Category: Film dal 1990 al 1999


Un film di David Fincher. Con Brad Pitt, Morgan Freeman, Kevin Spacey, Gwyneth Paltrow, John C. McGinley Poliziesco, durata 127′ min. – USA 1995. MYMONETRO Seven * * * * - valutazione media: 4,05 su 83 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sette i peccati capitali, sette gli omicidi che uno psicopatico programma, corredati da torture efferate. Comincia con la gola e l’avarizia, continua con l’accidia. L’ultimo è la lussuria, ma l’intervento di due investigatori, uno anziano e nero, l’altro giovane e bianco, lo obbliga a modificare il piano. Tra i tanti meriti della sceneggiatura di Andrew Kevin Walker c’è anche quello di aver modificato gli stereotipi della coppia bianco-nero approfondendo i personaggi a livello psicologico e legandoli ai temi principali del film: la presenza del Male nel mondo e l’indifferenza di fronte alla caduta dei valori. Un film dal taglio espressionista (fotografia di Darius Khondji; musica di Howard Shore), ambientato in una città senza nome, ricco di citazioni letterarie che ne sono la minacciosa struttura e senza una scena di violenza, di cui sono visibili soltanto le conseguenze. Un bel cast in cui si distingue K. Spacey nel tragico epilogo.

Locandina La bella scontrosa

Un film di Jacques Rivette. Con Michel PiccoliJane BirkinEmmanuelle BéartMarianne Denicourt, David Bursztein, Gilles Arbona. continua» Titolo originale La Belle NoiseuseCommediadurata 130 min. – Francia 1991

La versione distribuita in Italia è quella presentata a Venezia e ha un’ora e cinquanta minuti in meno rispetto a quella presentata al Festival di Cannes. Jacques Rivette è tra i migliori registi francesi, con alle spalle una lunga carriera. Qui in Italia il pubblico lo conosce poco e quindi ben venga questo primo film distribuito. Una ragazza viene trascinata dal suo compagno al cospetto di un grande pittore schivo ed egoista. Un amico collezionista di questi suggerisce che la ragazza potrebbe essere la modella adatta per permettere al pittore di completare La bella scontrosa, un quadro incompiuto. Con un ritmo necessariamente lento e pieno di dialoghi il film può dare grandi emozioni a chi è in grado di saperle cogliere. Superlativo Michel Piccoli, brava Jane Birkin e bella la Béart. Ha vinto il Gran Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes.

Regia di Jaco Van Dormael. Un film Da vedere 1991 con Michel BouquetThomas GodetMichelle PerrierGisela UhlenMireille PerrierCast completo Titolo originale: Toto le héros. Genere Commedia – BelgioFranciaGermania1991durata 89 minuti. – MYmonetro 3,86 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Convinto di essere stato scambiato nella culla con un altro bambino, quindi di essere cresciuto in una famiglia non sua e di aver vissuto la vita di un altro, Thomas – chiamato con il vezzeggiativo di Toto – ospite nel 2027 di una casa di riposo, fantastica di uccidere colui che gli ha rubato la vita, Alfred, ricco e potente. Opera prima del belga Van Dormael (1957), il film è narrato con una serie di sconnessioni temporali, secondo il libero flusso dei ricordi e delle associazioni mentali di Thomas. È una storia sotto il segno della morte, ma sorvegliata dagli angeli custodi di un’allegra ironia e di un bizzarro umorismo, molto fiammingo anche nei suoi estri surreali, che le conferiscono un indubbio fascino e l’hanno reso uno dei film più premiati, ammirati e un po’ sopravvalutati del 1991.

Regia di David Fincher. Un film con Sean PennCarroll BakerMichael DouglasArmin Mueller-StahlJames RebhornMark Boone Junior. Titolo originale: The Game. Genere Drammatico – USA1997durata 128 minuti. – MYmonetro 2,84 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ricchissimo e potente consulente finanziario (M. Douglas) a San Francisco riceve in regalo dal fratello (S. Penn), alla vigilia del suo 48° compleanno, la tessera d’iscrizione a un club che organizza giochi personalizzati per animare esistenze monotone. Si mette in contatto con il club e si trova a vivere un incubo, una vita a rischio continuo. Il “gioco” ( game ) è riuscito: suspense, intensità, mistero, sorprese, disavventure ansiogene, invenzioni di regia. Ma riuscito il film non lo è: c’è un eccesso di ingegnosità di intrigo che diventa stravaganza gratuita, senza contare la madornale sproporzione tra i mezzi e il fine. Il difetto, insomma, è nel manico, nella sceneggiatura di John Brancato e Michael Ferris. Tutto è truccato in questa metafora del cinema.

Poster 1 - Titanic

Regia di James Cameron. Un film Da vedere 1997 con Leonardo DiCaprioKate WinsletBilly ZaneKathy BatesFrances FisherGloria StuartCast completo Genere Drammatico, – USA1997durata 194 minuti. Uscita cinema lunedì 8 ottobre 2018 distribuito da QMI. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 4,08 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il Titanic impiegò 2 ore e 40 minuti per colare a picco dopo la collisione con un iceberg nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912. Il canadese Cameron ha rievocato la tragedia in 3 ore e 14 minuti di cui poco più di un’ora riguarda l’affondamento. Il resto racconta il prima e il poi, con un prologo nel regno dei morti, a 4000 metri di profondità oceanica nel 1996 e un epilogo zuccheroso in paradiso, entrambi di carattere onirico, ma in modo diverso. È una storia d’amore tra il proletario Jack e l’aristocratica Rose sotto il segno della morte, un fiammeggiante melodramma romantico che si spegne nelle acque gelide dell’Atlantico. Cineasta dai codici filmici forti, Cameron vi fonde il melodramma, il catastrofico e l’epico nel contesto della rigorosa cronaca di una tragedia colposa, indicando gli errori tecnici, le responsabilità umane, le smanie da prima pagina, le viltà, la divisione in classi. Si presta così a molti percorsi interpretativi: il politico, il sociale, lo storico, il simbolico, il filmico, il metacinematografico, il tecnologico. Come e più che nei film precedenti del regista, gli effetti speciali sono al servizio della storia e dei personaggi: un mezzo e non un fine. È il film dei primati: per i 200 milioni di dollari di costo (ma meno di Cleopatra , 1963); per il sovraccosto (60-70 milioni più del preventivo); per gli incassi (i più alti in senso assoluto, ma al 22° posto in termini relativi, cioè in numero di spettatori); per gli 11 Oscar (eguagliando Ben Hur): film, regia, fotografia (Russell Carpenter), scene (Peter Lamont, Michael Ford), costumi (Deborah Lynn Scott), montaggio, musiche (James Horner), suono, effetti sonori, effetti speciali visivi, canzone (“My Heart Will Go on”, cantata da Céline Dion). K. Winslet doppiata da Chiara Colizzi, L. DiCaprio da Francesco Pezzulli. Al film lavorarono più persone di quante ne furono imbarcate nel 1912 sulla nave.

Regia di Robert Rodriguez. Un film con Harvey KeitelJuliette LewisGeorge ClooneySalma HayekQuentin TarantinoTom SaviniCast completo Titolo originale: From Dusk Till Dawn. Genere Horror – USA1996durata 95 minuti.

Dopo una sanguinosa rapina in una banca del Texas, i due fratelli Seth (G. Clooney) e Richard (Q. Tarantino) prendono in ostaggio un predicatore disilluso che viaggia in camper con due figli (J. Lewis e il piccolo E. Lui) e sconfinano nel Messico dove approdano al locale “Titty Twister”. Un volo finale in dolly della cinepresa svela il mistero. Basato su una vecchia (1990) sceneggiatura di Q. Tarantino, il 3° film del messicano Rodriguez ( El Mariachi ) – anche operatore alla macchina e montatore – è una sagra del tarantinismo più trash , in altalena tra la parodia cinica e l’estasi del pecoreccio. L’edizione originale era di 108′, potata vigorosamente in quella italiana, insignita tuttavia di un V.M. 18 e ancor più ridotta per farla passare in TV.

Ricaricato perchè aveva gli archivi .rar corrotti
Locandina Goodbye South, Goodbye

Un film di Hou Hsiao-Hsien. Con Hsiang HsiHsu Kuei-YingAnnie Shizuka InohJack Kao Titolo originale Nanguo zaijan, nanguoDrammaticodurata 116 min. – Taiwan 1996.

Uno sguardo crudo ed essenziale sulle classi meno abbienti di Taiwan, fatte di gente senza morale, senza speranza né punti di riferimento.E’ un film complesso sul piano linguistico . Racconta una non storia che obbliga lo spettatore a creare dei percorsi personali all’interno dei piani sequenza che il maestro taiwanese costruisce con la consueta abilità.

Flowers of Shanghai - Wikipedia

Un film di Hou Hsiao-Hsien. Con Tony Chiu-Wai LeungCarina LauMichelle ReisMichiko Hada Drammaticodurata 125 min. – Taiwan 1998.

Nella Shanghai di fine ‘800 i bordelli più rinomati erano chiamati le Case dei Fiori. Per ogni Casa una diversa tenutaria e una diversa “insegnante”. Ognuna con i suoi segreti, ognuna con le sue ambizioni, intenta a tessere trame pur di arrivare a soddisfare i propri desideri.
Con Flowers of Shanghai Hou Hsiao-hsien porta il suo linguaggio e la sua idea di cinema a un livello di splendore difficilmente eguagliabile persino da se stesso. Non esiste montaggio e la macchina da presa resta più o meno immota, attendendo che i personaggi entrino ed escano dal suo campo visivo; ma se questa è la cifra stilistica di Hou Hsiao-hsien anche in Città dolente e Il maestro burattinaio, in Flowers la narrazione si piega ulteriormente alle esigenze dell’inquadratura.
Le sequenze si susseguono con una somiglianza straniante, aperte e chiuse da dissolvenze in nero che paiono nuvole di fumo, come fossero emanazioni dirette dell’oppio che le cortigiane e i loro clienti fumano in continuazione, mentre si scambiano promesse d’amore o menzogne delittuose. Ancor più radicale la scelta di Hou sulla luce, con gli interni kubrickianamente illuminati solo dalla luce delle lampade a olio: si diffonde così un’aura giallastra che esalta i lineamenti delle splendide cortigiane e le immerge in un’atmosfera onirica che ben si può sussumere nelle note dei solenni archi di Yoshihiro Hanno. E nonostante si susseguano drammi e tragedie interiori ed esteriori, risoluzioni di quesiti a metà strada tra Eros e Thanatos, Hou sceglie la solennità e il non detto, mantenendo violenze, punizioni e sesso fuori schermo, quasi a non voler rovinare la reiterazione potenzialmente infinita del ménage delle Case dei Fiori.
Tony Leung al solito strepitoso, a suo agio tanto nell’action adrenalinico che nella lentezza del cinema d’essai, ma non sono da meno le cortigiane, interpretate da volti più o meno noti del cinema cinese e di Hong Kong, come la star Carina Lau (Ashes of Time, 2046) e la bellissima Michelle Reis (Angeli perduti), ambedue muse predilette – spesso in compagnia di Leung – da Wong Kar-wai.

Regia di Kore’eda Hirokazu. Un film con Makiko EsumiTakashi NaitoTadanobu AsanoGohki KashiyamaNaomi WatanabeCast completo Genere Drammatico – Giappone1995durata 110 minuti. Uscita cinema sabato 9 settembre 1995

Dopo aver sofferto da bambina per l’abbandono improvviso da parte della nonna, Yumiko deve affrontare ora il lutto per la morte del marito, travolto e ucciso da un treno mentre camminava inspiegabilmente sui binari. La donna dovrà compiere un lungo percorso per ritrovare la serenità e mettere ordine nei suoi pensieri tormentati da tanto dolore.

La Bara Volante: Il Corvo (1994): I cinema bruciano, gli attori muoiono, ma  un bel film è per sempre

Un film di Alex Proyas. Con Ernie Hudson, Brandon Lee, Michael Wincott, Rochelle Davis, Bai Ling. Titolo originale The Crow. Fantastico, durata 102 min. – USA 1994. MYMONETRO Il corvo – The Crow * * * 1/2 - valutazione media: 3,85 su 99 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

L’ultimo film di Brandon Lee, figlio di Bruce, morto sul set per un colpo di pistola. Alcune scene sono state lavorate col computer per permettere di far “resuscitare” l’attore. Tratto dal fumetto omonimo. Grande videoclip, con ottima musica che va dai Cure agli Stone Temple Pilots. Tecnicamente ineccepibile ma freddo e un tantino manieristico. Un cantante rock è stato assassinato con la propria ragazza. Torna in vita per vendicare l’amata. E a uno a uno trova i responsabili e li uccide. Ad aiutarlo ci sono un agente della polizia e la sorella dell’amata. Nonostante il personaggio non sia “morale”, è prodigo di consigli didascalici su droga e fumo. Grande successo di pubblico.

Locandina Ricomincio da capo

Un film di Harold Ramis. Con Bill Murray, Andie MacDowell, Chris Elliott, Stephen Tobolowsky, Brian Doyle-Murray. Titolo originale Groundhog Day. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 103 min. – USA 1993. MYMONETRO Ricomincio da capo * * * - - valutazione media: 3,38 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Egocentrico, borioso e odioso giornalista specialista in meteorologia, a Punxsutawney (Pennsylvania) per l’annuale Festa della Marmotta, è costretto a rivivere, senza sosta, all’infinito, la stessa giornata. L’incubo gli cambia la vita. Commedia filosofica e sentimentale che parte da una buona idea, sceneggiata con intelligenza senza cadere nel ripetitivo e sostenuta da una sapiente regia: attori ben diretti, buona ambientazione della provincia americana, montaggio funzionale, capacità di mescolare i toni umoristici con quelli grotteschi.

Locandina Gummo

Un film di Harmony Korine. Con Jacob Reynolds, Nick Sutton, Lara Tosh, Jacob Sewell, Darby Dougherty, Chloë Sevigny, Carisa Glucksman, Jason Guzak, Casey Guzak, Wendall Carr, James Lawhorn Drammaticodurata 89 min. – USA 1997MYMONETRO Gummo **1/2-- valutazione media: 2,73 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Xenia. Ohio. Una cittadina di provincia è stata sconvolta dall’uragano Gummo. Il protagonista è un giovane ragazzino, contaminato dall’amoralità dei mostri che vivono intorno a lui e con i quali interagisce. Fuma e piscia sopra un cavalcavia con in testa orecchie da coniglio, uccide gatti insieme ad un amico per venderli ad un ristorante cinese e comprarsi della colla da sniffare, si lascia lavare dalla mamma in una vasca di acqua putrida, mentre mangia degli spaghetti. Tra puttane extralarge, down e pervertiti, il film è uno spaccato, tanto disordinato quanto potente, della normale vita disgustosa dei “white trash”, i coatti americani. Colonna sonora ricca di perle heavy-metal anni ottanta. Una sorta di documentario senza logica, dove la ricerca visiva, affascinante nel degrado, riesce a coinvolgerti oltre i limiti di una narrazione poco convincente. Esordio alla regia di un autore che si presenta subito come unico.

Locandina Julien Donkey-boy

Un film di Harmony Korine. Con Ewen Bremner, Brian Fisk, Chloë SevignyWerner Herzog, Joyce Korine, Evan Neumann. continua» Drammaticodurata 94 min. – USA 1999.

Julien è schizofrenico. Vaga nel bosco dove incontra un bambino con il quale litiga per una tartaruga. Lo uccide con un sasso e lo seppellisce nel fango, supplicando il perdono di Dio. Lavora come volontario in una clinica che ospita ciechi. Si perde continuamente nei suoi pensieri, confusi e frammentati, come del resto l’impatto emotivo della narrazione. Vaga da un marciapiede all’altro dei viali di periferia, con delle enormi cuffie che sembrano propiziare i suoi monologhi. E poi torna a casa, la sua famiglia. Contesto suburbano della periferia americana, famiglia degradata, con un padre che si lascia andare in seguito alla morte della moglie, un fratello ossessionato dal desiderio di essere un vincente e una sorella che intrattiene con lui un rapporto ambiguo, tranquillizzandolo attraverso la cornetta di un telefono, con il quale finge di essere la madre. La sorella sta imparando a suonare l’arpa ed è incinta, ma si rifiuta di rivelare l’identità del padre. La folle dolcezza di Julien riesce a tenere unita la famiglia.
Film girato interamente a spalla, gli sono stati riconosciuti i requisiti imposti dal manifesto del Dogma ’95, nonostante le continue distorsioni audio visive. Grandissima interpretazione del protagonista Ewen Bremner, curiosa quella di Werner Herzog in un ruolo complesso come quello del padre di Julien, insieme a freaks originali, personaggi positivi della storia. Gli occhi più veri, nell’ossessione, con cui uno schizofrenico sia mai stato guardato. Finale da thriller della pesantezza

La follia di Henry (1997) - Film - Trama - Trovacinema

Un film di Hal Hartley. Con Thomas Jay RyanJames UrbaniakParker PoseyMaria PorterKevin Corrigan Titolo originale Henry FoolDrammaticodurata 137 min. – USA 1998.

Simon è un giovane operatore ecologico di New York, ai limiti dell’handicap psichico, deriso dai compagni per il suo quasi assoluto mutismo. Vive con una madre depressa e una sorella invece disinibita e aggressiva. Un giorno incontra un perdente come lui, Henry, che si vanta di essere un poeta maledetto alla Kerouac. Non riesce mai a finire un’opera che, a suo dire, cambierà le sorti della letteratura mondiale. Trasmette questa sua passione a Simon che scriverà un poema “anarco-pornografico” che avrà grande successo in Internet e gli darà coscienza delle proprie capacità. Simon avrà modo di ringraziare l’amico. Hartley lo si ama o lo si odia. Per i suoi tempi solo apparentemente morti e per il suo scavo in psicologie disturbate. Qui riflette sulla creatività nell’era del computer e sui prezzi da pagare per veder riconosciute le proprie qualità e lo fa con il suo stile rarefatto e poetico.

Locandina italiana Trainspotting

Un film di Danny Boyle. Con Ewan McGregor, Robert Carlyle, Ewen Bremner, Kelly MacDonald, Jonny Lee Miller. Titolo originale Trainspotting. Drammatico, durata 115 min. – Gran Bretagna1996. MYMONETRO Trainspotting * * * 1/2 - valutazione media: 3,56 su 125 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo di Irvin Welsh. Quattro amici drogati in Scozia. Il protagonista all’inizio elenca una serie di ottime ragioni che inducono a drogarsi. In sostanza se prendi l’eroina hai un solo problema: l’eroina. Se non la prendi hai tutti gli altri problemi della vita, infinitamente peggiori. Gli amici parlano, si bucano, fumano, c’è anche un po’ di sesso. Muore una bambina figlia di drogata. Tentativi di disintossicarsi. Genitori quasi complici. Infine i quattro incappano in un fortunato colpo: guadagnano sedicimila sterline vendendo una partita di droga. McGregor, il protagonista, ruba il denaro. Si redimerà. Le ultime parole del film sono: “..scegliete un lavoro, la famiglia, lavatrici, automobili, apriscatole elettrici e un cazzo di televisore col maxischermo. E poi una domenica chiedetevi chi cazzo siete e perché avete scelto di marcire…”. Nel frattempo abbiamo visto il ragazzo pescare due supposte, appena espulse, da un water, un altro che riempie di merda un lenzuolo. E ogni particolare di iniezioni, vomito, sporcizia, turpiloquio, eccetera. Per giustificare certe iniziative il regista ricorre a volte all’ironia e al surreale e in quel senso il film riesce a funzionare. Certo, è drammatico il significato generale. Questo film non è nemmeno ammiccante, è una chiara apologia della droga. Ci offre un mondo come se fosse normale, e non lo è. Frank Sinatra era drogato nell’ Uomo dal braccio d’oro, poi incontrava Kim Novak che lo salvava. Qui ci si dice che la salvezza sta nell’eroina.

Szürkület Poster
Director:György Fehér Writers:Friedrich Dürrenmatt (as F. Dürrenmatt), György Fehér Stars:Péter HaumannJános DerzsiJudit Pogány

When a schoolgirl is found murdered in the woods, a retiring detective tries to find her murderer.

Regia di Guy Ritchie. Un film Da vedere 1998 con Nick MoranJason FlemyngDexter FletcherStingVinnie JonesJason StathamCast completo Titolo originale: Lock, Stock & Two Smoking Barrels. Genere Commedia – Gran Bretagna1998durata 106 minuti. – MYmonetro 3,54 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nell’East End di Londra quattro amici mettono in comune i risparmi per rifornire uno di loro che spera di battere a poker un boss malavitoso. Gli va male, si ritrovano tutti nei guai, coinvolgendovi molta altra gente in un turbine di equivoci, inseguimenti, incidenti violenti e scambi di ruolo. Vivace miscuglio di farsa e gangster-film con ragazzi sprovveduti, professionisti del crimine cattivissimi, un po’ di droga e molte sterline in circolo. Una trentina di personaggi da far girare non è impresa da poco. Sceneggiatore e regista, il giovane ex pubblicitario Ritchie ci riesce. “Divertente, anche se un po’ appesantito dal troppo carico” (B. Fornara). Tipico film postmoderno sulla scia di Pulp Fiction dove la storia conta meno dei personaggi e i personaggi meno del tono ludico, ammiccante e autoreferenziale. Inosservato in Italia, ha dato il via alla moda del gangster movie britannico.

Regia di Peter Weir. Un film con Gérard DepardieuAndie MacDowellBebe NeuwirthRobert ProskyAnn WedgeworthCast completo Titolo originale: Green Card. Genere Commedia – USA1990durata 108 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,28 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Lei è americana, maniaca del verde e vuole a tutti i costi un certo appartamento con serra. Lui è francese e vuole la carta verde di soggiorno negli USA. Si sposano per convenienza. L’ufficio immigrazione indaga e loro s’innamorano davvero. Commediola simpatica e un po’ facile, meccanica e solo a momenti divertente. Depardieu tracima, ma funziona.

Risultato immagini per Non mi basta mai guido chiesa

Un film di Guido Chiesa. Con Daniele VicariVincenzo ElafroEbe MattaPiero PerottiPasquale Salerno. continua» Documentariodurata 78 min. – Italia 1999.

Pietro è un animatore di gruppi di bambini. Ebe è sindacalista. Gianni fa parte di una cooperativa di pesca. Pasquale aiuta i ragazzi che sono stati in carcere nel reinserimento. Vincenzo fa parte di un’organizzazione non governativa per la cooperazione con il Terzo Mondo. Vivono o hanno vissuto a Torino e questo sembra, all’apparenza, l’unico dato che li accomuna. Ma nell’autunno del 1980 avevano tutti condiviso, come operai Fiat, uno dei momenti più importanti nella vita della società italiana. Per 35 giorni la Fiat non aveva funzionato a causa di uno sciopero causato da una raffica di licenziamenti. Allo sciopero si contrappose la marcia dei 40.000 che volevano invece ritornare al più presto al lavoro. Guido Chiesa ripercorre quei giorni attraverso la memoria e la vita di persone molto diverse tra loro. Chiesa con questo documentario ha realizzato un’opera sicuramente più ‘vera’ e sentita de Il partigiano Johnny

Regia di Gus Van Sant. Un film Da vedere 1991 con River PhoenixKeanu ReevesJames RussoRodney HarveyMonica ParkerChiara CaselliCast completo Titolo originale: My Own Private Idaho. Genere Drammatico – USA1991durata 102 minuti. – MYmonetro 3,41 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Storia di due ragazzi di vita che si prostituiscono: Mike, narcolettico e drogato, è alla ricerca della madre; Scott ha scelto i bassifondi in rivolta al padre ricco e potente, ma torna sulla retta via grazie all’amore di una ragazza italiana. Il personaggio è modellato sul principe Hal di Enrico IV di Shakespeare e corredato di un moderno Falstaff. Aduggiato da una greve retorica omosessuale di taglio freudian-americano, riscattato da un raffinato senso figurativo e da belle invenzioni registiche.