Category: Film dal 2000 al 2009


Regia di Laurent Cantet. Un film Da vedere 2008 con François BégaudeauNassim AmrabtLaura BaquelaCherif Bounaïdja RachediJuliette DemailleCast completo Titolo originale: Entre les murs. Genere Drammatico, – Francia2008durata 128 minuti. Uscita cinema venerdì 10 ottobre 2008 distribuito da Mikado Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,46 su 16 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È il film – il 4° di Cantet – che vinse la Palma d’oro a Cannes 2008, giuria unanime. Nel 2006 il libro Entre le murs di Bégaudeau – qui protagonista e cosceneggiatore – aveva vinto il premio France Culture/Télérama. In settembre Cantet gli chiese di trasporlo in un film da girare nel 2007. Decisero di farlo nel collegio Françoise Dolto, sito nel 20° Arrondissement alla periferia di Parigi, vicino alla scuola dove per 4 anni aveva insegnato. Racconta i difficili rapporti tra un prof. di francese e una classe 4ª (l’ultima) mista e plurietnica (francesi, nordafricani, europei dell’Est, cinesi), chiamati a parlare “la stessa lingua” con le sue insidie (in francese il computer si chiama “ordinateur”). Come nel libro il titolo – Tra i muri , quello della Mikado italiana è debole e ambiguo – indica che nel sistema scolastico francese la scuola è uno spazio di segregazione, non di integrazione: le differenze linguistiche e culturali diventano diseguaglianze, si aggravano invece di essere superate. In Francia discusso, attaccato da sinistra e da destra. Straordinario esempio di docufiction sociologica, girato da Cantet con un largo margine di improvvisazione, è un film onesto e autentico, sincero e coinvolgente. Pone molte domande senza pretendere di dare risposte anche nel doloroso finale in cui la finzione prevale sul documentario.

Regia di Laurent Cantet. Un film Da vedere 2001 con Aurélien RecoingKarin ViardSerge LivrozetJean-Pierre MangeotMonique MangeotCast completo Titolo originale: L’Emploi du temps. Genere Drammatico – Francia2001durata 133 minuti. – MYmonetro 3,50 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Vincent non osa dire alla famiglia (moglie, tre figli) e agli amici di aver perso il suo ben retribuito lavoro di consulente finanziario e finge di aver trovato un nuovo e più prestigioso impiego all’ONU di Ginevra, mentendo per mesi a tempo pieno. Dopo il pluripremiato Risorse umane , L. Cantet fa un passo avanti e a lato con un dramma psicologico sui temi dell’identità = lavoro, del “fare come se”, dell’orario di lavoro che diventa “impiego del tempo” in forma patologica. La conclusione è ambigua: lieta o agghiacciante? Scritto con Robin Campillo, ha due grandi meriti: si trasforma lentamente (forse anche troppo) in un thriller angoscioso che fa temere uno scioglimento cruento; fa di Vincent (un ottimo A. Recoing) un caso di ordinaria follia in maschera, ma anche un uomo vulnerabile degno di pietà.

Regia di Lars von Trier. Un film Da vedere 2005 con Bryce Dallas HowardIsaach De BankoléWillem DafoeDanny GloverChloë SevignyCast completo Genere Drammatico, – Danimarca2005durata 139 minuti. Uscita cinema venerdì 28 ottobre 2005 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 3,46 su 15 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

2° capitolo, dopo Dogville , della trilogia americana del danese Trier, da lui anche scritta. Lasciate le Montagne Rocciose, nel 1933 Grace arriva a Manderlay (Alabama) dove vige ancora la schiavitù e cerca di usare il potere, donatole dal padre gangster, per imporre libertà e democrazia, scoprendo alla fine un mondo dove sono gli schiavi a volere un padrone. Divisa in 8 capitoli, l’azione è chiusa in un set cinematografico: scenografie soltanto accennate, disegnate sul pavimento (bianco, non più scuro) e cinepresa mobile a spalla (Anthony Dod Mantle, lo stesso Trier). Se Dogville può essere preso come un racconto filosofico, il seguito è esplicitamente politico. Dedurne la sua attualità con l’occupazione dell’Iraq è facile, ma Trier va oltre con un discorso atemporale sul potere e le sue pratiche. Anche in Italia divise i critici. Bruno Fornara, il più acuto dei suoi difensori, è ricorso all’ alétheia di Heidegger, la nozione di verità come non-nascondimento, sostenendo che il compito di Trier non è di dire delle verità, smascherando la falsità del cinema come luogo di menzogne e di trappole, ma di mostrare come sia complicato non nasconderle. Il cambio degli interpreti principali non nuoce al funzionamento della macchina.

Che cos'è Le cinque variazioni. Enciclopedia

Regia di Lars von TrierJørgen Leth. Un film con Lars von TrierJørgen LethAlexandra VandernootDaniel Hernandez RodriguezPatrick BauchauCast completo Titolo originale: De fem benspænd. Genere Documentario – DanimarcaFranciaSvizzeraBelgio2003durata 90 minuti. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Nel 2000 Lars chiede al suo vecchio amico Jørgen di girare 5 rifacimenti di Det perfekte menneske ( L’uomo perfetto , 1967), un corto sperimentale di 12 minuti, assegnandogli ogni volta compiti precisi e regole da seguire. Nell’ordine gli impone di girare a Cuba e Bombay, di filmarlo con la tecnica dell’animazione, di ambientarlo in un hotel di Bruxelles e di rinunciare a ogni regola. Per 3 anni J. Leth incontra L. von Trier 5 volte, sottoponendosi alle critiche del suo collega che gli somministra premi o punizioni in un tipico rapporto sadomasochistico. O terapeutico? In questo caso “non è chiaro chi dei due sia davvero il paziente e chi l’analista, chi la cavia e chi lo sperimentatore.” (A. Morsiani). Alla fine, nonostante tutto, i due rimangono amici. O era tutta una finzione, un giuoco? Film unico, nato da un progetto inedito, che può irritare o affascinare per le stesse ragioni. Difficile una via di mezzo: prendere o lasciare.

Regia di Lars von Trier. Un film Da vedere 2006 con Jens AlbinusPeter GantzlerFridrik Thor FridrikssonBenedikt ErlingssonIben HjejleCast completo Titolo originale: Direktøren for det hele. Genere Commedia, – DanimarcaSvezia2006durata 99 minuti. Uscita cinema venerdì 5 gennaio 2007 distribuito da Lucky Red. – MYmonetro 3,15 su 16 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ravn vuol vendere la sua azienda, ma ha un problema: da quando l’ha costituita, si è inventato un falso capo irraggiungibile sul quale scaricare la responsabilità di decisioni impopolari. Poiché i futuri compratori islandesi insistono nel voler negoziare il trapasso col capo in persona, assolda per impersonarlo un attore che però gli rovina il piano. Giunto ai 50 anni, von Trier ha scritto e diretto per la prima volta una commedia che è una commedia nella commedia. Molto parlata. Lo spunto è ingegnoso e allude alla realtà, a una strategia padronale che ognuno di noi conosce. Qua e là il film è faticoso da seguire, e persino sgradevole. Nei titoli di testa il nome del direttore della fotografia è sostituito da un dispositivo tecnico: AUTOMAVISION. Siamo o no nel campo dell’informatica? Von Trier dichiara che non era lui a tenere il controllo, ma il computer. È difficile credergli; il “grande capo”, quello vero, è il regista. C’è da divertirsi, comunque, a sentire gli islandesi insultare i danesi che li hanno governati per quattro secoli. V.M. 14 anni.

Regia di Lars von Trier. Un film con Willem DafoeCharlotte Gainsbourg. Titolo originale: Antichrist. Genere Horror, – DanimarcaGermaniaFranciaItaliaSveziaPolonia2009durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 22 maggio 2009 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 – MYmonetro 2,48 su 22 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Poiché von Trier ha tra i suoi modelli Bergman, oltre a Tarkovskij cui dedica il film, diciamo che questo suo Scene da un matrimonio è discutibile sin dal titolo. Diviso in 6 capitoli: “Prologo”, “La paura”, “La pena”, “La disperazione”, “I 3 mendicanti”, “Epilogo”. L’ha ideato, scritto e diretto come terapia per uscire da una grave depressione. 2 personaggi in scena (anzi nel bosco) più 1. Lei è fuori di testa dopo aver visto, durante un coito, il suo piccolo Nic cadere dalla finestra della loro casa in città. Per curarla il marito psichiatra la porta in una capanna in mezzo a una foresta. Oltre a quella del sesso, esistono altre 2 pornografie, fondate sulla violenza e sull’imbecillità. Qui sono caoticamente fuse tutte e 3. Che cosa si proponeva l’autore con questo eurofilm dell’horror genitale, osceno e ossessivo, iperbolico e monocorde: scandalizzare il pubblico borghese? Spacciare il proprio forsennato formalismo per un discorso etico, simbolico, allegorico? Ostentare la propria misoginia? Sadicamente sottoporre a una performance estrema i 2 attori che, d’altronde, gareggiano in ardimento mimico-recitativo? Musica: G.F. Händel. Distribuzione: Lucky Red.

Senza destino - Film (2005) - MYmovies.it

Regista:Lajos Koltai Genere:Drammatico Anno:2005 Paese: Ungheria

Senza destino è un film di genere drammatico del 2005, diretto da Lajos Koltai, con Marcell Nagy e Áron Dimény. Durata 133 minuti

Senza destino, film diretto da Lajos Koltai, racconta la storia di Köves (Marcell Nagy), un ragazzo ebreo che vive a Budapest con tutta la sua famiglia nel pieno della seconda guerra mondiale. La sua vita cambia radicalmente quando suo padre viene obbligato a trasferirsi nei campi di lavoro ed è costretto a consegnarsi nelle mani dei militari nazisti a Mauthausen

Regia di Lars Berg. Un film con Eirik EvjenMartin Jonny Raaen EidissenEirik StigarJonas LauritzsenIben AkerlieCast completo Titolo originale: Glasskår. Genere Drammatico – NorvegiaSvezia2002durata 76 minuti.

Viktor ha due amici, Arnor e Roger, e un idolo, il fratello Ole Kristian, detto OK, il miglior giocatore di hockey della zona. Un giorno Ok si rompe un braccio e quando torna a casa dall’ospedale non sembra piú lo stesso. Viktor. Dopo aver scoperto che suo fratello è gravemente malato e che è figlio di un amico di famiglia con il quale la madre ha avuto una breve avventura, si troverà ad affrontare una serie di situazioni difficili.

Regia di Gaspar Noé. Un film con Monica BellucciVincent CasselAlbert DupontelPhilippe Nahon. Titolo originale: Irrévérsible. Genere Drammatico, – Francia2002durata 95 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 – MYmonetro 1,97 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Fin dai titoli di testa con le lettere rovesciate e dalla sublime banalità autoreferenziale del laido prologo (“il tempo distrugge tutto!”), il 2° lungometraggio dell’argentino Noé è una bischerrima scemenza con l’aggravante delle ambizioni d’autore, già evidenti nella scrittura drammaturgica che comincia dalla fine e risale all’indietro. In parallelo anche la scrittura cambia. Prima mezz’ora all’insegna di un dinamismo forsennato della cinepresa e di un montaggio altrettanto frenetico con un vendicativo assassinio a colpi di estintore. Dopo la sensazionalistica sequenza in un sottopassaggio dello stupro anale della Bellucci, poi massacrata di botte dal lurido bruto (12 minuti con cinepresa immobile e rasoterra), il racconto si disciplina nell’ambito di un convenzionale cinema della chiacchiera per chiudersi, nell’alveo di un lirismo da spot pubblicitario, con la protagonista sorridente su un prato fiorito che galleggia sulle note (Allegretto) della Settima di Beethoven. Nonostante la svergognata stamburata scandalistica dei mass media, chi se la cava meglio è proprio la Bellucci.

Poster Magnolia

Un film di Paul Thomas Anderson. Con Jason Robards, Julianne Moore, Tom Cruise, Philip Baker Hall, John C. Reilly. Drammatico, durata 160 min. – Austria 2000. MYMONETRO Magnolia * * * 1/2 - valutazione media: 3,70 su 56 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Due uomini anziani si preparano a lasciare questo mondo. Il primo in diretta, perché la tv è la sua casa e il pubblico la sua famiglia, il secondo in un enorme talamo, vigilato da una moglie giovane (Julianne Moore) coni nervi a pezzi e in vana attesa di un figlio (Tom Cruise) che l’ha rinnegato e si è riciclato come guru del machismo. Ma non è tutto. In giro per Los Angeles c’è anche un poliziotto alle prese con una ragazza cocainomane, un ex bambino prodigio dei quiz rovinato per sempre nell’animo e un altro ragazzino che sta per fare la stessa fine.
Sono i petali, separati ma uniti alla base, di questo fiore cinematografico chiamato Magnolia, che in realtà deve il suo nome ad un viale della San Fernando Valley. L’autore, Paul Thomas Anderson, è una delle promesse del cinema del nuovo millennio e vi si affaccia con coraggio e grandissima energia, ma anche con la consapevolezza di un passato importante, che non è facile da superare (America Oggi, di Altman, è il modello riconoscibilissimo che sta sotto quest’opera). Così è anche per i suoi personaggi, in fuga dalla realtà e dalla propria origine (in particolare dalla famiglia), attraverso il mondo parallelo della televisione o quello della droga (antidepressivi compresi), ma in verità più presenti, vivi e umani che mai.
Anderson dispiega un affresco molto vasto, spingendo al massimo il termometro emozionale di ogni linea narrativa, ma dimostra di saper governare benissimo il suo teatro, tanto da riuscire ad avvicinare ogni burattino come se fosse di carne ed ossa, contrastando il cinismo del Caso (esemplificato nel prologo) con l’arma della compassione.
Storie di solitudine e insieme di imprevedibile groviglio, narrate senza barriere di protezione, con la carica di un grido di dolore e la (dis)misura della dichiarazione d’amore. Con occhio antropologico, Il cinema si cala nei meandri della realtà più quotidiana e disintegrata e non può negarne la tristezza e la disperazione, ma non può nemmeno smettere di pensare che tutto può ancora accadere: persino un biblico, catartico, impensabile diluvio di rane.

Regia di Krzysztof Zanussi. Un film con Zbigniew ZapasiewiczNikita MikhalkovJerzy StuhrDaniel OlbrychskiAndrzej ChyraCast completo Genere Drammatico – PoloniaRussiaItalia2005durata 110 minuti. Uscita cinema venerdì 27 gennaio 2006 – MYmonetro 3,17 su 12 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Musicologo idealista, dissidente politico e incarcerato durante il regime socialista, da poco vedovo di una moglie amatissima, Wiktor è diventato un anomalo ambasciatore polacco a Montevideo (Uruguay). Vittima del sospetto, è lui ora a sospettare di tutti, anche del suo vecchio amico russo Oleg che ha fatto carriera nella Russia di Putin. Il polacco K. Zanussi (Leone d’oro a Venezia con L’anno del sole quieto , mai distribuito in Italia) con questo film torna all’irrequietezza delle origini. “Persona non grata è oggi chiunque non sa adattarsi all’americanizzazione della società, al consumismo che soffoca le coscienze, alla piccola e grande corruzione, all’arrivismo, alla fine di ogni etica” (K. Zanussi). Un poco irrigidito nel suo programma di denuncia e indebolito da un finale ambiguo sull’orlo del compromesso, è un thriller diplomatico solido nella costruzione, sottile nel disegno psicologico, interpretato benissimo dal grande J. Stuhr e dal nostro R. Girone nella parte dell’infido ambasciatore italiano. Con lo stesso titolo esiste un documentario (2003) di O. Stone sul conflitto israelo-palestinese.

Regia di Kurt Kuenne. Un film con Kurt KuenneZachary AndrewDavid BagbyKathleen BagbyAndrew Bagby. Genere Documentario – USA2008durata 95 minuti.

Cercando di filmare un ritratto omaggio al suo amico assassinato, un regista scopre che la donna che lo uccise era incinta del figlio del suo amico.

Collateral [Edizione: Stati Uniti]: Amazon.it: Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada  Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg, Barry Shabaka Henley, Emilio  Rivera, Jamie McBride, Craig Eastman, Siba Eastman, Jeffrey Hwang, Barry  "Shabaka" Henley,

Un film di Michael Mann. Con Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg. Azione, durata 119 min. – USA 2004. uscita venerdì 15 ottobre 2004. MYMONETRO Collateral * * * 1/2 - valutazione media: 3,80 su 75 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Michael Mann si conferma ancora una volta fra i migliori registi d’azione e presenta alla Mostra del Cinema di Venezia, un lungometraggio con continui cambi di ritmo che si svolge, temporalmente, tutto in una notte.
Los Angeles, atmosfera sincopata. Max, tassista modello, compie una corsa con un procuratore donna che avrebbe dovuto discutere un caso in tribunale la mattina successiva. Immediatamente dopo, un nuovo cliente, Vincent, che gli fa una proposta allettante,accompagnarlo per l’intera notte in cambio di 700 dollari. Max si fa convincere, senza sapere che da quel momento avrebbe iniziato un viaggio allucinante. Vincent è infatti un killer di professione che deve regolare i conti con cinque persone, una delle quali, a sua insaputa, sta a cuore al conducente di taxi. Difficile dichiarare se l’elemento più coinvolgente di questo riuscito action movie sia quello visivo o quello della sceneggiatura. I primi piani strettissimi, la notte losangelina, il montaggio serrato (spettacolare la scena della discoteca con un incessante e ipnotica musica martellante) e l’uso del digitale che rende le immagini notturne più nitide con un conseguente iperrealismo, si fondono con i dialoghi ironici, a volte tarantiniani, fra Vincent e Max, e che lentamente assurgono a una sfida sulle orme delle regole dell’arte della guerra di Sun Tzu. Tom Cruise e Jamie Foxx si affrontano a viso aperto diretti da un nuovamente grande Mann, saggia mano del cinema adrenalinico di classe.

Regia di Satoshi Kon. Un film Da vedere 2004 Genere Animazione – Giappone2004durata 91 minuti. Uscita cinema venerdì 4 febbraio 2005Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,43 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La notte del 24 dicembre (nel Giappone scintoista soltanto l’uno per cento della popolazione è cristiana) tre senzatetto di Tokyo – il barbone Gin, il travestito Hana e la ragazzina Miyuki, scappata di casa – trovano nella spazzatura una neonata. Sulle tracce di una foto e di un biglietto da visita, i tre “padrini” attraversano la città e rintracciano una ragazza disperata per un suo recente aborto, che aveva rapito la bambina in ospedale. Possono così arrivare ai genitori. Probabilmente ispirato a In nome di Dio (1948), western natalizio di Ford (tratto da un romanzo già portato 5 volte sullo schermo), e scritto dal regista Kon con Keiko Nobumoto, è un intelligente film d’animazione double-face : la sua dimensione favolistica ed edificante alla Dickens, adatta ai bambini, è contraddetta, non senza crudele e sottile malizia, dalla realistica e impietosa descrizione della metropoli e da molti segni che suggeriscono come sia astratta e illusoria la ricerca della felicità e dell’amore familiare. 3° lungometraggio di Kon, tecnicamente raffinato con uso funzionale degli effetti digitali.

Locandina R-point

Un film di Kong Soo-Chang. Con Kam Woo-seongSon Byung-hoOh Tae-kyungPark Won-sang Horrordurata 106 min. – Corea del sud 2004.

Verso la fine del conflitto del Vietnam, un ridotto plotone di soldati Coreani viene inviato ad investigare sul luogo della scomparsa in circostanze misteriose di una nutrita squadra dello stesso esercito. Una volta giunti al punto denominato R-Point, secondo le coordinate giunte dalle ultime segnalazioni radio dei dispersi, i militari si stabiliranno in uno spettrale caseggiato in rovina circondato dalle tombe dei soldati morti nei pressi. In un’atmosfera carica di oscuri presagi, alla sparizione di un membro del gruppo seguirà la scoperta che lo stesso fosse in realtà tra gli scomparsi della precedente spedizione. Le fila del gruppo si sfilacceranno e, sotto i colpi di una tensione crescente, altri soldati moriranno in condizioni misteriose. Alla decisione dei superstiti di fare ritorno seguirà il comando, proveniente dagli alti vertici, di attendere fino al mattino seguente la squadra di recupero: sarà una lunga notte.

Locandina Delta

Un film di Kornél Mundruczó. Con Félix LajkóOrsolya TóthLili MonoriDrammaticodurata 92 min. – Ungheria 2006MYMONETRO Delta **--- valutazione media: 2,40 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un uomo ritorna al proprio paese natale situato sul delta di un fiume. Vuole riabbracciare dopo lungo tempo la madre. La donna, che convive con un uomo dopo la morte del marito, gestisce un piccolo bar. Dice subito al figlio che non ha un alloggio da dargli e gli presenta una sorella che lui non ha mai conosciuto. L’uomo chiede di poter andare a vivere in un capannone che si trova su un’isoletta sul delta. Lì lo raggiungerà dopo poco tempo la sorella. Tra i due nascerà un’attrazione unita a una forte solidarietà contro la madre dopo la scoperta che il padre è stato ucciso.

Locandina Johanna

Un film di Kornél Mundruczó. Con Orsolya TóthEszter WierdlZsolt TrillTamás KóborDénes Gulyás. continua» Drammatico– Danimarca 2005.

Miracolosamente sopravvissuta a un’overdose, la tossicodipendente Johanna, grazie alle premure di un giovane dottore, diventa infermiera nell’ospedale in cui è stata salvata e decide di dedicare la vita agli altri. Comincerà a guarire i pazienti senza bisturi, semplicemente donando loro il proprio corpo. Ma ciò non sarà visto di buon occhio dai medici.

Locandina Elina

Un film di Klaus Härö. Con Natalie MinnevikBibi AnderssonMarjaana MaijalaHenrik RafaelsenTind Soneby. continua» Titolo originale As If I Didn’t ExistDrammaticoRatings: Kids, durata 77 min. – Svezia, Finlandia 2002.

Nel nord della Svezia negli anni Cinquanta Elina ha nove anni e vive con la madre, la sorella e il fratellino. La loro famiglia appartiene alla minoranza finlandese, il padre è morto di tubercolosi e la bambina sente molto la sua mancanza. Anche lei si è ammalata ed ora, guarita, dopo molti mesi deve tornare a scuola. Si trova così in una nuova classe, quella della severa Tora Holm, che costringe con severe punizioni i bambini finlandesi ad imparare lo svedese. Tra l’insegnate ed Elina le cose vanno male fin dal primo giorno perché la bambina cerca di reagire all’ingiustizia e un giorno, esasperata, fugge da scuola verso le pericolose sabbie mobili vicino al villaggio.

BLADE RUNNER THE FINAL CUT POSTER RIDLEY SCOTT HARRISON FORD RUTGER HAUER |  eBay

Un film di Ridley Scott. Con Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young, Edward James Olmos, M. Emmett Walsh. Fantascienza, durata 118 min. – USA 2007. uscita venerdì 30 novembre 2007. MYMONETRO Blade Runner: The Final Cut * * * * - valutazione media: 4,18 su 29 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

“Io ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”: frase storica, storico film, giunto – a venticinque anni dalla sua prima uscita – alla terza edizione, dopo il director’s cut del 1992 e la versione, a quanto pare definitiva, del 2007. Torna dunque in servizio l’ex poliziotto fallito Rick Deckard, prestato all’unità speciale Blade Runner, per dare la caccia ai replicanti, uguali in tutto e per tutto agli esseri umani salvo per l’apparente incapacità di provare dei sentimenti e per la durata limitata delle loro esistenze: circa quattro anni. In una Los Angeles del futuro, anno 2019, cupa, nebbiosa e terribilmente affollata, il simulacro dell’esistenza nella pessimistica penna di Philip K. Dick ritrova vita nelle immagini girate nel capolavoro di Ridley Scott. Oltre al piacere di rivedere un classico del cinema – con tutti i costrutti filosofici che ne conseguono – questa nuova versione di Blade Runner sembra soddisfare più un ben determinato piano commerciale, piuttosto che una vera e propria rivisitazione operata dal regista rispetto alle scorse versioni.
A parte la rimasterizzazione dell’opera e lo zampino già noto dell’artista francese Moebius (Jean Giraud) chiamato a evocare alcuni scenari tratti da un suo fumetto a sfondo fantascientifico, nonché delle musiche a sfondo futuristico dei Vangelis, “Blade Runner” vanta dei cambiamenti quasi impercettibili (almeno rispetto al Director’s Cut del 1992) rimanendo quello che era: il cult movie che ha conquistato almeno tre generazioni di spettatori. La voce narrante, onnipresente nell’originale del 1982, è totalmente sparita, togliendo al film la sua caratterizzazione principale e indebolendo parzialmente la storia (passata) del personaggio interpretato da Harrison Ford. Più nitida, invece, la scena centrale del sogno, importante chiave di (non) lettura sulla vera natura di Rick Deckard, forse anch’egli un replicante.
Ed è il finale a confermare una tendenza pessimistica (rispetto all’happy end “ecologista” imposto dalla produzione nella prima stesura, portata a termine con le scene scartate da Kubrick in Shining), che si rifà sostanzialmente a quello della seconda versione. Insomma, il ritorno al cinema (e in un cofanetto con ben 5 dvd) di Blade Runner è un piacere per gli occhi e per la mente. Ma non aspettatevi grosse novità: dopotutto i replicanti vivono all’incirca quattro anni, mentre Blade Runner è già entrato nella storia.

Locandina italiana Gosford Park

Un film di Robert Altman. Con Maggie Smith, Jeremy Northam, Emily Watson, Kristin Scott Thomas, Stephen Fry. Giallo, durata 134 min. – Gran Bretagna, USA, Germania 2001. MYMONETRO Gosford Park * * * 1/2 - valutazione media: 3,88 su 24 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Novembre 1932. Sir William McCordie sua moglie Lady Silvia organizzano una partita di caccia. Gli invitati che raggiungono la sontuosa abitazione di Gosford Park si fanno accompagnare dai domestici. I quali avvertono rapidamente la tensione che sale tra gli invitati tra cui spiccano una contessa, una star del cinema, un produttore hollywoodiano e un ufficiale in pensione. Quando Sir William, che si era allontanato per controllare i propri fucili, viene ritrovato morto, l’indagine non sarà semplice. L’ispettore Thompson potrà verificare che molti avevano un motivo per assassinarlo. Robert Altman ci regala un giallo calibrato dove la domanda “chi è stato?” è d’obbligo. Ma in realtà vuole proporci una sceneggiatura al vetriolo sui rapporti di classe all’epoca. Come al solito lo sguardo è lucido e l’ironia non manca. Insieme all’autoironia. Alla domanda al festival di Berlino: “Perché dopo tanti film contemporanei un film in costume?” la risposta è stata: “Se lei sapesse quando sono nato comprenderebbe che per me è un film contemporaneo”.