Category: Film dal 1960 al 1969


Sciarada per quattro spie - Film (1966)

Un film di Jacques Deray. Con Marilù ToloLino VenturaJean ServaisJean BouiseMino Doro Titolo originale Avec la peau des autresAvventuradurata 94 min. – Francia 1966.

L’agente segreto Maurice viene inviato in missione a Vienna, dove dovrebbe mettersi in contatto con lo scomparso collega Margerie. Aiutato da altri, tra cui un avvocato e una giovane cantante, mette le mani sui documenti segreti di Margerie. Scopre a sue spese che questi è un traditore. Al suo capo consegnerà i documenti, ma non dirà del tradimento.

Regia di Jacques Demy. Un film con Fred WillardJean SorelHilary ThompsonDuke HobbieSevern DardenCarol ColeCast completo Titolo originale: Model Shop. Genere Drammatico – FranciaUSA1969durata 95 minuti.

Un architetto insoddisfatto del lavoro e della ragazza con cui vive, girando per Los Angeles incontra una donna che lavora come modella di foto pornografiche per raggranellare i soldi necessari a tornare in Francia. Passano una notte d’amore, poi lei parte e lui va a fare la guerra nel Vietnam.

Un film di Jack Clayton. Con Michael Redgrave, Deborah Kerr, Peter Wyngarde, Pamela Franklin, Mags Jenkins Titolo originale The Innocents. Fantastico, b/n durata 105 min. – Gran Bretagna 1961. MYMONETRO Suspense * * * 1/2 - valutazione media: 3,78 su 17 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Miss Giddens viene assunta da un ricco uomo per occuparsi di Flora e Myles, i suoi due giovani nipoti, rimasti orfani e alloggiati nella sua casa di campagna, un’ immensa villa con un grande giardino. Miss Giddens accetta con entusiasmo, ma ben presto subentrerà il terrore per la sorte dei due piccoli, minacciati da oscure presenze appartenenti ad un passato inquietante.
Tratto da una racconto di Henry James (Giro di vite), Jack Clayton firma forse uno dei capolavori del genere gotico che, a distanza di anni, riesce ancora a suscitare angoscia e paura per gli eventi raccontati. I punti di forza di Suspense sono la grande interpretazione di Deborah Kerr, ambigua tanto quanto la stessa atmosfera che regna nella casa, in alcuni momenti dolce e comprensiva, in altri fredda e invasata lei stessa; l’uso degli spazi interni e dei particolari architettonici, perfetti nel ricreare un’atmosfera angosciante degna del miglior espressionismo tedesco; l’uso della profondità di campo quanto mai azzeccata per suggerire ed evocare le presenze maligne che minacciano le anime e i cuori dei bambini.

Frenesia Del Piacere (1964): Amazon.it: Bancroft,Finch,Mason,  Bancroft,Finch,Mason: Film e TV

Regia di Jack Clayton. Un film con Anne BancroftPeter FinchJames MasonRichard JohnsonMaggie SmithJanine GrayCast completo Titolo originale: The Pumpkin Eater. Genere Drammatico – Gran Bretagna1964durata 110 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Dotata di grande temperamento ma anche di molte insicurezze, madre di otto figli vede avvicinarsi la fine del suo terzo matrimonio: il marito è troppo farfallone e sottaniere. Ma combatte con le unghie. Una memorabile interpretazione della Bancroft in un complesso personaggio, scrittole su misura da Harold Pinter (da un romanzo di Penelope Mortimer). Ottimi caratteristi.

Regia di Jack Smight. Un film Da vedere 1966 con Shelley WintersLauren BacallJanet LeighRobert WagnerPaul NewmanHarold GouldCast completo Titolo originale: Harper. Genere Giallo – USA1966durata 121 minuti. Valutazione: 5,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Investigatore assunto da una donna per cercare il marito lo trova cadavere. Ed è solo l’inizio. Dal romanzo Bersaglio mobile (1949) di John Ross MacDonald (1° dei 20 con Lew Archer, fratello spirituale di Sam Spade di Hammett e di Philip Marlowe di Chandler). Cast di prim’ordine e ambientazione californiana suggestiva. Newman riprese il personaggio in Detective Harper: acqua alla gola (1976) con meno successo.

Risultati immagini per l Promontorio della paura - 1962Un film di J. Lee Thompson. Con Gregory Peck, Robert Mitchum, Polly Bergen, Martin Balsam, Lori Martin. Titolo originale Cape Fear. Giallo, b/n durata 105 min. – USA 1962. MYMONETRO Il promontorio della paura * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un cattivo soggetto vuole vendicarsi di un avvocato la cui testimonianza gli ha fatto passare molti anni in galera. È uno psicopatico e annuncia al suo nemico che, prima di fargli la festa, farà passare un brutto quarto d’ora alla moglie e alla figlioletta. L’avvocato decide di far perdere le sue tracce, portando la famigliola in un posto fuori mano. Ma il suo persecutore lo ritrova. Scontro terribile fra i due, alla fine del quale l’avvocato ha fortunosamente la meglio.

 

Lo zoo di vetro - Tennessee Williams - I grandi classici del teatro:  Amazon.it: Anna Maria Guarnieri, Sarah Ferrati, Paolo Graziosi, Vittorio  Cottafavi: Film e TV

Anna Maria Guarnieri (Attore), Sarah Ferrati (Attore), Vittorio Cottafavi (Regista)  Età consigliata: Film per tutti 

All’inizio del dramma Tom, che è sia il protagonista che il narratore della storia, si rivolge direttamente al pubblico (cosa che farà spesso nel corso della recita) spiegando che si tratta di un suo ricordo della madre Amanda e la sorella Laura. Siamo alla fine degli anni ’30 del XX secolo. Amanda ha cresciuto i suoi due figli da sola, dopo che suo marito li ha abbandonati. La donna, volitiva ed energica, viene dagli Stati del Sud, dove era ammirata per la sua bellezza, e prova ancora rimorso per aver lasciato tutto e aver seguito suo marito. Il suo rapporto con Tom e Laura oscilla tra il tenero e l’eccessivo; in particolare la donna si preoccupa del futuro di Laura, resa zoppa da una malattia e pertanto introversa e chiusa: ella si è chiusa in un suo mondo di illusioni, e passa tutto il suo tempo ad ascoltare vecchi dischi, leggere romanzi e soprattutto accudire una collezione di animaletti di vetro. Tom lavora in una fabbrica di scarpe per mantenere Laura e Amanda, ma la vita noiosa e banale che conduce (nonché la morbosa presenza della madre) lo rende irascibile. Il ragazzo tenta senza successo di diventare un poeta, e cerca conforto recandosi al cinema a tutte le ore della notte per vivere delle avventure almeno con la fantasia. Questo scatena l’ansia di Amanda, che teme suo figlio sia un alcolizzato come il padre….

Apa. [Father.] da Szabó, István; [Sándor, Margit]: (1966) | Földvári Books

Un film di István Szabó. Con Klari TolnayAndras BalintMiklos GaborDániel ErdélyKati Sólyom Titolo originale ApaDrammaticob/n durata 91 min. – Ungheria 1966.

Un orfanello ha sofferto moltissimo per la morte del padre, tanto che ne ha fatto quasi un personaggio mitico, elogiandolo con i compagni e narrando loro sue immaginarie quanto eroiche imprese partigiane. Gli anni intanto passano e il protagonista, ormai adulto, sente il bisogno di liberarsi di quel mito ormai scomodo. Cerca così di dimostrare la sua maturità nuotando da una sponda all’altra del Danubio. Il film, premiato a Mosca, è un invito a vivere secondo le proprie esperienze e una condanna al culto della personalità.

Illuminazione intima (1965) | FilmTV.it

Un film di Ivan Passer. Con Karel BlazekZdenek BezusekVera Kresadlova Titolo originale Intimni osvetleniCommediadurata 71 min. – Cecoslovacchia 1969.

Opera d’esordio di Ivan Passer. Un concerto in una piccola città rende possibile l’incontro, dopo molti anni, di due amici musicisti.

Un film di Hans Abramson, Arne Arnbom, Hans Alfredson, Tage Danielsson, Lars Görling, Ingmar Bergman, Jörn Donner, Gustaf Molander, Vilgot Sjöman. Con Harriet Andersson, Ingrid Bergman, Lars Ekborg, Hans Abramson, Hans Alfredson. Commedia, b/n durata 105′ min. – Svezia 1967. MYMONETRO Stimulantia * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Film a episodi della Svensk che reclutò 9 registi. Tema fisso: quali sono le cose più stimolanti per vincere la noia esistenziale? Chi sceglie lo sport, il sesso, l’emozione artistica. Per Bergman è il bambino, stimolo a vivere e presenza d’amore: in Daniel _ girato tra il ’63 e il ’65 _ si dedica a Daniel Sebastian, nato nel 1962 dalla pianista Käbi Laretei, 4ª moglie e sua collaboratrice per anni, anche dopo il 4° divorzio. Come gli altri registi, compare di persona sullo schermo, dicendo che, mentre gira un film, pensa al modo con cui il figlio lo vedrà e lo capirà. L’episodio (11 minuti) consiste in frammenti di filmetti familiari in Super8 da lui girati. Dà l’impressione di voler fare qualcosa di diverso dai film dei colleghi, realizzati con attori professionisti (in quello di Abramson recita Ingrid Bergman). Distribuito anche in Italia nel 1967.

Locandina L'ora del lupo

Un film di Ingmar Bergman. Con Max von SydowIngrid ThulinLiv UllmannGeorg RydebergGertrud Fridh. continua» Titolo originale VargtimmenDrammaticob/n durata 90 min. – Svezia 1967

Una coppia di sposi si stabilisce su un’isola semideserta: lui, in preda ad un forte esaurimento nervoso, è assalito da incubi spaventosi; lei, dopo avere cercato di aiutarlo, ne resta influenzata. Il dramma esplode al ritorno dalla festa in un castello abitato da gente crudele che uccide l’uomo sotto gli occhi impotenti di sua moglie. La donna porterà per tutta la vita il peso della sua impotenza.


Regia di Ingmar Bergman. Un film Da vedere 1963 con Ingrid ThulinGunnel LindblomJorgen Lindström, Håkan Jahnberg, Birger Malmsten, Eduardo Gutiérrez, Lissi AlandhCast completo Titolo originale: Tystnaden. Genere Drammatico – Svezia1963durata 95 minuti. – MYmonetro 3,67 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Tornando dalla villeggiatura Anna ed Ester, due sorelle, e il figlioletto di una delle due sono costretti a fermarsi in un paese sconosciuto a causa di una grave crisi del male che sta uccidendo Ester. Il rapporto conflittuale tra le due donne esplode. Con qualche punta di esibizionismo, radiografia del sesso come violenza, malattia, presagio di morte è un film che ha dato scandalo, suscitato discussioni, provocato gli interventi della censura, subito manomissioni nel doppiaggio. “Quando oggi rivedo Il silenzio , devo ammettere che in qualche parte risente di una certa letterarietà … Per il resto non ho alcuna recriminazione da fare” (I. Bergman).

Regia di Ingmar Bergman. Un film con Ingrid ThulinGunnar BjörnstrandErik HellAndres EkIngmar Bergman. Titolo originale: Riten. Genere Drammatico – Svezia1969durata 72 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Tre attori d’avanguardia – un uomo, la moglie, il suo amante – finiscono davanti a un giudice-censore per uno spettacolo accusato di oscenità. Il giudice fa replicare la scena incriminata, si eccita, muore d’infarto. In un linguaggio estremamente coinvolgente, da psicodramma, è una tesa e angosciosa interrogazione sull’arte e sulla morale comune con qualche passaggio enigmatico. È un esempio estremo di cinema a porte chiuse, un esercizio per cinepresa e 4 attori. Straordinari. Realizzato per la TV svedese fu messo in onda nel 1969.

Regia di Ingmar Bergman. Un film con Bibi AnderssonHarriet AnderssonEva DahlbeckAllan EdwallJarl KulleAxel DübergCast completo Titolo originale: För att inte tala om alla dessa kvinnor. Genere Commedia – Svezia1964durata 80 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Negli anni ’20 Cornelius, vanaglorioso critico musicale, fa visita a Felix, violoncellista di fama mondiale, per completare la sua biografia. Nella grande villa neoclassica, mentre Felix rimane invisibile, ne incontra la moglie e sei donne, tutte innamorate di lui. 26° film di I. Bergman, il 1° a colori (preziosa fotografia di Sven Nykvist), 4ª e ultima delle sue commedie con risvolti di farsa grottesca (l’irresistibile sequenza dei fuochi artificiali). Più che nelle altre, è evidente la contaminazione col teatro: tolti 5 minimi movimenti, la cinepresa è ferma. Nel suo libro Immagini (1990-92) I. Bergman lo sbriga in tre righe, definendolo “completamente artefatto”. Quasi tutti i critici lo maltrattarono, accusandolo persino di cattivo gusto, nonostante l’ineccepibile eleganza stilistica. È sicuramente la sua commedia più acida e sbeffeggiante, un divertito tiro al bersaglio contro i critici, ma non sono risparmiati censori, impresari, artisti. E donne. Da affissione una battuta attribuita a Goethe: “Il genio è colui che riesce a far cambiare idea a un critico”.

Amazon.com: Lucia [Import Ntsc Region 0] Humberto Solas (1968): Movies & TV

Regia di Humberto Solás. Un film Da vedere 1968 con Raquel RevueltaEslinda NúñezAdele LegráRamón BritoAdolfo LlauradoCast completo Titolo originale: Lucía. Genere Episodi – Argentina1968durata 160 minuti.

La condizione femminile è il perno di questo affresco di storia cubana in forma di trittico: 1895 (colonialismo), 1933 (dittatura di Machado), 1959 (rivoluzione). Ciascuna delle 3 storie ha un proprio tono e stile: acceso melodramma nella 1ª (Revuelta), dramma psicologico con risvolti ironici e catarsi finale nella 2ª (Nuñez), commedia allegra e colorita nella 3ª (Legrá), contraddistinta dalla veloce parlata campesina . È il migliore, comunque, il più acclamato film cubano degli anni ’60. 2° film di Solas (1942) che l’ha scritto con Julía García Espinosa e Nelson Rodríguez, evita lo schematismo dell’ortodossia ideologica e la retorica della propaganda, non senza risvolti di ironia critica su alcuni aspetti del nuovo regime. Conta anche per la varietà del registro stilistico che passa dal barocchismo al cinema hollywoodiano classico e alla commedia neorealistica del 3° episodio. 1° premio al Festival di Mosca del 1969.

Locandina Donna di sabbia

Un film di Hiroshi Teshigahara. Con Kyoko KishidaEiji OkadaKoji MitsuiHicoko Ito Titolo originale Suna no onnaDrammaticob/n durata 127 min. – Giappone 1964.

Uno studioso, che si trova nel deserto per le proprie ricerche, chiede ospitalità in un villaggio. Lo portano alla capanna di una donna che sta in una fossa di sabbia alla quale si accede mediante una scala di corda. La mattina seguente lo scienziato si accorge di essere prigioniero poiché la scala è stata levata. Nella solitudine e nella disperazione, nasce l’amore tra la donna sola e il giovane.

Locandina Il volto dell'altro

Un film di Hiroshi Teshigahara. Con Tatsuya NakadaiMachiko KyôMikijirô HiraKyoko KishidaEiji Okada. continua» Titolo originale Tanin no kaoFantascienzab/n durata 124 min. – Giappone 1966.

Dramma a sfondo fantascientifico che racconta la tragica vicenda di un uomo, Okuyama , rimasto orribilmente sfigurato nell’esplosione accidentale di un laboratorio chimico. Con il volto interamente fasciato dalle bende, egli tenta disperatamente di reinserirsi nella società, ma la sensazione di essere allontanato dai colleghi e la difficoltà di ristabilire una relazione affettiva con la moglie lo spingono a chiedere ad uno psichiatra – che è anche valente chirurgo – di applicargli una nuova faccia. L’operazione, tuttavia, non migliora la sua esistenza poiché l’uomo avverte, in maniera ancor più allarmante, una dissociazione della propria personalità, quasi che il nuovo volto voglia impadronirsi della sua anima. La vicenda di Okuyama si sviluppa parallelamente a quella di una giovane, anche lei deturpata nel viso, che si suicida dopo aver sedotto il proprio fratello in un impeto disperato di vita.
Girato negli stessi anni anni del meno problematico film di Pavel Hobl Ztracena Tvar, Tanin no kao è un’allegoria sui temi dell’alienazione, dell’emarginazione del “diverso”, della dialettica tra realtà e apparenza. Sviluppato su due tragiche storie parallele con tecnica volutamente frammentaria e allusiva, è una delle opere più conosciute del regista Hiroshi Teshigahara, l’acclamato autore della Donna di sabbia (Suna no onna) del 1962.Machiko Kyô – che qui interpreta il ruolo della moglie di Okuyama – è nota al pubblico occidentale come protagonista di Rashômon e della Casa da té alla luna d’agosto.

Tre Samurai Fuorilegge

Three Outlaw Samurai (三匹の侍, Sanbiki no Samurai) is a 1964 Japanese chambara film by director Hideo Gosha.

Inizia con la stessa inquadratura de L’Armata delle Tenebre (per chi seguisse la continua caccia involontaria del sottoscritto a film cino-giapponesi che posseggono elementi poi apparsi magicamente nell’opera omnia di Sam Raimi) e si ritrova ad influenzare sensibilmente l’opera del nostro Sergio Leone in primis e il cinema di spada nipponico, hongkonghese e di tutta l’Asia (esiste anche una sorta di remake hongkonghese ad opera di Chang Cheh (The Magnificent Trio, 1966)) poi.
E’ l’esordio alla regia –dopo una significativa gavetta televisiva- di Gosha Hideo, maestro riconosciuto di rara caratura ma lontano, anzi lontanissimo, dalla posizione che gli spetterebbe all’interno dei libri di storia del cinema. Perché il suo è grande cinema, cristallino, perfetto, capace di produrre movimenti e inquadrature gonfie di senso e trasudanti emotività. La soglia tra bravo regista e “genio” è senza dubbio superata e Gosha andrebbe annoverato tra i grandi. Invece duole notare come il suo nome non trovi adeguato spazio nemmeno in libri specializzati (due su tutti, lo Yakuza Movie Book di Schilling e il Outlaw Masters of Japanese Film di Chris D.). Poco spazio dedicato anche in Italia (una paginetta nel bel Storia del Cinema Giapponese), mentre bisogna di nuovo guardare ai fratelli d’oltralpe per accorgersi ed avere l’ennesima conferma del fatto che in quanto a critica cinematografica i francesi sono stati sempre abbastanza ricettivi e lungimiranti. A metà dei ’60, film come questo, i successivi di Gosha e di un pugno di rivoluzionari della settima arte andavano riportando in auge il genere, riscrivendone stilemi, tematiche, stili ed estetica e creando quel lungo filo mutevole nei decenni e riflesso dei sommovimenti politici e sociali, riferito ad un senso dell’onore (dal ferreo allo sfuggevole) passando per la dicotomia giri/ninjo, fino alla distruzione senza “honour and humanity” ed oltre.
Lo stile aggressivo e sperimentale del regista regala un continuo profluvio di invenzioni, di sezioni del quadro tagliate di netto come dalle lame degli stessi samurai, carrelli arditi, primi piani fasciati da una fotografia in bianco e nero di rara intensità, giochi prospettici e formali tra i vari piani della profondità di campo, un continuo allenamento percettivo per il cervello. Non di sterile estetica stiamo parlando, ovviamente, ma di una consapevole proposizione di immagini “forti” incisive, perpetuamente capaci di donare senso ed emotività, mai svincolate dall’apparato narrativo.

Shiba (Tanba Tetsuro), Kikyo Einosuke (Hira Mikijiro) e Sakura (Nagato Isamu) sono i tre samurai del titolo, ronin vaganti pregni di un ferreo senso dell’onore capace di veicolare ogni propria scelta. Che siano con o senza padrone saranno sempre disposti a tradirlo quando questo si riveli nel torto. In questo caso la vita di tre contadini che cercano di rivendicare i propri diritti, contro le angherie di un magistrato, rapendogli la figlia. Quest’ultimo scaglierà contro i tre un piccolo esercito. E’ allora che, placidi, i tre ronin uniranno le forze per quello che per loro è ninjo, il bene comune, disposti a spezzare il giri se l’appartenenza al clan si riveli macchiata di sangue innocente.

Una visione morale monolitica ma spensierata, simile a quella dei successivi film di Chang Cheh e John Woo in parte, vicina negli angoli smussati a certo western occidentale, con i tre ronin privi di origini e di destinazione che lasciano al potere del destino la scelta della strada da intraprendere. Non sono quindi tre samurai oltre o senza legge, tutt’altro, sono tre ronin pregni di una propria legge morale, indissolubile, più forte dell’amore “virile” (come si vedrà nel film) o di ogni incatenamento sociale vincolato dal lusso (idem). Una straordinaria fetta di cinema vicina alla statura del maestro Kurosawa, un esordio di inconcepibile fulgore.

Carnival of Souls (1962) - IMDb

Un film di Herk Harvey. Con Candace HilligossSidney BergerFrances FeistHerk HarveyStan Levitt. continua» Titolo originale Carnival of SoulsHorrordurata 78 min. – USA 1962.

Graziosa e abile suonatrice d’organo sembra essere l’unica sopravvissuta di un incidente d’auto in cui muoiono annegate due sue amiche. Dopo essersi ripresa, abbandona la cittadina in cui vive, accettando un lavoro presso la parrocchia di un altra città dove inizia a soffrire di strane e terrificanti visioni ed avvertire una misteriosa attrazione per i vicini ruderi di un’antica fiera circense abbandonata.

The Exile (Safar Barlek) 1967

Safar Barlik (Arabic: سفر برلك‎) is a 1967 Lebanese musical and a war film directed by Henry Barakat. The film stars FairuzNasri ShamseddineHudaAssi RahbaniBerj FazlianSalah Tizani and Salwa Haddad. It was filmed in the northern village of Beit Chabab and Douma in Lebanon.

The film displays the struggles of a Lebanese village under the Seferberlik during World War I.