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Un film di Andrzej Wajda. Con Jadwiga Jankowska-Cieslak, Julia Pietrucha, Roma GasiorowskaKrzysztof SkoniecznyPawel Tomaszewski. continua» Titolo originale TatarakDrammaticodurata 85 min. – Polonia 2009

Marta è una bella donna di mezza età che vive in una cittadina di campagna con il marito che è medico. Costui un giorno scopre, senza rivelarglielo, che la moglie ha pochi mesi di vita a causa di un tumore incurabile. Nello stesso periodo Marta fa la conoscenza di un ragazzo atletico e semplice, Bogus;, per il quale prova una non ben definita attrazione. Un giorno i due decidono di andare al fiume per fare il bagno ma una tragedia è in agguato. Fin qui il film di Wajda, tratto da un racconto dello scrittore Jaroslaw Iwaszkiewicz alle cui opere il regista si è più volte ispirato, di cui assistiamo alle riprese e vediamo gli esiti finali. Ma mentre il progetto prendeva corpo la grande attrice polacca Krystyna Janda, scritturata per il ruolo di Marta, prendeva a vivere direttamente una tragedia legata al cancro.


Il marito e direttore della fotografia Edward Klosinski, amico e collaboratore di Wajda, si ammalava e moriva nel giro di un anno. Nel momento in cui la lavorazione del film è ripresa Janda ha scritto alcune pagine relative a quanto vissuto nei mesi precedenti. Wajda le ha chiesto se si sentisse di inserirle nel film. Ne sono nate delle sequenze a camera fissa (alternate alla storia di origine letteraria) in cui l’attrice rievoca il suo percorso accanto al marito nel tunnel della malattia senza scampo.
Il film che ne risulta rappresenta un vertice nella filmografia dell’autore perché riesce, con grande rigore, a ricordarci la mutua necessità reciproca ma anche l’indispensabile separazione che devono sempre esistere tra realtà e rappresentazione. Krystyna Janda, nei lunghi e monologhi in cui esterna il suo incontro con la malattia e la progressiva perdita di chi aveva di più caro, ricorda per (una scelta estetica ben precisa) le donne hopperiane sole in un bar o in una stanza.
Il suo raccontare la vita vissuta illumina di una luce totalmente diversa il film progettato e vi fa riverberare il mistero di una vita che ha sempre bisogno di trovare nuovi stimoli per procedere ma, al contempo, deve arrestarsi sgomenta dinanzi alle imperscrutabili acque oscure della morte. Di cui tutti siamo consapevoli pur senza mai riuscire a comprenderla.