Locandina Vip, mio fratello superuomoUn film di Bruno Bozzetto. Animazione, Ratings: Kids, b/n durata 80 min. – Italia 1968. MYMONETRO Vip, mio fratello superuomo * * * - - valutazione media: 3,29 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Pur essendo fratelli, SuperVip e MiniVip, ultimi discendenti di una gloriosa famiglia di supereroi, sono assai diversi l’uno dall’altro: prestante, muscoloso e coraggioso il primo, piccolo, gracile e miope il secondo. Seguendo il consiglio degli psichiatri, MiniVip si prende un periodo di vacanza sperando di vincere il proprio complesso d’inferiorità e si imbarca su una nave da crociera. L’idea del viaggio si rivela, tuttavia, infelice: durante una festa in maschera, MiniVip, vittima degli atroci scherzi degli altri passeggeri, finisce in mare insieme con Lisa, una studentessa travestita da leone, e naufraga sull’isola dell’arcigna miliardaria Happy Betty, una terribile vecchia paralitica, che ha in mente di trasformare l’intera umanità in una massa di automi desiderosi soltanto di fare la spesa nei suoi supermercati. Fatti prigionieri i due intrusi, la donna si prepara a sferrare l’attacco contro il mondo armando i “missili-cervello” di occhi elettronici che condizioneranno la volontà degli uomini, ma il piano è sventato in tempo da SuperVip, giunto sull’isola in cerca del fratello. Nella battaglia conclusiva la spietata capitalista avrà ciò che si merita e i due superuomini – anche MiniVip si comporta, finalmente, da coraggioso – avranno modo di coronare il sogno d’amore con Lisa e con Nervustrella, una timida prigioniera che era stata destinata ad essere cavia dei folli esperimenti. “…Fra tutte le stirpi di superuomini la più gloriosa e potente fu certamente quella dei Vip, le cui radici si affondano nella notte dei tempi. Il loro nobile scopo fu sempre quello di salvare i deboli dagli oppressori…” Secondo lungometraggio a cartoni animati di Bruno Bozzetto, ricco di divertenti trovate e di efficaci spunti di riflessione critica sul neocapitalismo, sul consumismo, sulla manipolazione del consenso da parte dei mass-media e – nel ritratto del complessato MiniVip – sulla emarginazione dei più deboli e psicologicamente più vulnerabili. Il “messaggio” è naturalmente alleggerito e filtrato dai toni ironici e caricaturali di una favola per grandi e piccoli, ma riflette (almeno in maniera indiretta e un po’ piccolo-borghese – nello stesso periodo Bozzetto realizzava, proprio per la pubblicità, una serie di caroselli televisivi), il clima politicamente impegnato degli anni della contestazione. Progettato inizialmente sulla figura del timido e insignificante MiniVip, il film prese via via corpo strutturandosi narrativamente sulla parodia dei fumetti, della fantascienza cinematografica e delle avventure fantaspionistiche alla James Bond. Meno godibile, forse, del precedente West and Soda, rappresentò, comunque, una proposta innovativa nel panorama del cinema di animazione italiano.Vip mio Fratello superuomo_s