Category: Film Anni ’90


Locandina Maledetta ambizione

Un film di Tom Holland. Con Timothy HuttonFaye DunawayLara Flynn BoyleOliver PlattDwight Schultz Titolo originale The TempThrillerdurata 93 min. – USA 1993.

La nuova segretaria di Peter Derns non solo è molto sexy ma è anche efficiente, precisa e parecchio ambiziosa, tanto da riuscire in una rapida carriera nell’azienda. Anche troppo rapida (e forse troppo fortunata). Peter, infatti, comincia a sospettare degli “incidenti” che hanno eliminato uno alla volta i vari concorrenti della ragazza.

Non ho trovato versione in italiano

2.5/5

Regia di Alex Van Warmerdam. Un film con Jack WouterseAnnet MalherbeRudolf LucieerAlex Van WarmerdamLoes WoutersonCast completo Titolo originale: De noorderlingen. Genere Commedia – Paesi Bassi1992durata 108 minuti.

Quando la madre scompare improvvisamente e il padre non riesce più a gestire la vita famigliare, il giovane Thomas comincia ad ossessionarsi con le notizie che vede in televisione. Quando viene a conoscenza della Liberazione del Congo, decide di ‘candidarsi’ come nuovo leader del paese. Prende questa decisione anche grazie al supporto di un postino che legge tutta la posta degli abitanti, scoprendo i segreti più reconditi e rivelandosi una spia perfetta per scoprire cosa pensano realmente i vicini di casa.
Il film è una commedia nera dai toni grotteschi, vincitrice dell’European Film Award nella categoria ‘Best Young Film’.

7.1/10

Regia di Alex Van Warmerdam. Un film con Henri GarcinKhaldoun ElmeckyFrans VorstmanIngeborg ElzevierMargo DamesCast completo Titolo originale: De Jurk. Genere Commedia – Paesi Bassi1996durata 103 minuti.

Un bel vestito estivo a fiori spinto dal vento finisce nel giardino di un’anziana signora e poi sul corpo di una giovane e bella fidanzata di un pittore, di un controllore delle ferrovie, di un autista di autobus. Di una fanciulla di nome Chantal ed anche della barbona Marie. Nel bene e nel male l’abito cambierà la vita di un gruppo di persone. Originale ed ironico film sull’esistenza, non privo di una comicità surreale alla Tati e alla Keaton

3.13/5
Locandina Dark City

Un film di Alex Proyas. Con Rufus SewellWilliam HurtKiefer SutherlandJennifer ConnellyRichard O’Brien. continua» Horrordurata 106 min. – USA 1998MYMONETRO Dark City

Dopo il successo globale de Il Corvo, Proyas ripropone un titolo dai toni scuri, a cavallo tra Fanta-Thriller e Horror. Una razza aliena dagli straordinari poteri telepatici vaga nell’universo alla ricerca di qualcosa che eviti l’estinzione della specie. Una volta giunte sulla terra, le misteriose entità penseranno di aver trovato ciò che cercavano: daranno così il via ad esperimenti volti a studiare la natura umana, al fine di carpire i segreti dell’anima. Vengono sviluppate in proiezione adulta due delle più ricorrenti paure infantili: il buio e “l’uomo nero”. Il concept è intrigante e il regista riesce da subito a creare climi promettenti, ispirandosi a Tim Burton e confermando di saper sguazzare con disinvoltura nell’oscurità. Purtroppo ad una cornice accattivante si sovrappone un intreccio capace di bucare tutte le buone occasioni per dar vita ad una struttura più consistente, votato più che altro a temporeggiare in attesa del colpo di scena finale. Una sceneggiatura colabrodo affianca così raffiche di dialoghi prolissi (ogni tanto si assiste a dei veri e propri “riassuntini”) a serie incongruenze, e idee dal potenziale esplosivo finiscono per daragliare verso uno scintillante tripudio di banalità. Un vero peccato.

7,6/10
Locandina Senza pelle

Un film di Alessandro D”Alatri. Con Kim Rossi StuartAnna GalienaMassimo GhiniAngelo Pellegrino. continua» CommediaRatings: Kids+16, durata 100 min. – Italia 1994.

Riccardo e Gina sono felicemente sposati con un figlio. Lui fa l’autista e lei è impiegata alle poste. Vivono una vita di risparmi e di rinunce, ma sereni. Un giorno entra nella loro vita Saverio, un ragazzo dal carattere difficile e debole psicologicamente. Saverio si innamora di Gina e comincia sistematicamente una corte che diventa troppo insistente. Buona seconda prova di D’Alatri dopo Americano rosso.

6,9/10

Regia di Álex De la Iglesia. Un film con Rosie PerezJavier BardemHarley CrossAimee GrahamJames GandolfiniScreamin’ Jay HawkinsCast completo Genere Azione – MessicoUSASpagna1997durata 126 minuti. Uscita cinema venerdì 24 giugno 2005

Come il suo predecessore Eloy de la Iglesia, il basco A. de la Iglesia s’è fatto una nomea di regista sensacionalista, altisonante y truculento , ma con uno spessore sociologico (vedi La comunidad ) e un dinamismo stilistico che l’altro non possiede. Con questo film del ’97, recuperato dall’Istituto Luce che l’ha distribuito nell’estate 2005, ha fatto centro. Con una esagitata azione violenta on the road sul confine tra Messico e California che annovera anche il trasporto di feti umani destinati a una società di cosmetici di Las Vegas, si espongono le imprese criminali di una coppia di personaggi “più grandi della vita” che il caso ha riunito. È una storia coesa ad alta tensione le cui immagini seducono, frustano, sorprendono nel loro susseguirsi di rapine, sparatorie, bizzarri rapimenti, coiti roventi, gesti sadici, scene di finta santeria con veri sacrifici umani, violenze grottesche, non senza un risvolto di dissonante melodramma romantico che fa da malinconico alone al disperato finale. Premio Goya (gli Oscar ispanici) per la regia e retrospettiva conferma dell’eclettico istrionismo di J. Bardem. Scritto dal regista con Barry Gifford (autore del romanzo da cui è tratta la sceneggiatura), Jorge Guerricaechevarría, David Trueba.

2,5/5
Locandina Lacapagira

Un film di Alessandro Piva. Con Dino Abbrescia, Teodoro Dante Marmone, Nicola PignataroMino BarbareseTeodosio Barresi. continua» Drammaticodurata 75 min. – Italia 1999

Pellicola definita “rivelazione” dal mensile Ciak. Chissà perchè… Le rivelazioni sono ben altre. Non basta la buona volontà di chi vuole fare un film a qualunque costo, e andrebbe incoraggiato. I film prodotti sono persino troppi. Comunque il destino de La Capagira si ferma alla positiva citazione del mensile. La solita storia di droga e di piccoli delinquenti. Respiro cortissimo.

2,47/5
Locandina Ritorno a casa Gori

Un film di Alessandro Benvenuti. Con Athina CenciAlessandro BenvenutiSabrina FerilliAlessandro HaberIlaria Occhini. continua» Commediadurata 95 min. – Italia 1996

Muore zia Adelina (Occhini). Ma prima di lasciare la sua casa osserva i parenti dall’alto. Gli amori, le speranze, gli inganni, i depressi, i delusi, i velleitari, le cose che non cambiano mai. Ci si commuove, si sorride. Benvenuti migliora di film in film. Uno dei (più o meno) nuovi toscani che hanno il loro spazio nel cinema italiano.

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Locandina Ivo il tardivo

Un film di Alessandro Benvenuti. Con Alessandro BenvenutiFrancesca NeriDavide BechiniLuca FagioliokFrancesco Casale. continua» Commediadurata 106 min. – Italia 1995.

Più un fool shakespeariano che uno scemo del villaggio, Ivo il tardivo è l’ultimo di una simpatica stirpe di matti e l’unico abitante di un paesino abbandonato. Con il suo improbabile atteggiamento nei confronti della vita, riesce a risolvere i problemi di diversi personaggi, tra i quali una ragazza e un gruppo di malati di mente in licenza.

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Locandina I miei più cari amici

Un film di Alessandro Benvenuti. Con Athina CenciMarco MesseriAlessandro BenvenutiEva Robin’sDaniele Trambusti. continua» Commediadurata 90 min. – Italia 1998.

L’atmosfera è quella dell’invito a cena con delitto o dei dieci piccoli indiani. Infatti nella sceneggiatura c’è lo zampino di un vero giallista, Alberto Ongaro. Alessio raccoglie dunque i suoi amici che non vede da quindici anni. Il resto non sono solo chiacchere toscane, come va di moda nel cinema, ma c’è anche un vero plot giallo. Come già detto è il trionfo di Firenze e Benvenuti cerca in tutti i modi di star lontano dalle frequenze alla Pieraccioni. C’era riuscito prima, ci riesce anche adesso.

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Locandina Belle al bar

Un film di Alessandro Benvenuti. Con Alessandro BenvenutiAssumpta SernaEva Robin’sAndrea BrambillaPietro Ghislandi. continua» Commediadurata 100 min. – Italia 1994

Un restauratore quarantenne, ipocondriaco e con un matrimonio in crisi, si reca per qualche tempo a Piacenza per lavoro. Lì incontra quella che gli appare come una donna bellissima, ma che in realtà è un travestito. Inoltre si tratta di suo cugino. L’uomo viene ospitato dal parente e il contatto quotidiano fa cadere numerosi tabù morali dei quali era preda il restauratore. Una vera e propria educazione sentimentale, che malgrado qualche inevitabile imbarazzo si rivelerà comunque un’esperienza positiva. Alessandro Benvenuti può a buon diritto essere considerato una piacevole anomalia nel panorama del cinema italiano. Maturato come regista e come attore è un autore personalissimo. Belle al bar è condotto con amabilità e professionalità. Meno impegnato di Moretti e più sottile di Verdone, Benvenuti, a differenza del vanaglorioso Nuti, sa amministrare il suo talento con discrezione. Non a caso è stato il leader del gruppo “I giancattivi” composto da Athina Cenci e appunto Francesco Nuti. Il tempo ha dato ragione a Benvenuti che sta raccogliendo i frutti di un impegno costante e volutamente discreto. Il troppo amato Almodovar è un parametro allettante dal momento che Benvenuti dimostra che in Italia si possono realizzare film cosiddetti trasgressivi.

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Regia di Alessandro Benvenuti. Un film con Athina CenciAlessandro BenvenutiNovello NovelliIlaria OcchiniCarlo MonniCast completo Genere Commedia – Italia1990durata 90 minuti. – MYmonetro 3,65 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Siamo nel 1986, è Natale e c’è tutta la famiglia Gori riunita. Tutto si svolge in sala da pranzo dove ci sono Gino e sua moglie Adele; il nonno Annibale, Libero, ballerino di liscio, e sua moglie, Bruna; Sandra, ecologista ex comunista, e il marito Luciano, parrucchiere. Qui i problemi personali e le antiche rabbie represse hanno modo di trovare sfogo in maniera a volte comica e a volte drammatica. Anche i giovani Danilo e Cinzia con la piccola Samantha assistono a questo quadro familiare simile a molti ritratti presentati al cinema e in teatro ma a suo modo originale. Simpatica commedia, terza prova alla regia per Alessandro Benvenuti, ex Giancattivo. La produzione è di Francesco Nuti.

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Risultati immagini per The Castle Film (1994)

The Castle (Russian: Замок, romanizedZamok) is a 1994 film directed by Aleksei Balabanov. It is the second notable screen version of Kafka’s unfinished novel The Castle. It tells of an individual desperately trying to preserve his identity while struggling against sinister and invisible bureaucrats who rule the village from inside the titular castle. The picture is noted for costumes/sets design in bruegelian style, it won Best Art Direction and Best Costumes at the 1994 Nika Awards.

The story of Kafka’s Castle. It seems to be rather exact in details interpretation of Kafka, with director’s version of the final of the unfinished novel. Beautifully made piece of art. Music is very relevant and overall impression is very vivid irritation by the irregularities of environment and gentleness of the land surveyor. It seems that at the end he is absorbed by the system… but someone else still sees him.

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Pro urodov i lyudey.jpg

Of Freaks and Men (Russian: Про уродов и людей, romanizedPro urodov i lyudey) is a 1998 Russianfilm directed by Aleksei Balabanov.

Filmed initially in black and white, then entirely in sepia tone, this film set in turn of the century Russia is centered on two families and their decline at the hands of one man, Johann, and his pornographic endeavours. Hailed by some as a masterpiece, the movie comments on the decline of Russian society as a result of the rise of capitalism.

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Risultati immagini per brother bodrov mymovies

Regia di Aleksey Balabanov. Un film con Sergey BodrovViktor SukhorukovSvetlana Pismichenko, Mariya Zhukova, Yuriy Kuznetsov, Vyacheslav Butusov, Irina RakshinaCast completo Genere Drammatico – Russia1997durata 99 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione

Danila Bagrov viene inviato dalla madre dalla campagna a San Pietroburgo presso il fratello maggiore. Lo scopo è quello di sottrarlo a una vita dissipata. Scoprirà che il fratello è un killer che gli propone di uccidere al suo posto dietro compenso nell’ambito di una guerra tra gang per il controllo del territorio. Entrambi non sanno di essere sotto il tiro proprio di coloro che commissionano gli omicidi. Danila però scopre di essere molto abile e uccidere diventa per lui un’attività che non suscita problemi morali.
Aleksey Balabanov propone con questo film, suddiviso in brevi capitoli marcati da dissolvenze, un ritratto in grigio dell’ex Unione Sovietica sotto la presidenza di Boris Eltsin. Grigio come il clima che accompagna le vicende e come la coltre di disfacimento morale che avvolge e penetra le coscienze. Il comunismo ha fallito lasciando dietro di sé macerie ma il nuovo ordine sociale sta facendo andare alla deriva i più deboli ed emarginati e ha perso il controllo sia del mondo della criminalità organizzata sia (e forse è ancora più grave) della formazione dei giovani. Ognuno è allo sbando nella Pietroburgo di Balabanov tra sballo da droghe e fastfood. Danila viene dalla campagna (dove si entra nella Milizia solo se si hanno le conoscenze giuste) e la città dell’Hermitage (di cui i protagonisti non conoscono probabilmente neppure l’ubicazione) si presenta come una giungla in cui i più forti sopravvivono (se ci riescono) ad agguati e i più deboli trovano rifugio in capanni abbandonati nei cimiteri. Ma anche chi sembra forte come il fratello di Danila ha la vita sospesa a un filo e se si è donne o ci si lascia scorrere la vita addosso come Kat o se ne portano addosso i segni come Sveta. In questo mondo ‘libero’ non resta altro che comportarsi come il protagonista: uccidere senza porsi troppe domande e attutire il fragore degli spari con la musica. Danila è fan dei Nautilus ma ascolta di tutto, anche nei momenti in cui il pericolo sembra sovrastante. È un modo, forse, per cercare di ritrovare in sé quel residuo di umanità che il nuovo mondo di corruzione e violenza dei singoli sta progressivamente erodendo. Il fratello ha un sogno e glielo fa condividere: andare a Mosca. Ma è un sogno molto diverso da quello cecoviano.

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The Second Circle (Russian: Круг второй) is a 1990 Soviet Union drama film directed by Aleksandr Sokurov

L’evento del film, tutto ciò che accade nella sua breve durata, è la morte di un padre, che pure non avviene entro i limiti temporali del film, anzi avviene prima, perché, come ricorda Bazin in Morte ogni pomeriggio, la morte è uno dei due eventi che il cinema non può mostrare; eppure, una volta schivata nell’iconografia filmica, la morte è rappresentata da Sokurov in tutta la sua catastrofante potenza, ovvero nel suo essere un’assenza che si ripercuote in o, meglio, fagocita quanto le si trova dattorno, e ciò che le si trova dattorno non sono che vite, vite che si muovono in conseguenza di questa morte,

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Locandina Moloch

Un film di Aleksandr Sokurov. Con Elena Rufanova, Leonid Mosgovoi, Leonid Sokol, Elena Spiridonova, Vladimir Bogdanov Storicodurata 103 min. – Russia 1999.

Storico e grottesco. Nell’eremo di Hitler in Baviera Eva Braun cerca di distrarre il suo amante-padrone dai tanti pensieri, siamo infatti nella primavera del ’42. Ma arrivano ospiti tutt’altro che rilassanti, Goebbels con sua moglie, e Borman. Tutta gente che si detesta. La riunione è sempre più tesa. Le caricature stilizzate dei tragici personaggi cercano persino di far sorridere ma riescono ad essere solo grottesche.

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Un film di Aleksandr Sokurov. Con Gudrun Geyer, Alexei Ananishnov Titolo originale Mutter und Sohn/Mat’ i synDrammaticodurata 75 min. – Russia 1997

In una paese della Russia vivono madre e figlio. Lei è malata, lui la cura. Lei si fa domande sulla vita, lui guarda da lontano un treno e sogna di salirvi. Lirismo alla Tarkovskji. Cose conosciute. E ripetute.

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Un film di Aleksandr Sokurov. Titolo originale Vostochnaya elegiyaCortometraggiodurata 43 min. – Russia 1996.

Un uomo (Aleksandr Sokurov) inizia a sognare e si ritrova in un mondo sconosciuto, attraversato dagli spiriti dei morti. Questi raccontano la propria vita ed espongono la propria idea di felicità. Tra le tante elegie che Sokurov ha diretto, questa è una delle più potenti e maestose, tanto dal versante narrativo quando da quello stilistico. Il regista mette in scena un mediometraggio di grande spessore umanista, attraversato da immagini che diventano memoria individuale, sogni che si mescolano a ricordi (anche del passato dell’autore), ombre che si perdono nella luce. C’è un non luogo al centro di Elegia orientale, uno spazio che ne contiene tanti altri, dove la nebbia svela pian piano ciò che si nasconde al suo interno. Pura pittura in movimento, come se ne vede sempre più di rado. A suo modo imprescindibile nella carriera del regista di Madre e figlio (1997) e Arca russa (2002).

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Un film di Aleksandr Sokurov. Titolo originale Elegija iz Rossii (Etjudi dlia sna)Sperimentaledurata 68 min. – Russia 1992.

A terra giace il cadavere di una donna. Acccanto a lei c’è il figlio che la accarezza e che cerca con parole di desolazione di trovare un significato alla sofferenza.Il film di Sokurov è una riflessione sul senso di colpa e sul tempo, e al tempo stesso è una sorta di documentario sulla fine dell’Unione Sovietica. Quasi sperimentale nella concezione.

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