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Un film di Wong Kar-wai. Con Leslie Cheung, Jacky Cheung, Maggie Cheung, Carina Lau, Tony Leung.Titolo originale Ashes of Time Redux. Azione, durata 93 min. – Hong Kong 2008. MYMONETRO Ashes of Time Redux * * * * - valutazione media: 4,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari..

In un mitologico jianghu al di là dello spazio e del tempo, Ouyang Feng è un maestro di spada decaduto che vive ritirato nel deserto fra cinismo e solitudine. Abbandonata la spada, svolge ormai solo il ruolo di tramite fra spadaccini mercenari e uomini desiderosi di vendetta. In un ciclo completo delle stagioni dell’Almanacco cinese, passano dalla sua casa l’affascinante cavaliere errante Huang Yaoshi, i due ambigui fratelli Yin e Yang del Clan Murong, uno spadaccino tradito dalla moglie sulla via della cecità e il rozzo e affamato guerriero Hong Qi. Il loro passaggio dà luogo a sanguinosi combattimenti, ma per Ouyang Feng segna soprattutto una diversa prospettiva sul valore dei ricordi, la precarietà dei sentimenti e il suo amore perduto di un tempo.
Dopo Apocalypse Now, ancora un “reduce” del miglior cinema contemporaneo torna sul grande schermo in cerca di nuova luce e nuova gloria. Anche perché, a differenza del capolavoro di Coppola, la travagliata opera terza di Wong Kar-wai non ottenne grandi riconoscimenti a metà anni Novanta, tanto da non meritare neanche una distribuzione nel mercato occidentale. Quindici anni dopo, con La tigre e il dragone di Ang Lee ad aver costruito un solido ponte fra la tradizione del wuxiapian orientale e il gusto cinematografico occidentale, Kar-wai rimette mano alle suggestioni visive e sonore della sua opera e lavora per dare conferma a posteriori della sua aura di cineasta “impressionista” e di tutte quelle ossessioni legate al valore dei ricordi e dei rimpianti. Contrariamente alla media delle versioni “director’s cut”, Ashes of Time Redux lavora per sottrazione e, rispetto alla versione originariamente immessa nelle sale, taglia fino a dieci minuti dalle sequenze d’azione, che passano sì veloci, ma quanto basta a lasciare un’impronta di dinamismo e di violenza coreografica nella coscienza di chi guarda. Così, a differenza degli altri wuxiapian ma in accordo con il pensiero buddhista che apre il film (“Il drappo è fermo. Il vento è calmo. È il cuore dell’uomo che è in tumulto!”), Ashes of Time Redux ha l’aspetto figurativo di un “cuore in tumulto”, tale per cui il ritmo di montaggio e il dinamismo delle azioni pare dettare il tempo al movimento interiore del suo spettatore. I colori ipersaturi della fotografia di Christopher Doyle assecondano e rinforzano queste logiche della sensazione promosse dal film. Sono contrasti cromatici che il lavoro di post-produzione esalta a favore della rappresentazione di un mondo fuori dal tempo eppure così romanticamente moderno. Un universo umano e fallace, destinato a vivere (e soffrire) dei propri ricordi oppure a spargere per sempre le “ceneri” di un sentimento che marchia a fuoco l’anima dei suoi abitanti.