Category: Adolfo Celi


Risultati immagini per grand prix frankenheimerUn film di John Frankenheimer. Con Adolfo Celi, Geneviève Page, James Garner, Françoise Hardy, Yves Montand. Drammatico, durata 175′ min. – USA 1966. MYMONETRO Grand Prix * * * - - valutazione media: 3,38 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La solita banda di Formula 1 (i piloti e le loro donne, i tecnici, i dirigenti delle squadre) attraverso 6 gran premi: Montecarlo, Clermont Ferrand, Belgio, Olanda, Inghilterra fino a Monza. Ciascuno è filmato in modo diverso. 1° film sulle corse d’auto (fotografia in 70 mm SuperPanavision di Lionel Lindon) girato senza trasporto e con il ricorso allo split-screen (montaggio nel quadro frazionato in caselle, cercando la contemporaneità o il contrasto). Frankenheimer è un appassionato delle quattro ruote, e si vede, ma il copione di Robert Alan Arthur è una prolissa passerella di stereotipi senza sugo e di situazioni già viste. Il personaggio di Bedford è ispirato a Stirling Moss. 3 Oscar: montaggio, suono, effetti visivi. L’alta qualità tecnica accentua quella bassa del resto. 2 film in uno e stanno male insieme. Continua a leggere

Risultati immagini per Il Colonnello Von Ryan

Un film di Mark Robson. Con Frank Sinatra, Adolfo Celi, Trevor Howard, Sergio Fantoni. Titolo originale Von Ryan’s Express. Guerra, durata 118′ min. – USA 1965. MYMONETRO Il colonnello Von Ryan * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nell’agosto del ’43 colonnello d’aviazione USA finisce in campo di concentramento italiano. Dopo l’armistizio sfugge con altri alla deportazione. Da un romanzo di David Westheimer un film spettacolare in cui conta soprattutto l’apporto degli attori. Buon apporto italiano con S. Fantoni e A. Celi. Continua a leggere

Un film di Daniele D’Anza. Con Adolfo Celi, Maria Fiore, Massimo Mollica Formato Serie TV, Giallo, – Italia 1972.

Teleromanzo su uno dei poliziotti più famosi del mondo, il sergente di polizia americano Joe Petrosino, che alla fine del secolo scorso dichiarò una guerra senza quartiere alla Mano Nera, il primo stanziamento della mafia siciliana in USA. Petrosino cerca le radici della malapianta fino in Sicilia. Bel successo personale di Adolfo Celi, che recitò con i capelli neri (cosa che non gli accadeva da un ventennio). Continua a leggere

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Un film di Jacques Deray. Con Geraldine Chaplin, Gabriele Ferzetti, Jean-Paul Belmondo, Sophie Daumier, Adolfo Celi Titolo originale Par un beau matin d’été. Drammatico, b/n durata 100 min. – Francia 1965.MYMONETRO Rapina al sole * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una banda rapisce a scopo di estorsione la figlia di un magnate. Dopo il colpo, i complici litigano e si fanno fuori. Rimane vivo Francis, alquanto distrutto dall’accaduto, a cui non rimane che liberare la giovane. Continua a leggere

Gli Emigranti_s

Un film di Aldo Fabrizi. Con Aldo Fabrizi, Adolfo Celi, Ave Ninchi Drammatico, Ratings: Kids+13, b/n durata 95 min. – Italia 1949. MYMONETRO Emigrantes * * - - - valutazione media: 2,00 su 4recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È il primo film scritto, diretto ed interpretato da Aldo Fabrizi. Il lungometraggio narra la storia di una famiglia che si trasferisce in Argentina, si prodiga per migliorare la vita degli emigranti e mette le radici della stirpe futura.

Locandina italiana Masquerade

Masquerade - ita_s

Un film di Joseph L. Mankiewicz. Con Adolfo Celi, Susan Hayward, Rex Harrison, Cliff Robertson, Capucine. Titolo originale The Honey Pot. Giallo, b/n durata 125 min. – USA 1967. MYMONETRO Masquerade * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un miliardario, dicendosi gravemente ammalato, chiama al suo capezzale tre ex amanti per scegliere quella che erediterà. Una delle tre, la più ricca, viene trovata uccisa e la polizia scopre che è stato lo stesso falso malato e falso riccone a farla fuori per impossessarsi dell’eredità. Un ulteriore colpo di scena svelerà l’imprevedibile finale.

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Adolfo Celi, un uomo per due culture è un film del 2006, diretto da Leonardo Celi.

Dalle note di regia: “Adolfo Celi è stato il principale fondatore del Cinema e del Teatro brasiliano moderno e uno straordinario attore di livello internazionale, conosciuto in tutto il mondo. Uno dei pochi italiani ad essere grande attore tanto quanto grande regista. ‘Adolfo Celi, un uomo per due mondi’ avrà un’impostazione da classico documentario biografico, ma con un taglio personale, intimo, assolutamente originale. Il nostro obiettivo è di rievocare, in un documentario biografico di 60 minuti, il percorso umano e artistico tra i due continenti di questo grande personaggio del mondo dello spettacolo. Attraverso interviste, estratti di film, testimonianze, foto e straordinari filmati dell’archivio personale della famiglia Celi, ritorneremo nei luoghi della sua vita, ricostruendo la vita di Adolfo e di quella straordinaria stagione del cinema italiano che furono gli anni del dopoguerra.”

Locandina Il fantasma della libertà

IlFantasmaDellaLiberta(1974)_s

Un film di Luis Buñuel. Con Adriana Asti, Julien Bertheau, Adolfo Celi, Jean-Claude Brialy, Michel Piccoli. Titolo originale Le fantôme de la liberté. Commedia, durata 103 min. – Francia 1974. MYMONETRO Il fantasma della libertà * * * * - valutazione media: 4,17 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il film è un tributo al poeta surrealista Benjamin Péret le cui peripezie formali ispirarono Buñuel nella scommessa di una trasposizione cinematografica. La pellicola è infatti strutturata in quattordici episodi apparentemente slegati e fortuiti, dove il protagonista di ognuno fa da cerniera alla scena seguente, per poi dileguarsi. L’ordine delle cose e il linguaggio vengono sottoposti ad una sarcastica decostruzione e ad un rovesciamento di senso che possono disorientare o illuminare lo spettatore. Non è difficile rintracciare le influenze delle teorie di Freud, la frequentazione assidua di Jacques Lacan e il peso degli scritti di Marx. Nel suo memoriale Dei miei sospiri estremi Buñuel dichiarerà che il film è un omaggio a quest’ultimo e allo spettro del comunismo che imperversava in Europa. Non a caso la pellicola si apre sul celeberrimo Tres de Mayo di Goya, seguito dalla fucilazione dei patrioti da un plotone di soldati napoleonici, mostrando da subito il volto cruento della libertà politica. Dagli albori della sua carriera, da quel cortometraggio di diciassette minuti firmato insieme a Salvador Dalì, il regista issava lo stendardo della libertà come principio, direzione e fine della sua esistenza e del suo stile. Libertà formale, artistica, individuale, politica e religiosa. Emancipazione dall’autorità, idiosincrasia per il feticismo, aggressività e commiserazione nei confronti dell’ordine razionale delle cose. La libertà è un fantasma da non perseguire (emblematico il grido dei manifestanti: Vivan las cadenas’) ma che persiste scuotendo dogmi e tabù. Ad iniziare dalla profanazione di una tomba, dalle cartoline dei monumenti visti come oscenità (omaggio al saggio di Michel Foucault ‘Questo non è una pipa’) , ai frati che improvvisano un nebbioso poker con santini e scapolari, fino ad un appuntamento in sala da pranzo per defecare in gruppo. La ricerca della verità è una caduta nel vuoto dove ogni appiglio si sgretola. Il significato della vita sfugge a tutti, l’esperienza va ad intrecciarsi con la dimensione inconscia. Il surrealismo, che per Buñuel non è mai stato un semplice movimento d’avanguardia ma una direzione morale e spirituale, continua ad aprire cassetti remoti e immaginari nelle infinite stanze psicologiche di questo film. Una forza primordiale e un istinto ingestibile si celano sotto le apparenze formali e l’ossequio all’autorità. Anche Buñuel, come il signor Foucault che si rifugia nella contemplazione di un ragno, è indolente alla simmetria e invade la pellicola di presenze irrazionali come galline e struzzi, toccando il culmine in un inverosimile carro armato dell’esercito a caccia di una volpe. Il marchese de Sade, molto caro al regista aragonese, proclamava che la libertà umana includeva quella di non porre limiti all’immaginazione Non esiste una verità oggettiva e anche i documenti da firmare, le carte burocratiche e le sentenze di un tribunale divengono lo specchio del relativismo. Il segno non è mai la cosa, c’è sempre un rovesciamento. Pensiamo all’episodio della bambina scomparsa che è sotto gli occhi di tutti o al killer che firma autografi come una star.
La via lattea, Il fascino discreto della borghesia e Il fantasma della libertà, nati da tre soggetti originali, vanno a formare una sorta di trilogia, per il tema comune della ricerca della libertà. Due secoli prima il popolo spagnolo aveva realmente gridato ‘Viva le catene’ (disposti a tornare sotto i Borboni, pur di non cedere a Napoleone). Adesso è un intero sistema a preferire le catene e Buñuel ne fotografa il suono grave, in un riflesso tanto bizzarro quanto amaro, grazie a cui è possibile destarsi.

Amici miei - Atto I - Versione restaurata_s

Un film di Mario Monicelli. Con Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Gastone Moschin, Duilio Del Prete, Adolfo Celi. Commedia, durata 140 min. – Italia 1975. MYMONETRO Amici miei * * * * - valutazione media: 4,23 su 59 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Quattro amici sui cinquanta (qualcuno arrivato nella professione, qualcun altro ormai in disarmo, ma tutti con una voglia matta di rimanere giovani, di vivere una vita picaresca come da ragazzi) ogni tanto lasciano le rispettive occupazioni e si radunano per le “zingarate” (vagabondaggi, scherzi feroci, ragazzate). Finché uno di loro muore (anche se la moglie crede fino all’ultimo che si tratti di una beffa dell’incorreggibile personaggio). Mario Monicelli riprende un soggetto che il povero Pietro Germi non aveva fatto in tempo a realizzare e lo traduce in immagini con l’abilità che gli è propria. Un bel film con notevoli interpretazioni, tra cui anche Bernard Blier in una macchietta di credulone molto divertente.

Amici miei - Atto II - Versione restaurata_s

Un film di Mario Monicelli. Con Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Renzo Montagnani, Gastone Moschin, Adolfo Celi. Commedia, durata 129 min. – Italia 1982. MYMONETRO Amici miei – Atto II * * * - - valutazione media: 3,25 su 21 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Capitolo secondo delle avventure goliardiche dei quattro amici toscanacci. Per due ore si assiste ad una girandola di scherzi e disavventure private del presente, che si alternano a flash-back che propongono vecchie avventure di quando era ancora vivo il Perozzi (il quinto amico interpretato da Philippe Noiret, che muore alla fine di Amici miei). Tutto bene finché all’improvviso una trombosi blocca su una sedia a rotelle il Mascetti. Si ride ancora.

E_poi_non_rimase_nessuno_1974_s

Un film di Peter Collinson. Con Elke Sommer, Herbert Lom, Adolfo Celi, Oliver Reed, Charles Aznavour. Titolo originale And then There Were None. Giallo, durata 98′ min. – Gran Bretagna 1974. MYMONETRO … E poi non ne rimase nessuno * * - - - valutazione media: 2,04 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dieci persone sono alloggiate su invito in un insolito hotel persiano e assassinate a una a una. 3ª versione del celebre Dieci piccoli indiani (Ten Little Niggers, 1939) di Agatha Christie, già adattata per il teatro nel 1943. Indigesta come una minestra più volte riscaldata e tiepida.

 

Chi l'ha vista morire - 1972_s

Un film di Aldo Lado. Con Adolfo Celi, George Lazenby, Anita Strindberg, José Quaglio, Dominique Boschero. Giallo, durata 90 min. – Italia 1972. MYMONETRO Chi l’ha vista morire? * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 5 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Due bambine, a distanza di quattro anni l’una dall’altra, vengono uccise nel medesimo luogo. Il padre dell’ultima vittima riesce a scoprire l’assassino dopo che molti degli indiziati sono periti di morte violenta.

Uomo si nasce Poliziotto si muore_s

Un film di Ruggero Deodato. Con Franco Citti, Adolfo Celi, Marc Porel, Renato Salvatori, Silvia Dionisio. Poliziesco, b/n durata 92 min. – Italia 1976. MYMONETRO Uomini si nasce, poliziotti si muore * * - - - valutazione media: 2,17 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Le avventure di due terribili poliziotti di una squadra speciale. Molte scene violente e molte scene sexy.

Sentenza di Morte_s

Un film di Mario Lanfranchi. Con Enrico Maria Salerno, Adolfo Celi, Richard Conte, Tomas Milian. Western, durata 92 min. – Italia 1968. MYMONETRO Sentenza di morte * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Quattro rapinatori hanno ucciso un uomo, ma il fratello della vittima si mette sulle loro tracce per compiere vendetta. Sfruttando le debolezze e le manie di ognuno dei quattro, il giovane li uccide tutti, uno alla volta.

Inhibition - 1976 - DVDRip_s

Un film di Paul Price. Con Adolfo Celi, Ivan Rassimov, Claudine Beccarie, Ilona Staller. Erotico, durata 90 min. – Italia 1976. MYMONETRO Inhibition * - - - - valutazione media: 1,00 su 1 recensione.

Una facoltosa vedova, che una triste esperienza matrimoniale ha portato a detestare gli uomini, è in Africa con la segretaria Anna con la quale ha una relazione particolare. Poi, però, l’inquieta signora ritroverà la “normalità” tra le braccia di un rude avventuriero.

Un film di Alfonso Brescia. Con Robert Hoffman, Adolfo Celi, Irina Demick, Howard Ross. Giallo, durata 95 min. – Italia 1972. MYMONETRO Ragazza tutta nuda assassinata nel parco * * - - - valutazione media: 2,00 su 1 recensione.

Un miliardario viene assassinato e un agente assicurativo riesce a installarsi nella sua villa per compiere indagini.