Locandina italiana Calvario

Regia di John Michael McDonagh. Un film con Brendan GleesonChris O’DowdKelly ReillyAidan GillenDylan MoranIsaach De Bankolé.Cast completo Titolo originale: Calvary. Genere Commedia – Gran Bretagna2013durata 104 minuti. Uscita cinema giovedì 14maggio 2015distribuito da 20th Century Fox. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 2,62 su 13 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Padre James è una sorta di Giobbe contemporaneo, costretto ad ascoltare i peccati di una comunità irlandese che pare una galleria di mostri: un uomo traumatizzato dalle continue violenze di un prete nei suoi confronti, un ricco aristocratico che odia tutto e tutti, un assassino psicopatico violentatore seriale, una moglie fedifraga con la passione per il felching, un barista acido, un ispettore di polizia dotato di amante promiscuo, un medico sadico e persino la stessa figlia del parroco (concepita quando padre James era ancora un uomo sposato) con tendenze suicide. Lo stesso prelato è un ex alcolizzato che, dopo la morte della moglie, si è smarrito, per poi ritrovarsi grazie alla Fede.
Ce ne vorrà molta per sopportare le cattiverie e i rancori che gli si annidano intorno, anche perché la maggior parte degli abitanti della parrocchia è posseduto da un cinismo nero: lo stesso cinismo che sembra animare il regista e sceneggiatore angloirlandese John Michael McDonagh, nel momento in cui crocifigge incessantemente il suo protagonista circondandolo di personaggi scurrili, distruttivi e degenerati, presenti nella comunità in maniera anche solo statisticamente esagerata. McDonagh sembra accanirsi in modo particolare contro la Chiesa brulicante di pedofili, ipocriti e affaristi. A parte l’aiutante di Padre James, che è solo “spaventosamente coglione”.


Nel colonnino dei più ci sono l’interpretazione di Brendan Gleeson, che riesce a mantenere misura e dignità anche all’interno di questa trama grandguignolesca (e stiamo parlando di massacro etico, più ancora che fisico), e la fotografia di Larry Smith. Anche la bizzarria della trama, fatta di incontri-confessioni come stazioni di una Via Crucis di evidente matrice teatrale, e l’umorismo acido che, in alcune scene, riesce a strappare una risata possono essere considerate virtù. Ma il contesto così incessantemente dark, così programmaticamente perverso, risulta affettato e costruito a tavolino, nonché privo di rispetto per quella “integrità” che Padre James non si stanca di invocare (inutilmente).

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