Category: Film Anni ’70


Risultati immagini per cristo si è fermato ad eboli filmUn film di Francesco Rosi. Con Gian Maria Volonté, Irene Papas, Lea Massari, Alain Cuny. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 150′ min. – Italia 1979. MYMONETRO Cristo si è fermato a Eboli * * * 1/2 - valutazione media: 3,61 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo (1945) di Carlo Levi (1902-75): un intellettuale torinese, medico e scrittore antifascista a contatto con l’antica civiltà contadina della Lucania dov’è confinato intorno al 1935. F. Rosi mette la sordina alla dimensione antropologica e magica del bel libro di Levi e l’accento su quella sociale e politica. Un po’ raggelato nei paesaggi o lirici o didattici, ma ammirevole per l’intensità della sua delicatezza. Accanto a un G.M. Volonté introspettivo e sommesso e ad attori naturali ben guidati c’è un ottimo P. Bonacelli. La versione televisiva dura 270 minuti. Continua a leggere

Un film di Paul Wendkos. Con George Peppard, Gabriele Tinti, Raf Vallone, Giovanna Ralli. Titolo originale Cannon for Cordoba. Avventura, durata 104′ min. – USA 1970. MYMONETRO 4 per Cordoba * * - - - valutazione media: 2,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Cordoba è un bandito messicano che nel 1912 compie feroci scorribande al confine tra Messico e Stati Uniti. Un capitano dell’esercito USA ha l’incarico di eliminarlo. Ritmo veloce, ma lento pensiero in questa ibrida e fiacca imitazione dello “spaghetti-western”. Continua a leggere

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Un film di Chantal Akerman. Con Delphine SeyrigJan DecorteHenri StorckJacques Doniol-ValcrozeYves BicalDrammaticodurata 201 min. – Belgio 1975.

Jeanne Dielman, 23, quai du Commerce, 1080 Bruxelles [id., 1975]di Chantal Akerman è uno di quei film che obbliga lo spettatore, e ancor di più uno spettatore critico, a un’opera di riflessione che trascende la semplice analisi da un punto di vista formale e/o tematico, in direzione di un discorso che abbraccia la più antica e discussa questione sull’arte filmica, cioè “Che cos’è il cinema”. Un comune spettatore che si trovi davanti ai quasi 200 minuti di Jeanne Dielman [da questo momento in poi, per facilitare la lettura, si userà il nome abbreviato, ndr] potrebbe essere portato, infatti, a chiedersi quale sia l’intento dietro un’opera che per tutta la sua durata si “limita” (ma vedremo che è tutt’altro che un limitarsi) a mostrare la ripetitiva routine quotidiana di una donna occupata nei suoi piccoli impegni giornalieri, la preparazione dei pasti, la spesa, eccetera. Anche l’atto di prostituirsi, cioè l’azione che maggiormente esula dalle normali operazioni di una casalinga qualunque, è invero mostrato come uno dei tanti impegni della donna, inserito nella sua routine tra la preparazione delle patate e la pulizia del bagno. Con l’aggiunta che la Akerman sceglie, in un’opera che, come vedremo, ha un suo presupposto giustappunto nella rielaborazione dell’idea di visione, di elidere proprio quell’azione, l’atto sessuale, che suscita maggiore curiosità sullo spettatore-voyeur, a fronte invece di lunghissime sequenze con in campo una qualunque delle altre occupazioni della donna. Financo il tragico e potente gesto finale, che pur costituisce l’unico momento di vera progressione narrativa dell’opera, lungi dall’essere caricato di tensione drammatica, risultando infine la logica e fredda conseguenza degli eventi precedenti e, in conclusione, un atto più di disperazione che di speranza.

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Risultati immagini per I Giustizieri del WestUn film di Kirk Douglas. Con Kirk Douglas, Bruce Dern, Bo Hopkins, James Stacy, Luke Askew. Titolo originale Posse. Western, Ratings: Kids+13, durata 94′ min. – USA 1975. MYMONETRO I giustizieri del West * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Texas, fine dell’Ottocento. Mentre organizza la propria campagna elettorale per un posto di senatore, lo sceriffo Howard Nightingale si mette alla testa di un manipolo di sei uomini militarmente addestrati e riporta l’ordine nella regione finché trova un bandito intelligente che gli dà la paga. Travestita da western, è una favola ironica sul tema dell’ambizione e, con qualche schematismo, un apologo sul fascismo, sull’autoritarismo. La tesi funziona perché abilmente nascosta tra le pieghe del racconto. Vero esordio nella regia dopo il mediocre Un magnifico ceffo da galera (1973) di Douglas che si dirige con apprezzabile sobrietà. Continua a leggere

Risultati immagini per La Morte ha sorriso all'Assassino

Un film di Joe D’Amato. Con Klaus KinskiEwa AulinGiacomo Rossi StuartAttilio Dottesio. continua» Drammaticodurata 91 min. – Italia 1973MYMONETRO La morte ha sorriso all’assassino 

Si tratta di un giallo condotto con la tecnica del documentario

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Un film di Eduardo De Filippo. Con Eduardo De Filippo, Pupella Maggio, Luca De Filippo, Lina Sastri, Angelica Ippolito Teatro, – Italia 1977.

Altra edizione della celebre commedia. Luca, il figlio di Eduardo, subentra al posto di De Vico, che tenne per circa vent’anni il ruolo del figlio dispettoso. Continua a leggere

Locandina La terrificante notte del demonioUn film di Jean Brismée. Con Erika Blanc, Ivana Novak, Jean Servais, Jacques Monseu, Shirley Corrigan Horror, durata 92 min. – Italia 1973. MYMONETRO La terrificante notte del demonio * - - - - valutazione media: 1,00 su 1 recensione.

Nel castello dell’orrore Satana ne fa di tutti i colori.  Continua a leggere

Gli esami non finiscono mai, è una commedia in un prologo e tre atti, scritta e interpretata da Eduardo De Filippo nel 1973 inserita dallo stesso autore nel gruppo di opere che ha chiamato Cantata dei giorni dispari. È questa l’ultima commedia scritta da Eduardo.[1]

Guglielmo Speranza si presenta al pubblico sul palcoscenico raccontando la sua vita e segnando il trascorrere del tempo mettendosi di volta in volta tre barbe finte.
Appena superato l’esame di laurea, Speranza dovrà superare quello dei futuri suoceri che gli consentiranno di sposare Gigliola solo se sarà in grado di fare una grande carriera nel suo lavoro.

Guglielmo supera la prova: si sposerà, avrà due figli, un lavoro che gli assicura benessere e onori ma, nonostante il brillante esito di questi esami, la sua vita sarà infelice: avvelenata dall’invidia e dalla maldicenza del falso amico La Spina e dalla cattiveria della moglie che si è rivelata per quello che era, una donnetta viziata e infedele, che crede di più alle sue stupide, pettegole amiche piuttosto che al marito che ha sempre contrastato, ritenendolo un incapace e un sognatore, in questo sostenuta anche dai figli che la malignità popolare, riportata da La Spina, insinua non siano di Guglielmo. Continua a leggere

Un film di Jeff Lieberman. Con Don Scardino, Patricia Pearcy, Fran Higgins, William Newman, Barbara Quinn. Titolo originale Squirm. Horror, durata 92 min. – USA 1976. MYMONETRO I carnivori venuti dalla savana * * * - - valutazione media: 3,00 su 1 recensione.

Una violenta tempesta abbatte i tralicci dell’alta tensione e getta la piccola cittadina di Fly Creek nell’oscurità più completa e …in mano ai vermi. Le potenti scariche elettriche, infatti, riversandosi sul terreno provocano una mutazione in migliaia di colonie di vermi rendendoli voraci e aggressivi. Un giovane, giunto in paese per incontrare un’amica, è il primo ad accorgersi che la natura sta rivoltandosi contro l’uomo, ma lo sceriffo del luogo è sordo ai suoi avvertimenti. I voracissimi animaletti strisciano verso il centro abitato durante la notte e cominciano a divorare chiunque capiti a tiro. Salvatosi a stento insieme alla sua ragazza, il giovane assiste impotente alla carneficina. Quando i guasti della rete elettrica vengono riparati, la situazione torna alla normalità, ma Fly Creek è ormai una città fantasma.
Dileggiato dalla critica, il film presenta non poche incongruenze a livello di sceneggiatura ed indulge con divertita baldanza sulle scene raccapriccianti. Difetti a parte, alla storia si può riconoscere almeno il non piccolo merito di avere affrontato il tema del disastro ecologico senza far ricorso a prevedibili catastrofi nucleari o incontrollabili inquinamenti: l’abbattimento dei tralicci dell’alta tensione basta a Lieberman per suggerire che anche la più semplice delle tecnologie possiede in sé gli elementi sufficienti per un’alterazione irreversibile dell’ambiente.©

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Un film di Philippe Labro. Con Jean-Paul Belmondo, Bruno Cremer, Patrick Fierry Titolo originale L’alpagueur. Poliziesco, durata 95′ min. – Francia 1976. MYMONETRO Lo sparviero * * * 1/2 - valutazione media: 3,55 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un ex cacciatore si mette al servizio, come agente segreto, della polizia francese per sgominare una banda di criminali nel campo della droga e della prostituzione. Poliziesco francese con un po’ della violenza dei film hollywoodiani di azione, al servizio del divismo atletico dell’intramontabile J.-P. Belmondo. È il trionfo del già visto.

Un film di Pierre Granier-Deferre. Con Alain Delon, Jean Tissier, Simone Signoret, Ottavia Piccolo Titolo originale La veuve Couderc. Drammatico, durata 88′ min. – Francia 1971. MYMONETRO L’evaso * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1936 un giovane anarchico fuggito dalla Cayenna trova rifugio presso una vedova. I due s’innamorano. I parenti di lei lo denunciano. Dal romanzo di Georges Simenon. Granier-Deferre ha cambiato un po’ le carte del racconto, ma il film resta impregnato del sapido naturalismo del Fronte Popolare negli anni ’30. Suggestiva ambientazione, Signoret in forma.

Risultati immagini per Il Sesso del DiavoloUn film di Oscar Brazzi. Con Rossano Brazzi, Sylva Koscina, Maltena Galli, Fikret Hakan Drammatico, durata 92 min. – Italia 1971. MYMONETRO Il sesso del diavolo – Trittico * - - - - valutazione media: 1,00 su 1 recensione.

Storia quasi priva di senso, con marito cornuto, moglie lesbica, governante mancata assassina.

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Risultati immagini per E Johnny prese il FucileUn film di Dalton Trumbo. Con Donald Sutherland, Jason Robards, Timothy Bottoms, Marsha A. Hunt. Titolo originale Johnny Got his Gun. Drammatico, durata 111′ min. – USA 1971. MYMONETRO E Johnny prese il fucile * * * * - valutazione media: 4,10 su 20 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Esordiente nella regia a 65 anni, lo sceneggiatore D. Trumbo adatta un suo romanzo del 1938. Colpito da una cannonata nell’ultimo giorno della guerra 1914-18 Joe Benham perde gambe, braccia e parte del viso, diventando un troncone di carne pensante. Atroce requisitoria contro la guerra, grido di pietà e indignazione, attacco alla scienza e all’esercito, interrogazione sull’esistenza di Dio, si svolge a 2 livelli: la realtà presente in bianconero, i ricordi e i sogni a colori. Bellissimo al 1° livello, s’ingorga al 2° di simbolismi, ideologia, buoni sentimenti. Breve e fulgida la partecipazione di D. Varsi.

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Risultati immagini per Jurij Borisovič NorÅ¡tejnJurij Borisovič Norštejn (in russo: Юрий Борисович Норштейн?; Andreevka, 15 settembre 1941) è un regista russo. È considerato uno dei più grandi maestri del cinema d’animazione russo.

La sua opera comprende alcuni capolavori come L’airone e la gru (URSS, 1974), Il riccio nella nebbia (URSS, 1975), Il racconto dei racconti (URSS, 1979); attualmente sta lavorando ad un film di animazione basato sul racconto Il cappotto dello scrittore russo Gogol’.

Film in questo post:

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Un film di Robert Kramer. Con Tom Griffin, Paul McIsaac, Robert Kramer Drammatico, b/n durata 135′ min. – USA 1970. MYMONETRO Ice * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In un futuro indeterminato a New York è in corso una guerriglia urbana di gruppi rivoluzionari della sinistra contro un potere fascista. Diretto da un capo del gruppo documentaristico Newsreel della sinistra radicale, il film proietta nel futuro un microcosmo di personalità, tendenze, problemi, ossessioni della New Left degli anni ’60. Ammirevole esempio di cinema militante americano anche perché non trascura il versante dei problemi privati e dei rapporti umani dei personaggi impegnati nella lotta, indicandone con lucida tristezza limiti, rigidità, ambiguità, distacco dalle masse popolari. Girato in 16 mm e realizzato con il sostegno dell’American Film Institute, cioè di un ente finanziato dallo Stato e dall’industria privata di Hollywood.

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Locandina Brain Control

Un film di Bernard Girard. Con Christopher WalkenRalph MeekerJoss AcklandRonny CoxMarco St. John. continua» Titolo originale The Happiness CageThrillerdurata 90 min. – USA 1973.

Il caporale James Reese, di stanza in Germania Ovest, noto per i suoi atti di insubordinazione, viene alle mani con alcuni poliziotti e, riportando la frattura di un braccio, è condotto nella clinica del dottor Frederick per un periodo di riabilitazione. L’ospedale è lussuoso e confortevole, ma i suoi pazienti – tutti soldati incappati nel codice militare o veterani del Vietnam, malati terminali – sono come prigionieri. La stretta sorveglianza esterna e il periodico viavai di alti ufficiali e scienziati americani insospettiscono il caporale il quale, curiosando qua e là, scopre che il dottor Frederick lavora sulla possibilità di stimolare il cervello per indurre comportamenti e riflessi condizionati. Apparentemente, la sua cavia è una scimmia tenuta in una gabbia del laboratorio, ma i suoi soggetti sono in realtà gli stessi ospiti della clinica. Dopo che il sergente Miles, sottoposto ad un’operazione sperimentale al cervello, impazzisce, Reese tenta di ostacolare il lavoro del primario, ma costretto a subire un analogo trattamento viene trasformato in una creatura docile e remissiva pronta ad ubbidire a qualsiasi comando: insomma, in un soldato modello.

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Risultati immagini per Il Flauto magico bergmanUn film di Ingmar Bergman. Con Ulrik Cold, Josef Kostlinger, Brigit Nordin, Irma Urrila, Elisabeth Eriksson. Titolo originale Troll flöjten. Drammatico, durata 135′ min. – Svezia 1974. MYMONETRO Il flauto magico [1] * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In un Egitto immaginario il principe Tamino, scortato dall’uccellatore Papageno, innamorato di Papagena, deve superare molte prove per essere felice con la bella principessa Pamina, la figlia della pericolosa regina della Notte. Bergman porta la cinepresa in teatro e trascrive il celeberrimo capolavoro (1791) di Mozart, cantato in svedese, con intelligenza, reverenza e garbo. Compagnia di interpreti “leggeri”, ma giovani cui il regista spiegò quel che voleva ottenere: “l’intimità, il tono umano, la sensualità, il calore, il contatto” (I. Bergman). Nel 1978 l’opera fu riportata sullo schermo in un film d’animazione di E. Luzzati e G. Gianini con un Papageno in carne e ossa che rende manifesta la morale della favola.

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Regia di Claude Chabrol. Un film con Michel PiccoliClaude PiépluStéphane AudranClotilde JoanoEliana De SantisCast completo Titolo originale: Les noces rouges. Genere Giallo – Francia1973durata 90 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Cittadina della Francia Centrale. Pierre Maury ha una moglie costantemente ammalata ed ha intrecciato una relazione con Lucienne, moglie del sindaco Paul Delamare il quale chiede a lui, uomo di sinistra, di appoggiarlo nel corso delle imminenti elezioni. Mentre gli incontri tra i due amanti si intensificano, la moglie di Pierre muore. Morte naturale? È ciò che si vuole far credere. Intanto Hélène, figlia di primo letto di Lucienne, comincia ad insospettirsi per lo strano comportamento della madre.
Vincitore del premio della critica al festival di Berlino questo film di Claude Chabrol può essere considerato un modello del suo modo di fare cinema. Il richiamo ad Eschilo con una citazione dalle “Eumenidi” (Oreste: “O Dea, a te decidere se io sono innocente o colpevole. Quale che sia il tuo verdetto io lo accetterò”. Minerva: “È difficile poter giudicare, quale mortale sarebbe in grado di farlo?”) sembra voler collocare la vicenda in un contesto tragico classico. Di fatto però ci ricorda che da sempre la rappresentazione delle vicende umane (a partire dal teatro) ha trasfigurato uomini e donne reali che qui verranno mostrati nella loro quotidianità e nelle loro meschinità. 
Perché di colpe ce ne sono in questa provincia francese. Sono quelle più eclatanti che si riassumono nell’omicidio ma anche quelle di una borghesia chiusa in se stessa e volgarmente attaccata ai propri piccoli intrallazzi. Non ci sono eroi (neanche tragici) in questa storia di tradimenti nei confronti dei coniugi ma anche nei confronti della collettività (vedi il comportamento di Delamare). Semmai c’è la speranza in una nuova generazione (rappresentata da Hélène) che non ha alcun timore reverenziale e che, soprattutto, vuole vederci chiaro. Anche a costo di far saltare tutti gli equilibri.

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Locandina ValentinoUn film di Ken Russell. Con Leslie Caron, Michelle Phillips, Rudolf Nureyev, Alfred Marks, Seymour Cassel. Biografico, Ratings: Kids+16, durata 127′ min. – USA 1977. MYMONETRO Valentino * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Da uno dei meno attendibili libri sulla vita di Rodolfo Guglielmi (1895-1926), in arte Rudolph (Rudy) Valentino (Valentino: an intimate exposé of the Sheik di Brad Steiger e Chaw Mank), è uscito il più assennato dei film biografici di Russell, scritto con Mardik Martin, costruito alla maniera di Citizen Kane (ma con testimonianze tutte femminili, com’è giusto), schierato con generosa faziosità dalla parte dell’emigrante italiano costretto a farsi strada a gomitate nella giungla violenta e volgare di Hollywood, adorato e umiliato, sempre usato, grottesco e patetico nell’assillo di essere all’altezza del suo mito di Grande Amante, ingenuo e furbo, triste trionfatore che viene rincorso nella vana rincorsa di un sogno infantile. Verso la fine emerge il Russell più visionario e stravagante (la seduta spiritica con la Rambova; l’incontro di pugilato). Due inesattezze che calunniano due morti: l’entrata strepitosa nel circo delle esequie di una delle “vedove” in lutto, identificata in Alla Nazimova (Caron), fu probabilmente di Pola Negri; il comico Fatty Arbuckle (Hootkins) non era quel sadico odioso che risulta nel film. Discutibile fin che si vuole, la scelta di Nureyev è geniale. Con lo stesso titolo esiste un film del 1951 diretto da Lewis Allen con Anthony Dexter protagonista. Una nullità.

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Un film di Peter Hyams. Con Harrison FordChristopher PlummerLesley-Anne Down Titolo originale Hanover StreetDrammaticodurata 109 min. – USA 1979.

Seconda guerra mondiale: a Londra un ufficiale americano salva un’infermiera dai bombardamenti e diventa suo amante. Il caso vuole che il marito della donna e l’americano partano insieme per una missione in Francia. L’avventura, nonostante molti intoppi, si conclude felicemente. L’ufficiale, saputo che la sua amante è sposata, la lascia.