Category: Film dal 2000 al 2009


8031501062350Un film di Edward Vilga. Con John Glover, Justin Theroux, Paul Sorvino, Jill Hennessy. Thriller, durata 90 min. – USA 2005.

Un misterioso omicidio è stato commesso fuori dalla Polite Persistence, una società di recupero crediti. Tutti sono testimoni e tutti sono sospettati. Continua a leggere

Locandina Aliens of the DeepUn film di James Cameron, Steven Quale. Documentario, durata 95 min. – USA 2005.

James Cameron insieme ad un gruppo di scienziati della NASA esplora una catena montuosa sottomarina, il Mid-Ocean Ridge, dove vivono alcune delle forme viventi piú rare del pianeta. Continua a leggere

Risultati immagini per 13 TzametiRegia di Géla Babluani. Un film Da vedere 2005 con George BabluaniPascal BongardAurélien RecoingFred Ulysse. Genere Thriller – FranciaGeorgia2005durata 93 minuti. Uscita cinema venerdì 30 giugno 2006 – MYmonetro 3,45 su -1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sebastien è un giovane operaio georgiano emigrato di 22 anni che, nella rassicurante provincia francese, si occupa di alcune riparazioni in una villa in stato di decadenza. La persona che lo ha assunto non è in grado di pagarlo perciò lui ruba una lettera con alcune indicazioni misteriose. E’ Infatti attratto dalla chimera di un grosso guadagno: segue le indicazioni sulla lettera per una sorta di caccia al tesoro e si ritrova così coinvolto in un giro clandestino da incubo in cui gli uomini scommettono sulla vita di altri uomini. Sebastien decide di sostituirsi a un morto per overdose e di partecipare, al posto suo, al gioco della roulette russa dove l’esistenza umana dipende da un tamburo che spara alla luce di una lampadina che si accende. Continua a leggere

Photobucket Pictures, Images and PhotosUn film di Wim Wenders. Titolo originale The Blues – The Soul of A Man. Documentario musicale, durata 100 min. – Germania 2003. MYMONETRO The Blues – L’anima di un uomo * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Wim Wenders apre la serie dei sette film, che saranno poi realizzati da Charles Burnett, Clint Eastwood, Mike Figgis, Marc Levin, Richard Pearce e Martin Scorsese, ideata per celebrare la musica blues, secondo il progetto «The Blues» prodotto da Martin Scorsese. L’anima di un uomo presenta la vita di tre grandi bluesmen all’interno di una cornice narrativa dove si mostra il Voyager, inviato dalla Nasa nello spazio nel ’77, che porta con sé, tra le testimonianze del genere umano del XX secolo, la canzone blues “The soul of man” di Blind Willie Johnson. Le tre vite narrate, tra fiction e documentario, sono quelle di Skip James, Blind Willie Johnson e J.B. Lenoir. La prima parte del film racconta, con sequenze ricostruite, le vicende che, tra la fine degli anni ’20 e gli inizi degli anni ’30, hanno coinvolto Blind Willie Johnson insieme agli esordi di Skip James. La seconda parte, ambientata invece negli anni ’60, ritrae, il ritorno sulla scena di Skip James e la vita di J.B. Lenoir, con sequenze originali del tempo tratte da filmati di due autori svedesi. Alle performance musicali dei protagonisti si alternano, con abilità registica, le esibizioni delle canzoni corrispondenti suonate da alcuni grandi del rock e del blues dei tempi più recenti, come Lou Reed, Nick Cave, Eagle Eye Cherry e John Mayall. L’ altalenarsi di interpretazioni diventa a tal punto suggestivo da rendere, oltre all’omaggio agli artisti, protagonista la musica e, allo stesso tempo, il cinema, per la sua capacità di raccontare ed emozionare. E’ infatti la sensibilità musicale e visiva di Wenders che genera la poesia di questo semi-documentario, nato dalla fedeltà del regista a ciò che più lo ha commosso di quelle canzoni, nel corso della sua vita. Il blues, si sa, narra sia la tristezza per le condizioni di vita degli schiavi d’America sia la speranza in un futuro migliore; il canto diventa dunque un mezzo per alleviare in chi canta e in chi ascolta un dolore tremendo e ingiusto; la potenza evocativa di quella musica rimane comunque sempre attuale e il ritratto compiuto da Wenders ne è certamente all’altezza. Continua a leggere

Risultati immagini per Il Resto Della NotteUn film di Francesco Munzi. Con Sandra Ceccarelli, Aurélien Recoing, Stefano Cassetti, Laura Vasiliu, Victor Cosma, Constantin Lupescu, Teresa Acerbis, Susy Laude. Drammatico, durata 100 min. – Italia 2008. – 01 Distribution uscita mercoledì 11 giugno 2008. MYMONETRO Il resto della notte * * * - - valutazione media: 3,03 su 25 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Silvana Boarin è la moglie di Giovanni, un industriale bresciano, spesso assente per motivi di lavoro che coprono anche l’esistenza di un’amante. Silvana ha un acceso scontro con la figlia adolescente che difende Maria, la colf rumena accusata dalla madre del furto di un paio di orecchini preziosi. Maria cerca alloggio presso Ianut, suo ex fidanzato appena uscito dal carcere il quale abita in un edificio degradato insieme a Victor, il fratello più giovane. Ianut ha trovato un complice in Marco, un tossicodipendente a cui è stata tolta la custodia del figlio di otto anni. I due, venuti a conoscenza della refurtiva di Maria decidono di andare oltre e di tentare un colpo nella villa dell’industriale.
Una prima premessa necessaria: chi scrive ha talmente apprezzato il primo lungometraggio di Munzi Saimir da inserirlo nella competizione di un festival.
Una seconda premessa ancor più necessaria: le conferenze stampa e i pressbook servono a spiegare le intenzioni del regista ma poi i film debbono parlare da soli e a volte capita che le intenzioni siano una cosa e i risultati un’altra.
È quanto accade con Il resto della notte che parte dalla buona intenzione di voler descrivere il complesso quadro del Nord Italia e finisce con il diventare una descrizione stereotipa della borghesia arricchita e un ritratto in nero di qualsiasi tipologia di immigrato. Intendiamoci: non penso che il cinema debba edulcorare i dati reali sui problemi dell’immigrazione. Continua a leggere

Un film di Wes Anderson. Con Gene Hackman, Anjelica Huston, Ben Stiller, Gwyneth Paltrow, Luke Wilson. Titolo originale The Royal Tenenbaums. Commedia, durata 109 min. – USA 2001. MYMONETRO I Tenenbaum * * * 1/2 - valutazione media: 3,86 su 31 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Royal e Etheline Tenenbaum, newyorkesi dell’upper class, hanno avuto tre figli. Tre bambini prodigio: Chas, piccolo genio della finanza inventore di topi dalmata; Richie, giovane campione di tennis; e Margot, figlia adottiva drammaturga iperdepressa.
Dopo anni di separazione i tre fratelli adulti si ritrovano a fare un tuffo nel passato della grande e colorata casa d’infanzia di Archer Avenue (che tanto ricorda quella degli Amberson wellesiani) tra vecchi giochi in scatola e vinili impolverati.
Tutto in questo bizzarro universo isolato dal mondo reale sembra rimasto com’era. Le camerette ospitano ancora giradischi, disegni infantili e tende da campeggio. I tre vestono ancora come una volta: tuta rossa e folto cespuglio di capelli Chas, pelliccia e occhi truccatissimi Margot, tenuta da tennista e occhiali scuri il timido Richie. Ma le loro vite sono cambiate: Chas, in seguito alla perdita della moglie, è diventato un maniaco della sicurezza sua e dei due figli; Margot, con un matrimonio infelice in corso, è altrettanto triste con il suo amante clandestino Eli Cash, vicino dei Tenenbaum con l’unico desiderio di “essere un Tenenbaum”. Richie, da sempre segretamente innamorato della sorella adottiva, si è imbarcato dopo aver perso un match decisivo proprio il giorno successivo al matrimonio di Margot.
L’occasione della loro riunione è il ritorno a casa del padre Royal, forse gravemente malato, proprio nel momento in cui la sua ex moglie sta per risposarsi. Continua a leggere

Locandina Il mareUn film di Hyun-seung Lee. Con Jung-Jae Lee, Ji-hyun Jun, Mu-saeng Kim, Seung-Yeon Jo Titolo originale Si Wall Ae. Commedia rosa, – Corea del sud 2000. MYMONETRO Il mare * * - - - valutazione media: 2,00 su 1 recensione.

Abbandonati gli studi di architettura a un passo dalla conclusione, Han decide di trasferirsi nella casa che il padre, famoso architetto, ha disegnato per lui. L’abitazione, ribattezzata dal giovane “Il Mare”, sorge su una spiaggia isolata, luogo ideale per mettere ordine tra i pensieri. Primo abitante della casa, Han troverà nella cassetta delle lettere la missiva di una donna, Kim, che sostiene di aver abitato “Il Mare” prima di lui. A seguito di una lunga corrispondenza, i due realizzeranno che in realtà Kim ha abitato la casa dopo Han, e che la cassetta delle lettere altro non è che una finestra temporale tra il 1998 e il 2000, anno da cui la donna invia le proprie missive. Lo sfiorarsi di due solitudini in circostanze tanto bizzarre porterà i due ad avvicinarsi fino a cercare l’incontro, ostacolato dai due anni che li separano.
La fornace cinematografica coreana conferma ancora una volta il proprio standard di ineccepibile appeal visivo e qualità tecnica, dando vita a un prodotto contraddistinto da fotografia eccezionale, cast di buon livello e regia diligente. Con un concept a metà tra C’è Posta per Te e Frequency, Siwurae presenta una vicenda romantica immersa tra le pieghe del tempo, che porta con se forti influenze del tradizionale melò coreano ravvivate da un contesto anomalo, non nuovo per il panorama sud-coreano contemporaneo. A colpire nel segno svariati spunti interessanti costruiti sul postulato di base, viziati però da un contesto orientato al poetico-commerciale, in cui ci si affanna a sfruttare le potenzialità di situazione dell’idea cardine senza curare in modo adeguato lo sviluppo di quest’ultima.

locandina del film IL MAREUn film di Baltasar Kormákur. Con Gunnar Eyjólfsson, Hilmir Snær Guðnason, Hélène De Fougerolles, Kristbjörg Kjeld Titolo originale Hafid (The Sea). Drammatico, durata 109 min. – Norvegia 2002. MYMONETRO Il mare [2] * * - - - valutazione media: 2,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In uno sperduto villaggio islandese i vecchi pescatori stanno cedendo il passo alle multinazionali per lo sfruttamento del fondale marino. Thordur, vecchio patriarca di una delle compagnie locali, rifiuta di arrendersi.Il regista è famoso in patria in ambito teatrale.Qui mescola con mestiere malinconia e umorismo ‘nordici’. Continua a leggere

Risultati immagini per Il mio Nome è ModestyUn film di Scott Spiegel. Con Alexandra Staden, Nikolaj Coster-Waldau, Raymond Cruz, Fred Pearson, Valentin Teodosiu, Eugenia Yuan Titolo originale My Name Is Modesty: A Modesty Blaise AdventureAzione– USA 2003.

Scritto da Lee Batchler e Janet Scott Batchler, si ispira a un famoso fumetto americano nato negli anni ’40, “Modesty Blaise”: è l’avventura di una spia supersexy che eccelle nell’arte dell’inganno e della vendetta! Orfana dalla nascita e cresciuta da un proprietario di casinò, Modesty Blaise impara prestissimo le arti del combattimento, del furto e dello spionaggio. Una volta cresciuta, Modesty diventa la guardia del corpo del proprietario del casinò, ma si dimostrerà incapace di proteggerlo e difenderlo da un vecchio feroce nemico. Continua a leggere

locandinaUn film di Alejandro Agresti. Con Keanu Reeves, Sandra Bullock, Dylan Walsh, Shohreh Aghdashloo, Christopher Plummer. Titolo originale The lake house. Drammatico, durata 105 min. – USA 2006. uscita venerdì 23 giugno 2006. MYMONETRO La casa sul lago del tempo * * 1/2 - - valutazione media: 2,94 su 114 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Kate (Sandra Bullock) e Alex (Keanu Reeves) vivono nella stessa casa ma non si sono mai visti. L’unica via che hanno per comunicare è la cassetta della lettere, che veicola la loro relazione epistolare. Tutto ciò sarebbe impossibile se non vivessero in spazi temporali differenti. Kate nel 2006, Alex nel 2004.
Ispirato a un film coreano del 1998 (Il mare) l’opera di Alejandro Agresti è una commedia sentimentale al limite del metafisico, che analizza la ricerca dell’amore angelicato, conservandone l’aspetto terreno benché temporalmente non allineato. Per procedere alla visione non bisogna assolutamente verificare i rapporti causa-effetto fra passato e futuro (il presente non esiste), per non rischiare di perdere di vista il significato più profondo della storia. Allo spettatore viene chiesto, quindi, di non credere, per poter credere (in questo caso) a quell’amore che nella vita si presenta una volta sola in un tempo ben definito, e che si deve essere capaci di non lasciare andare. Il regista, che prosegue il discorso sugli “amori a distanza” iniziato in Tutto il bene del mondo (in quel caso la lontananza era spaziale), descrive la storia asservendosi ai due protagonisti e alla logica sentimentale hollywoodiana. Pur mantenendo una modalità espressiva epistolare, Agresti riempie però gli spazi con una logica patinata da videoclip che a volte finisce per infastidire.
Le belle facce di Reeves e della Bullock, sufficientemente segnate per manifestare il disagio esistenziale dei protagonisti, guidano la storia, invece di conferirle valore, la livellano, la appiattiscono, facendo credere che l’amore esiste perché esiste S.Valentino. La casa sul lago del tempo è un’occasione persa, un’idea male intesa, che però vale la pena di vedere; soprattutto se si crede che un rimorso sia meglio di un rimpianto e che per giudicare si debba vivere. E, se si parla di cinema, osservare.

Risultati immagini per Due Giorni a ParigiRegia di Julie Delpy. Un film con Julie DelpyAdam GoldbergDaniel BrühlLudovic BerthillotAleksia LandeauCast completo Titolo originale: 2 Days in Paris. Genere Commedia – FranciaGermania2007durata 96 minuti. Uscita cinema venerdì 28 settembre 2007 distribuito da DNC Entertainment. – MYmonetro 2,61 su 23 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Marion è parigina. Jack americano. Vivono insieme da tempo a New York ma, dopo la vacanza che sognavano a Venezia, si fermano due giorni a Parigi per recuperare il gatto di lei e per far conoscere a lui la città e la famiglia di Marion. Quello che Jack conoscerà sarà una compagna molto più complessa di quanto lui potesse pensare e forse accettare. Per quanto progressista e capace di dare indicazioni sbagliate a compatriote decisamente a favore di Bush è troppo distante da questa ‘vecchia Europa’ che vive ancora dei miti del ’68 (la madre di Marion ha avuto addirittura una breve relazione con Jim Morrison ai bei tempi) e che gioca ancora, nonostante l’AIDS, con sesso e sentimenti.  Continua a leggere

immUn film di Kristian Levring. Con Janet McTeer, Olympia Dukakis, Brenda Fricker Titolo originale The Intended. Drammatico, durata 104′ min. – Danimarca, Gran Bretagna 2002.

Malesia, 1924. Arrivato con la fidanzata Sarah per costruire una strada, l’ingegnere Hamish è ospitato in casa di una famiglia britannica di trafficanti d’avorio, governata da Mrs Jones, energica matrona con un figlio strambo. L’arrivo della giovane coppia mette in crisi il precario equilibrio della piccola comunità, aggravato dalla morte violenta di Mrs Jones. Scritto, con l’aizzosa J. McTeer, dal regista, già seguace del Dogma di Von Trier e C., è un melodramma che echeggia le atmosfere morbose del teatro di Tennessee Williams nei modi di un manierismo confuso senza costrutto. V.M. 14. Continua a leggere

locandinaUn film di James Mangold. Con Joaquin Phoenix, Reese Witherspoon, Ginnifer Goodwin, Robert Patrick, Shelby Lynne, Dan John Miller. Titolo originale Walk the Line. Biografico, durata 136 min. – USA 2005. uscita venerdì 17 febbraio 2006. MYMONETRO Quando l’amore brucia l’anima * * * 1/2 - valutazione media: 3,55 su 61 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Costante come un treno, tagliente come un rasoio, Johnny Cash non ha mai rinunciato a cavalcare il proprio destino, a costo di esserne disarcionato. Questo ritratto biografico ripercorre la vita del mito, dall’infanzia nel countryside al servizio militare, dagli esordi, quando il rock’n’roll era una questione di scintille, al concerto del ’68 nella prigione di Folsom. Quando l’onda del successo è impetuosa e il talento rischia di seppellire l’uomo, l’amore per June Carter può essere insieme dannazione e salvezza. Dai campi di cotone dell’Arkansas a idolo delle folle d’america, la parabola del “man in black” per eccellenza è un vortice di successi ed eccessi degno di una leggenda.
Tratto dall’autobiografia dello stesso Cash e dal libro “Man in Black”, Walk the Line riga dritto, consistente e godibile: un coinvolgente viaggio alle radici del rock che racconta l’uomo, ascesa agli inferi e ritorno, verso il raggiungimento di una dimensione consapevole. Una Whiterspoon perfetta affianca un Joacquin Phoenix, se non da Oscar, all’altezza del Dennis Quaid di Great Balls of Fire, gloriosa biopic di Jerry Lee Lewis della quale ci si sorprende a respirare nuovamente l’essenza. Il country non è mai stato così eccitante. Continua a leggere

locandinaUn film di Marc Lawrence [2]. Con Drew Barrymore, Hugh Grant, Brad Garrett, Kristen Johnston, Campbell Scott. Titolo originale Music And Lyrics. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 96 min. – USA 2007. – Warner Bros Italia uscita venerdì 23 febbraio 2007. MYMONETRO Scrivimi una canzone * * * - - valutazione media: 3,18 su 120 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ad Alex Fletcher, una popstar degli anni ’80 ormai in declino, viene proposta un’occasione irrinunciabile: scrivere una canzone per Cora Corman, l’idolo del momento, e cantarla insieme a lei. Il sogno di un ritorno dignitoso sulle scene – dopo anni di esibizioni in alberghi e luna park di fronte a un pubblico di donne tutte grida e nostalgia – si smaterializza quando viene a sapere che il tempo a disposizione è risicato. Alex non è mai stato bravo con le parole e non scrive un brano da quindici anni. Proprio quando pensa di non potercela fare scopre che Sophie Fisher – una bizzarra annaffiatrice-supplente che gli entra in casa come un tornado – ha un dono particolare per le rime e la convince ad aiutarlo. Gli sforzi dei due daranno vita alla canzone “Way Back Into Love”, che li guiderà sulla strada dell’amore.
La commedia romantica di Marc Lawrence gioca con l’estetica degli anni ’80 e ridicolizza con affetto usi e costumi di un’epoca fortunata – grazie all’interpretazione spassosissima di Hugh Grant – per raccontare la storia di Alex (Grant) e Sophie (Drew Barrymore). L’alchimia tra i due attori è evidente; lo spirito e il fascino dell’uno si mescola al peculiare senso dell’umorismo dell’altra al punto che se fossero due elementi musicali sarebbero melodia e testo (come d’altronde sottolinea il titolo originale, Music and Lyrics). La melodia, come spiega la dolce paroliera, è l’attrazione che provi per una persona quando la incontri per la prima volta, il testo subentra quando la conosci meglio. Il videoclip iniziale dei Pop! – la band che diede il successo ad Alex – chiarisce subito l’intento del regista, che è quello di far divertire seguendo il classico schema della commedia a lieto fine. Intorno alle problematiche dei protagonisti principali – lui è una “meteora felice” che vive nel ricordo del passato, lei è stata derubata dell’identità divenendo suo malgrado protagonista del libro di successo di un suo ex – si muovono personaggi secondari che condiscono il film con ulteriore ilarità. C’è la sorella di Sophie, grande fan dei Pop!, c’è il manager di Alex e ovviamente c’è Cora Corman, la cantante sexy della generazione “bubblegum” che espone la sua spiritualità in balletti orgasmici. Il concerto finale ricicla la produzione del live di Linda Moon in Be Cool, che per certi versi – tolte le vesti da “thriller” – potrebbe essere un lontano parente di Scrivimi una canzone. Continua a leggere

Un film di Craig R. Baxley. Con Brad Greenquist, Tsidii Leloka, Kate Burton, Steven Brand. Drammatico, durata 120 min. – USA 2003.

Nei primi anni del XX secolo Ellen, una giovane matriarca, sposa un industriale di facili costumi andando a vivere della residenza di Rose Red. In seguito a una serie di incontri fatali, narrati nel suo diario, Ellen si trasformerà da moglie sottomessa e innocente in una donna posseduta dalle forze oscure che infestano la sua casa. Continua a leggere

Risultati immagini per Ip ManIp Man (cinese tradizionale: 葉 問, cinese semplificato: 叶 问, pinyin: Ye Wen) è un film televisivo del 2008 semi-biografico di arti marziali vagamente basato sulla vita di Yip Man, un maestro dell’arte marziale del Wing Chun e la prima persona dedita ad insegnare l’arte apertamente. Uno dei suoi studenti fu l’influente e apprezzato artista marziale e attore Bruce Lee, la cui fama fece scoprire al mondo la figura di Man. Il film si concentra sugli eventi nella vita di Ip che prendono luogo nella città di Foshan durante la Seconda guerra sino-giapponese.

Ip Man è ambientato negli anni Trenta a Foshan, florido centro di arti marziali cinesi del sud, dove le varie scuole marziali (kwoon) sono in forte concorrenza tra loro. In questa città il miglior maestro di Wing Chun è Ip Man, uomo benestante e modesto che non sente necessità di avere discepoli e trascorre le sue giornate tra la famiglia, gli allenamenti e gli incontri con amici e conoscenti. Pur non essendo un professionista, Ip è rispettato a Foshan a causa della capacità che dimostra in amichevoli competizioni a porte chiuse con i maestri locali e la sua reputazione esce ulteriormente rafforzata dallo scontro con un aggressivo e altamente qualificato maestro del Nord, Jin Shanzhao, che viene sconfitto accrescendo l’orgoglio regionale dello stile di combattimento del Sud. Continua a leggere

Photobucket Pictures, Images and PhotosUn film di Tim Burton. Con Ewan McGregor, Albert Finney, Billy Crudup, Jessica Lange, Alison Lohman. Titolo originale Big fish. Fiabesco, Ratings: Kids+16, durata 110 min. – USA 2003. MYMONETRO Big Fish – Le storie di una vita incredibile * * * 1/2 - valutazione media: 3,52 su 99 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Chi è veramente Edward Bloom: un ormai vecchio commesso viaggiatore contaballe ottusamente radicato nei racconti fantastici con cui ha descritto la sua vita o un personaggio misterioso e mitologico, un avventuriero dalla vita straordinaria? Agli occhi del figlio Will la risposta è certa e inappellabile: Ed Bloom (interpretato rispettivamente da Ewan McGregor nella versione giovanile e da Albert Finney nella fase della vecchiaia, entrambi magnifici ) altro non è che una figura lontana e patetica, incapace di affrontare la realtà e colpevole di averla sempre sfuggita attraverso il ricorso alle fiabe con cui l’ha rivestita. Giunto al capezzale del padre vecchio e malato dopo tre anni di distanza e di silenzio, a Will non resta che tentare di decifrarne la vita partendo proprio da quei racconti che Edward Bloom si ostina a ricordare: il suo incontro con una vecchia strega e con un gigante gentile, il suo strano soggiorno nello sperduto paesino di Spectre, la sua gavetta nel circo fra nani e uomini – lupo, la sua mirabolante impresa nella guerra di Corea, la romantica conquista della moglie (Jessica Lange) e infine quella continua ricerca del “Pesce Gigante”, simbolo di una tensione alla dimensione magica dell’esistenza mai spenta, mai sopita. E la vera scoperta sarà capire come nella vita realtà e magia siano perfettamente conciliabili, a patto che si sia in grado di accogliere la vita stessa con occhi nuovi e con una nuova capacità di ascoltare. Realizzato a seguito della morte del padre e mentre lo stesso regista stava preparandosi a diventarlo, “Big Fish” può essere considerato un punto di svolta nella carriera di Tim Burton, il suo “film della maturità”: non più mondi fantastici popolati da uomini – pipistrello, scheletri sognatori o Frankenstein ingenui, ma luoghi dell’anima in cui realtà e immaginazione possono finalmente incontrarsi. E proprio il cuore ingenuo dell’America rurale, l’Alabama delle piccole cittadine senza tempo e dai mille corsi d’acqua, diventa lo scenario per questo toccante e visionario ritratto di padre. Un film bellissimo, commovente e inclassificabile. Continua a leggere

La geisha (芸者?) o gheiscia è una tradizionale artista e intrattenitrice giapponese, le cui abilità includono varie arti, quali la musica, il canto e la danza. Le geisha erano molto comuni tra il XVIII e il XIX secolo, ed esistono tutt’oggi, benché il loro numero stia man mano diminuendo. Nel mondo moderno e soprattutto in Occidente vengono erroneamente assimilate a prostitute.

“Geisha”, pronunciato /ˈɡeːɕa/,[1] è un termine giapponese (come tutti i nomi di questa lingua, non presenta distinzioni tra la forma singolare e quella plurale) composto da due kanji, 芸 (gei) che significa “arte” e 者 (sha) che vuol dire “persona”; la traduzione letterale, quindi, del termine geisha in italiano potrebbe essere “artista”, o “persona d’arte”.

Un altro termine usato in Giappone per indicare le geisha è geiko (芸妓?), tipico del dialetto di Kyōto. Inoltre la parola “geiko” è utilizzata nella regione del Kansai per distinguere le geisha di antica tradizione dalle onsen geisha (le “geisha delle terme”, assimilate dai giapponesi alle prostitute perché si esibiscono in alberghi o comunque di fronte ad un vasto pubblico, vedi più sotto).

L’apprendista geisha è chiamata maiko (舞妓?); la parola è composta anche in questo caso da due kanji, 舞 (mai), che significano “danzante”, e o 妓 (ko), col significato di “fanciulla”. È la maiko che, con le sue complicate pettinature, il trucco elaborato e gli sgargianti kimono, è diventata, più che la geisha vera e propria, lo stereotipo che in occidente si ha di queste donne. Nel distretto di Kyoto il significato della parola “maiko” viene spesso allargata ad indicare le geisha in generale. Continua a leggere

Locandina La schivataUn film di Abdel Kechiche. Con Osman Elkharraz, Sara Forestier, Sabrina Ouazani, Nanou Benhamou, Hafet Ben-Ahmed, Aurélie Ganito, Carole Franck, Hajar Hamlili, Rachid Hami, Meriem Serbah, Hanane Mazouoz, Sylvaine Phan Titolo originale L’Esquivé. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 117 min. – Francia 2003. uscita venerdì 11 febbraio 2005. MYMONETRO La schivata * * * - - valutazione media: 3,04 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

L’adolescenza è un tema abusato nel cinema, e i registi hanno offerto innumerevoli letture, dalle più banali a quelle più interiori, a quelle più selvagge.
La schivata è una delle più vere, vicine alla realtà, con una morale forte e non esageratamente didascalica. L’opera seconda di Kechiche (Leone d’oro nel 2000 come esordiente con Tutta colpa di Voltaire) fotografa lo spaccato di un sobborgo parigino scegliendo come protagonista una ragazza carina e smaliziata, Lydia, che frequenta un corso di teatro, e si muove fra amici e spasimanti. Lei è amica d’infanzia di Krimò, un giovane introverso di origine maghrebina, ma lui è convinto che fra loro ci dovrebbe essere qualcosa di più.
Penalizzato dalla traduzione poco curata e dal doppiaggio con forti inflessioni romane (possiamo comprendere, comunque, che il budget per un film come questo non sia elevato), La schivata si distingue proprio nei dialoghi. I luoghi d’incontro dei ragazzi diventano teatro di vita e vita di teatro, con continue discussioni sui comportamenti di uno e dell’altro. I personaggi principali sono ben delineati, come alcuni dei co-protagonisti (l’amico di Krimò è a volte irresistibile) e le situazioni acquisiscono forza nella loro ripetitività.
Kechiche,prendendo spunto dal “Gioco del caso e dell’amore” di Marivaux che gli studenti devono interpretare, rappresenta un mondo dal quale non si può sfuggire perché ognuno è condizionato dal ceto d’origine, e lo fa con sincerità, seguendo i ragazzi con l’obiettivo come fosse uno di loro.
Un’insegnamento per il cinema giovanilistico nostrano. Continua a leggere

Regia di Gaspar Noé. Un film con Nathaniel BrownPaz de la HuertaCyril RoyOlly AlexanderMasato TannoCast completo Genere Drammatico – FranciaGermaniaItalia2009durata 154 minuti. Uscita cinema venerdì 9 dicembre 2011 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 – MYmonetro 2,03 su 43 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il ventenne Oscar e la sorella minore Linda arrivano a Tokyo. Oscar vende droga per vivere, mentre la diciottenne Linda lavora come spogliarellista in un nightclub. Una notte Oscar si reca in un locale per concludere un affare, ma gli agenti di polizia lo stanno aspettando per arrestarlo e nella colluttazione che ne segue parte accidentalmente un colpo. Oscar muore ma riemergono le memorie del passato, tra queste spiccano la morte dei genitori avvenuta in un incidente d’auto quando aveva solo cinque anni e la promessa fatta alla sorella di non abbandonarla mai.
Gaspar Noé ha colpito ancora. Uno dei più supponenti e narcisistici registi del cinema non solo francese ma mondiale, dopo lo scandalo annunciato di Irreversible torna a provocare in maniera totalmente sterile. Non avendo una storia degna di questo nome a cui affidarsi e non essendo uno di quei Maestri del Cinema in grado di trasformare un’assenza di soggetto in un’esperienza artistica di alto livello, il regista francese torna ad applicare le regolette che presiedevano alla realizzazione del suo precedente lungometraggio. Musica pulsante, luci al neon, acrobatici movimenti di macchina e scene che vorrebbero provocare sconcerto e muovono invece solo al riso o allo sbadiglio.
Perché la ripetizione del già detto protratta per la durata di 150 minuti si traduce in un’autoreferenzialità iperbolica a cui nulla, neppure alcune inquadrature ad effetto, possono porre rimedio. Noé, pretendendo anche di farci la morale, si ammira nello specchio del suo cinema. Rischia di ritrovarcisi sempre più solo Continua a leggere