Locandina Daredevil

Un film di Mark Steven Johnson. Con Ben Affleck, Jennifer Garner, Michael Clarke Duncan, Colin Farrell, Jon Favreau.Azione, Ratings: Kids+13, durata 103 min. – USA 2003. – 20th Century Fox uscita venerdì 4 aprile 2003. MYMONETRO Daredevil * * - - - valutazione media: 2,38 su 41 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il piccolo Matt Murdock è cresciuto assieme ad un padre pugile, talmente forte da farsi chiamare “Devil”, ma non abbastanza tenace da evitare loschi affari malavitosi. Quando Matt scopre che il papà è al servizio del boss cittadino, fugge via deluso. È l’ultima cosa che vede perché un incidente con un materiale radioattivo lo rende cieco, potenziandone tutti gli altri sensi. Il pentimento porta suo padre sulla via della redenzione, ma il regolamento di conti è dietro l’angolo e un genitore ucciso davanti ai propri occhi può traumatizzare anche un non vedente. Il desiderio di giustizia è forte tanto quanto la sete di vendetta. Così Matt diventa avvocato di giorno e Daredevil di notte, supereroe punitore che veste i panni di giudice e giuria.
Daredevil cavalca l’onda dei cinecomics sollevata dagli Xmen e da Spiderman, ma annega nella banalità di una rappresentazione quanto mai piatta e sterile. Nato dalla matita Marvel di Stan Lee, il fumetto di “Devil” conobbe nuova vita grazie alla penna di Frank Miller che rivoluzionò il vissuto dell’eroe, rendendolo più cupo e maledetto, con l’animo più ferito della sua cornea.
Per Johnson il tono dark si ottiene solo con nuvole e pioggia e da una New York che vorrebbe richiamare la Gotham City gotica di Tim Burton, ma risulta solo un asettico assemblaggio di palazzi. Daredevil più che un eroe urbano è un metronotte di quartiere a cui Ben Affleck non conferisce affatto carisma e fascino. Come insegna Peter Parker, il costume è il punto di partenza di un supereroe e qui si parte male con una tuta latex posticcia e scene di vestizione degne dei migliori anime nipponici anni ’80.
Una sceneggiatura debole sostiene una narrazione costantemente grottesca e sopra le righe, trovando nella recitazione caricaturale di Colin Farrell il più basso picco della sua espressione. A Daredevil manca soprattutto il senso del tatto. Un film che non tocca la corda dell’empatia, né quella del divertimento, in cui la missione eroica è immotivata nelle azioni e negli intenti, senza alcun riferimento al tormento intimo di un personaggio in bilico tra luce e oscurità.
C’è davvero poco da salvare, anche per un supereroe volenteroso, ma costretto a muoversi in un film in cui il buono è davvero invisibile.Daredevil_s.jpg