Regia di Alberto Lattuada. Un film con Mario AdorfMax von SydowEleonora GiorgiCochi PonzoniAttilio DottesioPiero TordiCast completo Genere Commedia – ItaliaGermania1976durata 113 minuti. distribuito da Cinecittà Luce. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Nella Russia post Rivoluzione d’ottobre, il professor Preobazenskij e il suo assistente Bormental, dediti agli studi scientifici sul ringiovanimento del corpo umano, eseguono un esperimento mai condotto prima: trapiantano gli organi di un burocrate morto da poche ore nel corpo di un cane randagio. Così, il furbacchione e mansueto Bobby si trasforma in una strana creatura a metà tra un cane rabbioso e un rozzo uomo incline all’alcol e al turpiloquio. Col passare del tempo, questo bizzarro risultato dell’esperimento si umanizza sempre di più: il suo aspetto è quello di un trentenne, a cui non manca il dono della parola. Il ricco professor Preobazenskij prova a educarlo e ad ammansire i suoi modi grezzi e impetuosi, con l’aiuto della sua giovane e piacente assistente Zina. Ma l’incontenibile istintività del giovane, che si fa chiamare Poligraf Poligrafovic Bobikov, e le sue amicizie rivoluzionarie sconvolgeranno l’agiata esistenza dello scienziato borghese.


Ennesimo adattamento letterario firmato dal regista Alberto Lattuada, Cuore di cane è tratto dal romanzo breve omonimo scritto nel 1928 dal russo Michail Bulgakov. Tra i principali romanzieri del Novecento, l’autore usa la fantascienza come spunto per imbastire una sferzante satira nei confronti della nuova società bolscevica e dei suoi sviluppi postrivoluzionari. La Nuova politica economica, istituita da Lenin nel 1921 dopo i disastri del comunismo di guerra, ripristina la proprietà privata in alcuni settori dell’economia, vanificando in parte il principio bolscevico del “tutti uguali”, proprio come osserva l’acuto cane all’inizio del film. «Fanno la rivoluzione ma restano villani ed egoisti», nota Bobby, instillando da subito il dubbio su chi siano gli umani e chi le bestie.
Come avviene nel libro di Bulgakov, è il curioso ma calzante punto di vista del cane che filtra i rapidi mutamenti di una società in subbuglio, schiacciata tra i rigurgiti rivoluzionari, i tentativi – spesso maldestri – di organizzare il nuovo assetto sociale e le sotterranee sacche di resistenza controrivoluzionaria. Di queste fa parte, seppur non in maniera attiva, il professor Preobazenskij, scienziato snob e arrogante, che non sopporta il proletariato e non accenna a rinunciare ai suoi privilegi da ricco. Con la sua impetuosità vitale e istintiva, Bobikov smaschera la vacuità e la superba pretesa di superiorità di un mondo corrotto dall’avidità e dall’interesse personale. Un mondo che di lì a poco avrebbe convertito le velleità rivoluzionarie in una nuova forma di dittatura, contrassegnata da un’ottusa predominanza della burocrazia.
Piuttosto fedele allo spirito del romanzo, forte di una messa in scena estremamente accurata, anche se a tratti eccessivamente didascalica, Lattuada svela l’ingiustizia subita dagli ultimi, i diversi, gli emarginati, coloro che vanno controtendenza, tutti racchiusi nel personaggio di Bobikov, interpretato da un convincente Cochi Ponzoni. Se il film stempera, rispetto al libro, gli intenti satirici legati alla dimensione storico-politica, resta inalterata la denuncia di una scienza che abbandona ogni scrupolo morale pretendendo di ergersi a dio. Eppure, il regista mostra anche i punti deboli di un professor Preobazenskij «sempre tormentato e alla ricerca di qualcosa di introvabile».