Category: Film dal 1960 al 1969


Tre uomini in fuga (1966) | FilmTV.it

Un film di Gérard Oury. Con Terry Thomas, Louis De Funès, Claudio Brook, Pierre Bertin, Andréa Parisy. Titolo originale La grande vadrouille. Comico, durata 118′ min. – Francia 1966. MYMONETRO Tre uomini in fuga * * * 1/2 - valutazione media: 3,98 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tre aviatori inglesi, atterrati in Francia nel 1942 col paracadute, sfuggono ai tedeschi grazie all’aiuto dei francesi e a una forte dose di fortuna. Film d’inseguimento in cadenze di farsa, condotto a ritmo forsennato, con una bella squadra di comici tra cui spicca l’esagitato L. de Funès. Record d’incassi in Francia tra i film sull’occupazione anche se _ o proprio perché _ ribadisce il falso mito e gli stereotipi della Francia unita contro i tedeschi. Scritto da Oury con M. Jullian e, per la prima volta, da sua figlia Danièle Thompson.

COLPO GROSSO MA NON TROPPO (1965), diritti di diffusione e distribuzione  film per palinsesti emittenti televisive

Un film di Gérard Oury. Con Beba LoncarLouis De FunèsLando BuzzancaVenantino VenantiniBourvil. continua» Titolo originale Le corniaudCommediadurata 110 min. – Francia 1965.

Marechal, piazzista un po’ sempliciotto, riceve da un uomo d’affari l’incarico di andare a Napoli e prendere in consegna una Cadillac da portare in Francia. Marechal naturalmente non conosce l’effettivo contenuto della vettura.

Risultati immagini per La fredda Alba del Commissario Joss

Un film di Georges Lautner. Con Jean GabinDany CarrelJean Gaven Titolo originale Le pachaDrammaticodurata 85 min. – Francia, Italia 1967.

Dal romanzo Pouce di Jean Laborde: dopo la morte dell’ispettore Gauvion, il commissario Joss prende in mano un’inchiesta che il collega aveva avviato e scopre del marcio. Un altro polar sui temi dell’amicizia virile e la stanchezza di professionisti che ormai non credono più in quel che fanno. Impietoso, stringato, appoggiato ai dialoghi secchi di Michel Audiard, e forse il miglior film di Lautner. Musiche di Serge Gainsbourg che appare mentre registra la bella canzone dei titoli di testa.



Un film di George Pal. Con Rod Taylor, Alan Young, Yvette Mimieux, Sebastian Cabot, Tom Helmore.Titolo originale The Time Machine. Fantascienza, Ratings: Kids+13, b/n durata 103 min. – Gran Bretagna, USA 1960. MYMONETRO L’uomo che visse nel futuro * * * - - valutazione media: 3,05 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La storia si svolge tra il 31 dicembre 1899 e il 5 gennaio 1900. In questo arco di tempo, il protagonista, George, vive l’incredibile avventura di un viaggio nel futuro, ai comandi della macchina del tempo che egli stesso ha progettato e costruito. Agli increduli amici invitati la sera del 5 gennaio, George – stanco e disfatto – racconta di essere stato testimone, nella sua corsa nel tempo, di una serie ininterrotta di guerre, l’ultima delle quali lo imprigiona all’interno di una montagna, costringendolo a viaggiare per secoli e secoli a venire, fino a rivedere la luce nell’anno 802.701. George si ferma ad esplorare quel mondo incredibilmente lontano, e lo scopre abitato da Eloi e Morlock: entrambe le genti, pur così diverse tra loro, costituiscono quanto rimane del genere umano. Gli Eloi vivono in uno stato di completa apatia, ignari del passato e del presente, alla luce del sole, immersi in una natura rigogliosa. I Morlock, che hanno conservato qualche conoscenza, vivono nell’oscuro sottosuolo, ma si sono mutati in bruti dediti al cannibalismo, ed usano i loro strani macchinari per controllare e guidare gli Eloi come mandrie di bestiame per cibarsene. George racconta del suo incontro con una ragazza, Weena, di averla salvata dalla tragica fine a lei riservata dai Morlock e di avere risvegliato tra i giovani Eloi l’istinto della sopravvivenza. Salvatosi egli stesso dalle grinfie dei Morlock che avevano sottratto e nascosto la macchina del tempo, George torna nel 1900, ma soltanto per spostare la macchina e riprendere la corsa nel futuro per liberare l’uomo dalla schiavitù e dall’ignoranza. Posta la variabile tempo, può un corpo continuare ad occupare la stessa posizione nello spazio attraverso lo scorrere dei secoli? Il quesito sembra richiamare alla mente i paradossi degli antichi sofisti, ma a George Pal non interessa la filosofia ed il fatto che la macchina del tempo rimanga inchiodata nella stessa posizione (anche quando viene spostata) sia nel 1990 che nel 802.701 è essenziale ai fini dello sviluppo del racconto cinematografico. La parte più interessante del film è quella iniziale, durante la quale George prende gradualmente confidenza con i comandi della macchina del tempo e visita gli anni 1917 e 1940 (quelli delle due guerre mondiali) incontrando il figlio del suo più caro amico. Agli occhi del protagonista il trascorrere del tempo è testimoniato, di volta in volta, dal consumarsi di una candela, dal rapido alternarsi del giorno e della notte, dall’aprirsi e dal chiudersi dei petali dei fiori, dal frenetico cambiamento degli abiti di un manichino in un negozio di moda femminile. La seconda parte, quella che si svolge nel 802.701, è forse più prevedibile e convenzionale, ma è riscattata da buoni momenti drammatici (la scena del libro che si polverizza tra le mani di George è un feroce atto di accusa contro ogni forma di oscurantismo e barbarie) e il racconto degli “anelli che parlano” stende sull’avventura un velo di pessimismo vicino a quello che anima le pagine di Wells. Oltre ai pregevoli effetti speciali, merita di essere ricordata la macchina del tempo, vero e proprio gioiello realizzato da William Ferrari, tra i comandi della quale fa bella mostra la targhetta in cui è citato il nome del suo costruttore: H.G. Wells. Buona l’interpretazione di Rod Taylor (subentrato a James Mason e a Michael Rennie) e del piccolo stuolo di valenti caratteristi. Nel ruolo di George – che altri non è se non H.G. Wells – si riassumono i tratti dell’eroe vittoriano, artefice di civiltà e progresso, nel rispetto della tradizione e della cultura: nella scena conclusiva, veniamo a sapere che George, di ritorno nel futuro, ha portato con sé tre libri … la scelta dei titoli è affidata alla intuizione dello spettatore. Nel documentario di Arnold Leibovit The Fantasy Film Worlds of George Pal (1985), omaggio alla carriera del regista, Rod Taylor presenta e rievoca alcune fasi della lavorazione del film. Remake nel 2002 con il titolo The Time Machine.

LA VITA PRIVATA DI HENRY ORIENT - Spietati - Recensioni e Novità sui Film

Un film di George Roy Hill. Con Peter SellersPaula PrentissAngela LansburyTom Bosley Titolo originale The World of Henry OrientComicoRatings: Kids+13, durata 106 min. – USA 1964.

Un pianista di scarso talento incontra casualmente due ragazzine tutto pepe che, da quel momento, giudicandolo una specie di idolo, incominciano a perseguitarlo procurandogli un sacco di guai e facendogli anche registrare un solenne fiasco in occasione di un importante debutto. I guai per il povero pianista finiranno solo quando le due piccole pesti rivolgeranno le loro attenzioni verso altri obiettivi.

Locandina Missione in Oriente

Un film di George Englund. Con Pat HingleMarlon BrandoEiji OkadaSandra ChurchArthur Hill. continua» Titolo originale The Ugly AmericanDrammaticodurata 120 min. – USA 1963.

Carter MacWhite si insedia al consolato americano di Sarkhen, piccolo Stato del sud-est asiatico travagliato da una forte opposizione antigovernativa che unisce comunisti e antiamericani. Il nuovo ambasciatore, animato da una ferma convinzione democratica, si sforza di indurre la fazione nazionalista di Deong a collaborare nello sviluppo economico contando sull’aiuto tecnico e finanziario di Washington, ma Deong tentenna pensando che il progetto serva soltanto a legittimare a livello internazionale il regime militarista filoamericano di Kwen Sai. L’opera di mediazione di MacWhite e dell’ingegnere Atkins è resa difficile dalle rivalità interne al gruppo dei comunisti e Deong accetta l’offerta di Kwen Sai soltanto quando viene a conoscenza di un complotto ordito dai suoi contro la sua stessa persona. Ma è troppo tardi: ferito da un attentatore che vorrebbe farne un martire della causa comunista, Deong ha il tempo di denunciare, prima di morire, le oscure trame del partito e di riconoscere l’onestà morale dell’ambasciatore. MacWhite stigmatizza la dolorosa esperienza in un conferenza stampa: i potenti del mondo, egli dice, devono imparare ad aiutare i popoli deboli rispettandone l’identità politica e culturale; gli uomini di ogni paese devono uscire dal guscio del proprio egoismo ed abituarsi a guardare al futuro… Ma mentre egli parla, un telespettatore americano si avvicina al televisore per spegnerlo.
Tra i film di fantapolitica degli anni ’60, questo è uno dei meno coinvolgenti, non tanto per mancanza di spettacolo – anche se non ci sono qui bombe atomiche (Il dottor Stranamore, A prova d’errore) o protagonisti dalla coscienza condizionata (Va’ e uccidi) o fanatici militari (Sette giorni a maggio) che pensano al colpo di stato -, quanto per la fastidiosa presunzione che anima i protagonisti di capire la Storia, di dare risposte risolutive sulle cause della guerra fredda e dell’imperialismo. Voluto da Marlon Brando che già dal 1958 con Englund e Stern meditava di realizzare qualcosa sul Terzo Mondo, Missione in Oriente è un film irrisolto che tradisce nel grande attore la seriosità dell'”intellettuale” circonfuso di luce messianica. Un film freddo, oggi quasi dimenticato, che alla sua uscita alla vigilia della crisi del Vietnam, non incontrò il favore del pubblico.Il coautore del romanzo Eugene Burdick ha scritto anche il libro che ha ispirato il citato A prova di errore. Anche se Marlon Brando domina la scena, Eiji Okada nel ruolo di Deong non ne rimane soffocato. Jocelyn Brando, sorella di Marlon, interpreta la moglie dell’ingegnere Atkin al quale dà volto il bravo Pat Hingle.

Un film di Gene Saks. Con Jack Lemmon, Val Avery, Walter Matthau, Iris Adrian, John Fiedler. Titolo originale Odd Couple. Commedia, durata 105′ min. – USA 1968. MYMONETRO La strana coppia * * * 1/2 - valutazione media: 3,92 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Divorziato che vive (quasi felicemente) da solo ospita un amico, ancora dolorante per la sua recente separazione, ma la convivenza si trasforma in una specie di matrimonio di cui ha gli inconvenienti più che i vantaggi. Scritto da Neil Simon che adattò un suo grande successo (1965) di Broadway, è il raro caso di una commedia che migliora passando dal palcoscenico allo schermo. Scontati gli elogi ai 2 protagonisti e ai loro comprimari, almeno una parte del merito spetta a G. Saks.

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Regia di Gene Saks. Un film Da vedere 1967 con Robert RedfordJane FondaCharles BoyerMildred NatwickMabel AlbertsonHerb EdelmanCast completo Titolo originale: Barefoot in the Park. Genere Commedia – USA1967durata 105 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 4,10 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A causa della suocera e di un intraprendente vicino di casa, due freschi sposini cominciano a litigare. La riconciliazione avviene nel parco. È lui quello a piedi nudi. La divertente e tenera commedia di Neil Simon, grande successo di Broadway, passa senza danni sullo schermo. Redford meglio della Fonda. Meglio di tutti la Natwick come mammà.

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Un film di Fritz Lang. Con Peter Van EyckAndrea ChecchiGert FröbeWolfgang PreissDawn Addams. continua» Titolo originale Die 1000 Augen des Dr. MabuseDrammaticoRatings: Kids+13, b/n durata 104 min. – Germania 1960.

Il dottor Mabuse è sparito dalla circolazione, eppure molti gli attribuiscono la responsabilità di alcuni delitti e di un tentato suicidio. Le indagini della polizia convergono su un hotel. Altri omicidi avvengono prima della scoperta del colpevole.

Regia di Fred Zinnemann. Un film Da vedere 1966 con Susannah YorkRobert ShawPaul ScofieldNigel DavenportCorin RedgraveOrson WellesCast completo Titolo originale: A Man for All Seasons. Genere Drammatico – Gran Bretagna1966durata 120 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 4,36 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Come Thomas More (1478-1535), umanista, giurista, cancelliere del regno si rifiutò, fermo nelle sue convinzioni religiose, di avallare il divorzio di Enrico VIII da Caterina d’Aragona e lo scisma anglicano. Fu condannato a morte e decapitato il 7 luglio 1535; fu canonizzato nel 1935 sotto papa Pio XII. È un più che dignitoso esempio di teatro in scatola che un regista galantuomo ha messo in immagini con una cura pari all’adesione appassionata alla tematica del dramma. 5 premi Oscar: miglior film, regia, sceneggiatura di Robert Bolt – che è anche l’autore del dramma teatrale (1960) -, fotografia di Ted Moore, Scofield. Welles ha la piccola parte del cardinale Wolsey. Grande successo soltanto in Gran Bretagna.

Locandina Sotto il segno dello scorpione

Un film di Vittorio TavianiPaolo Taviani. Con Gian Maria VolontéLucia BosèSamy PavelGiulio BrogiBiagio Pelligra. continua» Drammaticodurata 100 min. – Italia 1969

In un imprecisato anno della preistoria i superstiti di un’isola distrutta dalle eruzioni vulcaniche tentano di convincere una tribù, sottoposta come loro a questo pericolo, a trasferirsi sul continente. Gli altri si schermiscono e li gettano in una fossa. I nostri si salvano, rapiscono le donne e raggiungono il loro obiettivo.

Locandina Sovversivi

Un film di Vittorio TavianiPaolo Taviani. Con Pier Paolo CapponiLucio DallaGiulio BrogiFerruccio De CeresaGiorgio Arlorio. continua» Drammaticob/n durata 110 min. – Italia 1967.

Alcune storie che hanno come punto di partenza la morte di Togliatti. Protagonisti un comunista che lavora alla sede del partito e trova la moglie a letto con un’amica, un giovane che ribadisce la sua fedeltà al Pci mentre un amico si dimostra anticonformista, un profugo venezuelano che è richiamato in patria a sostituire un compagno caduto, un regista prossimo alla morte che sospende i lavori di un film e si mette a girare il mondo.

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Un film di Frank Perry. Con Janice Rule, Burt Lancaster, Kim Hunter, Cornelia Otis Skinner Titolo originale The Swimmer. Drammatico, durata 94′ min. – USA 1968. MYMONETRO Un uomo a nudo * * * - - valutazione media: 3,08 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un uomo decide di tornare a casa bagnandosi in tutte le piscine della zona residenziale in cui vive. Ogni piscina è un ricordo del passato. Tratto da racconti brevi di John Cheever e sceneggiato da Eleanor Perry, moglie del regista, è una singolare parabola metaforica sulla caduta del “sogno americano”, in una cornice esteticamente fin troppo ricercata (esterni nel Connecticut), con un ottimo Lancaster. Girato nel 1966, fu tenuto fermo per 2 anni perché ritenuto troppo arty, troppo poco commerciale.

Locandina David e Lisa

Un film di Frank Perry. Con Keir DulleaJanet Margolin Titolo originale David and LisaDrammaticob/n durata 94 min. – USA 1963.

Sensibile e delicata storia d’amore fra due giovani nevrotici ricoverati in una casa di cura. David è ossessionato dall’idea della morte, Lisa perde spesso coscienza della propria identità e parla con cadenze infantili. L’affetto reciproco che li unisce giorno dopo giorno è descritto senza patetismi, fino a che, dopo una lite, David cerca disperatamente Lisa fuggita dalla casa di cura e la ritrova lucida e diversa, libera dalla sua nevrosi. Forse sarà per entrambi l’inizio di una nuova vita.

Tirate sul pianista

Regia di François Truffaut. Un film Da vedere 1960 con Charles AznavourMarie DuboisNicole BergerMichèle MercierSerge DavriCast completo Titolo originale: Tirez sur le pianiste. Genere Giallo – Francia1960durata 85 minuti. – MYmonetro 3,44 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Storia di un pianista dalla doppia identità (Edouard Saroyan/Charlie Kohler) che cerca di sfuggire alle sue “catene della colpa” e rimane intrappolato da un destino tragico in cui ha qualche responsabilità a causa della timidezza che diventa dissociazione psichica e della passività rispetto alle due donne amate. Sconvolto dal successo internazionale di pubblico del suo esordio, Truffaut fa un 2° film deliberatamente molto diverso, ispirato all’eccentrico romanzo noir di David Goodis Down There (1956 – poi Shoot the Piano Player – in italiano Non sparate sul pianista e nel 1989 Profondo nero ). Nel film, sostanzialmente fedele al libro (con l’aggiunta di Fido, il fratellino di Charlie), Truffaut pratica – seguendo la lezione di Jean Renoir, e quando non era ancora di moda – la mescolanza dei generi e dei toni con digressioni, spostamenti a sorpresa, sfasamento tra banda visiva e banda sonora, ricorso alla voce over con i pensieri di Charlie, dissolvenze incrociate, espedienti del cinema muto. Ne consegue un intreccio troppo complicato che allontanò il pubblico e spiazzò il più dei critici. Già il romanzo di Goodis non rispettava le regole del genere criminale. Truffaut gli fa fare qualche passo avanti, ma non dimentica mai il suo vero nucleo: l’amore legato alla morte. Mezzo secolo dopo rimane un film “di grande e ambiguo fascino, ironicamente e disperatamente vitalistico… di una malinconia luttuosa rara” (P. Malanga). Scritto, come I 400 colpi , con Marcel Moussy. Fotografia (Dyaliscope): Raoul Coutard. Musica: Georges Delerue.

Locandina La sposa in nero

Un film di François Truffaut. Con Michael LonsdaleJean-Claude BrialyMichel BouquetJeanne MoreauAlexandra Stewart. continua» Titolo originale La mariée était en noirDrammaticodurata 107 min. – Francia 1968MYMONETRO La sposa in nero ***1/2- valutazione media: 3,94 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Per una stupida bravata, cinque ricchi scapestrati provocano involontariamente la morte di un poveraccio che stava uscendo dalla chiesa dove si era celebrato il suo matrimonio. La sposa decide di vendicare il marito e uccide, uno dopo l’altro, quattro dei responsabili. L’ultimo è in prigione e lei, per raggiungerlo, si costituisce.

L'Amore A Vent'anni: DVD Film di Renzo Rossellini, Shintaro Ishihara,  Marcel Ophuls, Truffaut | LaFeltrinelli

Un film di François TruffautAndrzej WajdaMarcel OphülsShintarô Ishihara. Con Barbara FreyEleonora Rossi DragoCristina GaioniMarie-France PisierJean-Pierre Léaud. continua» Titolo originale L’amour à vingt ansCommediab/n durata 118 min. – Francia 1962.

Doveva essere un concerto dedicato all’amore dei vent’anni. Purtroppo alcuni suonatori, tra cui Renzo Rossellini, non sapevano leggere la musica. Si salvano in due, Truffaut e Wajda.

Locandina Il ragazzo selvaggio

Un film di François Truffaut. Con François TruffautPierre FabreJean-Pierre CargolFrançoise SeignerPaul Villé Titolo originale L’enfant sauvageDrammaticoRatings: Kids+16, b/n durata 85 min. – Francia 1969MYMONETRO Il ragazzo selvaggio ***-- valutazione media: 3,45 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il film, tratto dalla famosa memoria del medico parigino Jean Itard, è palesemente ispirato al pensiero pedagogico del filosofo ginevrino Rousseau. Nella Francia di fine 700 alcuni contadini scoprono nei boschi dell’Aveyron un ragazzo che vive allo stato brado, semianimalesco. Lo catturano e lo affidano agli scienziati di Parigi. Tutto nel ragazzo è bestiale: ha gli artigli, si esprime a grugniti ed è mordace. In dottor Itard, figlio dei Lumi, non dispera di riuscire a “civilizzarlo” e lo conduce nella sua villa di campagna. Con metodo e pazienza inizia la sua “cura” che si protrae per settimane e settimane, registrando progressi insignificanti. Una notte, il ragazzo fugge per tornare libero nei boschi, ma imprevedibilmente ritorna e il dottore può riprendere la cura, questa volta con significativi risultati. Film di grande lirismo che testimonia dell’amore del regista per l’infanzia e della sua fredda disapprovazione dei metodi educativi invasivi.

Risultati immagini per Baci rubati

Regia di François Truffaut. Un film Da vedere 1968 con Jean-Pierre LéaudDelphine SeyrigClaude JadeMichael LonsdaleHarry-MaxAndré FalconCast completo Titolo originale: Baisers volés. Genere Commedia – Francia1968durata 92 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,76 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Congedato dall’esercito, il ventenne Antoine Doinel cerca di ricostruire il rapporto con la vecchia fidanzata, Christine, senza riuscirci. Dopo una breve esperienza come portiere d’albergo, trova lavoro come investigatore privato, attività per cui non è assolutamente portato. Tuttavia, tra un pedinamento e l’altro, tra un’indagine e l’altra, riuscirà a dare un senso alla sua ricerca di stabilità interiore, ritrovando l’amore della vecchia fiamma e una più matura consapevolezza di sé.
Diretto nei giorni della contestazione studentesca del ’68, nei giorni della destituzione di Henry Langlois, direttore della Cinémathèque Française a cui il film è dedicato, Baci rubati lascia in secondo piano il contesto politico per concentrarsi sulle avventure di un giovane imbranato in cerca di un lavoro, di un amore, di una strada da percorrere nella vita.
Alla sua terza apparizione dopo I quattrocento colpi e l’episodio Antoine e Colette diretto nel film a episodi L’amore a vent’anni, Truffaut riprende il personaggio di Antoine Doinel interpretato dal suo attore feticcio Jean-Pierre Leaud, per raccontarci una storia intrisa di malinconica dolcezza, in cui il protagonista, alla disperata ricerca di un posto nel mondo, affronta un percorso di crescita e di maturazione interiore.
Un percorso di crescita che si configura come progressiva consapevolezza di sé, determinata da ogni azione che Antoine compie: dal lavoro che sceglie, investigatore privato, metafora di una ricerca non dei fatti altrui ma della sua interiorità, fino al rapporto con le donne e con l’amore: dalla prostituta che lo rifiuta, alla fidanzata restia a lasciarsi andare, fino a Fabienne Tabard, donna dell’alta borghesia, essere celestiale, avventura di una notte, elemento cardine nel percorso di ricerca di Antoine. Dall’amore a caro prezzo con la prostituta all’amore che non a prezzo con Fabienne, Antoine approderà finalmente in un porto sicuro, il dolce abbraccio di Christine, forse transitorio, forse assoluto e definitivo.
E alla fine del tenero peregrinare di Antoine Doinel rimane nella mente dello spettatore il quesito intorno a cui ruota tutto il film, accompagnato dalle parole di Charles Trenet: “Que reste-t’il de nos amours?”.

Locandina La notte dei generali

Un film di Anatole Litvak. Con Peter O’TooleOmar SharifTom CourtenayPhilippe NoiretJoanna Pettet. continua» Titolo originale The Night of the GeneralsDrammaticodurata 148 min. – Gran Bretagna 1967.

Varsavia, durante la seconda guerra mondiale. Un integerrimo maggiore della polizia militare tedesca scopre che il colpevole dell’assassinio di una prostituta è Tanz, un generale nazista.