Category: Film dal 2000 al 2009


Regia di Charlie Kaufman. Un film Da vedere 2008 con Philip Seymour HoffmanSamantha MortonMichelle WilliamsCatherine KeenerEmily WatsonCast completo Genere Commedia, – USA2008durata 124 minuti. Uscita cinema giovedì 19 giugno 2014 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmoro 3,02 su 13 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Regista teatrale in crisi esistenziale e ossessionato dalle malattie e dall’idea della morte, Caden è circondato da un esercito di donne: la moglie Adele, pittrice che parte per Berlino con la figlioletta, Maria la (presunta?) amante di Adele, la sua psicanalista preoccupata solo dai suoi libri, la bella Hazel. Dopo una carriera di sceneggiatore Kaufman passa alla regia e sembra voler infilare in un solo film tutto quello che ha visto e imparato in una vita: il risultato è prolisso e ripetitivo. Ripescato dopo 6 anni, in seguito alla morte di Hoffman.

Locandina Warming By the Devil's Fire. The Blues

Un film di Charles Burnett. Con Tommy HicksNathaniel Lee Jr. Commediadurata 120 min. – USA 2002

La metà degli anni Cinquanta tra Los Angeles e il Mississippi nei ricordi d’infanzia del regista, tra la mamma amante del blues e la nonna, appassionata di gospel e convinta che il blues fosse “la musica del diavolo”.

Locandina Cover Boy - L'ultima rivoluzione

Un film di Carmine Amoroso. Con Eduard GabiaLuca LionelloChiara CaselliFrancesco DominedòGabriel Spahiu. continua» Drammaticodurata 97 min. – Italia 2006. – Cinecittà Luce uscita venerdì 21 marzo 2008

Ioan, 23 anni, lascia la Romania per cercare fortuna in Italia in compagnia di un amico. Arriva però da solo a Roma e viene aiutato da Michele che lavora alla stazione. L’uomo lo ospita e se ne innamora anche se il ragazzo sembra non accorgersene. La loro vita non è semplice: i lavori di Michele sono precari e Ioan è immigrato irregolarmente. Ma una donna (oltre alla frustrata padrona di casa interpretata con il solito acume da Luciana Littizzetto) entra nella loro vita provocando un inatteso cambiamento.
Era dal 1996 con Come mi vuoi che Carmine Amoroso mancava dal grande schermo. Vi ritorna ora con un film che ha subito la falcidia dei finanziamenti pubblici (che prima c’erano e poi sono stati brutalmente decurtati) ma che mostra come in Italia si possa ancora fare cinema indipendente di buon livello. Con un ‘però’.
Ci sono film le cui storie (una volta consolidate) non dovrebbero mai consentire ai personaggi di tornare a prendere un treno o di passare un casello di autostrada e Cover Boy è uno di questi. Proviamo a spiegare. Grazie anche alla splendida (e premiata) fotografia di Paolo Ferrari e al montaggio di Luca Manes, Amoroso riesce a raccontare con grande sensibilità il rapporto che si instaura tra due uomini dalla vita precaria riuscendo a farci percepire l’incontro tra due modi di affrontare la vita senza cadere nella facile sociologia.
Collocando per di più la vicenda al Mandrione (di pasoliniana e rosselliniana memoria) ci mostra uno spazio periferico in cui sorgono ancora baracche ed edifici abusivi, divenuto oggi meta di molti extracomunitari. Anche il sentimento che Michele nutre per Ioan è cesellato da Luca Lionello con umanità e sensibilità. Però… nel momento in cui (senza anticiparvi troppo della vicenda per non togliervi il gusto della visione) uno dei due lascia Roma il film perde la compattezza costruita sino ad allora per imboccare una via già battuta da altri dissolvendo l’atmosfera costruita sino a quel punto. Questo dispiace un po’ perché sicuramente ad Amoroso il senso del fare cinema non manca.

Silent Light - Wikipedia

Un film di Carlos ReygadasDrammaticodurata 142 min. – Messico, Francia 2007.

I Mennoniti costituiscono una comunità di ispirazione religiosa che vive nel nord del Messico. Essi traggono origine dagli anabattisti protestanti svizzeri del Sedicesimo secolo. Ritengono che il battesimo sia una scelta che va compiuta da adulti, sono legati a un pacifismo di impronta radicale e, pur accettando le auto e la medicina moderna, rifiutano i mezzi di comunicazione di massa come il telefono o Internet. Il film di Reygadas narra le vicende di uno di loro, Johan, il quale, sposato e padre si innamora di un’altra donna.
Il regista che ha visto nascere e consolidarsi la propria fama internazionale proprio grazie al Festival di Cannes (prima con Japon e poi con Battaglia nel cielo) si diverte (nel senso positivo del termine) a stupire. Se con Battaglia nel cielo aveva scandalizzato grazie a una sessualità esibita a pieno schermo, qui assume uno sguardo che fa prevalere l’attenzione al paesaggio. Tanto da far parlare di cinema dreyeriano con però una variante fondamentale: in Dreyer oltre lo schermo c’è Dio, mentre qui l’Essere Supremo è assente. È forse però proprio grazie a questa ecletticità di stile che Reygadas ci dimostra di essere un regista meritevole di attenzione. C’è chi come Kim ki-Duk ha bisogno di coerenza, e chi invece ci guadagna nel mutare ottica. A ciascuno il suo cinema. L’essenziale, sia per il critico che per lo spettatore, è che si percepisca un’onestà di fondo. Che a Reygadas non fa difetto.

Locandina Japón

Un film di Carlos Reygadas. Con Alejandro FerretisMagdalena FloresYolanda VillaMartín SerranoRolando Hernández. continua» Drammaticob/n durata 130 min. – Messico, Germania, Olanda 2002.

Camera d’or 2002 a Cannes, un’opera prima diretta da un regista messicano che ama il cinema di Tarkovskij (e si vede). La storia dell’uomo che abbandona Citta’ del Messico per prepararsi a morire lontano dalla metropoli potrebbe essere risaputa considerando poi che vi compare un’anziana saggia che vive a contatto con la Natura. Ma non e’ cosi’ perche’ lo sguardo di Reygadas sa essere originale nonostante la fonte di ispirazione dichiarata.

Locandina Bombón - El perro

Un film di Carlos Sorin. Con Juan VillegasWalter DonadoRosa ValsecchiMariela DíazSabino Morales. continua» Drammaticodurata 97 min. – Spagna, Argentina 2004uscita venerdì 9 giugno 2006.

Juan Villegas ha lavorato, per quasi tutta la sua vita, in una stazione di servizio, su una strada deserta della Patagonia, ma è stato licenziato. Durante un pomeriggio assolato, il Caso offre a Juan un lavoretto: la riparazione di una vecchia automobile in una fattoria. La proprietaria è un’anziana signora che, invece di pagare Juan in denaro, gli consegna un cane – di nome Bombòn e di razza Dogo Argentino. Da quel momento la sorte di Juan comincia a cambiare: l’uomo trova un lavoro provvisorio in un magazzino di lana; in seguito, conosce Walter che prepara i cani per le esposizioni e proprio Bombòn vincerà il terzo premio. Un racconto dolce-amaro di personaggi poveri e semplici; una storia ancora minimalista e interpretata da attori non professionisti, per il regista di Piccole storie. Un road-movie dai ritmi lenti come sono i pensieri di Juan che – silenzioso – osserva il mondo disincantato e crudele che lo circonda e come Bombòn, il cane che tutti giudicano forte e aggressivo e che, invece, non riesce ad avvicinarsi ad una femmina. Dicono che i Dogo non provano neanche dolore. Ma non è così: Bombòn, come il suo padrone, è semplicemente estraneo all’insensibilità e alla volgarità.. Bombòn, Juan e tutti quelli come loro sono davvero di “un’altra razza”.

Locandina La cura del gorillaUn film di Carlo A. Sigon. Con Ernest Borgnine, Claudio Bisio, Stefania Rocca, Bebo Storti, Antonio Catania.Thriller, durata 104 min. – Italia 2006. uscita venerdì 3 febbraio 2006.MYMONETRO La cura del gorilla * * 1/2 - - valutazione media: 2,60 su 27 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Opera prima di Carlo A. Sigon tratta dal romanzo di Sandrone Dazieri. Sandrone, detto il Gorilla, soffre fin da piccolo di sdoppiamento della personalità. È Sandrone (buono, ironico, un po’ arruffato) e al contempo è Socio (razionale, freddo violento). Investigatore senza licenza, Sandrone/Socio si ritrova ad investigare sulla misteriosa morte di un albanese.
La Colorado, dopo Quo Vadis Baby? sembra ormai lanciata sulla strada dei film con “brutti (non tutti), sporchi (spesso) e cattivi (solo un po’)”. Sigon, che ha una grossa esperienza sul piano della pubblicità e dei corti, sa destreggiarsi con abilità nella materia, ben coadiuvato da attori come Bisio, Rocca e Catania. Ha poi l’asso nella manica di un Borgnine divertente e divertito in trasferta italiana per la gioia dei cinefili che ancora ne ricordano le qualità. Resta però una perplessità che non sta tanto nel fatto che ‘non c’è più religione’ (capirete il perché e vedrete però anche che la sceneggiatura cerca subito di riequilibrare) ma nella mancanza di un vero tormento esistenziale che è connaturato al noir e che qui è troppo programmatico per risultare credibile. Le riprese (la notazione è importante per un film che è molto attento ai luoghi) sono state effettuate a Milano, nelle ex cartiere Binda, fabbrica dismessa alla periferia sud della città, e a Cremona dove Dazieri è nato nel 1964.

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Regia di Carlo Verdone. Un film Da vedere 2004 con Carlo VerdoneLaura MoranteStefania RoccaAntonio CataniaGabriella PessionCast completo Genere Commedia – Italia2004durata 108 minuti. – MYmoro 3,06 su 20 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Cacciato di casa dopo vent’anni dalla moglie (Morante premiata con un Nastro d’argento), per un tradimento più virtuale e ridicolo che accaduto, un ottico romano (Verdone) si ripara in casa del socio (Corsato). Ci rimane, sdegnato, quando scopre che lei ha da tempo una relazione con un amico di famiglia (Catania) e si guarda intorno, senza accorgersi che la donna giusta è la convivente del socio (Rocca). Scritto con Francesca Marciano e Pasquale Pastino. Pur prendendo un po’ troppo sul serio una logora tematica all’Alberoni (sindrome dei cinquantenni, coppia in crisi, usura dell’amore coniugale, ecc.) il 19° film di Verdone, orgogliosamente medio, è uno dei migliori della sua seconda maniera “malincomica” e vellutata, incline alla sottigliezza psicologica più che alla buffoneria aggressiva (il congresso carnale col cellulare è uno spasso farsesco, ma l’appuntamento dopo il concerto è umorismo fine). Non manca la dimensione sociologica. Basta leggere Uomini in fuga della psicoterapeuta Gianna Schelotto. Verdone dirige i compagni con oculata noncuranza

3.1/5
Locandina La lingua del santo

Un film di Carlo Mazzacurati. Con Ivano MarescottiFabrizio BentivoglioIsabella FerrariAntonio AlbaneseGiulio Brogi. continua» Commediadurata 110 min. – Italia 2000.

Con La Lingua del santo Mazzacurati ci dimostra come si possa fare cinema in Italia a partire dalla tradizione ma guardando in avanti. La commedia? C’è: sia nel ritratto della provincia veneta, che nei volti dei due protagonisti, Willy/Fabrizio Bentivoglio e Antonio/Antonio Albanese. La comicità amara di tanto cinema italiano passato? C’è pure quella: in Italia non siamo mai riusciti a riderci addosso senza (anche) piangerci addosso. Il tutto si fonde bene perchè ci sono due nuovi elementi, sempre più presenti nel (futuro del) cinema italiano d’oggi: il gusto del grottesco e la voglia di comunicare sentimenti autentici, senza più nascondersi dietro le maschere di tanti passati cliché. Ed allora il road-car&bike-movie che i due protagonisti effettuano a partire dalla città di Padova, per poi finire nella collina veneta, ed infine nella laguna veneziana ci racconta sia il contesto fuori che quello dentro. Che è condensato nei volti di due simpatici falliti che, fra un furtarello e l’altro, un giorno si trovano quasi per caso a rubare un’importante reliquia, la lingua del santo.

4/5

Regia di Cao Hamburger. Un film Da vedere 2006 con Michel JoelsasGermano HaiutPaulo AutranDaniela PiepszykSimone SpoladoreCast completo Titolo originale: O ano em que meus pais saíram de férias. Genere Drammatico, – Brasile2006durata 104 minuti. Uscita cinema venerdì 6 giugno 2008 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,17 su 28 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il titolo è ironico. Nel 1970 la nazionale brasiliana vinse per la terza volta la Coppa del Mondo, battendo in finale l’Italia 4 a 1, ma era anche uno degli anni di piombo della dura dittatura militare (1964-85). 2° film per il cinema di Hamburger, anche cosceneggiatore e coproduttore, ha per protagonista il 12enne Mauro, padre ebreo, madre cattolica, entrambi militanti di sinistra clandestini. I genitori lo portano a San Paolo, lasciandolo in fretta a casa del nonno senza sapere che è morto da poco. Di lui si prende cura un anziano ebreo vicino di casa. La convivenza svela a entrambi un mondo sconosciuto. Specialista anche in TV di programmi per famiglia, Hamburger ha confezionato un film tematicamente complesso: un racconto di formazione, i vari tipi dell’esilio, rievocazione di una squadra nazionale di calcio mitica, forse la migliore di tutti i tempi, infine un’indiretta autobiografia (il regista ha giocato in porta per molti anni). 3 premi in Brasile.

3.2/5
Locandina Il cane giallo della Mongolia

Un film di Byambasuren Davaa. Con Babbayar BatchuluunNansal BatchuluunBuyandulam DaramdadiBatchuluun Urjindorj Titolo originale Due Hohle des gelben HundesDrammaticodurata 93 min. – Germania 2005.

Dopo il grande successo ottenuto con “La storia del cammello che piange”, Byambasuren Davaa torna alla regia di un’altra vicenda toccante, raccontata con taglio documentaristico. Nansa è la figlia maggiore di una famiglia nomade della Mongolia. Un giorno trova un cagnolino e decide di tenerlo, contro il volere del padre. Quando giunge il momento di trasferirsi, l’animale diventa un impaccio, e il padre vorrebbe che Nansa se ne liberasse. Ma il cane riuscirà a conquistarsi l’affetto di tutti, con un vero atto di eroismo.

2.50/5

Un film con Stephen McHattieLisa HouleGeorgina ReillyHrant AlianakRick Roberts (II)Cast completo Genere Horror – Canada2008durata 95 minuti.

L’horror giunge con le parole: se ne accorge un dj radiofonico, che si interroga sul senso di troncare le comunicazioni. Da un talento ribelle del cinema canadese, un film di genere che usa l’intelligenza contro l’imbarbarimento della società. Come un Carpenter meno corporeo: un assedio dove il verbo conduce morte.

3.33/5
Risultato immagini per hadewijch

Un film di Bruno Dumont. Con Julie SokolowskiKarl SarafidisYassine SalimeDavid Dewaele Drammaticodurata 105 min. – Francia 2009.

Scioccata dalla foga mistica, eccessiva e cieca della novizia Hadewijch, la madre superiore decide di escluderla dal convento e di metterla alla porta e Hadewijch ritorna ad essere Céline, giovane parigina figlia di un diplomatico. Ma la sua passione per Dio, la sua rabbia e il suo incontro con Yassine e Nassir la portano, tra grazia e follia, ad intraprendere un percorso estremamente rischioso…

Locandina Flandres

Un film di Bruno Dumont. Con Samuel BoidinAdélaïde LerouxInge DecaestekerPatrice VenantHenri Cretel. continua» Drammaticodurata 91 min. – Francia 2005.

Le Fiandre. La campagna in cui vivono la giovane Barbe e Demester, un piccolo allevatore che ha con lei rapporti sessuali senza amore. Demester parte per il servizio militare in un paese del medioriente. Qui conoscerà la brutalità della guerra e la bestialità dello stupro. Vedrà morire alcuni dei suoi compagni e abbandonerà a se stesso quello che ha messo incinta Barbe che, nel frattempo, è affetta da disturbi psichici.
Bruno Dumont torna ai suoi luoghi desolati persi nella campagna ma questa volta, bisogna riconoscerglielo, lo fa senza quella sufficienza e compiacimento pseudointellettualistici che avevano caratterizzato L’Humanité (caricato di premi immeritati a Cannes) e 29 Palms. È quasi un ritorno alle origini di La vie de Jesus questo affondare lo sguardo nel vuoto morale e materiale della campagna profonda in cui il sesso perde qualsiasi connotato di relazione fra esseri umani e dove il tempo scorre sempre uguale a se stesso mentre la mente giace in un cono d’ombra. Sarà, per assurdo, il conflitto armato raccontato senza false retoriche ad aprire (forse) una nuova prospettiva al protagonista maschile. Ancora una volta solo chi cade può risorgere.

3/5
Locandina Travaux - Lavori in casa

Un film di Brigitte Roüan. Con Carole BouquetJean-Pierre CastaldiDidier FlamandFrançoise BrionAldo Maccione. continua» Titolo originale TravauxCommediadurata 95 min. – Francia, Gran Bretagna 2005

Il problema dell’immigrazione è sempre stato molto sentito dal popolo transalpino, e il cinema, alcune volte, ha partecipato attivamente alla causa, come quando la bella Emmanuelle Béart si è mobilitata sfilando pubblicamente per le vie parigine al grido di “Nous voulons le Sans Papiers”.
Con Lavori di casa la regista Brigitte Rouän utilizza il tono della commedia per sottolineare proprio le problematiche dell’integrazione, e lo fa sorridendo sui diritti e i doveri degli immigrati clandestini.
Carole Bouquet è Chantal Latellier, un avvocato di successo che non perde mai una causa. E’ la sua vita privata a essere un totale disastro. Divorziata, madre non proprio perfetta, accetta le insistenti avances di un suo cliente. Non l’avesse mai fatto. Per liberarsi di lui ha una sola soluzione, rendere la propria casa impraticabile assoldando un “distruttivo” architetto colombiano al quale aveva fatto ottenere la regolarizzazione per vivere in Francia, e un gruppo di volenterosi muratori clandestini.
Fra il serio e il faceto, e qualche gag sopra le righe Lavori di casa è una commedia divertente e leggera, con un messaggio intelligente, e un cast di attori, fra professionisti e non professionisti, che si amalgamo e lavorano insieme al meglio.
Il sorriso, qui, è di casa.

2.5/5
Risultato immagini per Masahista mendoza

Un film di Brillante Mendoza. Con Martin CocoJosé JaclinPaule Alan Drammaticodurata 80 min. – Filippine 2005.

L’insegna luminosa del «Maharlika», centro massaggi riservato a una clientela omosessuale, illumina discretamente un piccolo cortile. È questo il luogo in cui lavora Iliac, giovane dai lineamenti ancora acerbi, che segue il medesimo rituale con ogni cliente: lo sveste e gli fa un massaggio con un olio, preludio di un immancabile rapporto sessuale. Ma una mattina Iliac riceve la notizia della morte del padre. Inizia allora un protocollo fatto di gesti dettati dalla tradizione che devono essere rispettati e compiuti sotto gli occhi di tutti il giorno dei funerali: vestita di nero, la vedova siede accanto al defunto, il figlio primogenito (Iliac) porta la bara al cimitero, aiutato dagli altri uomini della famiglia.

3.50/5
Risultato immagini per Kinatay - Massacro

Un film di Brillante Mendoza. Con Mercedes CabralMaria Isabel LopezCoco MartinLauren NoveroJohn Regala Drammaticodurata 105 min. – Filippine 2009.

Peping è un giovane studente di criminologia, con un bimbo piccolo e una ragazza che ha deciso di fare sua sposa. Per guadagnare un po’ di soldi, decide di seguire il vecchio compagno di classe Abyong in una “missione speciale” particolarmente remunerativa, al servizio di una gang di malavitosi di Manila. Quello che si svolge nel tempo di una notte è il massacro –Kinatay, appunto- di una giovane prostituta, rea di aver contratto ripetuti debiti con un boss senza pietà.
Il filippino Brillante Mendoza principia il suo film letteralmente nel mezzo della via, nel caos del traffico della città, su e giù dai mezzi di trasporto, seguendo questo e quello prima di approdare sull’innocente Peping e farne un complice dell’orrore.
Non c’è inquadratura, nella prima parte del film, che non contenga almeno dieci esseri umani. Tutto cambia, in maniera fin troppo programmatica e manichea, quando cala la notte, la scena si svuota e la luce del sole lascia posto a un buio quasi pesto, che confonde le cose e lo spirito. L’orrore arriva oltre tempo massimo, sostituendo il proprio sonoro cinematograficamente codificato ai rumori diurni, raccolti come se si trattasse di un documentario. Per non farsi mancare nulla, nella ricerca del maggior contrasto, Mendoza filma il giorno in pellicola e la notte in digitale, evitando di ricorrere all’illuminazione extra-diegetica e facendosi piuttosto bastare i fari delle macchine, nelle scene girate nel pulmino, e le luci presenti nella casa, per la lunga sequenza del massacro.

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Risultato immagini per foster child mendoza

Un film di Brillante Mendoza. Con Cherry Pie PicacheEugene DomingoJiro ManioKier Segundo Drammaticodurata 98 min. – Filippine 2007.

La storia di Jhon Jhon e della sua famiglia affidataria. In un quartiere povero di Manila vivono Thelma, il marito e i loro figli Gerald e Yuri. La famiglia aderisce ad una associazione che accoglie i bambini abbonati prima della loro definitiva adozione. Thelma, Dado e i loro figli vivono così il loro ultimo giorno insieme a Jhon Jhon, prima di conoscere la famiglia adottiva, che lo porterà a vivere negli USA.

Locandina Premonition

Un film di Mennan Yapo. Con Sandra Bullock, Julian McMahon, Nia Long, Kate Nelligan, Amber Valletta.

Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 110 min. – USA 2007. – Eagle Pictures uscitavenerdì 7 settembre 2007. MYMONETRO Premonition * * - - - valutazione media: 2,47 su 98 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Linda Quinn Hanson è una casalinga che vive una vita di routine. La sua vita è dedicata alla casa, ai figli e all’affascinante marito fino a quando, improvvisamente, si rende conto di avere doti di chiaroveggenza: la causa scatenante è la presunta morte di quest’ultimo, defunto in un incidente stradale, ma che riappare misteriosamente il giorno successivo come se nulla fosse successo. Si tratta di vere premonizioni o di semplici incubi? È realtà o fantasia? La disperata ricerca della verità porterà Linda alla più incredibile delle risposte. Ennesima divagazione sul tema della preveggenza, Premonition riesce, per almeno un’ora, a tenere sulle spine lo spettatore, incerto, proprio come la protagonista, su dove sia posto il confine tra sogno e realtà. Purtroppo la sceneggiatura, che affastella in modo più o meno convincente colpi di scena e rivelazioni in-credibili, crolla miseramente proprio nel momento più importante e annulla buona parte del pathos pazientemente costruito in precedenza, con un finale a dir poco insulso e l’omissione di dettagli e informazioni indispensabili per dare un senso logico alla trama. La regia di Mennan Yapo si dimostra piatta e prevedibile ma tutto sommato funzionale alla causa, mentre piuttosto fuori forma appaiono i due protagonisti, Sandra Bullock e Julian McMahon (quest’ultimo col cinema ha proprio un conto aperto, visto che non riesce mai a mettere in mostra il talento dimostrato in televisione), poco credibili come marito e moglie e troppo sopra le righe nei momenti topici del film. Chi ama il genere potrebbe trovare in Premonition pane per i propri denti ma, date le lodevoli premesse, il risultato finale poteva essere decisamente migliore.

2.47/5
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Regia di Brian De Palma. Un film Da vedere 2007 con Kel O’NeillTy JonesIzzy DiazRob DevaneyPatrick Carroll (II)Mike FigueroaCast completo Genere Guerra – USACanada2007durata 90 minuti. – MYmoro 3,73 su 49 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Una compagnia di soldati USA presidia Samarra (Iraq), città santa dei musulmani sciiti. La solita vita dei militari al fronte in un paese straniero: noia, tensione, incomprensioni. Quando uno di loro salta in aria su una mina, alcuni vogliono vendicarlo. Nottetempo entrano in una casa, stuprano una quindicenne, fanno una strage e la fanno passare per azione antiterrorista. De Palma ricostruisce una storia vera, accumulando materiali di varia origine e forma presi da Internet, videocamere di sorveglianza, sfoghi in webcam, un diario filmato di un soldato, blog. Ogni immagine è immagine di immagini dentro altre immagini. Caso raro di film sperimentale, anche film di denuncia. Un’operazione mimetica che è anche teorica, e costringe a farsi domande sulle sue immagini: vere? false? Gelido formalismo o pugno nello stomaco? Nel sonoro una “Sarabanda” di Händel con “E lucean le stelle” nel finale. Discusso, discutibile. Boicottato in USA, in Italia non distribuito nelle sale. Leone d’argento per la regia a Venezia 2007.

3.73/5