Locandina Il carretto fantasmaUn film di Victor Sjöström. Con Victor SjöströmHilda BorgströmAstrid Holm Titolo originale KörkarlenFantasticoRatings: Kids+16, durata 93′ min. – Svezia 1921MYMONETRO Il carretto fantasma * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Totale … è l’adesione di Sjöström al mondo di Körkarlen. Il determinismo etico della Lagerlöf trova risonanze profonde nello spirito del cantore di Terje Vigen. L’armamentario del racconto è noto: la cornice cimiteriale, l’alcoolismo e l’Esercito della Salvezza, la leggenda macabro-istruttiva del Carrettiere della morte, le virtù redentrici dell’amore. In tutto questo, Sjöström individua lucidamente i lineamenti di una superiore retorica e, insieme, le ragioni contingenti di una “nordicità” sostanziale. Dopo gli approcci visionari di Holger-Madsen, è il primo appuntamento del cinema scandinavo col grande tema libertà-peccato. Tema, la cui inanità non ha bisogno di dimostrazione.Voglio dire, l’intercessione della “sorella” moribonda in favore del peccatore David Holm è un espediente abile e fortunoso, che dispensa il falegname David Holm (e, ne consegue, il regista) dai travagli dialettici di un’effettiva presa di coscienza. La logica “salvazionistica” nasconde un radicale, e inconsapevole, pessimismo circa l’efficacia di ogni scelta a livello individuale. Sussiste la tensione etica, ma fuori dell’uomo, nelle cose e negli accadimenti. Che è un’intuizione della teosofia.Su questo impianto artificioso e irrazionale Sjöström costruisce un film irto di contrappunti, narrativi e stilistici. Alla vacuità ideologica fa riscontro la complessità della struttura esterna e dei partiti figurativi. Prevale l’accento naturalistico, con soprassalti orrorifici (le ingenuità nella sfera del “meraviglioso” possono addebitarsi a immaturità tecnica). La critica storica esalta la recitazione di Sjöström e della Borgström: difficile esser d’accordo. Difficile esser d’accordo, soprattutto, con l’opinione corrente, che assegna a Körkarlen un ruolo decisivo nella promozione del cinema a un grado superiore di “dignità artistica”. È l’equivoco che, pesando per decenni sulla produzione svedese, ha ritardato il pieno apprezzamento del talento di Bergman. (Francesco Savio, Visione privata, Roma, Bulzoni, 1972)Il Carretto Fantasma_s.jpg