Category: Film Anni ’60


Un film di Francesco Rosi. Con Rod Steiger, Guido Alberti, Marcello Cannavale, Alberto Canocchia, Salvo Randone. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 110 min. – Italia 1963. MYMONETRO Le mani sulla città * * * 1/2 - valutazione media: 3,58 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Napoli, primi Anni Sessanta. Crolla un palazzo a causa di un cantiere limitrofo di proprietà di un certo Nottola, speculatore edilizio appoggiato dalla maggioranza che guida l’amministrazione della città. Viene aperta una commissione d’inchiesta dalla quale emerge che le pratiche per la concessione sono state corrette dal punto di vista formale. Nottola è però diventato ‘scomodo’ e non è possibile garantirgli il posto da assessore che egli pretende in seguito alle ormai imminenti elezioni.
Ci sono film, anche di valore, che con il passare degli anni perdono la presa che ebbero al momento della loro uscita e restano lì a farsi ammirare come un prezioso utensile del passato di cui riconosciamo la perfezione ma che può solo restare chiuso in una teca. Altri invece (e il film di Rosi è fra questi) che invece conservano una loro inattaccabile attualità. Verrebbe da dire: purtroppo. Purtroppo perché quei problemi, quel malcostume, quel modo di intendere l’amministrazione della cosa pubblica perdurano. È sicuramente anche questo uno dei motivi della tenuta di Le mani sulla città ma quello che lo distacca dalla cronaca politica è lo stile narrativo.
Rosi non fa un ‘film di denuncia’, va oltre. Sceglie un taglio da “cinema verité” quando riprende le sedute del Consiglio comunale offrendoci dei totali di un’aula in cui ci si prepara a una lotta di tutti contro tutti. Da questo magma fa emergere delle figure che sono rappresentative di posizioni e di interessi diversi che finiscono con il ruotare attorno a Nottola (interpretato da un Rod Steiger che domina l’inquadratura). Sarebbe facile definire ‘profetico’ un film in cui si agitano ‘mani pulite’ o in cui il conflitto di interessi diviene tanto palese quanto socialmente metabolizzato. Le mani sulla città è qualcosa di più e di diverso. È un film che va alle radici di uno dei cancri che hanno corroso e continuano a corrodere la nostra società e ne mette spietatamente in luce le metastasi. Divenendo un paradigma (anche se non del tutto compreso, al di là delle polemiche sul suo contenuto, al momento dell’uscita). Tanto che anche il cinema successivo gli ha reso omaggio in più occasioni. Due esempi per tutti. La voga da fermo di Nanni Moretti, protagonista de La seconda volta di Mimmo Calopresti, che richiama l’entrata in scena di Maglione e il politico non vedente in Baarìa che, dinanzi a un plastico di un nuovo complesso edilizio, mette, letteralmente, ‘le mani sulla città’. Continua a leggere

Un film di Jack Smight. Con Rod Steiger, George Segal, Lee Remick, Murray Hamilton, David Doyle Titolo originale No Way to Treat a Lady. Poliziesco, durata 108 min. – USA 1968. MYMONETRO Non si maltrattano così le signore * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Gara d’astuzia, venata d’umorismo, tra un poliziotto e uno strangolatore folle. Questi, sicuro della propria superiorità, tormenta il rivale con una serie di telefonate. Nell’ultima dichiara d’essere ormai imprendibile perché ha deciso di ritirarsi dal crimine. L’investigatore, allora, monta una trappola. Continua a leggere

Un film di Freddie Francis. Con Robert Hutton, Jennifer Jayne, Bernard Kay, Michael Gough, Zia Mohyeddin. Titolo originale They Come from Beyond Space. Fantascienza, durata 81 min. – USA, Gran Bretagna 1968. MYMONETRO La morte scarlatta viene dallo spazio * * - - - valutazione media: 2,00 su 1 recensione.

Celate all’interno di meteoriti precipitate sulla Terra, intelligenze aliene venute da un pianeta morente catturano alcuni scienziati, condizionandone la volontà, e li trasportano sulla Luna dove hanno installato una base per obbligarli a perfezionare le loro astronavi. Uno scienziato, nel cui cranio è stata posta una calotta metallica in conseguenza di un incidente stradale, sfugge al potere degli alieni e riesce a instaurare con loro un contatto evitando una possibile guerra.
Produttore e sceneggiatore del film è Milton Subotsky proprietario della Amicus, principale concorrente della Hammer nell’horror e nella fantascienza cinematografica inglese. Come gran parte della produzione Amicus, la storia è realizzata a basso costo, anteponendo gli sviluppi avventurosi alla coerenza del racconto. © Continua a leggere

locandina del film LA DEAUn film di Satyajit Ray. Con Chhabi Biswas, Sumitra Jatterjee, Sharmila Tagore Titolo originale Devi. Drammatico, durata 93 min. MYMONETRO Devi (la Dea) * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 3 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un vecchio proprietario terriero, profondamente religioso, sogna che la propria nuora è l’incarnazione della Dea Kali. E come tale la installa in un tempio, chiamando il popolo ad adorarla e a chiederle miracoli e guarigioni. Il marito, tornato da Calcutta, cerca di indurre il padre alla ragione ma, non riuscendovi, decide di andarsene con la moglie. Costei però, sul punto di partire, non resiste al pensiero che forse un piccolo miracolato -che sembra effettivamente guarito, da moribondo che era – potrebbe soccombere, e ritorna nel tempio: mentre il marito, disperato, la lascia. La fama della ‘dea’ cresce ma un giorno, dovendo guarire il nipotino di casa, essa fallisce: il bimbo, nonostante tutte le preghiere, muore. Quando il marito di nuovo arriva, deciso a liberarla dal fanatismo che la circonda, è tardi: la donna è già impazzita. Presentato al festival di Cannes nel 1962, il film è, per la critica indiana, uno dei culmini dell’arte di Ray. Non c’è niente contro la superstizione che è causa della tragedia, ma tutto è presentato con un senso dell’inevitabile: non solo del destino, ma di qualcosa che sta cambiando. Il film comunica la fede nella sicurezza che la superstizione è destinata a morire. La storia ha tutti gli ingredienti del dramma, ma Ray la stilizza in qualcosa di staccato… Come in un’antica pittura di due guerrieri che lottano, c’è più fermezza che movimento (Chidananda Das Gupta). Continua a leggere

Locandina SmogUn film di Franco Rossi. Con Enrico Maria Salerno, Annie Girardot, Renato Salvatori, Graziella Granata, Casey Adams. Drammatico, b/n durata 102′ min. – Italia 1962. MYMONETRO Smog * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ventiquattr’ore di un avvocato italiano in una Los Angeles livida e affaticante. I suoi incontri occasionali con connazionali, la presa di coscienza di una società alienata dalla mitologia del successo. Nella forma decontratta di un taccuino di appunti dove, più che l’azione e la galleria dei personaggi, conta il rovello esistenziale del protagonista, è un film in cui il talento visivo del regista non è abbastanza sorretto dalla sceneggiatura, firmata anche dalla coppia Festa Campanile-Franciosa e da Ugo Guerra. Una Los Angeles così, nella sua orizzontalità smisurata e un po’ mostruosa, non s’era mai vista in un film americano. Una delle migliori partiture musicali di Piero Umiliani. Continua a leggere

Risultati immagini per Toby TylerUn film di Charles Barton. Con Kevin Corcoran, Henry Calvin, Gene Sheldon Avventura, durata 96′ min. – USA 1960. MYMONETRO Toby Tyler * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1910 un orfanello col gusto dell’avventura scappa dall’ospizio, si unisce a un circo ambulante del Middle West e trova un mucchio di amici, anche tra gli animali. Impara il mestiere e diventa una star di successo. Tipico film per famiglia della Walt Disney, tratto da un romanzo di James Otis Kaler. Deliziosa ricostruzione d’epoca, ritmo e garbo nel racconto, attori piacevoli. Adatto ai bambini.AUTORE LETTERARIO: James Otis Kaler Continua a leggere

Risultati immagini per Vaghe Stelle dell'OrsaUn film di Luchino Visconti. Con Claudia Cardinale, Jean Sorel, Michael Craig, Renzo Ricci, Fred Williams. Drammatico, b/n durata 100′ min. – Italia 1965. MYMONETRO Vaghe stelle dell’orsa * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sandra Luzzatti torna con il marito Andrew da Ginevra a Volterra, nella casa natale dove incontra il fratello Gianni con cui ebbe un rapporto morboso; la madre, inferma di mente, è rinchiusa in una clinica. Il passato ritorna, anche quello del loro padre, studioso ebreo morto in un lager. Andrew chiede un chiarimento e parte, invitando la moglie a seguirlo, mentre il fratello la scongiura di restare. Dramma intimista e decadente dove, tentando di conciliare Sofocle (Elettra) con D’Annunzio (Forse che sì, forse che no), Visconti si sforza di elevare a livello tragico la vicenda e si scontra con le modeste dimensioni drammatiche dei personaggi. Scritto dal regista con Suso Cecchi D’Amico e Enrico Medioli; fotografia di A. Nannuzzi con insolito uso dello zoom; musiche di C. Franck. Una fulgida Cardinale. Leone d’oro a Venezia, immeritato come sarebbero stati meritati quelli per La terra trema, Senso, Rocco e i suoi fratelli. Continua a leggere

Un film di Jack Clayton. Con Margaret Brooks, Dirk Bogarde, Mark Lester, John Gogolka, Louis Sheldon William Titolo originale Our Mother’s House. Drammatico, durata 105′ min. – Gran Bretagna 1967. MYMONETRO Tutte le sere alle nove * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Quando la madre muore i sette ragazzi Hook, figli di padri diversi, non vogliono essere divisi in vari orfanotrofi e la seppelliscono in giardino. Tratto da un bel romanzo di Julian Gloag, è sgradevole e inquietante, ma anche ricco di pathos e non senza passaggi divertenti. Continua a leggere

Locandina Il dito più veloce del West

Un film di Burt Kennedy. Con Walter BrennanJames GarnerHenry JonesJack Elam. continua» Titolo originale Support Your Local Sheriff!Westerndurata 93 min. – USA 1968.

Un giovane sceriffo, un vice piuttosto pasticcione e una ragazza si trovano a subire l’assalto di una intera banda di fuorilegge in un paesino del West. Alla disparità numerica i tre sopperiscono con l’astuzia e i banditi hanno la peggio. Soltanto allora gli abitanti escono dalle loro tane per acclamare gli eroi.

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Risultati immagini per L'Uomo di KievUn film di John Frankenheimer. Con Alan Bates, Elizabeth Hartman, Dirk Bogarde Titolo originale The Fixer. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 132′ min. – Gran Bretagna 1968. MYMONETRO L’uomo di Kiev * * * - - valutazione media: 3,33 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo (1966) di Bernard Malamud sceneggiato da Dalton Trumbo. Nella Russia del 1911, un giovane artigiano ebreo è ingiustamente accusato di stupro dalla figlia del suo padrone che lui aveva respinto. Il giudice istruttore a lui favorevole viene assassinato. Interviene un onesto funzionario. Un ottimo Bates rende ancora più efficace la denuncia contro l’antisemitismo e il razzismo del romanzo, tradotta da Frankenheimer in immagini e atmosfere con grande efficacia. La M-G-M ridusse il film da 150 a 132 minuti.

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Poster PersonaUn film di Ingmar Bergman. Con Bibi Andersson, Liv Ullmann, Gunnar Björnstrand, Margaretha Krook, Jorgen Lindström Drammatico, b/n durata 85 min. – Svezia 1966. MYMONETRO Persona * * * * - valutazione media: 4,14 su 21 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Considerata la pellicola più matura di Bergman, l’economia intera del film gioca sulla trasversalità dei temi portanti della filmica bergmaniana. ll risultato è l’epifania di un’opera omnia, la proiezione di una lunga seduta di auto maieutica: il regista, nello scriverlo scelse persino di ritirarsi nella solitudine riflessiva di un isola deserta, scenografia della sceneggiatura di Persona.
Onnipresente è il tema della fede. Alma, nel parlare difatti di “grida della fede e del dubbio nell’oscurità e nel silenzio” sembra rimandare a quei primissimi fotogrammi del Vangelo recitato nella chiesa scandalosamente vuota di Luci d’Inverno o al rifiuto del silenzio di Dio urlato nel segreto del macabro confessionale de Il Settimo Sigillo. L’incipit di Persona, invece, è una sequela di fotogrammi apparentemente privi di senso, percepibili dal sonno o dall’inconscio. La pellicola ha il pregio di mantenere un’intensità perpetua per l’intero girato, mentre si ravvisa una contaminazione dapprima a latere ma sempre più insistentemente morbosa che porterà l’io delle due donne a decomporsi. Il dissolversi l’una nell’altra avviene come nell’eterno risucchio tra luci ed ombre, così magistralmente reso da Bergman in questa pellicola, dove, lo scambio delle confessioni finali delle protagoniste in un rapporto intimista con la macchina da presa, diviene metafora realistica dello stesso cinema, in cui l’interlocutore della presunta dialogicità filmica, si insinua sempre fuori campo, al di qua dello schermo, agevolando l’unico continuum della propria stessa carne, così come nella fusione stessa del volto delle due donne.
La stessa inquietante dissolvenza e coincidenza di due nuclei umani sarebbe stata tratteggiata diversi decenni dopo nell’indimendicato Mulholland Drive di David Lynch (in cui, non a caso, una delle due protagoniste è un attrice). Qui la dissolvenza è scambio sin dal principio e il dipanarsi successivo della sinossi disvela la schizofrenica commistione di Anna tra l’essere e il sembrare d’essere. Elizabeth, l’attrice di Persona, sceglie il silenzio così come sceglie di non amare il proprio bambino, arrivando, nell’intento registico, ad emulare il Dio muto di Bergman. L’assenza di certezze di contorno delle due donne incarna il naufragio del credo dell’autore e la promiscuità dei valori di cui è preda l’Io contemporaneo. Continua a leggere

Un film di Andrei Tarkovskij. Con Anatoli Solonitsyn, Ivan Lapikov, Nikolaj Grinko, Rolan Bykov, Jurij Nikulin.Titolo originale Andrej Roublëv. Biografico, Ratings: Kids+16, b/n durata 186′ min. – URSS 1966. MYMONETRO Andrej Rublëv * * * * 1/2 valutazione media: 4,63 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In una Russia messa a ferro e fuoco dalle invasioni asiatiche e sconvolta dalle lotte di potere tra piccoli potentati, il monaco Rublëv (1360 ca.-1430), pittore di icone, passa attraverso 9 capitoli (Il volo, Il buffone, Teofane il Greco, La passione secondo Andrej, La festa, Il giudizio universale, La scorreria, Il silenzio, La campana) che compongono un vasto affresco del Medioevo russo. Nel 1° è assente, in altri fa da spettatore o “passeggero”, nell’ultimo _ una delle più alte pagine filmiche di epica del lavoro umano _ è in disparte, testimone silenzioso. È uno dei grandi film degli anni ’60 (completato nel 1967, presentato a Cannes nel 1969, distribuito in URSS nel 1972 e in Italia nel 1975) il capolavoro di Tarkovskij è il più maturo risultato, in campo cinematografico, della cultura del dissenso nell’URSS. Epilogo a colori, 10 minuti di documentario sulla pittura di Rublëv: l’autore scompare, rimane l’opera. Continua a leggere

Un film di Sergio Corbucci. Con Ettore Manni, Mark Damon, Valeria Fabrizi, Giulia Rubini, Franco Derosa. Western, durata 92 min. – Italia 1966. MYMONETRO Johnny Oro * * - - - valutazione media: 2,00 su 1 recensione.

Ai fratelli Perez, che spadroneggiano su un intero paese, si oppone Johnny Oro, famoso pistolero che intende intascare la taglia posta sulle loro teste. Ci riuscirà dopo una lunga lotta, con l’aiuto di uno sceriffo coraggioso, di una donna e di qualche tubo di dinamite. Continua a leggere

Un film di Joseph L. Mankiewicz. Con Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rex Harrison, Hume Cronyn, George Cole. Storico, durata 243 min. – USA 1963. uscita martedì 28 maggio 2013. MYMONETRO Cleopatra * * * - - valutazione media: 3,12 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Roma, 48 a. C. Sconfitto Pompeo nella battaglia di Farsalo, Giulio Cesare sbarca ad Alessandria d’Egitto, dove il suo avversario si è rifugiato. Pompeo spera di ottenere l’aiuto del giovane faraone Tolomeo XIII, ma il sovrano lo fa uccidere e consegna la sua testa a Cesare. La monarchia assoluta è, intanto, agitata da tensioni interne. Tolomeo non vuole condividere il trono con la sorella Cleopatra e prova a farla assassinare, ma la giovane e bellissima donna tenta di portare Cesare dalla sua parte. L’impresa è decisamente semplice: il condottiero supremo di Roma cade tra le sue braccia, tanto più che Cleopatra gli dà la gioia di quel figlio tanto atteso e mai arrivato dalle nozze precedenti. Ma l’influenza che la neo regina d’Egitto esercita su Cesare, nominato dittatore a Roma, preoccupa il Senato. Cleopatra ambisce ad affiancare Cesare in quella conquista del mondo sognata da Alessandro Magno e lo spinge a pretendere poteri assoluti nella Roma repubblicana. È per questo che Cesare viene ucciso dai suoi “amici” senatori. A contendersi il potere ci sono adesso Ottaviano, erede di Cesare (il condottiero non ha fatto in tempo a cambiare il testamento in favore del figlio avuto da Cleopatra), e l’alleato più fedele di Cesare, Antonio. Quando anche quest’ultimo finisce tra le braccia della seducente regina d’Egitto, firma la sua condanna. Continua a leggere

Risultati immagini per La Primavera romana della Signora StoneUn film di José Quintero. Con Lotte Lenya, Jill St John, Vivien Leigh, Coral Browne. Titolo originale The Roman Spring of Mrs. Stone. Drammatico, durata 104′ min. – Gran Bretagna 1961. MYMONETRO La primavera romana della signora Stone * * - - - valutazione media: 2,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Attrice americana vedova e sfiorita s’innamora a Roma di un bel gigolo di via Veneto e vive momenti di effimera felicità. Tratto dall’unico romanzo (1950) di Tennessee Williams, ha 2 interpreti d’eccezione: W. Beatty e la Leigh (1913-1967), coraggiosa nel lasciarsi fotografare in maniera crudele per dimostrare il massimo disfacimento fisico. Continua a leggere

Risultati immagini per Le piace BrahmsUn film di Anatole Litvak. Con Ingrid Bergman, Yves Montand, Anthony Perkins, Jessie Royce Landis, Pierre Dux. Titolo originale Goodbye Again. Commedia, b/n durata 120′ min. – USA 1961. MYMONETRO Le piace Brahms? * * * - - valutazione media: 3,19 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo Aimez-vous Brahms? (1959) di Françoise Sagan, sceneggiato dal commediografo Samuel Taylor. Stanca di un amante infedele (Montand), un’arredatrice parigina quarantenne (Bergman) ha una romantica love story con un giovane e ricco americano (Perkins), ma quando l’amante ricompare, lo lascia. Prolissa commedia sentimentale in cui un bieco patetismo hollywoodiano surroga quel che doveva essere la malinconia di fondo. Sull’orlo del ridicolo i tre protagonisti tra cui il peggiore è Montand. All’attivo soltanto il bianconero di A. Thirard e alcuni caratteristi. Premiato a Cannes.

Un film di Anthony Mann. Con Anne Baxter, Glenn Ford, Arthur O’Connell, Maria Schell Western, durata 147′ min. – USA 1960. MYMONETRO Cimarron * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dai romanzi di Edna Ferber. Vita, imprese e morte (in Europa, combattendo contro i tedeschi) di Yancey Cravat, avventuroso colono che si stabilisce nell’Oklahoma nel 1890. Gli sopravvive la moglie indomita. Rifacimento di un famoso western del ’31, è uno dei più fiacchi risultati di A. Mann. Un greve melodramma senza estro né scatti.

 

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Un film di Romolo Guerrieri. Con Luigi Pistilli, Evelyn Stewart, Carroll Baker, Jean Sorel. Drammatico, durata 90 min. – Italia 1968. MYMONETRO Il dolce corpo di Deborah * * - - - valutazione media: 2,00 su 1 recensione.

Due giovani coniugi cercano di farsi fuori a vicenda per intascare i soldi dell’assicurazione. Marcel prepara il piano per uccidere la moglie con l’aiuto di due vecchi amici, Philip e Susan (quest’ultima creduta morta). Egli conduce la sposa sulla via della pazzia e tenta di farla poi uccidere dai complici. Ma la donna, più furba, con l’aiuto di un pittore, ucciderà il marito.

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Un film di Noel Black. Con Anthony Perkins, Beverly Garland, Tuesday Weld, John Randolph, Edward Herrmann Titolo originale Pretty Poison. Commedia, durata 89′ min. – USA 1968. MYMONETRO Dolce veleno * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dimesso dal carcere, giovane piromane si crea un suo mondo immaginario nel quale coinvolge una ragazza che si rivela più malata di lui. La storia dei due giovani psicopatici, in sé, non risulta sempre credibile e convincente, ma la descrizione dei personaggi crea un’atmosfera di crescente follia piuttosto interessante.

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Risultati immagini per Le Margheritine locandina

Le margheritine (Sedmikrásky) è una commedia drammatica cecoslovacca del 1966, scritta e diretta da Věra Chytilová. Generalmente considerata una pietra miliare del movimento della Nová vlna, fu realizzata con l’aiuto di uno studio cinematografico sponsorizzato dallo Stato. La trama vede le due giovani protagoniste, entrambe di nome Marie, che trascorrono le loro giornate combinando guai in giro per la città.

Il film fu girato in maniera innovativa, e uscì due anni prima della Primavera di Praga, il film fu bandito[1] dal partito comunista cecoslovacco per “gli sprechi rappresentati” (vi è infatti una scena dove viene distrutto un sontuoso banchetto). A Vera Chytilová fu proibito di lavorare ad altri film fino al 1975. Tuttavia, il film ricevette il Grand Prix del Sindacato belga della critica cinematografica

La sequenza iniziale vede l’alternarsi di un volano per la filatura alternarsi ad aerei della U.S. Navy che sganciano bombe sul Pacificodurante la Seconda Guerra Mondiale. Nella scena seguente le protagoniste annoiate siedono su una piattaforma con indosso i loro costumi da bagno, i loro movimenti e le loro frasi sono robotiche. Le ragazze concludono che se il mondo è diventato cattivo, è il caso di diventare cattive anche loro. La scena successiva mostra Marie I e Marie II danzare di fronte a un albero che somiglia all’Albero della conoscenza del Bene e del Male. Una volta che Marie I mangia una delle mele, cadono entrambe e si ritrovano nel loro appartamento. Nelle scene successive le due Marie vanno ad appuntamenti con uomini più anziani, degli ‘sugar daddy‘. Gli appuntamenti vengono fissati da Marie II, mentre Marie I si puntualmente si presenta non invitata e approfitta della cortesia del loro ospite ordinando quantità eccessive di cibo che lei e Marie II mangiano con avidità.

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