Archive for gennaio, 2021


Regia di Giorgio Diritti. Un film Da vedere 2013 con Jasmine TrincaPia EngleberthAnne AlvaroSonia Gessner, Amanda Fonseca Galvao, Paulo De Souza, Eder Frota Dos Santos, Manuela Mendonça Marinho. Genere Drammatico, – ItaliaFrancia2013durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 28 marzo 2013 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,10 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Prodotto da Simone Bachini, Lionello Cerri, Giorgio Diritti, Valerio De Paolis, Rai Cinema e BNL Gruppo BNP Paribas. Girato in Amazzonia e Trentino. Il bolognese Diritti dice: “Ho scelto un film al femminile perché alle donne appartengono innumerevoli risorse, e una vera propensione a proteggere la vita, a reagire e agire”. 6 degli 8 personaggi principali sono donne. La Trinca è qui la complessa protagonista di un film che semplice non è. Come una Simone Weil dei nostri giorni, la sua Augusta non sente una vera vocazione mistica. Vive in una baraccopoli di Manaus, sul Rio delle Amazzoni, si comporta come un ragazzaccio, rifiuta le scorciatoie del post-colonialismo, s’immerge in una natura meravigliosa che può distruggere o guarire, lei che non può più avere figli. Scritto da Diritti con Fredo Valla e Tania Pedroni; fotografia di Roberto Cimatti. Costumi di Hellen Gomes e Lia Morandini. Distribuito da Elle Driver. In concorso al Sundance Festival.

Il vento fa il suo giro – CAI

Regia di Giorgio Diritti. Un film Da vedere 2005 con Thierry ToscanAlessandra AgostiDario AnghilanteGiovanni ForestiCaterina DamianoCast completo Genere Drammatico – Italia2005durata 110 minuti. Uscita cinema venerdì 4 maggio 2007 – MYmonetro 3,97 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari

È uno dei film più anomali prodotti in Italia nei primi anni 2000. Per molti motivi: prodotto in cooperativa senza finanziamenti statali o televisivi, fu girato nell’alta Val Maira (Cuneo) durante l’inverno, la primavera e l’autunno del 2004 e sottotitolato perché parlato in occitano, francese e italiano con l’aiuto della popolazione locale. Pronto nel 2005, fece nel 2006 il giro di una ventina di festival italiani e stranieri con una mezza dozzina di premi senza mai trovare una distribuzione. Fa parte di un gruppetto di film italiani auto distribuiti, città per città, nella stagione 2006-07. A Chersogno, paesino la cui sopravvivenza è legata a 6 o 7 anziani e a un fugace turismo estivo, arriva dai Pirenei un pastore francese (ex insegnante) con moglie, tre figli, un gregge di capre e una piccola attività di formaggiaio. Prima è ben accolto, ma poi affiorano incomprensioni, rigidità, ostilità, invidie. Scritta dal regista con Fredo Valla, è la storia di una sconfitta che non scivola nel pessimismo. Semplice in apparenza, è un film complesso per ricchezza tematica e psicologica: oltre alla diversità e la diffidenza verso lo straniero (il diverso), emergono due temi: la memoria storica che molti valligiani emigrati hanno dimenticato e il recupero dell’antica solidarietà montana. Grazie alla mobile fotografia digitale di Roberto Cimatti, è un raro esempio di film di montagna senza concessioni all’oleografia, sostenuto da una fisicità quasi tattile, calata nella realtà concreta.

Regia di Giorgio Diritti. Un film Da vedere 2009 con Alba RohrwacherMaya Sansa, Claudio Casadio, Greta Zuccheri MontanariStefano BicocchiEleonora MazzoniCast completo Genere Drammatico, – Italia2009durata 117 minuti. Uscita cinema venerdì 22 gennaio 2010 distribuito da Mikado Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,96 su 13 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Quella di Monte Sole (BO) è la più grave delle stragi fatte dalle truppe tedesche dopo l’8-9-1943: 771 civili (216 bambini) massacrati dalle SS tra il 22-9 e il 5-10-1944 per aver aiutato i partigiani della Brigata Stella Rossa. Al centro del 2° film – prodotto e diretto dal bolognese Diritti dopo Il vento fa il suo giro – c’è la bambina Martina che fa da filtro alla vicenda storica. Da quando le è morto in braccio un fratellino, ha smesso di parlare. Tiene un diario. Nel dicembre 1943, la sua mamma rimane ancora incinta: quando il fratellino nasce in settembre, Martina s’impegna a salvarlo: è lui l’uomo che verrà. È un’altra storia di una comunità montana, ma in tempi tragici. L’assillo del realismo spinge Diritti a far parlare le 2 attrici professioniste e gli altri interpreti nel dialetto bolognese di allora. Un film sulla Resistenza così non si era mai visto: senza eroi né eroismi, senza una divisione netta tra “buoni” e “cattivi”, con un impianto antropologico che diventa epico: la guerra raccontata dal basso, dalle sue vittime. Non mancano gli spunti fantastici, un’ombra di fiabesco in una favola tragica. Il puntiglio di verità retrospettiva permea la mobilissima fotografia di Roberto Cimatti e i costumi “invisibili” di Lia Francesca Morandini. Come in Olmi, il senso del sacro è profondamente legato alla cultura contadina e al rapporto con la Natura, ma con una netta dimensione femminile. Scritto con Giovanni Galavotti, Tania Pedroni. Prodotto da Aranciafilm/Rai Cinema. 3 David di Donatello: miglior film, produttore e fonico in presa diretta. Distribuito da Mikado. 200 giorni in cartellone al Mexico di Milano.

La guerra di Troia - Film (1961)

Un film di Giorgio Ferroni. Con Steve ReevesEdy VesselWarner BentivegnaNerio BernardiNino Marchetti. continua» Avventuradurata 115 min. – Italia 1961.

Morto Ettore il comando viene affidato ad Enea. Paride, suo rivale, stipula una tregua con i greci, consegnando loro l’amata di Enea. Questi sfida Achille per riaverla, ma Paride uccide il nemico a tradimento e fa imprigionare il troiano. Quella notte i greci entrano in città: Enea fugge col figlioletto.

Camicia Nera | Balboni Video.

Un film di Giovacchino Forzano. Con Camillo PilottoCarlo NinchiEnrico MarroniFebo MariAnnibale Betrone. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, b/n durata 89 min. – Italia 1933

Dei film dichiaratamente apologetici della ideologia fascista, questo di Forzano appare il più smaccato ed ingenuo. Narra della “rivoluzione” partendo dalle condizioni dei reduci della guerra mondiale e, in particolare, d’un fabbro che, persa la memoria, “recupera poco a poco la pienezza delle sue facoltà spirituali quando il medico gli riproduce su di uno schermo portatile il bollettino della vittoria” (da una recensione dell’epoca). È comunque un documento significativo.

Locandina Ogro

Un film di Gillo Pontecorvo. Con Gian Maria VolontéSaverio MarconiAngela MolinaJosé SacristanEusebio Poncela. continua» Drammaticodurata 121 min. – Italia, Spagna, Francia 1979.

Èla cronaca del progetto di rapimento del vicepresidente del consiglio spagnolo Carrero Blanco, organizzato dal movimento separatista basco. Il progetto di sequestro si trasformò poi in condanna a morte, che venne puntualmente eseguita facendo saltare in aria l’automobile dell’uomo politico. Dopo l’avvento della democrazia il movimento dei separatisti subisce una spaccatura ed è qui che i riferimenti alla situazione italiana si fanno più evidenti.

Regia di Giorgio Amato. Un film Da vedere 2014 con Victor AlfieriVincenzo PelusoCosetta TurcoStefano Zannini. Genere Drammatico – Italia2014durata 93 minuti. – MYmonetro 3,71 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Allontanato dal nucleo famigliare in seguito ad episodi di violenza e stalking, Lucio Melillo, di professione guardia giurata, non riesce a sopportare la mancanza della figlia Adele e della moglie Nadia, che nel frattempo ha stretto un legame sentimentale con il proprio analista. I turni di lavoro, l’amicizia con il collega Vincenzo e la frequentazione di una giovane prostituta non lo aiuteranno certo a mettere ordine in un’esistenza che subirà l’ennesimo colpo durante l’udienza per l’affidamento della bambina: privato di qualsiasi diritto di padre, l’uomo sceglierà una drastica via d’uscita.
Quasi venti minuti senza dialogo aprono l’opera seconda di Giorgio Amato, un lungo ed spiazzante brano necessario ad inquadrare il protagonista di una storia che si muove tra racconto di una patologia e dramma esistenziale, accenti thriller e una deriva da “film di rapina” dal tocco un po’ americano. Come per il precedente lavoro, Circuito chiuso, la produzione resta indipendente, ma lo sguardo dimostra di aver fatto un grande passo in avanti, di essersi affilato, guadagnando non poco in perspicacia descrittiva. Meglio che sulla progressione narrativa, peraltro vispa e senza punti di stanca, il regista concentra, infatti, la propria attenzione sull’ambivalenza del suo personaggio: si pensi a quelle esplosioni di violenza che si dissolvono nei momenti in cui compare il personaggio della figlia Adele, quasi fosse un catalizzatore di buone vibrazioni per chi è sempre sul punto di esplodere. Perché ogni cosa qui, dalla precisa recitazione di Victor Altieri ai più minuti particolari scenografici (i manifesti di Mussolini o della bandiera italiana con il fascio), tende invero a restituire, in tutta la loro complessità, le contraddizioni di un uomo oltremodo vivo, vero e perso nella sua stessa ossessione.
Ritratto di una mania di possesso che crea disagio, distanzia e, insieme, commuove, questo film ben fatto si sviluppa, in essenza, per ripetizioni dei medesimi quadri e situazioni (l’appartamento, la scuola, il caveau, il bar), come se volesse suggerire l’ordinarietà della patologia di Lucio e del dramma vissuto da una famiglia come molte altre. Sottilmente quando non apertamente spaventoso, le visite notturne in casa della moglie, The Stalker raggiunge un suo rigore stilistico, una precisione di descrizione che neanche l’eccessivo e fastidioso uso della macchina a mano riesce a smorzare. Nel ruolo dell’analista recita lo stesso Giorgio Amato.

Locandina Sangue alla testa

Un film di Gilles Grangier. Con Jean GabinJosé QuaglioPaul FrankeurRenée FaureClaude Sylvain Titolo originale Le sang à la têteDrammaticoRatings: Kids+13, b/n durata 83 min. – Francia 1956.

Per riottenere l’amore della moglie, un rozzo possidente è costretto a fare i conti con la propria vita. Riuscirà nel suo intento a prezzo di un radicale cambiamento

Regia di Giorgio Amato. Un film con Francesca CutticaStefano FregniGuglielmo FavillaEléna TchepelevaGaia Insenga. Genere Thriller – Italia2012durata 86 minuti.

Francesca, 23 anni, sparisce misteriosamente nel nulla. Dopo mesi di inutili ricerche, due amici scoprono, nel computer della ragazza, che il giorno della scomparsa Francesca ha risposto a un annuncio on line per un lavoro da baby-sitter. I due ragazzi si convincono che Davide, l’autore dell’annuncio, sia coinvolto nella sparizione. Decidono, così, di indagare da soli e posizionano nella casa di quest’uomo solitario delle telecamere, per scoprire se è lui ad aver rapito la loro amica.

Regia di Gillo Pontecorvo. Un film Da vedere 1966 con Yacef SaadiJean MartinFawzia El KaderUgo PalettiTommaso NeriMohamed Ben KassenCast completo Genere Drammatico – Italia1966durata 123 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 4,51 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nell’ottobre 1957, mentre i paracadutisti del colonnello Mathieu rastrellano la Casbah, Ali La Pointe, uno dei capi della guerriglia algerina, rievoca il passato, l’organizzazione dell’FLN (Fronte di Liberazione Nazionale), gli attentati, gli scioperi, le delazioni. Ali La Pointe è ucciso, ma tre anni dopo, in dicembre, il popolo algerino scende in piazza, proclamando la propria volontà di indipendenza. Sobria rievocazione di taglio documentaristico sulla base di una solida sceneggiatura di Franco Solinas che, con forte coralità e qualche dilatazione nelle fasi degli attentati, mostra una guerra di popolo, spiegando anche le ragioni del “nemico”, i francesi. Leone d’oro a Venezia, il film ebbe vasta risonanza internazionale, soprattutto sui mercati di lingua inglese, diventando, fra l’altro, un film di studio per le Black Panthers. Musica di E. Morricone e splendido bianconero scope di Marcello Gatti.

Locandina Non pensarci

Un film di Gianni Zanasi. Con Valerio MastandreaAnita CaprioliGiuseppe BattistonCaterina MurinoPaolo Briguglia. continua» Commediadurata 109 min. – Italia 2007. – 01 Distribution uscita venerdì 4 aprile 2008. MYMONETRO Non pensarci **1/2-- valutazione media: 2,75 su 97 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un chitarrista rock di 35 anni (Valerio Mastandrea), trasferitosi a Roma per sfondare, sbarca il lunario tra un concerto e l’altro sognando di incidere un disco. Ma i finanziamenti non arrivano e la crisi creativa incombe. La scoperta del tradimento della fidanzata è la goccia che fa traboccare il vaso e lo convince a prendersi una pausa di riflessione. Quale luogo migliore della natìa Rimini, da dove manca da quattro anni? Accolto a braccia aperte dagli apprensivi genitori, il nostro si imbatte però in un quadretto familiare tutt’altro che idilliaco: il padre, in pensione a forza per problemi di salute, non pensa ad altro che al golf lasciando all’esaurito primogenito (Giuseppe Battiston) la gestione dell’azienda di famiglia, che produce ciliegie sciroppate; la madre aggira la depressione frequentando discutibili corsi di autostima e fiducia nel prossimo; la sorella (Anita Caprioli) molla l’università per lavorare nel delfinario. Ma tra crisi di nervi, liti, frustrazioni e rivelazioni scottanti, la solidarietà familiare può ancora riservare qualche sorpresa.
Non pensarci di Gianni Zanasi fa l’effetto di un bicchiere d’acqua fresca in una giornata estiva. Ambientazione e trama non sono certo originali e rimandano a tanto cinema di insoddisfazioni e nevrosi familiari, per non parlare della crisi esistenziale del protagonista, già vista in mille declinazioni. Eppure due elementi riscattano il film dalla banalità e dalla “carineria” per farne un’opera a tratti ingenua ma sincera, divertente senza spocchiose ambizioni di spaccato sociale: il primo è la semplicità puntuale con cui è ritratta la vita di provincia, più vera ma perennemente in bilico sul baratro della noia e della disperazione; il secondo è l’ottima prova degli attori, dal tenero nevrotico Battiston allo scombinato Mastandrea, che non ha ancora perso il gusto di ribellarsi di Tutti giù per terra.

Locandina italiana Pagine chiuse

Un film di Gianni Da Campo. Con Duilio Laurenti, Silvano De Munari, Maria Gazziola, Luigi Nadali, Giorgio Da Ros Drammatico, b/n durata 88 min. – Italia 1969. MYMONETRO Pagine chiuse * * * - -valutazione media: 3,00 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nord Italia, fine anni Sessanta. In piena crisi familiare, con i genitori sull’orlo della separazione, il piccolo Luciano è costretto a trasferirsi in un collegio religioso. Il severo padre, da tempo distratto da un’amante, teme che l’influenza della madre possa nuocere al figlio in un periodo così delicato. Ma Luciano mal si adatta alla vita in collegio. Mentre i rigidissimi preti soffocano ogni suo slancio, il ragazzino, che ha nostalgia di casa, si chiude sempre più in se stesso e non riesce a fare amicizia con i compagni.
Le pulsioni antiautoritarie di fine anni Sessanta soffiano, con i loro venti di ribellione, sul film diretto da un giovane Gianni Da Campo, assistito da Valerio Zurlini. Ma sono venti mitigati dal tocco lieve e sensibile di una regia intimista, interessata più al racconto di un piccolo dramma individuale che alla fotografia del contemporaneo disagio sociale. Certo, la critica a un mondo ostile, autoritario, repressivo e ipocritamente religioso è evidente e traspare con grande impatto dalla sequenza sulla comunione. Eppure, il regista si concentra soprattutto sulla sofferenza, tutta interiore, del ragazzino protagonista, alle prese con una difficile situazione familiare. Anziché spiegargli i problemi nel rapporto con la madre, il padre lo taglia fuori, allontanandolo brutalmente da casa e dai suoi affetti più cari. Un cambiamento così radicale sconvolgerebbe chiunque e l’ostilità dei religiosi, tesi a impartire una rigida disciplina, secondo metodi educativi tanto in voga all’epoca, non fa che peggiorare il disagio di Luciano, un pesce fuor d’acqua in collegio, anche rispetto ai compagni.
Da Campo rappresenta questo isolamento con immagini emblematiche, come quella del pulcino nero che il ragazzino mette nella gabbia con i bianchi, per vedere «se mangia con gli altri». Anche il senso di oppressione provato da Luciano è messo in scena plasticamente, con quello sguardo sognante che vola oltre la finestra del severo corridoio del collegio, in quell’intenso bisogno di libertà simboleggiato da un piccione che si libra in cielo. Queste immagini così dolenti e sensibili, sincere e pudiche, sono il punto di forza di un film – restaurato in digitale a partire dai negativi originali in 16 mm – che si richiama a illustri predecessori, quali I quattrocento colpi di François Truffaut e Zero in condotta di Jean Vigo, pur non possedendo il toccante lirismo del primo né l’impatto iconoclasta del secondo.

Regia di Gianni Di Gregorio. Un film Da vedere 2008 con Gianni Di GregorioValeria de FranciscisMarina CacciottiMaria CaliGrazia Cesarini SforzaCast completo Genere Commedia, – Italia2008durata 75 minuti. Uscita cinema mercoledì 3 settembre 2008 distribuito da Fandango. – MYmonetro 3,48 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Figlio unico di mezza età vive in centro a Roma con la madre vedova, nobildonna decaduta che lo tiranneggia. L’amministratore gli propone di ospitare per il ponte di ferragosto sua madre e un’altra vecchia, in cambio dell’annullamento di un debito. Alle 3 vecchiette se ne aggiunge una quarta, madre di un amico medico di turno in ospedale. L’uomo si prepara a giornate difficili, ma le 4 signore gli cambiano le carte in tavola. Fervido successo di pubblico alla 65ª Mostra di Venezia 2008 e poi nelle sale. Scritto, diretto e interpretato da Di Gregorio, sceneggiatore di lungo corso che esordisce alla regia, assistito nelle riprese da M. Gaudioso, recitato da vecchie signore non attrici, è il caso raro di un film sulla vecchiaia – tema sgraditissimo – divertente, intelligente, pudico. Non fa ridere a spese dei personaggi, ma con loro, trattati con rispetto e senza indulgere a demagogia o sentimentalismo. Senza arsenico né merletti, percorso da un’ironia malandrina e leggera. Prodotto da Matteo Garrone. 5 premi per l’opera prima in Italia più 1 al London Film Festival.

Regia di Gian Alfonso Pacinotti. Un film con Gabriele SpinelliAnna BellatoTeco CelioStefano ScheriniRoberto HerlitzkaCast completo Genere Drammatico, – Italia2011durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 9 settembre 2011 distribuito da Fandango. – MYmonetro 2,75 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Scritto dal regista esordiente, prodotto da Domenico Procacci (per Fandango/Rai Cinema) e da lui distribuito, tratto dalla graphic novel Nessuno mi farà del male di Giacomo Monti (Canicola Edizioni). Esiste una sindrome, l’alessitimia, che secondo lo Zingarelli è l’incapacità di percepire, riconoscere ed esprimere verbalmente le proprie emozioni. Ne è affetto Luca Bertacci, abbandonato dalla madre quand’era piccolo. Fa il barista in una sala bingo, ha rari incontri col padre razzista e un’attrazione inconfessabile per una vicina di casa. Intanto gli extraterrestri sono sbarcati sulla Terra. In Italia sono accolti come extracomunitari o con bizzarre motivazioni mistico-religiose, ma per Luca sono la manna. Sanno distinguere il bene dal male, hanno il senso del futuro e insegnano agli uomini ad amare le donne, stimandole, invece di parlare sempre di calcio o di complotti politici. Nella sceneggiatura Pacinotti (che come noto fumettista si firma Gipi) fatica non poco a dare unità al frammentismo delle storie di Monti. Lo si vede nella 2ª parte e nella schematica figura di Herlitzka, ma il film – in concorso a Venezia 2011 – rimane uno dei meno prevedibili e più spiazzanti prodotti del cinema italiano, specialmente nella scelta dei paesaggi (fotografia di Vladan Radovic), emblemi di un Paese in crisi soprattutto morale.

Locandina L'impiegato

Un film di Gianni Puccini. Con Nino ManfrediEleonora Rossi DragoAnna Maria FerreroAnna CamporiCesare Polacco. continua» ComicoRatings: Kids+16, b/n durata 104 min. – Italia 1959.

Sospesa tra lo splendore dei sogni e lo squallore della realtà, la vita dell’impiegato Nando scorre tranquilla fino all’avvento della signora Jacobetti che intende portare radicali innovazioni nella ditta. Nando sogna di ucciderla, poi scopre di amarla.

Regia di Guillermo Del Toro. Un film Da vedere 2017 con Sally HawkinsMichael Shannon (II)Richard JenkinsDoug JonesMichael StuhlbargCast completo Titolo originale: The Shape of Water. Genere DrammaticoFantasySentimentale, – USA2017durata 119 minuti. Uscita cinema mercoledì 14 febbraio 2018 distribuito da 20th Century Fox Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,77 su 11 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Elisa, giovane donna muta, lavora in un laboratorio scientifico di Baltimora dove gli americani combattono la guerra fredda. Impiegata come donna delle pulizie, Elisa è legata da profonda amicizia a Zelda, collega afroamericana che lotta per i suoi diritti dentro il matrimonio e la società, e Giles, vicino di casa omosessuale, discriminato sul lavoro. Diversi in un mondo di mostri dall’aspetto rassicurante, scoprono che in laboratorio (soprav)vive in cattività una creatura anfibia di grande intelligenza e sensibilità. A rivelarle è Elisa. Condannata al silenzio e alla solitudine, si innamora ricambiata di quel mistero capace di vivere tra acqua e aria. Ma il loro sentimento dovrà presto fare i conti con una gerarchia ostile incarnata dal dispotico Strickland. In piena corsa alle stelle contro i russi, gli Stati Uniti non badano a spese e a crudeltà. Per garantirsi e garantire al suo Paese un futuro stellare, Strickland è deciso a tutto.

Regia di Gianni Zanasi. Un film Da vedere 2015 con Valerio MastandreaHadas YaronGiuseppe BattistonFilippo De CarliCamilla MartiniCast completo Genere CommediaCatastrofico, – Italia2015durata 117 minuti. Uscita cinema giovedì 26 novembre 2015 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,08 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Uomo di successo, Enrico Giusti rileva una società in crisi avocandola al gruppo per il quale lavora, più interessato a monetizzare gli effetti della cessione che a salvaguardare gli interessi delle aziende. L’arrivo imprevisto della fidanzata abbandonata e del fratello Nicola, e la morte improvvisa di una coppia di imprenditori che costringe i figli Filippo e Camilla, 18 e 13 anni, a occuparsi delle sorti societarie, mettono Enrico di fronte a un importante ripensamento esistenziale. Il regista torna a dirigere Mastandrea e Battiston dopo la buona prova di Non pensarci (2007) ma con esiti inferiori. Il film vaga tra grafiche da videoclip, dialoghi ficcanti, e uno sviluppo narrativo incerto che vanifica spesso bontà di recitazione e intenti. Bravo Zanasi a non moralizzare la “conversione” del protagonista, meno nel tenere avvinto lo spettatore alla storia.

Risultati immaginiUn film di Gianni Puccini. Con Gian Maria Volonté, Don Backy, Riccardo Cucciolla, Carla Gravina, Serge Reggiani. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 105′ min. – Italia 1968. MYMONETRO I sette fratelli Cervi * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È la storia vera dei sette fratelli Cervi (Agostino, Aldo, Antenore, Ettore, Ferdinando, Gelindo e Ovidio), contadini di Campegine (RE) antifascisti e organizzatori della lotta partigiana sotto la guida del padre Alcide (1875-1970), catturati e fucilati dai tedeschi a Reggio Emilia il 28 dicembre 1943. Lungamente boicottato dalla censura preventiva, il film di G. Puccini descrive con realismo partecipe l’ambiente emiliano, facendo perno sul personaggio di Aldo Cervi, uno straordinario G.M. Volonté. Nella ricerca di un tono nazional-popolare, ma, nello stesso tempo, teso a evitare la retorica commemorativa e forse troppo preoccupato di essere fedele alla cronaca dei fatti, è un film parzialmente riuscito, più risolto e convincente nella parte rurale che nella descrizione della guerriglia sull’Appennino. Puccini morì qualche mese dopo la fine delle riprese. Aiuto regista Gianni Amelio, collaboratore alla sceneggiatura Cesare Zavattini.

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Regia di Gianni Di Gregorio. Un film con Gianni Di GregorioValeria de FranciscisAlfonso SantagataElisabetta PiccolominiValeria CavalliCast completo Genere Commedia, – Italia2011durata 90 minuti. Uscita cinema venerdì 11 febbraio 2011 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 2,87 su 13 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Pranzo di Ferragosto fu per tutti (critici, giurie, pubblico) un esordio sorprendente, la rivelazione della stagione 2008-09. Sembrò a molti un film unico e fu un errore: Di Gregorio, sceneggiatore di lungo corso, non ha sbagliato il 2° film che pure è il seguito dell’altro. Come ci è riuscito? Con l’arma dell’autoironia che coincide con un tema socio-psicologico assai diffuso, poco trattato al cinema: il desiderio delle donne che affligge i maschi italiani di mezza età (solo loro?) che siano scapoli, vedovi o magari con moglie non più giovane. Il suo Gianni è anzitutto un gentiluomo sempre disponibile con la madre dispotica di cui è vittima, attento alla moglie e alla figlia un po’ egoista, cortese con tutti, non più che malinconico per le ristrettezze finanziarie di pensionato, aggravate dalla madre sperperatrice. Senza un’ombra di volgarità, fa ridere o sorridere, ma non a spese dei personaggi, con una leggerezza di tocco qua e là malandrina. Scritto con Valerio Attanasio.

Locandina Carmela è una bambola

Un film di Gianni Puccini. Con Nino ManfrediMarisa AllasioGianrico TedeschiMaria DonatiPietro Carloni. continua» Commediab/n durata 85 min. – Italia 1958.

Carmela è stata promessa in moglie dal padre, guappo napoletano, ad un ricco conte, ma la ragazza ogni notte ha delle crisi di sonnambulismo e va a trovare un giovane malvisto da suo padre, Totò. Un dottore intelligente capisce che Carmela è segretamente innamorata di Totò, ma riesce a superare il blocco psicologico creato dalla proibizione paterna e a manifestare il suo amore solamente nel sonno. Con l’aiuto del professionista il padre manda a monte il progettato matrimonio con il conte. Totò e Carmela potranno finalmente amarsi alla luce del sole.