Category: John Travolta


Risultati immagini per Poster Blow Out

Un film di Brian De Palma. Con John Lithgow, John Travolta, Nancy Allen, Dennis Franz, Terrence Currier.Thriller, durata 108 min. – USA 1981. MYMONETRO Blow Out * * * 1/2 - valutazione media: 3,49 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Jack è un ex poliziotto diventato tecnico del suono. Compiendo esperimenti per la colonna sonora di un nuovo film, capta casualmente il rumore di un’auto che cade in un torrente. Precipitatosi sul luogo dell’incidente… Continua a leggere

Chili (Travolta) è un esattore della mafia. Arriva a Hollywood e viene catturato dal morbo del cinema. Intorno a un copione che sarà un sicuro successo, si intrecciano storie di gangster, di divi del cinema, di spacciatori colombiani. Alla fine il film viene prodotto, proprio da Chili, con Harvey Keitel protagonista. Gangster story rosa che cerca parentele con Pulp Fiction e che ripropone un Travolta riveduto e corretto proprio rispetto al
personaggio del film di Tarantino.

 

 

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Svalvolati on the Road - bdrip 720p_s.jpg

SUn film di Walt Becker. Con Tim Allen, John Travolta, Martin Lawrence, William H. Macy, Ray Liotta.Titolo originale Wild Hogs. Commedia, durata 99 min. – USA 2007. – Buena Vista International Italia uscita venerdì 20 aprile 2007. MYMONETRO Svalvolati on the road * * - - - valutazione media: 2,36 su 81 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Doug è un dentista con scarso successo sia sul lavoro che a casa. Bobby è un idraulico con aspirazioni più alte. Dudley è esperto di computer ma totalmente fallimentare con le donne mentre Woody sembra essere un uomo di successo, a patto di non andare a guardare oltre le apparenze. È questo il quartetto che compone i non più giovanissimi “Wild Hogs” di Cincinnati pronti a partire per un viaggio su moto rombanti a caccia di una distanza da sé in direzione Pacifico.
I ‘Porci Selvaggi’ hanno colpito duro al botteghino. Toglietevi la curiosità guardando nella colonna a destra gli incassi Usa e ve ne renderete conto. Cerchiamo allora di evocare gli antichi romani (che non possono essere utilizzati solo per lezioni più o meno noiose). Essi dicevano che ‘contro i fatti non valgono i discorsi’. Teniamone conto così come dovrebbe fare la critica statunitense che ha sparato contro il film ad alzo zero. Se gli spettatori affollano le sale non è certo per i nomi in cartellone (star non certo da milioni di dollari) e neppure per il regista che di Wilder ha solo il titolo di un film precedente Van Wilder. Eppure…
Eppure il tam tam deve avere funzionato proprio sulla generazione dei cinquantenni che hanno individuato in questo film un ritratto non troppo lontano dal vero della loro frustrazione. Cresciuti all’ombra del mito di Easy Rider (piacevole il cameo di Fonda) hanno visto pian piano il miraggio dell’on the road sgretolarsi (fino a finire nell’imbuto senza via di uscita di quello che viene considerato il migliore film del genere: Thelma & Louise). Eccoli allora con tutti i loro pregiudizi (l’omofobia nel film non è sottaciuta anzi…), con bandane e occhiali scuri contro un vento che vorrebbe essere tardivamente di libertà. Di fronte si trovano un branco di motociclisti guidati anch’essi da un non giovane (Ray Liotta). In quel gruppo le croci uncinate e i simboli nazisti sembrano essere coevi all’invenzione delle moto di grossa cilindrata. Ma non è così e gli Hell’s Angels lo sanno bene e non hanno apprezzato l’idea. Allora ben venga un film di pura evasione (in attesa di recupero critico tra vent’anni come i Vanzina) che ricorda ilRidere per ridere del giovane Landis e che ci offre un William H. Macy (uno dei migliori caratteristi di Hollywood) vittima di gag in stile slapstick in attesa di una riscossa che puntualmente arriverà.

Locandina La figlia del generale

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Un film di Simon West. Con Madeleine Stowe, Timothy Hutton, James Woods, John Travolta, James Cromwell.Titolo originale The General’s Daughter. Avventura, durata 116 min. – USA 1999.MYMONETRO La figlia del generale * * * - - valutazione media: 3,06 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Paul Brenner è un militare che sta lavorando sotto copertura per smascherare un trafficante d’armi. Nel frattempo incontra casualmente il Capitano Elizabeth Campbell che gli risulta subito simpatica. I due però non avranno il tempo per frequentarsi perché la giovane donna verrà trovata nuda e legata a dei paletti da campeggio in un piazzale della caserma. Si trattava della figlia del generale Campbell ormai dimissionario perché intenzionato ad entrare in politica. Brenner indagherà scoperchiando una vicenda torbida di machismo e viltà opportunistica.
Di indagini in ambito militare sono ricchi il cinema (che ha trovato in Codice d’onore uno dei suoi maggiori successi) e anche la tv che ne ha fatto il tema di alcune serie di successo. È quindi pericoloso tornare ad esplorare il territorio. Simon West, sostenuto da una sceneggiatura (alle origini c’è un romanzo di Nelson DeMille) di Christopher Bertolini e William Goldman (quest’ultimo sceneggiatore, tanto per fare due esempi, di Misery da Stephen King e di Chaplin) supera la prova. Riesce cioè a contenere Travolta nel duplice registro del ‘nordista’ un po’ spaccone che dileggia la gente del sud (soprattutto la polizia locale) ma al contempo ha il rigore morale necessario per non guardare in faccia a nessuno permettendosi di poter credibilmente indossare con grande dignità la divisa di ordinanza al momento della resa dei conti.
Le implicazioni freudiane aggiungono ulteriore elemento di interesse in un film in cui il povero James Cromwell veste, ancora una volta, i panni dell’uomo infido (chi lo vuole diverso non ha che da rivedersi Babe e poco di più). Ma quello che vale davvero la pena è il lungo dialogo tra Travolta e Woods. È un esempio di capacità di scrittura (da parte degli sceneggiatori) che si traduce in ottima recitazione. Se poi volete sapere come va a finire la storia tra Brenner e Sarah Sunhill (una sottoutilizzata Madeleine Stowe) abbiate la pazienza di vedere i titoli di coda.

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Versione dvdrip:

La sottile Linea rossa - dvdrip_s.jpg

Versione bdrip:

La sottile Linea rossa - The thin red Line - bdrip 1080p ita eng subita_s.jpg

Un film di Terrence Malick. Con Sean Penn, James Caviezel, Nick Nolte, Elias Koteas, Ben Chaplin. Titolo originale The Thin Red Line. Guerra, Ratings: Kids+16, durata 170′ min. – USA 1998. MYMONETRO La sottile linea rossa * * * * - valutazione media: 4,31 su 110 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Nel novembre 1942, dopo un idillico intermezzo fra i nativi della Melanesia, il soldato Witt e un commilitone sono riaggregati alla compagnia di fucilieri Charlie, impegnata nella conquista di Guadalcanal, la maggiore delle isole Salomone (Oceania). Le sanguinose fasi dell’attacco a una collina controllata dai giapponesi (70′) e le vicende successive sono narrate attraverso le voci interiori dei protagonisti. Libera versione del romanzo (1962) di James Jones, già filmato nel 1964. Raro, se non unico, film sulla guerra in cui per i primi 40′ non si ode uno sparo e non esistono protagonisti, ma alcuni personaggi un po’ più importanti, peraltro non sviluppati e lasciati alla deriva, che hanno un senso soltanto nel contesto corale: il cap. Staros (Koteas), il ten. col. Toll (Nolte), il serg. Welsh (Penn), il soldato Bell (Chaplin). Lo stesso Witt (Caviezel), figura irrilevante in Jones, è la voce recitante di un oratorio di argomento metafisico e di tono neoromantico. Malick, dopo 20 anni di pausa, ha scelto la guerra come la porta attraverso la quale passare per dire qualcosa di radicale (di indicibile?) sull’estensione dello spettro morale di cui è capace l’uomo e porre alcune domande: perché la guerra? che posto ha l’uomo sulla Terra? che cosa lo spinge alla violenza, a perdere il senso della natura, della pietà, della bellezza? Questo film panteista è una preghiera di fine millennio, una invocazione d’aiuto, “un poema triste, soffocato e malinconico sulle cose della natura e sulla natura delle cose, uomo compreso” (B. Fornara). Fotografia (in 70 e 35 mm) di John Toll, musica di Hans Zimmer. 7 nomination agli Oscar, nemmeno una statuetta.

Locandina italiana Le belve

Le Belve - dvdrip 480p ita eng_s

Un film di Oliver Stone. Con Blake Lively, John Travolta, Aaron Johnson, Salma Hayek, Emile Hirsch. Titolo originale Savages. Thriller, Ratings: Kids+16, durata 131 min. – USA 2012. – Universal Pictures uscita giovedì 25 ottobre 2012. – VM 14 – MYMONETRO Le belve * * 1/2 - - valutazione media: 2,79 su 91 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ben e Chon sono due amici per la pelle che condividono tutto, dall’amore per la bella Ophelia – detta O – all’attività di coltivatori e spacciatori della miglior marijuana della California del Sud. È stato Chon, ex marine, a riportare i primi semi dall’Afghanistan, poi è venuto Ben, botanico e buddista, che ne ha fatto un prodotto sopraffino, buono per far dollari così come per alleviare il dolore dei malati terminali. La vita scorre dunque idilliaca per il fortunato trio e i loro amici, finché un brutale cartello di trafficanti messicani non decide di fare affari con loro, che lo vogliano o meno.
Non c’è dubbio che una delle cose che riescono meglio a Oliver Stone sia il ritratto di uno o più personaggi che s’invischiano in qualcosa di più grande di loro: solo laddove c’è una frontiera che altri non valicherebbero, sconsigliata e inopportuna, i suoi film vibrano più di altri; il coraggio, che all’inizio può essere tanto provocazione quanto reale ardimento, si fa a quel punto materia di vita o di morte e il film diventa una strada da percorrere fino in fondo, piena di svolte imprevedibili e dissestata quanto basta per tenere alta l’adrenalina. Tutti ingredienti che non mancano certo a Le belve , ambientato a cavallo della frontiera delle frontiere, e che ne fanno uno spettacolo cinematografico assolutamente efficace, complice l’estetica acida che lo permea da cima a fondo e, pur con qualche eccesso di maniera, ben racconta il clima da paradiso perduto e da avventura folle e schizzata.
C’è, però, anche un ma. Se da un lato, infatti, il regista insiste sul contrasto tra la leggerezza di una fazione e la ferocia dell’altra, tra il sole a picco sulla terrazza da sogno, da una parte, e il buio delle cantine delle torture, dall’altra, il titolo raccoglie sotto il suo ombrello sia gli uni che gli altri, il giudizio è programmaticamente bandito (perché in fondo siamo tutti dei dannati, chi più e chi meno, e il peggiore è probabilmente chi sta nel mezzo, come il personaggio di Travolta) e di questo passo il discorso di Stone finisce per farsi confuso e spesso ambiguo. Come ambiguo, al limite della truffa ai danni dello spettatore, è l’espediente del raddoppiamento finale, che accettiamo solo e soltanto perché le parole iniziali di Ophelia sono pensate per fungere da avvertimento.
Come non accadeva nel suo cinema da un po’ di tempo a questa parte, inoltre, la violenza di Savages è massima, oltre che sfortunatamente plausibile, cosa che lo allontana dall’essere un prodotto per tutti i gusti ma lo riporta ad un cinema probabilmente più consono alle migliori potenzialità di Oliver Stone. Un cinema duro, di bravi interpreti, dentro ruoli di non comune sfaccettatura.

Un film di Brian De Palma. Con Amy Irving, Sissy Spacek, Piper Laurie, John Travolta, William Katt. Titolo originale Carrie. Drammatico, durata 98 min. – USA 1976. MYMONETRO Carrie – Lo sguardo di Satana * * * - - valutazione media: 3,41 su 26 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Carrie (Sissy Spacek) è una ragazza timida e complessata, oppressa dalla madre pazza e bigotta (Piper Laurie) e ridicolizzata dalle compagne più furbe. Carrie però scopre di avere dei misteriosi poteri telecinetici e li usa per cercare una terribile e sanguinosa vendetta dopo essere stata ridicolizzata una volta di troppo al ballo della scuola, davanti a tutti. Il tema è classico dell’horror ed è un tema prettamente catartico: la vendetta dell’offeso, più assaporata dallo spettatore quanto più l’offeso è stato maltrattato nella prima parte del film. L’oppressione deve essere senza scampo e squallida (De Palma la dipinge benissimo) e la vendetta trova così una sua “giustificazione”, più meccanica che morale. Tutta la compassione che artatamente viene creata nei confronti di Carrie è strumentale alla sua vendetta, fa parte di un calcolo, anche spettacolare, che tende a coinvolgere emotivamente lo spettatore non consentendogli una visione senza pregiudizi (è il meccanismo de Il giustiziere dela notte e bisogna dire che funziona). Tratto da un romanzo di Stephen King, Carrie è un horror riuscito che De Palma conduce con fermezza sino al redde rationem finale altamente spettacolare, dove la rabbia esplode e colpisce giusti e ingiusti. Ottima Sissy Spacek, ma bravi in genere anche gli altri con Piper Laurie che con questo film si è creata una nuova carriera da caratterista. In parti di supporto si vedono anche Nancy Allen, futura moglie (per un po’) di De Palma, e un giovane John Travolta

 

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Un film di Quentin Tarantino. Con John Travolta, Samuel L. Jackson, Tim Roth, Amanda Plummer, Eric Stoltz. Hard boiled, durata 154′ min. – USA 1994. MYMONETRO Pulp Fiction * * * * - valutazione media: 4,23 su 203 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
4 storie di violenza s’intersecano in una struttura apparentemente circolare che va avanti e indietro nel tempo: 1) due balordi (Roth, Plummer) si accingono a fare una rapina in una tavola calda; 2) due sicari (Travolta, Jackson) recuperano una valigetta preziosa, puliscono la loro auto, insozzata dal sangue e dal cervello di un uomo ucciso per sbaglio, con l’aiuto di Mr. Wolf (Keitel), l’uomo che risolve problemi, e vanno a mangiare nella tavola calda della rapina; 3) uno dei due sicari (Travolta) deve portare a ballare Mia (Thurman), moglie del capo (Rhames), ma lei va in overdose; 4) il pugile Butch (Willis) vince un incontro che doveva perdere e scappa con la borsa. Ispirato a quella narrativa popolare di ambiente criminale che, dagli anni ’30 e ’40, era pubblicata dai pulp magazines, il 2° film di Q. Tarantino (1963) procede sul filo di un’irridente ironia, di un efferato umorismo nero, di una dialettica tra buffonesco e tragico (tra fun e funesto) che mettono azioni, gesti e personaggi come tra parentesi, in corsivo, anche quando, come nel torvo episodio della sodomizzazione, questo film divertente e caustico dai dialoghi irresistibili penetra nell’abominio del male. Vietato in Italia ai minori di 14 anni. Palma d’oro a Cannes e Oscar per la sceneggiatura (Tarantino, Roger Avary).