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Regia di Benedek Fliegauf. Un film con Lajos SárkányKatalin ToldiGyöngyi LendvaiGéza Jungwirth. Genere Thriller – UngheriaGermaniaFrancia2012, Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Tra il 2008 e il 2009 in Ungheria gruppi organizzati di ‘giustizieri’ hanno commesso atti di violenza contro romeni. 16 case sono state attaccate con bombe molotov, sono stati sparati 63 proiettili per un totale di 55 vittime tra cui 5 ferite gravemente e 6 uccise. I processi contro i sospettati sono tuttora in corso. Mari, romena, vive con il padre invalido in una baracca nei boschi alla periferia di una città. Lavora come tagliaerba per il municipio e come donna di servizio. La figlia più grande, Anna, cerca di studiare in un ambiente non accogliente mentre il preadolescente Rio vagabonda evitando la scuola. Tutti sono sotto la stretta osservazione di un gruppo xenofobo.
È un film in cui la tensione si fa respiro, sguardi, dettagli quello di Bence Fliegauf. Un’opera che concede ben poco allo spettatore ma sa come costruire, con una lentezza densa di significazioni quasi palpabili, un clima di paura nei confronti di un Male che può colpire all’improvviso e senza neppure la necessità di una benché minima provocazione.

3/5


Il regista ha ben chiara la giustificazione che il gruppo razzista ha interiorizzato: non ce l’abbiamo con i romeni. Ce l’abbiamo con gli zingari che rubano eccetera. Di fatto poi tutti i romeni vengono catalogati come zingari. La giovane Anna, attenta nei confronti dei più piccoli e anche disegnatrice creativa, a scuola diventa la studentessa a cui si fa presente che è avvenuto un furto di attrezzature indicandola in tal modo come sospetta. L’attesa della punizione per un reato non commesso pervade tutto il film offrendo non solo l’occasione per riflettere su come l’odio irrazionale riesca a penetrare aree pronte ad assorbirne le più pretestuose ragioni.
Just the Wind fa di più perché ci mostra come nella galassia ex comunista le minime garanzie sociali (pagate con il caro prezzo della dittatura) siano state sostituite da democrazie di nome ma non di fatto in cui la vita dei singoli (soprattutto se appartenenti a minoranze da sempre emarginate) non gode più di alcuna tutela.