Category: Film dal 2010 ad oggi


Locandina Il cacciatore di donneUn film di Scott Walker. Con Nicolas Cage, Vanessa Hudgens, John Cusack, Dean Norris, Kevin Dunn. Titolo originale The Frozen Ground. Thriller, durata 105 min. – USA 2012. – Videa – CDE uscita giovedì 3 ottobre 2013. MYMONETRO Il cacciatore di donne * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Jack Holcombe è un detective della polizia dell’Alaska in procinto di ritirarsi dal servizio. Gli viene affidato un caso estremamente complesso. C’è un serial killer che attira giovani donne, le incatena, le violenta e poi le uccide. Jack sospetta di una persona apparentemente tranquilla: Robert Hansen. Occorrono però prove schiaccianti contro di lui e potrebbero arrivare dalla testimonianza di Cyndy Paulsen che è riuscita a scappare prima di essere uccisa. Cyndy però è una ragazza complicata e indurla a testimoniare non è facile. Continua a leggere

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GenereAzioneDrammatico Durata95 minutiRegistaWilliam KaufmanAttoriCharlie WeberScott Adkins

Mentre svolge il suo primo incarico nei Marine, ovvero quello di proteggere un’ambasciata degli Stati Uniti in una località mediorientale, Evan e la sua squadra si fanno sorprendere da militanti armati che attaccano l’ambasciata per uccidere un informatore.

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Regia di Don Michael Paul. Un film con Jason WongJesse GarciaBokeem WoodbineEsai MoralesJosh KellyRalitsa PaskalevaCast completoGenere Azione – USA2014durata 103 minuti.

Distrutto dalle battaglie e disilluso dalla guerra, il caporale Chris Merriman viene messo a capo di un’unità la cui prossima missione è di fornire un remoto avamposto ai margini del territorio controllato dai talebani. Mentre guida attraverso l’ostile provincia di Helmand, un Navy SEAL ferma il loro convoglio e arruola l’unità per un’operazione di importanza internazionale: devono aiutare una donna afghana famosa per il suo atteggiamento di sfida nei confronti dei talebani a fuggire dal paese. Senza carri armati o supporto aereo, Merriman e il suo team avranno bisogno di tutto il coraggio e la potenza di fuoco che riusciranno a mettere insieme per aprirsi la strada attraverso il paese dilaniato dalla guerra, e portare la donna al sicuro.

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Locandina VitriolUn film di Francesco Afro De Falco. Con Yuri Napoli, Roberta Astuti, Gabriella Cerino, Stefano Jotti, Leonardo Bilardi Thriller, durata 80 min. – Italia 2012. – Salvatore Mignano Communication uscita giovedì 15 novembre 2012. MYMONETRO Vitriol * * * - - valutazione media: 3,05 su 24 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Vitriol è il primo lungometraggio di Francesco Afro De Falco, giovane autore napoletano che ha firmato corti e documentari primi di approdare a quest’opera più matura. Lola Verdis, la protagonista, è una giovane laureanda in architettura presso l’Università Federico II di Napoli. Lola sta preparando la tesi, ma le ricerche e la raccolta del materiale la portano lontano, alla scoperta di misteri occulti che riguardano la Napoli segreta e massonica. Il ritrovamento di un oggetto misterioso condurrà ad una concatenazione di scoperte sempre più sconcertanti su un antico ordine esoterico realmente esistito nella Napoli borbonica (l’Ordine Osirideo Egizio). Lola inizia le ricerche grazie all’aiuto del suo amico Davide, grande esperto di esoterismo e massoneria. I due vanno alla scoperta dei luoghi misteriosi dove l’ordine si riuniva in segreto – luoghi disseminati di simbologia esoterica – finché la ricerca si fa sempre più difficile e rischiosa. I due procedono attraverso la registrazione filmica di tutti i reperti, e di tutti i momenti di investigazione.
Il film ha uno stile fra il realistico, la presa diretta, e la ricostruzione finzionale dei fatti in stile mokumentary. La regia gioca fra diversi piani di registrazione video creando ad hoc una confusione non fra i piani temporali del racconto, quanto fra i piani dell’immagine e della sua veridicità: ingarbugliando così le immagini riprese dalle videocamera di Lola e Davide usata sui luoghi, i material video rivisti al pc, la registrazione di Lola mentre racconta ad una terza persona cosa è in realtà successo: il suo amico Davide è misteriosamente scomparso. I diversi livelli di immagine si aprono uno sull’altro, quasi una mise en abyme della realtà stessa. Tuttavia il racconto, partito su un soggetto già complesso e lacunoso, si perde in uno stile pretenzioso che non riesce ad affascinare. Continua a leggere

Locandina italiana I bambini di Cold RockUn film di Pascal Laugier. Con Jessica Biel, Stephen McHattie, Jodelle Ferland, William B. Davis, Samantha Ferris. Titolo originale The Tall Man. Thriller, – USA 2012. – Moviemax uscita venerdì 21 settembre 2012. – VM 14 – MYMONETRO I bambini di Cold Rock * * 1/2 - - valutazione media: 2,92 su 48 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ex cittadina mineraria nella zona nordoccidentale del Pacifico, Cold Rock è abitata da una comunità sconvolta dalle inspiegabili sparizioni dei suoi bambini, svaniti nell’aria senza lasciare la minima traccia. Per alcuni, colpevole delle scomparse sarebbe un non meglio identificato “uomo alto”, tremenda figura che qualcuno giura di aver visto nel bosco al tramonto. Julia Danning, una risoluta infermiera che fa il possibile per tenere uniti i cittadini terrorizzati, reputa la storia una superstizione fino a quando, una sera, non assisterà al rapimento di suo figlio.
Primo film girato in inglese dal francese Pascal Laugier, I bambini di Cold Rock è uno di quei classici titoli che si negano a chiunque voglia stiparli in una categoria precisa. Poco importa, del resto, se questo pregevole esercizio di attese e disattese sia un thriller mascherato da horror oppure un dramma che usa un apparato più nero del solito. Ad interessare, piuttosto, dovrebbero essere la viva capacità di rivoluzionare – più e più volte – racconto e punto di vista, la precisione nel descrivere il decadimento della piccola città e, non ultima, l’intelligenza nell’omaggiare un cinema del passato che il regista dimostra di amare e di non voler tradire. Continua a leggere

Holiday Heist: Mamma ho visto un fantasma (Home Alone: The Holiday Heist) è un film per la televisione del 2012 diretto da Peter Hewitt, quinto capitolo della saga di Home Alone iniziata con Mamma, ho perso l’aereo. È stato trasmesso per la prima volta il 25 novembre 2012 sul canale ABC Family.

La famiglia Baxter si trasferisce dalla California al Maine per trascorrere il periodo natalizio. Finn Baxter (Christian Martyn) e sua sorella più grande, Alexis Baxter (Jodelle Ferland), sono due tecnofili che si isolano dai loro genitori Curtis Baxter (Doug Murray) e Catherine Baxter (Ellie Harvie) trascorrendo le giornate rispettivamente giocando a “Robo Fanteria 3” e utilizzando il cellulare.

Incoraggiato da suo padre a socializzare, Finn fa amicizia con la sua vicina di casa, Mason (Peter DaCunha), che lo informa circa la leggenda di un gangster il cui fantasma infesta la nuova casa dei Baxter, facendo diventare Finn paranoico. Continua a leggere

Risultati immaginiThe Big Bang Theory è una sitcom statunitense ideata da Chuck Lorre e Bill Prady e prodotta dalla Warner Bros. Television in collaborazione con la Chuck Lorre Productions. L’episodio pilota è andato in onda il 24 settembre 2007 sul canale CBS.

PasadenaLeonardSheldonHoward e Raj sono quattro brillanti giovani i quali lavorano insieme al California Institute of Technology. La grande intelligenza ne fa tra le menti più valide del Paese, ma di contro li rende socialmente degli inetti: il loro legame d’amicizia è infatti cementato dalla rispettiva condizione di nerd e geek. Fuori dal lavoro il tempo libero dei quattro trascorre principalmente tra la lettura di fumetti, partite a videogame e giochi di ruolo, e la visione di film e serie TV a tema fantascienza e supereroi; l’assenza di ragazze è sempre stata una costante nelle loro vite. Continua a leggere

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Regia di Ariel Vromen. Un film Da vedere 2013 con Michael ShannonWinona RyderJames FrancoRay LiottaChris EvansDanny A. Abeckaser.Cast completo Genere Drammatico – USA2013durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 5febbraio 2015 distribuito da Barter Multimedia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 2,93 su 19 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Richard Kuklinski gioca bene a biliardo, copia pellicole pornografiche, ha una fidanzata discreta e un segreto terribile, affondato in un’infanzia ‘bastonata’. Per questa ragione ha sviluppato una personalità dissociata-associata che lo spinge a uccidere. Dopo il matrimonio con Debbie e l’assassinio di un suo sedicente ex, Richard viene assoldato come sicario da Roy Demeo, delinquente organizzato che ne intuisce la straordinaria imperturbabilità. Letale e metodico, abbatte criminali e innocenti sui marciapiedi di New York, accomoda la famiglia nel New Jersey e ne accumula la ‘fortuna’ e la pesante eredità. Padre di due bambine, a cui riserva il suo lato migliore, Richard incanala negli omicidi la sua follia fino al giorno del congedo per ‘cattiva condotta’. Umiliato da Demeo, Kuklinski cercherà una soluzione per garantire la famiglia e il sollievo alla disfunzionalità. Sul finire degli anni Ottanta, alienatosi le famiglie mafiose e avvicinato da un infiltrato, verrà arrestato a due passi da casa e da un sogno americano malato.

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Locandina italiana Child 44 - Il bambino n. 44

Regia di Daniel Espinosa. Un film Da vedere 2014 con Tom HardyNoomi RapaceGary OldmanJoel KinnamanPaddy ConsidineJason Clarke.Cast completo Titolo originale: Child 44. Genere DrammaticoThriller – USA2014durata 137 minuti. Uscita cinema giovedì 30aprile 2015distribuito da Adler Entertainment. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,04 su 31 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nella Russia sovietica non esiste il crimine e l’ordine è mantenuto dalla MGB, polizia segreta e paranoica che sospetta tutti e arresta soltanto innocenti. Leo Demidov è un ufficiale efficiente agli ordini del Maggiore Kuzmin che ha deciso di archiviare come incidente la morte di un ragazzino violato e strangolato da uno psicopatico. Perplesso ma adempiente, Leo esegue il suo dovere e il volere del suo superiore. Ma un secondo caso lo convince presto a indagare, trasformandolo da predatore in preda. Le cose a casa non vanno meglio, Raïssa, moglie e insegnante, lo ha sposato per paura e lo disprezza per i suoi metodi. In un clima di terrore crescente, in cui indisturbato agisce un omicida seriale di bambini, Leo e Raïssa scopriranno le falle del Sistema e troveranno un nuovo equilibrio sentimentale.
Trasposizione del romanzo omonimo di Tom Rob Smith, Child 44 è un thriller paranoico che combina con efficacia storia e cronaca. Da una parte la Russia socialista a un passo dalla morte di Stalin, dall’esecuzione di Bérija, capo della polizia segreta sovietica, e dall’investitura di Nikita Chrušcëv, dall’altra, dislocati negli anni Cinquanta, gli efferati delitti del “mostro di Rostov”, che tra il 1978 e il 1992 assassinò cinquantadue persone. 

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Locandina italiana WildUn film di Jean-Marc Vallée. Con Reese Witherspoon, Laura Dern, Thomas Sadoski, Michiel Huisman, Gaby Hoffmann. Biografico, Ratings: Kids+16, durata 115 min. – USA 2014. – 20th Century Fox uscita giovedì 2 aprile 2015. MYMONETRO Wild * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nell’America degli anni ’90 una ragazza rimasta sola con il proprio fratello dopo la morte improvvisa della madre (dal padre si erano allontanati anni prima per eccesso di violenza) e la fine del proprio matrimonio, chiusa nella dipendenza dall’eroina decide di affrontare il Pacific Crest Trail a piedi, più di 1.600 Km in totale solitudine macinati in più di due mesi. In questo periodo ripensa a quello che le è successo e che è determinata a superare con un’impresa che pare superiore alle sue forze.
Tratto dal libro scritto dalla stessa protagonista “Wild – Una storia selvaggia di avventura e rinascita” e adattato da Nick Hornby per il grande schermo, il nuovo film di Jean-Marc Vallée non si distanzia molto dal precedente, Dallas Buyers Club, fondato com’è su un percorso di rinascita (che lì coincideva con uno di avvicinamento alla morte qui con uno di sopravvivenza naturale), sulla demolizione fisica e morale della protagonista e sulla sua ricostruzione a colpi di musica e paesaggi.
Jean-Marc Vallée si conferma cineasta di sistema, di conservazione e perpetuazione delle più consolidate sicurezze di Hollywood nel manipolare attenzione e commozione dello spettatore. Abile reinventore di meccanismi eterni che maschera dietro una patina di linguaggio moderno espedienti in voga da sempre. Era decisamente più solido e complesso da questo punto di vista Into the wild nel trarre da una vera storia d’esplorazione un modo differente di guardare l’America dei grandi spazi e di capire qualcosa di complesso su chi la abita o li attraversa. Questa è la prima cosa che manca a Wild: una maniera personale di affrontare l’immersione nella natura, perchè Vallée immerge la propria protagonista più nelle stagioni che nei luoghi, sorvola le particolarità degli ambienti per guardare sempre da vicino il personaggio così che gli unici paesaggi visibili sono ripresi nelle maniere più convenzionali. Più che un film di grandi scenari Wild è un film di vedute, uno in cui la pioggia suggerisce scene tristi, la neve momenti teneri e la violenza del caldo attimi pericolosi. Continua a leggere

Locandina italiana Ex MachinaUn film di Alex Garland. Con Domhnall Gleeson, Oscar Isaac, Alicia Vikander, Sonoya Mizuno, Chelsea Li. Titolo originale Ex Machina. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 108 min. – USA, Gran Bretagna 2014. – Universal Pictures uscita giovedì 30 luglio 2015. MYMONETRO Ex Machina * * * - - valutazione media: 3,41 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tra tutti gli impiegati del grande motore di ricerca per cui lavora, Caleb è stato scelto per il prestigioso invito nella residenza del mitologico fondatore della società e inventore dell’algoritmo di ricerca. Arrivato in una zona a metà tra la magione irraggiungibile (lo porta un elicottero privato che si ferma diversi chilometri prima del primo edificio) e il rifugio zen, Caleb comprende di essere stato scelto da Nathan per un importante esperimento. Da decenni infatti Nathan è al lavoro sulla costruzione di un’intelligenza artificiale e Caleb deve testarla per capire se abbia raggiunto o meno il suo obiettivo. Il modello attuale con cui Caleb si confronta si chiama Ava, ha forma umanoide, pelle e circuiti, ragiona ed è conscia del suo status. Dopo i primi giorni Caleb comprende però che c’è qualcosa che non va, le frequenti ubriacature del capo, i moltissimi luoghi della magione in cui non può entrare e alcune strane confessioni di Ava compongono un mosaico più inquietante di quel che non sembrasse all’inizio.
Ha davvero un’anima molto classica Ex machina e fa di tutto per mascherarla con un efficace maquillage modernista. Questo film di fantascienza psicologica, tutto basato sulla parola e sul ragionamento, è strutturato intorno ad uno scienziato che si spinge oltre quello che dovrebbe essere consentito, dove la scienza sfiora il “disturbante”, e sperimenta nel suo castello remoto ed inaccessibile con quella che chiamiamo vita (una sequenza rivelatrice mostra immagini a circuito chiuso dei passati degli esperimenti di Nathan con il corretto tono gotico/spaventoso). Accanto a lui un più giovane e inesperto ragazzo di scienza che si lascia contaminare troppo da quel che vede. Tra di loro una “creatura” che somiglia più ad un Golem. Continua a leggere

Locandina italiana Mad Max: Fury RoadUn film di George Miller (II). Con Tom Hardy, Charlize Theron, Rosie Huntington-Whiteley, Zoë Kravitz, Nicholas Hoult. Azione, Ratings: Kids+16, durata 120 min. – USA, Australia 2015. – Warner Bros Italia uscita giovedì 14 maggio 2015. MYMONETRO Mad Max: Fury Road * * * 1/2 - valutazione media: 3,90 su 51 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In un futuro imprecisato post-apocalittico la Terra è in mano ai predoni. Tra questi Immortan Joe, che controlla la Cittadella con il pugno di ferro, imponendo il culto della personalità. Finché la sua compagna e “Imperatrice”, Furiosa, lo tradisce, portando con sé le schiave e concubine di Immortan.
Reboot, mash up o remake sono termini che aiutano a capire ma che non inquadrano completamente l’operazione alla base di Mad Max: Fury Road. Il ritorno alla regia di George Miller, atteso quanto insperato, forse prepara a una nuova saga, tutto sembra farlo credere, ma soprattutto cerca di riscrivere l’ultimo e debole – al di là dell’impatto iconografico della sfera del tuono – capitolo con Mel Gibson e Tina Turner, riproponendo Max in un contesto come quello attuale, sovraccarico di supereroi invincibili e di action movies che dall’universo distopico di Mad Max molto hanno saccheggiato.
Come Ken il guerriero, per citare solo una delle innumerevoli visioni di medioevo prossimo venturo degli ultimi due decenni, che devono tutto all’intuizione milleriana, contestualizzata nell’ideale paesaggio intrinsecamente borderline del deserto australiano. Una società resettata, in cui benzina e cromature assumono sostanza quasi divina: un tema ripreso in Mad Max: Fury Road, con il coraggioso accostamento tra la mistica da kamikaze del terrorismo contemporaneo e un’estetica neo-ariana che inneggia al Valhalla, in una crasi impossibile tra filosofie opposte di un’ideale crociata. Miller intende riprendersi ciò che è suo e rilanciarlo nel linguaggio della contemporaneità, avvalendosi del 3D, ricorrendo probabilmente a una velocizzazione dei frame per secondo (a tratti eccessiva), ma Mad Max: Fury Road è molto più di questo. A partire dal lavoro compiuto su eroi e antieroi: il Max di Tom Hardy, perseguitato dagli incubi di una vita precedente e quasi balbuziente nella sua timida incapacità di interagire con gli altri, è lontano dal vendicatore senza nome di Mel Gibson. Un supereroe con super-problemi marveliano, more human than human, per dirla con Rob Zombie. Continua a leggere

Locandina italiana Lo stravagante mondo di GreenbergUn film di Noah Baumbach. Con Ben Stiller, Greta Gerwig, Rhys Ifans, Jennifer Jason Leigh, Brie Larson. Titolo originale Greenberg. Commedia, Ratings: Kids+16, durata 107 min. – USA 2010. – Bim uscita venerdì 8 aprile 2011. MYMONETRO Lo stravagante mondo di Greenberg * * 1/2 - - valutazione media: 2,99 su 29 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Quando la famiglia Greenberg parte per una vacanza in Vietnam di sei settimane, la cura della loro villa di Los Angeles e del cane Mahler viene affidata alla giovane Florence Marr, la loro assistente personale. Durante quel periodo, Florence fa la conoscenza di un eccentrico ospite, lo zio Roger, quarantenne irresponsabile che da tempo si è trasferito a New York e ha alle spalle una degenza per cure psichiatriche. Roger viene subito attratto dalle premure e dalla cortesia di Florence e le chiede un appuntamento provando a sedurla. Nel frattempo, tenta di riallacciare rapporti con i vecchi compagni, dalla ex-fidanzata Beth al migliore amico Ivan, con il quale comincia a rievocare il sogno giovanile di diventare famosi come gruppo musicale.
Nel passaggio dalla East alla West Coast, Noah Baumbach pare essere cresciuto. Almeno un po’. Non più interessato all’acrimonia dei rapporti familiari e alle colpe dei padri che ricadono sui figli, stavolta decide di concentrarsi esclusivamente sulle idiosincrasie di un singolo personaggio, sgombrando da subito il campo da ogni possibile equivoco sui complessi per le figure genitoriali (“Se io faccio il carpentiere e mio fratello costruisce alberghi in Vietnam, a chi posso dare la colpa?”, si domanda il protagonista durante una delle sue numerose autoconfessioni). Ciononostante, la passione per quei personaggi-sognatori incapaci di adattarsi ai movimenti del mondo e al passare del tempo rimane immutata. Anzi, da questo punto di vista, Roger Greenberg è davvero uno dei personaggi più espressivi e sfaccettati provenienti da quell’universo parallelo indie-pop popolato da intellettuali immaturi, geni precoci e disadattati sociali dal quale attingono sia Baumbach che Wes Anderson. Con la differenza che Baumbach, rispetto al collega e amico, punta su uno stile molto più sobrio e minimalista, intento a cogliere l’essenza più familiare e schietta dell’eccentricità dei suoi personaggi. Continua a leggere

Locandina italiana Un amore di gioventùUn film di Mia Hansen-Løve. Con Lola Creton, Sebastian Urzendowsky, Magne Håvard Brekke, Valérie Bonneton, Serge Renko. Titolo originale Un amour de jeunesse. Drammatico, durata 111 min. – Francia, Germania 2011. – Teodora Film uscita venerdì 22 giugno 2012. MYMONETRO Un amore di gioventù * * * - - valutazione media: 3,05 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Camille ha quindici anni e un amore grande. Sullivan ne ha diciannove ed è l’oggetto di quell’amore immaturo e totale. Innamorato perdutamente di Camille, il ragazzo è comunque deciso a partire per il Sudamerica in cerca di se stesso e lontano dall’abbraccio soffocante di lei, che non concede margini, respiro, alternativa. La partenza di Sullivan sconvolge la vita di Camille, che tenta il suicidio e poi prova a vivere la sua vita tra le braccia di un maturo architetto norvegese di cui diventa assistente e compagna. Diversi anni dopo, lungo le strade di Parigi, ritroverà Sullivan e con lui un sentimento mai sopito. Ossessionata da quell’amore, Camille si tufferà di nuovo nel suo amplesso e nelle sue promesse disattese.
Attrice ieri per Assayas (che poi la sposa), regista oggi, Mia Hansen-Løve gira il suo terzo film e alla maniera di Truffaut ricrea e reinventa sul set momenti e situazioni vissute nella vita. Come il ‘primo amore’, quello che non si scorda mai, quello esagerato, quello né con te, né senza di te, quello idealizzato che produce l’imprinting soprattutto se consumato in condizioni di ‘affetto’. Quello che Camille nutre per Sullivan e che non la fa respirare. Pedinando due adolescenti in amore, la giovanissima regista francese, classe 1981 e un passato tra le pagine dei Cahiers, racconta la quotidianità di un sentimento ossessivo, di una tempesta emozionale che prende la vita e la rivolta come un guanto.
Aderendo con grazia alla tradizione cinematografica francese, la Hansen-Løve esibisce un’idea di cinema che si nutre dei casi della vita, delle pagine dei libri letti e dei film visti (quelli di Rohmer, quelli di Bresson), restituendo all’amore l’immediatezza dei corpi. Libera dalle gabbie narrative imposte molto (e troppo) spesso dalle produzioni, l’autrice si prende tutto il tempo e i silenzi del mondo mettendo a punto una relazione dove a dire è il linguaggio fisico e materico del corpo e degli sguardi. Eppure qualcosa non va. Dentro un film che pratica con indubbio stile i topoi dell’amore in guerra e prende luce dalla freschezza e dal talento imbronciato di Lola Créton, non c’è nessuna sensibilità da incendiare, nessuna immagine da visualizzare. Il bello stile diventa maniera e la regista manca l’appuntamento con quell’età della vita che presenta in sé una natura drammatica.
Il tempo dell’adolescenza di Camille non diventa simbolo di una ‘condizione umana’ generale, di una dimensione che è insieme anagrafica ed esistenziale. Incapace di autodeterminarsi e di affrancarsi da un primo amore fallimentare, l’irritante e cocciuta protagonista della Créton governa il film fino a esasperarlo, fino a non riuscire a parlare d’altro, fino a non dire niente altro. Mai inserita in un quadro più ampio di osservazione del paesaggio umano che la circonda, delle figure che incontra e delle loro relazioni, Camille insegue testarda un ‘cappello’ e una deriva abilitata a promuovere esclusivamente la sconfitta e la negazione della maturità. Continua a leggere

Locandina italiana Scott Pilgrim vs. The WorldUn film di Edgar Wright. Con Michael Cera, Mary Elizabeth Winstead, Kieran Culkin, Chris Evans, Anna Kendrick. Azione, durata 112 min. – USA, Canada, Gran Bretagna 2010. – Universal Pictures uscita venerdì 19 novembre 2010. MYMONETRO Scott Pilgrim vs. The World * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 44 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Scott Pilgrim è un 23enne ancora preda di una forma di tardiva adolescenza sentimentale. Suona il basso in una band indie rock, come tutti quelli della sua generazione ha subito una severa formazione a base di videogiochi 8bit e cerca una storia d’amore “sicura” con una 17enne, esercitando nichilismo un tanto al chilo. Quando nella sua vita irrompe Ramona, newyorkese, bellissima, indie nell’animo e ribelle a modo proprio con capelli colorati, tutto passa in secondo piano, anche il piccolo particolare che, per poter davvero avere una relazione con lei, Scott dovrà combattere e soprattutto sconfiggere i suoi 7 ex, riuniti in una confraternita finalizzata ad indirizzare la vita futura della ragazza da loro (un tempo) amata.
L’attesa trasposizione della serie di 6 volumi a fumetti del canadese Brian Lee O’Malley (intitolata semplicemente “Scott Pilgrim”) dopo 7 anni di successo di nicchia arriva al cinema e non delude, anzi. La versione per il grande schermo delle avventure tra realtà e videogioco del 23enne di Toronto è uno degli atti cinematografici più violenti degli ultimi anni. E per una volta la violenza della grammatica filmica fa il paio con l’audacia di una storia che utilizza la felicissima vena ironica per prendere di mira, in primis, il protagonista e tutto il suo universo di riferimento, che poi è il medesimo del target cui il film è indirizzato. Sebbene infatti nella storia il geek, alle prese con le solite difficoltà di sentimentale subita invece che dominata, sia palesemente contrapposto ai più classici “vincenti” della cultura anglosassone, la vera ironia è nei confronti del primo e non tanto dei secondi. In parole povere Scott Pilgrim vs the World non accarezza l’ego del proprio pubblico ma lo fustiga, prima favorendo l’immedesimazione grazie ad un’aderenza totale ad un certo universo semantico generazionale e poi esplicitandone le contraddizioni. Esattamente ciò che il profluvio di film adolescenziali nostrani sembrano metodicamente rifiutarsi di fare. Continua a leggere

Poster Oslo, August 31stUn film di Joachim Trier. Con Anders Danielsen Lie Titolo originale Oslo, 31. august. Drammatico, durata 95 min. – Norvegia 2011. MYMONETRO Oslo, August 31st * 1/2 - - - valutazione media: 1,50 su 1 recensione.

Anders ha 34 anni, è un bel ragazzo e proviene da una famiglia per bene ma è profondamente tormentato per aver sprecato molte opportunità nella vita e aver deluso le persone intorno a lui. Ora si avvia alla conclusione del suo programma di disintossicazione dalla droga, in campagna. Nell’ambito di questo programma è autorizzato ad andare in città per sostenere un colloquio di lavoro. Anders approfitta dell’occasione per trattenersi fuori la notte, girovagando e incontrando le persone che non vede da molto tempo.
Indagine emotiva e quasi fisica di una crisi esistenziale, il film di Joachim Trier, nonostante la buona regia, morbida, e la prova eccezionale del protagonista Anders Danielsen Lie, è un film sbagliato perché manca completamente l’obiettivo prefissatosi. L’intenzione di Trier è quella di mostrare come, nella verde, giovane e ricca Norvegia, dove pare che non esistano possibili storie da raccontare, i conflitti interni alla classe media esistono eccome. Le possibilità di scelta rispetto al proprio futuro, altrove negate in partenza, qui sono moltiplicate e possono sollevare aspettative non facili da soddisfare e grandi drammi. Eppure, l’impressione che non può non cogliere, alla visione di Oslo, August 31st , è proprio che la storia non ci sia, neanche tra le pieghe dell’osservazione e del pedinamento. I gesti di Anders non si scartano mai neanche un secondo da un percorso più che noto -la ribellione, l’alcool, il furto-, che sarà probabilmente obbligato nella vita ma non al cinema.
La sua lenta marcia verso l’immobilità finale viene posta a contrasto con il dinamismo sociale della città e la sua incapacità di darsi una nuova identità, pacificata e “pulita”, col suo mutare rapidamente e continuamente forma. Ma anche questo è un discorso abbozzato, col ricorso alle immagini in Super8 dell’inizio, e non portato né in lunghezza né in profondità. Un’occasione mancata. Continua a leggere

Locandina italiana Another EarthUn film di Mike Cahill [II]. Con William Mapother, Brit Marling, Jordan Baker, Flint Beverage, Robin Taylor. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 92 min. – USA 2010. – 20th Century Fox uscita venerdì 18 maggio 2012. MYMONETRO Another Earth * * * - - valutazione media: 3,40 su 42 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Rhoda Williams è una studentessa dalle ottime capacità tanto che è stata ammessa al MIT (Massachusetts Institute of Technology). Il suo interesse per l’astrofisica è intenso tanto che una sera provoca un drammatico incidente stradale. La causa immediata è data dal fatto che è stato scoperto un pianeta che è speculare alla Terra e che lo stesso sta iniziando a fare la sua comparsa nel cielo. Rhoda, alla guida della sua auto si distrae guardando in alto e uccide il figlio e la moglie incinta di John Burroughs, un noto compositore. La ragazza viene arrestata e quando uscirà dal carcere il suo scopo principale sarà quello di espiare ulteriormente la sua colpa aiutando Burroughs. Intanto l’altra Terra si fa sempre più grande e visibile.
Vincitore del premio speciale della giuria e del premio Sloan al Sundance Film Festival del 2011 Another Earth è un’opera prima scritta, diretta, prodotta, fotografata e montata da Mike Cahill. Ha quindi tutte le caratteristiche del film indipendente da cui ci si può attendere delle sorprese. Che infatti ci sono. Anche se l’idea di base ha qualche remoto debito nei confronti di Solaris di Tarkovskij e l’immagine del pianeta che si staglia nel cielo rimanda (involontariamente perché questo film è anteriore) a quella dell’altrimenti minaccioso Melancholia di Lars Von Trier, il suo sviluppo si rivela interessante. L’altra Terra che compare sempre più incombente nel cielo è un esatto doppio del pianeta su cui viviamo non solo sul piano morfologico ma anche su quello della popolazione. Per ognuno degli umani vi è presente un doppio. Le possibilità di sviluppo di un plot iniziale di questo tipo sono innumerevoli e Cahill prova a sfruttarle concentrando la sua storia su un doppio livello. Da un lato il rapporto tra Rhoda e Burroughs che si sviluppa sul non detto (la ragazza diviene la sua addetta alle pulizie ma non gli rivela di essere la colpevole dell’incidente) e dall’altro la richiesta che Rhoda presenta per essere ammessa al primo volo diretto verso il pianeta. La riflessione su un percorso di espiazione che si intreccia con la tensione verso un confronto con un altro sé viene sostenuta per buona parte del film grazie anche all’ottima prestazione dei due protagonisti. Peccato però che un finale pacificatorio vanifichi quanto costruito in precedenza consegnando il film a una banalità che le premesse sembravano voler evitare. Continua a leggere

Locandina Tiny Furniture

Un film di Lena Dunham. Con Lena DunhamLaurie SimmonsGrace DunhamRachel HoweMerritt WeverDrammaticodurata 98 min. – USA 2010.

Laureatasi in cinema nel Midwest, la 22enne Aura (Lena Dunham) torna a vivere nel quartiere di Tribeca, a New York. Mentre cerca il suo posto nel mondo, la ragazza sbarca il lunario come cameriera e va incontro a complicate relazioni sentimentali.

Risultati immagini per Un gelido InvernoUn gelido inverno (Winter’s Bone) è un film del 2010 diretto da Debra Granik, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Daniel Woodrell.

Il film ha vinto il Gran premio della giuria: U.S. Dramatic al Sundance Film Festival 2010[1], 4 Premi al Torino Film Festival 2010, ha ottenuto 7 candidature agli Independent Spirit Awards 2011[2] e 4 candidature agli Oscar 2011, nelle categorie; miglior film, miglior attrice (Jennifer Lawrence), miglior attore non protagonista (John Hawkes) e miglior sceneggiatura non originale.

In una sperduta zona montuosa del Missouri, la diciassettenne Ree Dolly vive in condizioni disagiate gestendo la fattoria di famiglia e prendendosi cura dei fratelli minori, a causa della depressione che ha colpito la madre e che la porta a vivere in una sorta di indifferente assenza. Il padre della ragazza, coinvolto nello spaccio e nella produzione di metanfetamine, impegna la fattoria per pagarsi la cauzione e uscire di prigione, sparendo poi nel nulla. Un giorno lo sceriffo del luogo avverte la giovane Ree che se il padre non si presenterà al più presto in tribunale, la casa verrà confiscata. Ree, spinta dalla disperazione di non poter più accudire la famiglia e con forza di volontà, si muove da sola tra indifferenza e ostilità sull’altopiano d’Ozark, bussando di porta in porta alla ricerca dell’uomo. La ragazza dovrà affrontare la diffidenza e la violenza dell’intera comunità per tenere unito quello che resta della sua famiglia. Fino a una drammatica – ma solo parzialmente rivelata – verità. Continua a leggere

Regia di Slavko Martinov. Un film con Eugene ChangSusannah Kenton. Genere Documentario – Nuova Zelanda2012,durata 96 minuti.

Un incredibile viaggio nel mondo della propaganda occidentale, una critica spietata al nostro modello di vita che mostra un inferno di consumismo in oscena esibizione, dove le celebrità e il terrorismo sono minacce di uguale misura. È un filmatochoc apparso insidiosamente su Youtube: l’opera, si dice, di due studenti nordcoreani. Ma quanto nel film è reale, quanto finzione? Si tratta di una controversa opera anonima o di un’astuta opera propagandistica, prodotto del mostruoso meccanismo che finge di denunciare? Lo spettatore lo scopre a proprio rischio e pericolo nel dipanarsi di questo documentario, che ci mostra come in uno specchio deformante il volto grottesco della nostra quotidianità.
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