Regia di Hu Bo. Un film Da vedere 2018 con Yu ZhangYuchang PengUvin Wang. Genere Drammatico – Cina2018durata 230 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

In una giornata qualsiasi nella periferia di una città della Cina settentrionale, le vite di quattro personaggi sono destinate a incontrarsi. Hoodlum Yang Cheng, che ha tradito il suo migliore amico andando a letto con la moglie, viene scoperto dall’uomo e assiste impotente al suo suicidio. Wei Bu, dopo aver reagito a un atto di bullismo, è in fuga dalla scuola inseguito dal fratello del suo aggressore. La sua compagna di classe Huang Ling ha una relazione con un uomo sposato e una madre alcolista da cui vorrebbe scappare. E l’anziano Wang Jin decide di mettersi in strada, cacciato di casa dal figlio che lo vorrebbe in un ospizio.

A unire i loro destini, il desiderio di raggiungere una città della Manciuria in cui, secondo una diceria popolare, si troverebbe un leggendario elefante che sopravvive senza nutrirsi né muoversi, dotato di un distacco quasi soprannaturale dalla realtà.

Più che un film, un monumento e un documento. Un’opera che racconta il talento post-neorealista di Hu, sfiorito prima ancora di sbocciare, e insieme la fotografia agghiacciante di una società apatica, crudele e immobile, capace di schiacciare con il suo peso gli individui che non sanno sfuggirle.

Perché se pure An Elephant Sitting Still sembra suggerire, nella toccante sequenza finale, che la speranza sia l’unica forza in grado di sostenere l’uomo durante un viaggio che è pura sofferenza (“La vita è agonia – dice uno dei protagonisti – dal momento in cui si nasce fino a quello in cui si muore”), è evidente che per lo stesso regista – morto suicida a 29 anni, poco dopo la fine delle riprese – la speranza non è che un miraggio destinato a rivelarsi un’illusione. L’elefante del titolo, non a caso, non lo mostrerà mai.

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