Category: Greta Garbo


Risultati immagini per Margherita Gauthier

Un film di George Cukor. Con Lionel Barrymore, Robert Taylor, Greta Garbo, Elizabeth Allan, Jessie Ralph.Titolo originale Camille. Drammatico, b/n durata 108 min. – USA 1936. MYMONETRO Margherita Gauthier * * * 1/2 - valutazione media: 3,99 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Armando Duval si innamora della “Signora dalle Camelie” di dubbia reputazione e lei lo ricambia appassionatamente. Il padre di Duval si reca da lei e la scongiura di lasciare suo figlio. Margherita finge allora di accettare le attenzioni di un rivale e Armando si allontana deluso.  Continua a leggere

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La Carne e il Diavolo_s.jpg

Un film di Clarence Brown. Con Greta Garbo, Barbara Kent, John Gilbert, Lars Hanson Titolo originale Flesh and the Devil. Muto, durata 110′ min. – USA 1927. MYMONETRO La carne e il diavolo * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Quando la Garbo ricevette il copione de La carne e il diavolo, andò a parlare con Mayer: “Signor Mayer, sono stanca morta, non sto bene, non posso fare un altro film così a precipizio, inoltre di questo qui non sono soddisfatta”. Disse che non capiva il senso di mettersi in costume e continuamente sedurre uomini, pellicola dopo pellicola. Le fu risposto: “Oh, proprio un peccato! Però continua a provare i costumi e va’ avanti a prepararti”. E quando tentò, pressata da Stiller, di scegliersi costumi meno da vamp, Mayer fu pronto nel disapprovare, e minacciò sospensioni del contratto. La Garbo ubbidì alle istruzioni, e fu così che incontrò John Gilbert.Allora John Gilbert era l’idolo più sentimentale di Hollywood e, con tutta probabilità, anche il divo più pagato. La patente di Grande Amatore detenuta da Rodolfo Valentino – che doveva morire due settimane dopo l’inizio delle riprese de La carne e il diavolo, il 9 agosto 1926 – venne degnamente ereditata da John Gilbert. A quell’epoca, egli aveva ventinove anni – otto, cioè, più della Garbo – e due matrimoni alle spalle. Era inoltre un inguaribile romantico, nella vita come nell’arte. “Qualsiasi ruolo recitasse,” disse di lui King Vidor che lo aveva diretto nella parte di galante fantaccino nel suo più grande successo, La grande parata (The Big Parade, 1925), “trovava il modo di riviverlo fuori dello schermo”.

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Un film di George Fitzmaurice. Con Ramon Novarro, Lionel Barrymore, Lewis Stone, Greta Garbo Spionaggio, b/n durata 90 min. – USA 1932. MYMONETRO Mata Hari * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È la nota storia della bellissima spia e ballerina, che durante la prima guerra mondiale si innamorò, ricambiata, di un pilota russo, e per amor suo uccise e venne condannata a morte.

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Un film di George Fitzmaurice. Con Ramon Novarro, Lionel Barrymore, Lewis Stone, Greta Garbo Spionaggio, b/n durata 90′ min. – USA 1932. MYMONETRO Mata Hari * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Parigi, prima guerra mondiale: nota danzatrice esotica, amante di lusso e gioielli, fa la spia per le Potenze Centrali. Cerca di carpire informazioni preziose ai russi e si innamora di un tenente pilota nemico. Finisce davanti al plotone d’esecuzione. Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora il ridicolo, la Garbo dà un’altra prova del suo fascino. Nella sequenza del ballo, un po’ lasciva, fu usata in parte una controfigura. All’inizio, non registrato nei titoli di testa, s’intravede Mischa Auer.

Locandina italiana Ninotchka

Un film di Ernst Lubitsch. Con Melvyn Douglas, Alexander Granach, Greta Garbo, Bela Lugosi, Ina Claire. Commedia, b/n durata 110 min. – USA 1939. uscita lunedì 6 gennaio 2014. MYMONETRO Ninotchka * * * - - valutazione media: 3,17 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tre funzionari sovietici, in missione in Francia per vendere dei gioielli, sono “convertiti” ai piaceri consumistici da un aristocratico, amico intimo dell’ex proprietaria dei monili. Per ricondurli alla retta via arriva dalla Russia l’inflessibile Nina Ivanovna Yakusciova. Tra tensioni politiche e altre discrepanze la forza dell’amore nella Parigi di fine anni 30 avrà la meglio sul resto.
In Ninotchka (sceneggiato tra gli altri da Billy Wilder, prima di diventare regista) a Lubitsch non interessa il risvolto ideologico della storia non attribuendo troppa serietà al manicheo scontro comunismo/capitalismo e prendendosi gioco di una parte e dell’altra. Sono piuttosto la messinscena e l’umorismo sottile delle battute a rilevare in una sapiente compressione di idee e significati in singole sequenze. Dopotutto il Lubitsch touch, il tocco di Lubitsch o alla Lubitsch ha segnato il cinema. Un regista innovativo in un’epoca in cui la settima arte era standardizzata su cliché fortemente collaudati in relazione alla tradizione dei paesi dove i film venivano realizzati. Raffinato, audace, irriverente, elegante, fascinoso “il suo cinema è il contrario del vago, dell’impreciso, dell’inespresso, dell’incomunicabile, non ammette mai nessuna inquadratura decorativa, messa là per fare bella mostra:  no, dall’inizio alla fine si è immersi nell’essenziale, fino al collo” come disse efficacemente François Truffaut.
Unico ruolo brillante nella carriera della “divina” Garbo, qui al penultimo film e all’ultimo capolavoro. La MGM pubblicizzò il film con lo slogan: “Garbo laughs!” (“La Garbo ride!”) operando una sorta di demolizione del mito, preannunciandone un’umanizzazione. La pellicola è anche nota per essere una delle prime satire politiche alla Russia di Stalin di particolare impatto considerando la data di distribuzione nelle sale in Europa (un mese dopo l’uscita del film la Germania nazista invadeva la Polonia). Vietato in Unione Sovietica e nei suoi stati satelliti nel dopoguerra il film fu proibito anche in altri paesi europei per paura di “turbamenti all’ordine “pubblico” e risultava ancora inedito in Finlandia fino al 1988. Il film è stato candidato a quattro premi Oscar ma senza vittoria: era l’anno del trionfo di Via col vento.

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Un film di Edmund Goulding. Con Greta Garbo, John Barrymore, Joan Crawford, Lionel Barrymore, Wallace Beery. Drammatico, b/n durata 113′ min. – USA 1932. MYMONETRO Grand Hotel * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 5 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Gente che va, gente che viene in un grande albergo di Berlino dove sembra che non succeda mai niente. Succedono, invece, molte cose, in un intreccio fitto sapientemente omogeneo per merito di William A. Drake che, con la supervisione di Irving Thalberg, ha adattato con brio un best seller (1929) della austriaca Vicki Baum. Rivisto oggi, è evidente che la buccia è umoristica ma la polpa drammatica, anzi melodrammatica. 5 i personaggi principali, i primi 5 del cast. Pur non essendo un film “della” Garbo, ma “con” la Garbo, la diva lascia il suo segno, soprattutto nel magnifico controllo del suo corpo di danzatrice. Ammirevoli i 2 Barrymore: John, falso barone e ladro-gentiluomo, sotto le righe; e Lionel, patetico travet, sopra le righe. Caso raro di un lungometraggio che vinse soltanto l’Oscar per il miglior film. Tipico prodotto della M-G-M. Lo si vede anche dal bianconero di William (Bill) Daniels e dalle scene e i costumi di Cedric Gibbons. Ritenuto per decenni un abile prodotto commerciale, il romanzo è stato rivalutato nel primo 2000 come si vede anche dalla nuova traduzione di Mario Rubino del 2010 edita da Sellerio.

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Un film di Clarence Brown. Con Greta Garbo, Charles Bickford, George F. Marion Sr, Marie Dressler, James T. Mack. Drammatico, b/n durata 90′ min. – USA 1930. MYMONETRO Anna Christie * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tornata nella casa paterna, una prostituta pentita s’innamora di un marinaio che vorrebbe sposarla. Ma il padre si oppone alle nozze. Tratto da un dramma (1921) di Eugene O’Neill, è il 1° film parlato della Garbo. L’attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination all’Oscar (Margherita Gauthier, Ninotchka). La 1ª battuta che disse in questo film è “Gif me a viskey, ginger ale on the side, and don’t be stingy, baby” (dammi un whisky, ginger ale a parte, e non essere tirchio, baby).