Category: Hugh Jackman


Regia di Denis Villeneuve. Un film Da vedere 2013 con Hugh JackmanJake GyllenhaalViola DavisMaria BelloTerrence HowardMelissa LeoCast completo Titolo originale: Prisoners. Genere Drammatico, – USA2013durata 153 minuti. Uscita cinema giovedì 7 novembre 2013 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 3,47 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Pennsylvania, in una cittadina di provincia. La serena vita di Keller Dover – falegname benestante, moglie amata, erede maschio cui insegna a sparare agli animali e figlioletta deliziosa – è sconvolta quando, durante la consueta festa del Ringraziamento, la bimbetta sparisce insieme a una coetanea figlia dei vicini. Il detective Loki arresta un ragazzo ritardato che vive con una vecchia zia. Senza prove è rilasciato. Dover si scatena. Non è solo un thriller di indagine poliziesca (la sceneggiatura di Aaron Guzikowski non fa una grinza), né solo la storia di un’inarrestabile discesa all’inferno del protagonista ma anche del poliziotto – 2 non-eroi, 2 uomini molto diversi, 2 solitudini, 2 concezioni del mondo e dell’ordine -, ma un affresco moderno della provincia USA, dove la linda facciata nasconde sempre “altro”, dove il Male contagia, infetta, distrugge. Splendida fotografia (Roger Deakins).

Regia di Christopher Nolan. Un film Da vedere 2006 con Hugh JackmanChristian BaleScarlett JohanssonMichael CaineRebecca HallCast completo Genere Azione, – USAGran Bretagna2006durata 130 minuti. Uscita cinema venerdì 22 dicembre 2006 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,80 su 21 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Londra, fine ‘800. Robert Angier (Jackman) e Alfred Borden (Bale) sono due prestigiatori/illusionisti di successo, specialmente il primo. Da amici com’erano, sono diventati più che rivali: si odiano. Nella loro acerrima competizione sono coinvolti il comune maestro di un tempo (Caine), una giovane apprendista (Johansson) e l’inventore (Bowie) di un marchingegno di teletrasporto. Come si dice nel film, ogni trucco è diviso in tre tempi: la presentazione, il colpo di scena e il prestigio, qualcosa che non si era mai visto prima. Sembra un film da (sullo) spettacolo, un esercizio elegante e sorprendente sull’illusione contrapposta alla realtà. Tratto da un romanzo di Christopher Priest. Grazie alla calibrata sceneggiatura – scritta con il fratello Jonathan – l’inglese C. Nolan va al di là e in profondo su temi gravi: ambizione, inganno, vendetta, ossessione, gelosia, insomma il legno storto dell’umanità. Alla resa dell’ambiente e dell’atmosfera dà molto la fotografia di Wally Pfister. Attori magnetici.

Locandina italiana PrisonersUn film di Denis Villeneuve. Con Hugh Jackman, Jake Gyllenhaal, Viola Davis, Maria Bello, Terrence Howard. Titolo originale Prisoners. Drammatico, durata 153 min. – USA 2013. – Warner Bros Italia uscita giovedì 7 novembre 2013. – VM 14 – MYMONETRO Prisoners * * * - - valutazione media: 3,48 su 63 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nella (apparentemente) tranquilla provincia americana due bambine di sei e sette anni, Anna ed Eliza, escono a giocare insieme e svaniscono senza lasciare traccia. I genitori, fra di loro amici, reagiscono nei modi più disparati (e disperati): Keller, il padre della piccola Anna, comincia una caccia all’uomo senza esclusione di colpi, mentre sua moglie Grace si imbottisce di psicofarmaci per attutire il dolore e lo sgomento; Franklin, il padre di Eliza, cerca di non farsi travolgere dalla sete di giustizia di Keller, la moglie Nancy invece pare disposta ad appoggiarne i modi estremi.Il detective Loki avvia le sue indagini fra intoppi burocratici e depistaggi, e comincia a chiedersi di chi sospettare, dato che anche il comportamento di Keller si fa sempre più equivoco. E la cittadina di provincia rivela di avere più scheletri in cantina (letteralmente) di quanto si potesse immaginare.
Primo film di produzione statunitense girato da Denis Villeneuve, il regista franco-canadese che ha firmato La donna che canta (candidato all’Oscar come miglior film straniero nel 2011), Prisoners va letto, e apprezzato, più nella sua valenza allegorica che nella sua funzione di entertainment. Il film gioca infatti sui codici del genere – la caccia all’uomo, l’indagine in corsa contro il tempo – da una prospettiva “altra”, scardinando la costruzione classica dei personaggi – il padre amorevole, il poliziotto scrupoloso – per disseminarla di contraddizioni e dare spazio alla fallibilità di ognuno. La riflessione più ampia riguarda gli Stati Uniti, raccontati come un paese che ha perso la fede e la capacità di proteggere i propri “figli”, pronto a ricorrere, e a giustificare, metodi disumani che classificano il nemico come una non-persona, privandolo della sua essenziale umanità.

Un luogo in cui la paranoia ha sostituito il buon senso e il caos domina sull’ordine, al di là delle apparenze e delle false sicurezze dell’American way of life.
Ognuno dei personaggi di Prisoners è, appunto, prigioniero di qualcuno o qualcosa, in primis di se stesso, incarcerato dalla paura, dal peso del passato, dall’inconsistenza della propria fibra morale. Il sottotesto religioso (fortissimo, a volte fastidiosamente invadente, ad esempio nell’uso reiterato di “musica da chiesa”) serve ad illustrare il percorso penitenziale e la sete di redenzione di quasi tutti i protagonisti, che non sanno più distinguere fra giusto, lecito e necessario, persi nello smarrimento generale.
Prisoners è l’amara parabola di una nazione che si domanda ancora se la tortura sia un mezzo accettabile per estorcere informazioni “indispensabili alla sicurezza nazionale”, e che insegue una verità sempre più sfuggente e sempre meno assoluta. Non è un caso che il simbolo al centro della trama sia un labirinto senza apparente via d’uscita. E la componente perturbante del film, sempre pronta a sconfinare in zona horror, rimane dentro ben dopo la visione.
La durata eccessiva del film va tuttavia a scapito dell’incisività della trama, e il budget consistente (o forse il maggior controllo creativo da parte della major produttrice) sembrano limitare l’autonomia autoriale di Villeneuve, più potente e compatto ne La donna che canta. Ma l’iconoclastia dello “straniero” all’interno di un format narrativo quintessenzialmente yankee è interessante e fortemente provocatoria.
Il cast stellare mette il proprio talento, e la propria valenza iconografica, a favore di quest’opera di demolizione del mito (cinematografico) americano. Unica nota stonata il casting di Melissa Leo nei panni di un’anziana signora che, visivamente, attinge ad un archetipo cinematografico così ben consolidato da rischiare l’effetto spolier.

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Locandina ScoopUn film di Woody Allen. Con Scarlett Johansson, Woody Allen, Ian McShane, Hugh Jackman, Romola Garai. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 96 min. – Gran Bretagna, USA 2006. uscita venerdì 6 ottobre 2006. MYMONETRO Scoop * * * - - valutazione media: 3,28 su 85 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sondra (Scarlett Johansson) è una giornalista in erba che riceve dal fantasma di un famoso reporter, appena morto, alcune informazioni su un serial killer ancora in libertà. Sebbene grazie a circostanze ben poco credibili, Sondra ha in mano l’occasione della sua vita. E insieme al mago da avanspettacolo Sid Waterman inizia a seguire le tracce del presunto assassino, l’aristocratico e affascinante Peter Lyman.
Woody Allen, dopo Match Point, gira ancora una volta a Londra, e si mette in gioco in prima persona, interpretando la figura di un improbabile mago dai trucchi da strapazzo.
La sua presenza è sempre ben accolta dal pubblico perché garantisce una dose di battute (almeno tre indimenticabili) che danno colore e vita a un film semplice, a una commedia-thriller dai risvolti prevedibili, con il piacere di vedere gli attori immersi alla perfezione nei ruoli. La sua nuova musa Scarlett Johansson è coccolata da Allen a tal punto da farla apparire in quasi tutte le sequenze del film. La sua è ancora una volta un’interpretazione corretta, nei dettagli e nell’insieme. Poi viene Hugh Jackman che, abituato a ruoli fantasy, si trova comunque a suo agio nei panni del Lord inglese, con un sorriso accennato che stenderebbe ogni donna. E infine Woody stesso, in equilibrio fra magia e santità, che si mette in gioco e si diverte ancora a irridersi, a scherzare con la morte, a ironizzare su ebraismo e “Union Jack”, consapevole del fatto che Scoop è un giocattolino che non ha niente della perfezione di Match Point, e proprio per questo ha un finale tradizionale. Certo che, con le parole, Woody Allen le magie le fa veramente. View full article »

Locandina AustraliaUn film di Baz Luhrmann. Con Nicole Kidman, Hugh Jackman, David Wenham, Bryan Brown, Bruce Spence. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 165 min. – USA, Australia 2008. – 20th Century Fox uscita venerdì 16 gennaio 2009. MYMONETRO Australia * * * - - valutazione media: 3,04 su 169 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Australia, 1939. Sarah Ashley, un’aristocratica inglese, lascia Londra alla volta di Darwin, decisa a ricondurre a casa e al talamo coniugale il proprio consorte. Scortata da un mandriano brusco e attaccabrighe alla tenuta di Faraway Downs, Sarah scopre con sgomento la morte di Lord Ashley e la crisi in cui versa il ranch. L’incontro con una terra orgogliosa e selvaggia e l’affetto per Nullah, un orfano nato da madre aborigena e padre inglese, la convincono a restare e a risollevare le sorti della proprietà. Con l’aiuto di un mandriano innamorato (e ricambiato), di un contabile ubriaco, di un misterioso stregone e di un piccolo meticcio, Sarah condurrà la propria mandria a destinazione attraverso un territorio impervio, vincerà una concorrenza sleale, sopravvivrà a un attacco aereo giapponese e vivrà una spettacolare favola d’amore. View full article »

Risultati immagini per X-Men 1X-Men è una serie di film basati sugli omonimi supereroi dei fumetti Marvel Comics. Prodotta dalla 20th Century Fox e da Lauren Shuler Donner, la serie è cominciata con X-Men(2000), diretto da Bryan Singer. Dopo aver diretto anche X-Men 2 (2003), Singer lasciò la regia di X-Men – Conflitto finale (2006) a Brett Ratner, ma il film venne accolto tiepidamente da critica e pubblico. View full article »

Poster L'albero della vita

Un film di Darren Aronofsky. Con Hugh Jackman, Rachel Weisz, Ellen Burstyn, Stephen McHattie, Mark Margolis.Titolo originale The Fountain. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 96 min. – USA 2006. – 20th Century Fox uscita venerdì 16 marzo 2007. MYMONETRO L’albero della vita * * 1/2 - - valutazione media: 2,71 su 109 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Thomas Creo è rispettivamente un conquistador, uno scienziato e un astronauta che vuole vincere la morte e salvare la donna che ama, Isabel: una scrittrice, una regina, un pensiero fatto albero di vita. View full article »

Locandina italiana Les Misérables

Versione dvdrip:

Les Miserables - dvdrip_s.jpg

Un film di Tom Hooper. Con Amanda Seyfried, Hugh Jackman, Helena Bonham Carter, Russell Crowe, Anne HathawayMusical, durata 152 min. – Gran Bretagna 2013. – Universal Pictures uscita giovedì 31 gennaio 2013. MYMONETRO Les Misérables * * * 1/2 - valutazione media: 3,78 su 82 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Toulon, 1815. Jean Valjean è il prigioniero numero 24601, condannato a diciannove inverni di lavori forzati per aver rubato un pezzo di pane sfamando un nipote affamato. Rilasciato a seguito di un’amnistia prova a ricostruirsi una vita e una dignità nel mondo, nonostante gli avvertimenti e le intimidazioni di Javert, integerrimo secondino della prigione convinto che un ladro non possa che perseverare nel male. Convertito al bene dall’atto caritatevole di Monsignor Myriel, Valjean prende coscienza dei suoi peccati e decide di mondare il suo destino, assumendo il nome di Monsieur Madeleine. Sindaco e imprenditore arricchito a Montreuil sur Mer, l’uomo salva una ragazza dalla prigione, promettendole di proteggere Cosette, la sua bambina, affidata alle cure di due malandrini locandieri. Alla morte della donna riscatta Cosette, diventandone padre e madre insieme. Gli anni passano e Cosette cresce come l’ossessione di Javert per Valjean, smascherato dietro la maschera del gentiluomo. La Storia poi si mette in mezzo conducendo i due avversari al di là e al di qua delle barricate innalzate dai rivoluzionari repubblicani contro la monarchia. Mentre a Parigi l’insurrezione insorge, le ‘stelle’ in cielo vegliano misericordiose le sorti di Valjean e Javert.
Dopo aver dato voce al re (Il discorso del re), Tom Hooper dà voce ai miserabili di Victor Hugo, affrancandoli col canto dallo stato di minorità in cui versano. Teatro di lotta e di idee, Les Misérables è narrativamente apparentato con l’opera lirica di cui riproduce il ‘recitativo’, ossia il recitar cantando, che introduce o segue un’aria. Non ci sono dunque dialoghi recitati nel film e nella sua versione originale, dove l’ufficiale di Russell Crowe incalza il galeotto di Hugh Jackman con carattere arioso, scolpendo le sillabe col canto. Operazione temeraria impreziosita dalle performance dal vivo degli attori, sui cui volti si svolge la parabola di un uomo e di una nazione. La rievocazione storica fa tutt’uno con la logica narrativa del feuilleton e con l’emotività iperbolica del melodramma, realizzando movimenti musicali da vedere con le orecchie e ascoltare con il cuore. Lo scambio non può che giovare all’esaltazione e alla soavità del turbamento emotivo. Cori patriottici, romanze sanguigne, brani guerreschi, canti d’amore a due e tre voci, raccordano un materiale narrativo pensato in due atti e introdotto da una monumentale ouverture (“Look Down”), che segna il passo dell’opera, traccia il corso degli eventi e la costruzione dei personaggi. L’opposizione sempre mobile tra bene e male cambia vertiginosamente posizione nei Miserabili avviando la sfida e la meccanica pervasiva del duello in cui duettano Javert e Valjean, schierati tra legge e infrazione alla regola. Se dal conflitto nasce il dramma de Les Misérables, dal confronto tra Hugh Jackman e Russell Crowe (“till we come face to face”) si produce un’epica polarità che si imprime sulla retina, che fa sussultare, trattenere il fiato, richiedendo allo spettatore una partecipazione assoluta e senza condizioni.
Les Misérables è un inseguimento infinito concepito come un musical e imbastito come un’opera, dove allo spartito dell’istintiva improvvisazione del forzato redento si oppone la calcolata determinazione dell’ispettore, che per catturare la sua ossessione deve imparare a sentirla, viverla da dentro, possedere il suo ritmo per negarlo con il proprio o negarsi il proprio in fondo al fiume. Russell Crowe trova nella dispatia il carattere del suo personaggio e nella voce un solo colore, quello rigoroso dell’uniforme che costringe le sue emozioni, sospendendolo sul baratro e nel puro spasmo del gesto. Tom Hooper da par suo vivifica la storia di Victor Hugo lavorando sulle coordinate espressive dell’inquadratura, arricchendo e complicando una sintassi articolata (soprattutto ma non solo) sul campo e controcampo, come vuole un film quasi totalmente incentrato su due uomini (in)conciliabili. La voce prende allora corpo nel primo piano scrivendo la storia col canto e ‘respirando’ nelle arie di Helena Bonham Carter e Sacha Baron Cohen, locandieri da opéra-comique, leggeri e fantasiosi, raffinati e popolari, capaci di tenere il loro pubblico (e truffare gli avventori) con grazia e senza sforzo apparente. Il musical più longevo nella storia del West End, scritto da Alain Boublil, musicato da Claude Michel Schönberg e portato al successo da Cameron Mackintosh, dopo la scena conquista il cinema, dominando il medium come re Giorgio VI fece con la radio.