluzione di Pancho Villa. Un gruppo di banditi accetta di depredare per denaro un carico di armi destinate ai ribelli. Il colpo riesce sennonché uno dei malviventi, scoperto mentre nasconde una cassa del prezioso carico, viene torturato e ucciso. I suoi compagni, per vendicarlo, sparano sui regulares uccidendoli, ma rimanendone anche vittime. Il regista ha dipinto un affresco anticonformista descrivendo una realtà di miseria e squallore, lasciando parlare i peones messicani con il loro dialetto. Film importante; uno dei manifesti del tramonto del western. Mentre Butch Cassidy, l’altro grande western decadente, uscito nello stesso anno, è tenero e nostalgico, questo film è crudele e cinico. Continua a leggere

Locandina italiana Lo sciacallo - The NightcrawlerUn film di Dan Gilroy. Con Jake Gyllenhaal, Rene Russo, Bill Paxton, Riz Ahmed, Kevin Rahm. Titolo originale Nightcrawler. Thriller, Ratings: Kids+16, durata 117 min. – USA 2014. – Notorious uscita giovedì 13 novembre 2014. – VM 14 – MYMONETRO Lo sciacallo – The Nightcrawler * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 39 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Louis è un ladro di materiali edili quando lo incontriamo, non è chiaro cosa abbia fatto prima ma ora ruba rame, ferro e simili per rivenderli sottoprezzo ai cantieri con un obiettivo più grande: trovare un vero lavoro in una congiuntura economica non facile. Tuttavia nessuno assume un ladro. Un giorno è testimone di un incidente stradale e vede una troupe televisiva accorsa per riprendere l’accaduto, capisce che è un vero lavoro e uno che paga ma nemmeno in questo caso trova qualcuno pronto ad assumerlo così pensa di poter fare da sè e con i propri metodi (il furto) ruba il necessario per comprare un’attrezzatura di base e iniziare a girare le strade di Los Angeles in cerca di incidenti, furti e cronaca dura da rivendere ad un’emittente locale con pochi scrupoli. Quando il business si fa più serio aumenta anche la sua abilità ma non il suo senso del limite e dell’etica verso le vittime.
É molto bella la maniera in cui l’imprenditore invasato di sogno americano di Jake Gyllenhaal parla con gli occhi spalancati, ascolta quel che gli viene detto, fa tesoro di ogni batosta e ogni insegnamento per arrivare al proprio traguardo. Uno svantaggiato che non ha avuto un’educazione vera e propria ma che ha imparato a trovare su internet tutte le nozioni di cui ha bisogno. Si applica, studia e lavora senza sosta, è insomma concepito come l’ideale statunitense Louis e appare a tutti gli effetti come un personaggio positivo, non fosse per quel dettaglio della mancanza di scrupoli e della sete di ambizione che ci viene rivelata fin dalla prima scena.
Intorno a lui si muove tutto un film che quando non lo accompagna nelle lunghe nottate passate ad ascoltare la radio della polizia, lo riprende mentre lui stesso si sforza di riuscire a riprendere qualcosa o ancora lo guarda mentre gli altri gli parlano, in piani d’ascolto che sono l’arma vera di Jake Gyllenhaal. Faccia scavata e taglio di capelli che tradiscono un’origine popolare, modo di parlare controllato e un’eccessiva sicurezza in sè che tradiscono l’opposto, se la storia di Lo sciacallo è la più classica critica al cinismo dei media, nel protagonista c’è una complessità di intenti e di stimoli che non è frequente. Continua a leggere

Risultati immagini per Balla coi LupiUn film di Kevin Costner. Con Kevin Costner, Mary McDonnell, Graham Greene, Rodney A. Grant, Floyd Red Crow Westerman. Titolo originale Dances with Wolves. Western, Ratings: Kids+13, durata 180 min. – USA 1990. MYMONETRO Balla coi lupi * * * * - valutazione media: 4,40 su 50 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

C’era stato un tempo in cui il western era uno dei generi più popolari di Hollywood. Che si trattasse di Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco o Burt Lancaster e Kirk Douglas in Sfida all’OK Corral o Clint Eastwood nella trilogia di Sergio Leone, il vecchio West era un modo sicuro per stare in testa al box office fino agli anni ’70 quando scomparve repentinamente quasi del tutto. Ma Kevin Costner nel 1990 riaprì al meglio la stagione del western e nel giro di tre anni ben due film del genere (per l’appunto Balla coi lupi e “Gli spietati”) riuscirono ad aggiudicarsi l’ambita statuetta di miglior film agli Oscar. E per la prima volta Hollywood “premiò gli Indiani” (e lo fece nella persona di Costner, un diretto discendente della tribù Cherokee) anche se non era certo il primo western della parte dei nativi americani. Continua a leggere

Poster A Serious Man

Regia di Joel CoenEthan Coen. Un film Da vedere 2009 con Michael StuhlbargRichard KindFred MelamedSari LennickAdam Arkin.Cast completo Genere Commedia – USAGran BretagnaFrancia2009durata 105 minuti. Uscita cinema venerdì 4dicembre 2009 distribuito da Medusa. – MYmonetro 3,98 su 171 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Da qualche parte nel Mid West, 1967. Larry Gopnik è un professore di fisica con poche pretese e molti guai. La moglie gli preferisce il più serio Sy Ableman e vuole un divorzio rituale per (ri)sposarsi nella fede, il figlio fuma spinelli e ascolta i Jefferson Airplane in attesa di celebrare il suo Bar mitzvah, la figlia lava principalmente i capelli e gli ruba il denaro per rifarsi il naso, il fratello russa sul suo divano e redige un diario sul calcolo delle probabilità, uno studente coreano lo corrompe col denaro e lo minaccia di diffamazione, una bella vicina si offre nuda ai raggi del sole e al suo sguardo, un vicino di casa taglia la sua erba sempre meno verde. Travolto da una messe di guai, Larry si rivolge a uno, due e tre rabbini per ascoltare la parola di Hashem e interpretare la sua volontà. In attesa di una cattedra all’Università, dell’esito delle lastre e dell’arrivo dell’uragano, Larry insegue la strada per diventare un mensch, un uomo serio.

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