Category: Film dal 1970 al 1979


Dvd Rappresaglia (1973)

Un film di George Pan Cosmatos. Con John SteinerAnthony SteelMarcello MastroianniRichard BurtonRenzo Palmer. continua» Drammaticodurata 102 min. – Italia 1973MYMONETRO Rappresaglia **1/2-- valutazione media: 2,50 su 5 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Si intreccia alla rievocazione di un tragico episodio storico, l’eccidio alle Fosse Ardeatine, una vicenda di fantasia imperniata sul furto di un prezioso quadro del Masaccio.

Locandina Mattatoio 5

Un film di George Roy Hill. Con Valerie PerrineRon LeibmanMichael Sacks Titolo originale Slaughterhouse FiveDrammaticodurata 104 min. – USA 1972MYMONETRO Mattatoio 5 ***-- valutazione media: 3,43 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Protagonista è un giovane americano di nome Pilgrim che passa un mucchio di amarissime esperienze (catturato dai tedeschi durante la guerra si fa quattro anni in un lager). Quando torna a casa, le disgrazie non sono finite. La moglie muore. Pilgrim si rinchiude sempre più in se stesso e sviluppa sconcertanti fantasie durante le quali crede di vivere su un altro pianeta.

Oltre il giardino - Film (1979)

Un film di Hal Ashby. Con Shirley MacLaine, Melvyn Douglas, Peter Sellers, Jack Warden, John Harkins. Titolo originale Being There. Commedia, durata 130′ min. – USA 1979. MYMONETRO Oltre il giardino * * * 1/2 - valutazione media: 3,93 su 31 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un giardiniere ignorante, e da anni imbottito solo di TV, viene scambiato per un famoso e saggio filosofo. Di equivoco in equivoco diventa una celebrità nazionale, e viene ricevuto alla Casa Bianca come consigliere. Scritta da Jerzy Kosinski che ha adattato il proprio romanzo Presenze (1971), è un’amara, aguzza, divertente parabola satirica sulla società americana nell’epoca della TV. Penultima e memorabile interpretazione di Sellers. Oscar per Douglas. Ultima, fugace apparizione di Victor Mature (figlio di emigranti di Pinzolo, Trento).

Locandina italiana Cassandra Crossing

Un film di George Pan Cosmatos. Con Richard Harris, Sophia Loren, Ingrid Thulin, Burt Lancaster, Martin Sheen.Titolo originale The Cassandra Crossing. Drammatico, durata 137 min. – Gran Bretagna, Germania, Italia 1976. MYMONETRO Cassandra Crossing * * * - - valutazione media: 3,34 su 17 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Mentre cercano di far esplodere una bomba al palazzo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di Ginevra, tre terroristi svedesi contraggono un terribile e sconosciuto virus: due di loro muoiono, mentre uno fugge, nascondendosi su un treno diretto a Stoccolma. Appurata la presenza dell’attentatore infetto sul convoglio, i servizi segreti americani ordinano di deviare la corsa verso una zona della Polonia dove si erge un ponte che in pochi sanno essere pericolante, il Cassandra Crossing. Tra i mille passeggeri, il dottor Jonathan Chamberlain e un altro gruppo di risoluti uomini cercheranno di salvare il maggior numero di persone.
Ispirato a un romanzo del giornalista investigativo Robert Katz, che firma la sceneggiatura con il regista e Tom Mankiewicz,Cassandra Crossing imbocca il binario del classico catastrofico anni Settanta con tanto di cast stellare e confezione di innegabile pregio targata Carlo Ponti (quasi tutto italiano il reparto tecnico, a partire dall’ottima fotografia di Ennio Guarnieri). Come nel suo per niente occulto modello di riferimento, Airport di George Seaton, diverse linee narrative si sviluppano singolarmente per poi confluire nel terzo atto in cui ogni personaggio fa del suo meglio per salvare il salvabile. Quasi obbligati i movimenti di ogni personaggio-tipo: primo credit nei titoli, Sophia Loren è una scrittrice, ex moglie del medico Richard Harris, col quale ingaggia subito dialoghi da commedia brillante; O. J. Simpson, sotto copertura, cerca di mettere le mani su Martin Sheen, di professione spacciatore e amante dell’attempata e bellissima Ava Gardner; Lee Strasberg, forse il migliore della compagnia, interpreta un ex-deportato che non vuole tornare verso l’orrore del suo passato; Burt Lancaster è il colonnello che dà l’infame ordine, per niente condiviso dalla più umana dottoressa di Ingrid Thulin; fanno colore il capotreno di Lionel Stander, l’anziana di Alida Valli e l’hippy di Ray Lovelock.
Più a suo agio nella gestione delle sequenze d’azione che nella direzione dell’eterogeneo parco attori, George Pan Cosmatos puntella la pellicola di decorose trovate e momenti di reale tensione, nonostante alcuni gravi scivoloni nel patetico: insopportabile, in questo senso, l’abbraccio finale tra la ricostituita coppia Harris-Loren e la bambina rimasta sola. Dietro all’aspetto catastrofico-fantapolitico, il regista e lo sceneggiatore – già insieme per il precedente Rappresaglia – vorrebbero abbozzare un discorso sui meccanismi corrotti del potere e della sicurezza globale, ma Cassandra Crossing assomiglia più ad un divertente fumetto che ad un affidabile saggio. Musica di Jerry Goldsmith.

Poster L'uomo che fuggì dal futuro

Un film di George Lucas. Con Robert Duvall, Donald Pleasence, Maggie McOmie, Dan Natchsheim, Joy Carmichael.Titolo originale THX 1138. Fantascienza, durata 95 min. – USA 1971.MYMONETRO L’uomo che fuggì dal futuro * * * - - valutazione media: 3,29 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

THX 1138 è operaio in una fabbrica in cui si costruiscono i poliziotti automatizzati di una società del futuro in cui il desiderio è proibito e tutti sono assuefatti a una quotidianità ripetitiva. Finché un giorno la sua compagna…
lo convince a smettere di assumere le pillole sedative che conservano tutti in una sorta di catatonia collettiva. Ora THX può iniziare la fuga verso la libertà. Ma non sarà solo.
Il giovane George Lucas realizzò quale prova di diploma all’UCLA (prestigiosa scuola di cinema statunitense) un cortometraggio di fantascienza che vinse il National Student Film Festival nel 1968. È da quell’esordio fortunato che, nel 1971, trovò una sua forma L’uomo che fuggì dal futuro.
Ci si ritrova un pessimismo sui destini futuri dell’uomo che non manca nell’universalmente noto ciclo di Star Wars. Qui però è la claustrofobia a regnare sovrana. Gli interni del mondo in cui THX 1138 si muove sono abbaglianti di un nitore che è proprio dell’iconografia classica dell’ospedale psichiatrico.
L’influenza della sci-fiction di un autore come Ray Bradbury si sente così come poi non mancherà quella di Asimov nella saga di Luke Skywalker. Lucas si dimostra fin dalle sue prime opere perfettamente in grado di controllare sia il set che il montaggio. Coadiuvato, per quanto riguarda le riprese, da uno staff tecnico di tutto rispetto per l’epoca e per il budget messo a disposizione da Francis Ford Coppolacon la sua American Zoetrope e con a disposizione un grande attore, mai valutato per quanto effettivamente merita, come Robert Duvall.

Locandina La città verrà distrutta all'alba

Un film di George A. Romero. Con Lane CarrollHarold Wayne JonesLloyd HollarRichard LibertiniLynn Lowry. continua» Titolo originale The CraziesDrammaticodurata 103 min. – USA 1973MYMONETRO La città verrà distrutta all’alba **--- valutazione media: 2,43 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un aereo militare che trasporta un carico pericolosissimo – un virus da impiegare come arma batteriologica – precipita al suolo. Immediatamente nell’aria si diffonde una nube tossica. A fare le spese del disastro sono gli abitanti di una piccola città che finiscono preda di una follia omicida che degenera in morte. Per arginare il pericolo, ma anche (o soprattutto?) per soffocare la notizia, le autorità isolano la regione mobilitando medici e militari in assetto di guerra. Ma la misura è in sé sterile: può servire, infatti, solo a dar tempo ai responsabili della sicurezza per valutare altre soluzioni. A niente servono la fuga di alcuni giovani (ex combattenti in Vietnam) dalla città infetta ed il lavoro febbrile di un dottore che riesce ad isolare il virus e ad approntare un antidoto … I comandi militari hanno già deciso: l’ordine è distruggere tutto ciò che si trova nella zona contaminata, abitanti compresi. Uscito nel periodo caldo della contestazione alla guerra del Vietnam, il film lancia strali su strali contro i pericoli della guerra batteriologica e contro l’ipocrisia degli alti comandi e dei politici preposti al bene della nazione. Opera robusta, ma, per opinione diffusa, fredda e formale – quasi dovuta -, priva senz’altro della sottile forza polemica del precedente originalissimo La notte dei morti viventi.

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Regia di George Lucas. Un film Da vedere 1973 con Richard DreyfussRon HowardPaul Le MatCharles Martin SmithCindy WilliamsCast completo Genere Commedia – USA1973durata 110 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 4,17 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sul ritmo di Rock Around the Clook , la notte brava di 4 adolescenti californiani nell’estate 1962, mentre la guerra del Vietnam bussa alle porte. Uno dei migliori risultati dell’operazione nostalgia a Hollywood: ricco di simpatia con qualche momento d’incanto malinconico, un gruppetto di attori spontanei anche se goffamente doppiati. Rimarrà come documento sociologico. 5 nomination agli Oscar.

Regia di Gene Wilder. Un film con Madeline KahnMarty FeldmanGene WilderDom DeLuiseJohn Le MesurierRoy KinnearCast completo Titolo originale: The Adventure of Sherlock Holmes’s Smarter Brother. Genere Comico – USA1975durata 91 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,38 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il fratello minore del celebre investigatore deve risolvere il difficile caso di importanti documenti scomparsi che rischiano di scatenare una guerra disastrosa. Dopo un primo tempo un po’ frenato, ma ricco di ghiotti particolari e di invenzioni comiche, il ritmo aumenta di giri con una trovata dietro l’altra.

Locandina Il giorno dello sciacallo

Un film di Fred Zinnemann. Con Michel AuclairEdward FoxTerence AlexanderDelphine Seyrig Titolo originale The Day of the JackalGiallodurata 141 min. – USA 1973MYMONETRO Il giorno dello sciacallo ***1/2- valutazione media: 3,70 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tratto da un romanzo di Frederick Forsyth, il film narra la storia dello Sciacallo, un killer incaricato di eliminare De Gaulle. Il controspionaggio francese deve trovarlo – compito arduo in quanto nessuno conosce il volto del misterioso individuo – e renderlo inoffensivo.

Giulia di Fred Zinnemann al Supercineclub | Rouge et Noir Palermo

Regia di Fred Zinnemann. Un film Da vedere 1977 con Jane FondaMaximilian SchellJason RobardsHal HolbrookVanessa RedgraveMeryl StreepCast completo Titolo originale: Julia. Genere Drammatico – USA1977durata 118 minuti. – MYmonetro 3,96 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal libro autobiografico Pentimento (1973) di Lillian Hellman, adattato da Alvin Sargent. Ritratto di Julia – uscita da una ricca famiglia di New York, appassionata comunista che a Vienna, a partire dagli anni ’30, studia con Freud, combatte contro Hitler, perde una gamba, è uccisa dai nazisti – e storia della sua fervida amicizia con la giovane commediografa Hellman, che la raggiunge a Berlino, portandole una grossa somma per aiutare gli antifascisti a espatriare. L’azione è estesa a Dashiell Hammett, grande rinnovatore del romanzo poliziesco e compagno di Lillian. Penultimo film di Zinnemann, che di Europa si intendeva, e uno dei suoi migliori, con un’ammirevole compagnia di attori. Un po’ troppo romantico per una materia che romantica non è. 9 nomination agli Oscar e 3 statuette a Sargent, alla Redgrave e a Robards. Troppo di sinistra per avere un grande successo.

San Michele aveva un gallo (1972) - IMDb

Un film di Vittorio TavianiPaolo Taviani. Con Samy PavelGiulio BrogiRenato ScarpaVirginia CiuffiniSergio Serafini. continua» Drammaticodurata 90 min. – Italia 1973.

Narra di un anarchico che guida una sommossa fallita ed è per questo condannato a morte. La pena gli viene commutata in prigione a vita e lui, per non abbattersi, immagina di essere l’interlocutore di dibattiti politici e sogna che la rivoluzione trionfi. Anni dopo, durante un trasferimento, ha uno scambio di idee con altri “ribelli” e capisce di essere completamente estraneo ai loro sistemi di lotta.

Il prato 1979 IL PRATO PAOLO & VITTORIO TAVIANI ISABELLA ROSSELLINI tutti R  DVD | eBay

Un film di Vittorio TavianiPaolo Taviani. Con Michele PlacidoIsabella RosselliniGiulio BrogiSaverio MarconiRemo Remotti. continua» Drammaticodurata 115 min. – Italia 1979.

Eugenia è legata ad Enzo da un tenero sentimento, ma quando appare Giovanni si innamora anche di lui. Le difficoltà di inserimento nella vita sociale portano Eugenia ed Enzo alla decisione di raggiungere l’Africa e Giovanni, rimasto solo, si lascia morire.

Locandina Nicola e Alessandra

Un film di Franklin J. Schaffner. Con Laurence OlivierMichael JaystonJanet SuzmanBrian Cox Titolo originale Nicholas and AlexandraStoricodurata 183 min. – Gran Bretagna 1971MYMONETRO Nicola e Alessandra ****- valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Biografia dell’ultimo zar di tutte le Russie. Bravo padre, marito innamorato dell’imperiosa e nevrotica Alessandra, vede frantumarsi, per debolezza e miopia politica, il regno lasciatogli dal padre.

Un film di Stanley Kubrick. Con Ryan O’Neal, Marisa Berenson, Patrick Magee, Hardy Krüger, Steven Berkoff. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 184 min. – Gran Bretagna 1975. MYMONETRO Barry Lyndon * * * * - valutazione media: 4,23 su 60 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo (1844-56) di William M. Thackeray: peripezie di Redmond Barry, irlandese del Settecento, avventuriero e arrampicatore sociale, di cui si narrano l’ascesa e la caduta attraverso le tappe di soldato, spia e giocatore. Il fascino freddo del film nasce dalla distanza e dalla sordina con cui Kubrick espone le vicissitudini del suo antieroico personaggio, smentite soltanto nei suoi rapporti col figlioletto. Elogiato per il suo versante plastico-figurativo come uno splendido album d’immagini, non è un’opera formalista, ma un discorso complesso di cui “protagoniste… sono le leggi economiche, la struttura sociale, le barriere di classe” (P.G. Bellocchio), esposte con una lucidità e una durezza insolite nel genere del film in costume. 7 nomination agli Oscar (tra cui a S. Kubrick come regista e sceneggiatore) e 4 premi: fotografia (J. Alcott), scene (K. Adam, R. Walker, V. Dixon), costumi (Ulla-Britt Soderlund, Milena Canonero) e musica adattata (Leonard Rosenman: Bach, Paisiello, Händel, Mozart, Federico il Grande e, anacronisticamente, Schubert).

Mica scema la ragazza! - Film (1972)

Regia di François Truffaut. Un film con Claude BrasseurCharles DennerBernadette LafontPhilippe LéotardGuy MarchandCast completo Titolo originale: Une belle fille comme moi. Genere Commedia – Francia1972durata 98 minuti. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Dal romanzo Such a Gorgeus Kid Like me (1967) di Henry Farrel, sceneggiato da Truffaut con Jean-Louis Dabadie. Parabola ascendente di Camille, sgualdrinella che possiede una sua allegra e vitalissima amoralità. A suo carico esiste una serie di crimini che scarica sulle spalle di uno sprovveduto sociologo. Sfonda come cantante e conquista ricchezza e popolarità. Non mancano invenzioni spiritose e figure azzeccate ma gira un po’ a vuoto. Più farsesco che satirico il sarcasmo dà nel gratuito.

Locandina Non drammatizziamo... è solo questione di corna

Un film di François Truffaut. Con Jean-Pierre LéaudClaude JadeHiroko BerghauerAda LonatiClade Vege. continua» Titolo originale Domicile conjugalCommediadurata 97 min. – Francia 1970MYMONETRO Non drammatizziamo… è solo questione di corna ***-- valutazione media: 3,30 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Antoine è sposato a Christine che gli dà un figlio. Sentendosi trascurato dalla moglie, troppo presa dai suoi compiti di madre, il giovane ha una relazione con una giapponese. Scoppia una tempesta in famiglia ma, alla fine, la coppia si rappacificherà.

Regia di François Truffaut. Un film Da vedere 1971 con Jean-Pierre LéaudKika MarkhamStacey TendeterIrène TuncSylvia MarriottCast completo Titolo originale: Les deux Anglaises (et le Continent). Genere Commedia – Francia1971durata 108 minuti. – MYmonetro 3,60 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Anne e Muriel hanno ribattezzato “Continente” un coetaneo francese, Claude, venuto a passare una vacanza nella loro casa in Cornovaglia. Claude s’innamora di Muriel, ma a Parigi diventa l’amante di Anne. Dal romanzo di Henri-Pierre Roché, l’autore di Jules e Jim , Truffaut ha tratto, ancora una volta sulla storia di un triangolo e di un fallimento amoroso, un film non romantico: crudo, materiale, mortuario. L’amore fa male. La clericale censura italiana impose l’eliminazione della sequenza in cui Muriel perde la verginità, riducendo a 108 minuti la durata di un film che già Truffaut aveva tagliato per renderlo più accessibile al pubblico.

Locandina La camera verde

Un film di François Truffaut. Con François TruffautNathalie Baye Titolo originale La chambre vertDrammaticoRatings: Kids+16, durata 94 min. – Francia 1978MYMONETRO La camera verde ***1/2- valutazione media: 3,52 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Julien, giornalista di provincia, è riuscito a superare il dolore per la perdita della moglie solo onorandone in modo morboso e assurdo la memoria. Presto il suo culto si estende a quanti, fra i suoi amici, sono scomparsi nel frattempo. La sua mania gli aliena ben presto le simpatie di tutti, e alla fine anche di una fanciulla che con il suo amore lo avrebbe riportato alla vita, facendogli chiudere una volta per sempre la porta sul passato. Autore che spesso si è rivolto a personaggi afflitti da monomanie ( Adele H, La sposa in nero), François Truffaut, questa volta, ha voluto raccontare la vicenda di una danza di morte servendosi di due racconti di Henry James (e delle lettere di James alla fidanzata defunta). Il film si fa apprezzare per il gusto e la misura (non scade mai nell’horror né, come era possibile, nella macchietta jettatoria) ma spesso si riduce a una prova di equilibrismo: far sembrare interessante un personaggio che lo è solo per cinquanta minuti al massimo, perché privo di spessore psicologico.

Effetto notte (1973) | Film stranieri, Film, Poster di film

Regia di François Truffaut. Un film Da vedere 1973 con Jacqueline BissetFrançois TruffautValentina CorteseJean-Pierre AumontAlexandra StewartCast completo Titolo originale: La nuit américaine. Genere Commedia – Francia1973durata 115 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 4,25 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A Nizza, negli stabilimenti di La Vittorine, il regista Ferrand gira Je vous présent Pamela . Dal primo all’ultimo giorno delle riprese i problemi della lavorazione s’alternano con i rapporti personali tra i vari componenti della “troupe” e con la storia del film nel film. A livello aneddotico non risponde tanto alla domanda “come si gira un film?”, ma a quella “come gira Truffaut i suoi film?”. Traboccante di amore per il cinema – che nell’autore coincide con l’amore per la vita – è una sintesi felice dei temi e dei modi che attraversano i suoi 12 film precedenti. Pur costruito su incastri e incroci, ricco di citazioni, autocitazioni, allusioni, è un film che viaggia come un treno nella notte. Un successo internazionale. Oscar per il miglior film straniero e 3 nomination: sceneggiatura, regia e V. Cortese. Dedicato alle sorelle Dorothy e Lillian Gish.

Locandina Adele H., una storia d'amore

Un film di François Truffaut. Con Isabelle AdjaniBruce RobinsonFrançois TruffautSylvia MarriottRoger Martin. continua» Titolo originale L’histoire d’Adèle H.DrammaticoRatings: Kids+16, durata 110 min. – Francia 1975MYMONETRO Adele H., una storia d’amore ***1/2- valutazione media: 3,82 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

François Truffaut a proposito del suo cinema dichiarò: “Mi piacciono le storie normali, ma c’è anche una traccia di melodramma nei miei film. Oggi più nessuno osa amare Dickens, oppure I miserabili“. Ed è così: in molte sue opere torna a rivivere il melodramma: in L’histoire d’Adèle H più che in altre. La storia di Adèle, figlia non riconosciuta del grande romanziere ottocentesco Victor Hugo, è una storia d’amore e d’avventura in piena regola che ha come interprete una giovanissima e intensissima Isabelle Adjani, che il regista aveva visto in televisione e subito volle per questo suo film. La sceneggiatura fu tratta dalla biografia di Adèle di Frances Vernon Guille, una studiosa americana che aveva trovato il diario della figlia di Hugo in una libreria di New York. Truffaut usò i diari come spunto, distaccandosi in molti episodi dal testo per accrescere il carattetere spettacolare della vicenda. Il film è il racconto di una storia d’amore finita e del sentimento ossessivo che non dà pace alla ragazza e la spinge fino alle Barbados per riconquistare il fatuo tenente Pinson, un giovane ufficiale altezzoso che non l’ama più e la respinge. Adèle, ossessionata dall’idea fissa del matrimonio e alla ricerca di una sistemazione stabile dopo l’abbandono della casa paterna, individua nel giovane Pinson il soggetto per realizzare queste aspettative. E allora lo cerca, gli si offre, si dispera, ricorre alla finzione, al ricatto, alla menzogna pur di riconquistare il suo affetto. Il fermo rifiuto dell’uomo non fa che alimentare il desiderio fino a quando questo si trasforma in dolore fisico, malattia e infine follia. Truffaut ha paragonato la parabola di questa donna a un “pezzo musicale per un solo strumento”. In realtà il film è la metafora della spasmodica ricerca della identità di una donna respinta prima da un padre ingombrante ed estraneo (nel film non compare mai ma è sempre presente nei dialoghi e nei ricordi) e da un amante egoista e vanitoso. La ragazza troverà un equilibrio nel distacco totale da Pinson e dal padre, rifugiandosi nella solitudine più estrema: tra sé e gli amati/odiati uomini viene posto un abisso non colmabile: la follia. Si tratta di un raffinato studio di Truffaut su una monomania. Il film è, infatti, incentrato quasi interamente sulla giovane protagonista. Sono innumerevoli i primi piani del bellissimo volto dell’Adjani, colto nelle differenti espressioni e nelle diverse sfumature della pelle, degli occhi e dei capelli. Ambientato prevalentemente in atmosfere notturne, prevale il buio, il silenzio e si percepisce continuamente l’alitare della morte. Proprio per queste atmosfere Truffaut venne definito “il poeta del melodramma crepuscolare”.