Category: *Anno


La morte al lavoro (TV Movie 1978) - IMDb

Un film di Gianni Amelio. Con Fausta AvelliClara ColosimoFederico PacificiEva AxenGiovannella Grifeo Drammaticodurata 90 min. – Italia 1978.

Nell’appartamento che ha preso in affitto un uomo scopre le tracce di un antico delitto.

La città del sole - Film (1973)

Un film di Gianni Amelio. Con Umberto SpadaroGiulio BrogiDaniel SherrillErnesto ColliBedy Moratti StoricoRatings: Kids+16, durata 85 min. – Italia 1973.

Si tratta del secondo film di Amelio, girato per la televisione in sedici millimetri. È la storia di Tommaso Campanella, il monaco del Diciasettesimo secolo accusato di eresia e condannato all’ergastolo.

La fine del gioco Streaming (1970) ITA Gratis | CB01

Regia di Gianni Amelio. Un film con Ugo Gregoretti. Genere Drammatico – Italia1970durata 60 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Dopo la visita a un riformatorio in Calabria per un’inchiesta sulla devianza minorile, un giornalista televisivo fa un viaggio in treno col dodicenne Leonardo, da lui scelto come rappresentante tipico della categoria. Non più condizionato dall’ambiente e dalla presenza dei mezzi tecnici (cinepresa, registratore), Leonardo parla con una sincerità che prima non aveva, ma trova nel giornalista soltanto un interesse professionale e gli si ribella. Prodotto da Tommaso Dazzi per il 2° ciclo “Autori nuovi” dei programmi sperimentali della RAI, il 1° film del 25enne calabrese Amelio ha una struttura binaria: due luoghi, due momenti nel rapporto tra i personaggi, due approcci diversi nella 1ª e nella 2ª parte, la capacità di far sembrare i personaggi come persone reali e viceversa, l’opposizione tra la TV e il mondo del bambino. Fotografia (16 mm) di Giulio Albonico.

I ragazzi di via panisperna

Un film di Gianni Amelio. Con Mario AdorfAndrea ProdanLaura MoranteVirna LisiEnnio Fantastichini. continua» BiograficoRatings: Kids+16, durata 180 min. – Italia 1988MYMONETRO I ragazzi di via Panisperna ***1/2- valutazione media: 3,84 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

E’ la storia di Enrico Fermi, di Ettore Majorana e del gruppo dei giovani che misero le basi, in un laboratorio romano, per la nuova era nucleare. In particolare è la storia di Majorana, la personalità forse più brillante e certo più enigmatica del gruppo, misteriosamente scomparso poco prima della guerra. Gianni Amelio, dopo un silenzio di cinque anni, ci dà uno dei film più stimolanti della stagione (rende appassionante un argomento che la maggior parte degli spettatori non ha mai digerito nemmeno sui banchi del liceo).

Risultati immagini per La fredda Alba del Commissario Joss

Un film di Georges Lautner. Con Jean GabinDany CarrelJean Gaven Titolo originale Le pachaDrammaticodurata 85 min. – Francia, Italia 1967.

Dal romanzo Pouce di Jean Laborde: dopo la morte dell’ispettore Gauvion, il commissario Joss prende in mano un’inchiesta che il collega aveva avviato e scopre del marcio. Un altro polar sui temi dell’amicizia virile e la stanchezza di professionisti che ormai non credono più in quel che fanno. Impietoso, stringato, appoggiato ai dialoghi secchi di Michel Audiard, e forse il miglior film di Lautner. Musiche di Serge Gainsbourg che appare mentre registra la bella canzone dei titoli di testa.



Locandina Così ridevano

Un film di Gianni Amelio. Con Enrico Lo VersoFrancesco GiuffridaFabrizio GifuniPaolo SenaDrammaticoRatings: Kids+16, durata 0 min. – Italia 1998MYMONETRO Così ridevano ***1/2- valutazione media: 3,50 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Leone d’oro a Venezia. Implacabile, appassionata, struggente, un’opera potente, lontana da facili citazioni neorealiste, da giudizi storici e da qualsiasi forma di didascalismo e ridondanza retorica. Un’epica collettiva in cui vicende private e contesto nazionale si alimentano reciprocamente alla ricerca delle origini della nostra confusa modernità.
A essere messo in scena è il dramma dell’emigrazione, del desiderio di riscatto, della difficile integrazione sociale e della convivenza tra povertà e benessere nell’Italia in ascesa nel boom annunciato. Amelio ci costringe a ripensare allo stereotipo meridionale e a situazioni e luoghi che crediamo di avere in qualche modo interiorizzato. Primo tra tutti l’espropriazione culturale e politica di intere generazioni di emigranti che hanno contribuito allo sviluppo del nord. 1958 – 1964, sei anni determinanti per il nostro paese, raccontati attraverso il rapporto complesso, tormentato e viscerale di due fratelli siciliani, per mezzo di una narrazione ellittica, al di là di qualsiasi convenzione stilistica, svuotata di fatti e di cronologia.
L’essenziale talvolta resta fuori campo, lo spettatore è costretto a raccogliere indizi e a ricostruire i nessi nella frammentazione, assumendo un ruolo non passivo nella fruizione della pellicola. La poetica, la capacità espressiva e l’impronta stilistica subiscono modificazioni nel suo percorso autoriale, ma resta essenzialmente una costante la coerenza a un certo tipo di sensibilità creativa. Così come permane il dono di saper raccontare esistenze precarie, vie di fuga impossibili, prese di coscienza faticose e inevitabili compromessi morali.
Lo spazio urbano (una Torino plumbea e tetra dagli austeri e sontuosi palazzi savoiardi, ma in qualche modo più metaforica che dotata di concretezza vera e propria) è mostrato così come la vedono i protagonisti, con i loro occhi spaesati, la loro attonita curiosità e l’angoscia provocata dal labirinto esistenziale in cui si trovano rinchiusi. All’inizio la scelta del regista era ricaduta su Milano, unica altra alternativa possibile, ma alla fine ha optato per il capoluogo piemontese, città sicuramente meno sfruttata dal cinema.
Amelio in proposito aveva dichiarato: «Credo che le mura, i palazzi, le strade di Torino esprimano tutta la loro storia senza però ostentarla: i monumenti, anche i più “eccessivi”, sono come velati da una patina di discrezione. La stessa che c’è nei torinesi».

Regia di Gianluigi Sorrentino. Un film con ClementinoNtòPiero MaggiòCiccio MerollaRaffaele CarotenutoBiagio D’AnelliCast completo Genere Noir, – Italia2015durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 3 dicembre 2015 distribuito da Easy Cinema. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Tre fratelli napoletani , Maurizio, Jerry e Lello Cubani (Cubani è il cognome) decidono di far esplodere l’auto di una persona che gli ha fatto uno sgarro Dopo aver messo in fuga un ladro intento a rubare l’ auto interessata procedono. Sfortunatamente per i Cubani, l’ auto fatta esplodere è quella di Saggese, uno spietato boss che aveva nascosto in quella vettura un considerevole quantitativo di droga. I tre fratelli, accortisi dell’ errore, cominciano a fuggire ma devono rinunciare alla loro auto, trafugata dal ladro incontrato poco prima.

Regia di Giacomo Campiotti. Un film Da vedere 2009 con Beppe FiorelloGioia SpazianiGiorgio FalettiEttore BassiMatilde PianaCast completo Genere Drammatico – Italia2009durata 107 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 7 recensioni.

Tonino Barone ama ballare il tango con la compagna. Non gli interessa la politica, né si intende di sindacalismo. Però lavora allo stabilimento Fiat Mirafiori di Torino durante gli anni di piombo, dove la lotta contro il potere borghese cresce e prende forma di giorno in giorno. Lo scontro con il terrorismo avviene per caso, attraverso una chiamata dal tribunale, che lo vuole giurato popolare al primo processo alle brigate rosse. Sotto la pressione psicologica dei media e quella ricattatoria dei terroristi, Tonino verrà coinvolto in un affare di stato più grande di lui. Ma non così estraneo come pensa.
Produrre Il sorteggio, realizzarlo e poi riuscire a mandarlo in onda ha assunto, per gli autori, lo statuto di una laica missione di giustizia. La sceneggiatura del giornalista Giovanni Fasanella, cronista de l’Unità di Torino alla fine degli anni Settanta, era già pronta nel 1995. Dalla sua stesura sono passati quindici anni. In mezzo un iter burocratico omertoso che ha ostacolato la riuscita del progetto, senza però estinguere del tutto il desiderio di raccontare un periodo storico pieno di tensioni e contraddizioni con il quale non ci siamo confrontati abbastanza. Da qui l’ostinazione a dare voce ad una piccola storia moraleggiante che, con grande decoro e senso di collettività, affronta il dramma di quegli anni oscuri.

Sequestro di persona (1968)

Un film di Gianfranco Mingozzi. Con Charlotte RamplingFrank WolffFranco NeroEnnio BalboGino Cassani. continua» Drammaticodurata 96 min. – Italia 1967.

Discreto giallo, con sequestro di un ragazzo, lotte tra i componenti della banda rapitrice e morte finale dell’insospettabile capobanda.

Locandina Il terrorista

Un film di Gianfranco De Bosio. Con Gian Maria VolontéTino CarraroPhilippe LeroyJosé QuaglioGiulio Bosetti. continua» Drammaticob/n durata 100 min. – Italia 1963MYMONETRO Il terrorista ***1/2- valutazione media: 3,75 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nell’inverno del 1943, a Venezia, un gruppo di partigiani organizza una serie di azioni terroristiche, ma il nucleo si sfalda. Il capo, un individuo alquanto intransigente, uccide un torturatore fascista e, subito dopo, viene a sua volta falciato da una raffica di mitra.

Regia di Salvatore FicarraValentino PiconeGiambattista Avellino. Un film con Salvatore FicarraValentino PiconeClaudio GioéMario PupellaAnna SafroncikCast completo Genere Commedia, – Italia2009durata 98 minuti. Uscita cinema venerdì 13 marzo 2009 distribuito da Medusa. – MYmonetro 2,69 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

3° film per il cinema (2° di cui firmano regia e sceneggiatura) dei 2 comici siculi, popolari in TV ed eredi dei conterranei Franchi e Ingrassia, benché tra le due coppie le differenze prevalgano sulle affinità. Pur complicata nei mirabolanti sviluppi, la storia è semplice: due cugini che coltivano la reciproca ostilità, eredità di una vecchia lite in famiglia, riescono a riappacificarsi e diventare amici e soci nella gestione dell’albergo conteso. Matassa sbrogliata bene. Senza darlo a vedere, dato il buonismo di fondo, ci si burla di temi attuali nell’Italia dei primi 2000: corruzione diffusa; immigrazione degli extracomunitari e matrimoni misti in bianco per ottenere i permessi di soggiorno; divieto del fumo nei pubblici uffici; mafia che controlla ed estorce. Migliorata anche la regia. Si veda il tormentone, innestato con garbati flashback, dei due protagonisti bambini. Non c’è solo il rifiuto della volgarità ostentata a staccarsi dai turpi cinepanettoni natalizi di Boldi/De Sica.

Poster Musica cubana  n. 0

Un film di German Kral. Con Pío LeyvaBarbaro MarínMario ‘Mayito’ RiveraPedro ‘El Nene’ Lugo MartínezTelmary Díaz Titolo originale Música cubanaDocumentariodurata 90 min. – Cuba, Germania, Giappone 2004

Barbaro, tassista dell’Avana appassionato di musica, carica sul suo taxi il cantautore Pío Leyva, star del leggendario Buena Vista Social Club. L’entusiasmo per l’incontro casuale con uno dei suoi miti insinua in lui un’idea un po’ folle, da autentico sognatore: formare una band, guidata da Leyva, che riunisca il meglio della nuova musica cubana, per una fusione perfetta tra modernità e tradizione. Quando il cantautore, ormai anziano ma con l’energia di un ragazzino, accetta di dirigere il progetto di questo improvvisato impresario musicale, inizia un viaggio affascinante e travolgente nelle sonorità di un’isola lanciata verso il futuro, ma pienamente consapevole del proprio importante passato.
Prodotto da Wim Wenders, che nel 1999 aveva diretto un ottimo documentario sulla straordinaria avventura del Buena Vista Social Club, Musica cubana aggiunge un nuovo tassello alla ricostruzione europea di un fenomeno che ha valicato i confini caraibici per travolgere il mondo intero con i suoi ritmi trascinanti. Ma, dietro l’allegria e la vitalità così tipicamente cubane, c’è una sofisticata ricerca sonora che affonda le proprie radici in un passato difficile, permeato dalla sofferenza. Ben lo spiegano i giovani musicisti che il regista German Kral intervista, seguendo le prove per la tournée mondiale sognata da Barbaro. Chi tra loro ha origini africane è consapevole dei dolori patiti dagli schiavi neri. «Noi siamo gli eredi di questa storia – afferma uno dei musicisti – e conserviamo dentro di noi il senso di questa sofferenza. Ma con i tamburi trasformiamo la tristezza in allegria. Dove c’è un nero con un tamburo c’è una festa».
La musica cubana deriva proprio dalla tradizione dei tamburi importata dagli schiavi condotti dall’Africa. Naturale, allora, che questo popolo abbia il ritmo nel sangue e che la voglia di ballare superi lo scoramento per le carenze materiali. L’allestimento di questo visionario progetto musicale diventa, così, la celebrazione di una grande festa di strada, dove la musica sbuca dagli angoli più remoti e inaspettati di questa Avana piena di contraddizioni. «Cuba – racconta una musicista – è un’isola fatta di rumori, dove l’acqua spesso manca, la gente tiene la tv ad alto volume, i bambini per strada vogliono partecipare. Cuba è un’isola fatta di cose negative e positive, tante contraddizioni, e io sono parte di tutto questo». Un tutto che significa anche povertà. Così, il viaggio del regista sulle tracce di Pío Leyva and The Sons of Cuba diventa anche un viaggio alla scoperta degli affollati “barrios” da cui molti di questi giovani musicisti provengono, con le loro baracche e la voglia di affrontare le avversità con il sorriso sulle labbra e un tamburo in mano.
Tra le tappe compiute nel documentario c’è anche quella che conduce il regista alla Scuola Nazionale delle Arti dell’Avana, dove i talenti del domani coltivano la passione e lo studio della musica tradizionale, perché nessuno di questi giovani lanciati verso il futuro e portati all’innovazione intende negare le proprie radici. Così, dall’incontro tra il jazz, il reggae, l’hip hop, la dance latino-americana e le sonorità africane nasce una musica nuova che ha l’intensità e l’energia trascinante di una fusione perfetta, proprio come quella che è all’origine del popolo cubano. E se si pensa che le sonorità raffinate della celebre “Chan Chan”, targata Buena Vista Social Club, non abbiano nulla in comune con il rap, basta ascoltare la versione eseguita dai Sons of Cuba a Tokio per comprendere quanto quest’idea sia sbagliata. E, mentre il Giappone si lascia contagiare dall’entusiasmo esportato dal vento caraibico, il regista rende il giusto omaggio a un cantautore, Pío Leyva, che sarebbe scomparso due anni dopo e che, dopo una carriera straordinaria, ammetteva di sentirsi un bambino, «perché ho tutto quello che da piccolo non ho potuto avere».

La souriante Madame Beudet (1923) - Release Info - IMDb

Un film di Germaine Dulac. Con Germaine DermozAlexandre ArquillièreJean D’YdYvette GrisierMadeleine Guitty. continua» Drammaticodurata 38 min. – Francia 1923.

Sposata a un commerciante (Alex Arquillère) ottuso e brutale, “la sorridente signora Beudet” (Germaine Dermoz) ne è così esasperata che pensa addirittura di ucciderlo. Lieto fine. André Obey e Denys Amiel avevano applicato nella commedia la loro teoria del “teatro del silenzio” in cui ciò che si dice ha assai minore importanza di ciò che si tace ma che i protagonisti sentono profondamente. Il tema dette modo a Germaine Dulac di realizzare il suo film migliore, interpretato con bella sensibilità da Germaine Dermoz, di cui è difficile dimenticare il volto avvizzito riflesso da uno specchio a tre facce. L’azione del film si svolge in una squallida cittadina di provincia. Gli oggetti servono a esprimere i conflitti, ma non assumono mai un senso simbolico: le metafore s’esprimono col montaggio: il signor Beudet arrabbiato diventa un orco, la musica di Debussy suonata al pianoforte dalla signora Beudet evoca ruscelli e stagni. Ma il film è decisamente intellettualistico e troppo spesso irritante.

Tre uomini in fuga (1966) | FilmTV.it

Un film di Gérard Oury. Con Terry Thomas, Louis De Funès, Claudio Brook, Pierre Bertin, Andréa Parisy. Titolo originale La grande vadrouille. Comico, durata 118′ min. – Francia 1966. MYMONETRO Tre uomini in fuga * * * 1/2 - valutazione media: 3,98 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tre aviatori inglesi, atterrati in Francia nel 1942 col paracadute, sfuggono ai tedeschi grazie all’aiuto dei francesi e a una forte dose di fortuna. Film d’inseguimento in cadenze di farsa, condotto a ritmo forsennato, con una bella squadra di comici tra cui spicca l’esagitato L. de Funès. Record d’incassi in Francia tra i film sull’occupazione anche se _ o proprio perché _ ribadisce il falso mito e gli stereotipi della Francia unita contro i tedeschi. Scritto da Oury con M. Jullian e, per la prima volta, da sua figlia Danièle Thompson.

Partita d'azzardo (1939) - Filmscoop.it

Un film di George Marshall. Con Brian Donlevy, James Stewart, Mischa Auer, Marlene Dietrich, Charles Winneger.Titolo originale Destry Rides Again. Western, b/n durata 94 min. – USA 1939. – Universal Pictures MYMONETRO Partita d’azzardo * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un paesino è dominato da una banda di furfanti che eleggono come sceriffo un vecchio ubriacone. Questi, in un risveglio di dignità, chiama in aiuto il figlio d’un famoso pistolero pensando che sia degna progenie del padre, ma invece il giovane ostenta d’odiare le pistole. Disperazione degli onesti. Il ragazzo, però, è estremamente astuto e riuscirà a trovare le prove per incastrare i banditi. Inoltre, quando i fuorilegge uccideranno l’ubriacone, farà vedere di essere in gamba anche coi pugni e con le armi.

Un film di David Lynch. Con Isabella Rossellini, Kyle MacLachlan, Dennis Hopper, Laura Dern, Hope Lange. Titolo originale Blue Velvet. Thriller, durata 120′ min. – USA 1986. MYMONETRO Velluto blu * * * 1/2 - valutazione media: 3,66 su 43 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un giovanotto apre una porta proibita e si trova nel gorgo di un mondo bizzarro (violenza, droga, sadomasochismo, depravazione) dove ciascuno è succubo di qualcun altro. Il regno del Male? Torbido, insolito, affascinante film che conferma la predilezione visionaria di Lynch per l’immaginario perverso, l’anormale e il mostruoso che si cela sotto la superficie dell’America odierna. Memorabile Hopper, ma Stockwell non gli è da meno.

Dvd Rappresaglia (1973)

Un film di George Pan Cosmatos. Con John SteinerAnthony SteelMarcello MastroianniRichard BurtonRenzo Palmer. continua» Drammaticodurata 102 min. – Italia 1973MYMONETRO Rappresaglia **1/2-- valutazione media: 2,50 su 5 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Si intreccia alla rievocazione di un tragico episodio storico, l’eccidio alle Fosse Ardeatine, una vicenda di fantasia imperniata sul furto di un prezioso quadro del Masaccio.

COLPO GROSSO MA NON TROPPO (1965), diritti di diffusione e distribuzione  film per palinsesti emittenti televisive

Un film di Gérard Oury. Con Beba LoncarLouis De FunèsLando BuzzancaVenantino VenantiniBourvil. continua» Titolo originale Le corniaudCommediadurata 110 min. – Francia 1965.

Marechal, piazzista un po’ sempliciotto, riceve da un uomo d’affari l’incarico di andare a Napoli e prendere in consegna una Cadillac da portare in Francia. Marechal naturalmente non conosce l’effettivo contenuto della vettura.

Locandina Mattatoio 5

Un film di George Roy Hill. Con Valerie PerrineRon LeibmanMichael Sacks Titolo originale Slaughterhouse FiveDrammaticodurata 104 min. – USA 1972MYMONETRO Mattatoio 5 ***-- valutazione media: 3,43 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Protagonista è un giovane americano di nome Pilgrim che passa un mucchio di amarissime esperienze (catturato dai tedeschi durante la guerra si fa quattro anni in un lager). Quando torna a casa, le disgrazie non sono finite. La moglie muore. Pilgrim si rinchiude sempre più in se stesso e sviluppa sconcertanti fantasie durante le quali crede di vivere su un altro pianeta.

Oltre il giardino - Film (1979)

Un film di Hal Ashby. Con Shirley MacLaine, Melvyn Douglas, Peter Sellers, Jack Warden, John Harkins. Titolo originale Being There. Commedia, durata 130′ min. – USA 1979. MYMONETRO Oltre il giardino * * * 1/2 - valutazione media: 3,93 su 31 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un giardiniere ignorante, e da anni imbottito solo di TV, viene scambiato per un famoso e saggio filosofo. Di equivoco in equivoco diventa una celebrità nazionale, e viene ricevuto alla Casa Bianca come consigliere. Scritta da Jerzy Kosinski che ha adattato il proprio romanzo Presenze (1971), è un’amara, aguzza, divertente parabola satirica sulla società americana nell’epoca della TV. Penultima e memorabile interpretazione di Sellers. Oscar per Douglas. Ultima, fugace apparizione di Victor Mature (figlio di emigranti di Pinzolo, Trento).