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Un film di Terence Fisher. Con Christopher Lee, Peter Cushing, Barbara Shelley, Richard Pasco Titolo originale The Gorgon. Horror, durata 83 min. – Gran Bretagna 1964. MYMONETRO Lo sguardo che uccide * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel piccolo paesino di Vandorf, si compie una strana tragedia: una ragazza incinta viene trovata pietrificata e il ragazzo che sarebbe stato il futuro padre, impiccato. L’inchiesta conclude per la colpevolezza del ragazzo ma non convince il padre che – cercando la verità – resta a sua volta pietrificato. Prima però fa in tempo ad avvisare l’altro figlio, Paul (Richard Pasco), che chiede l’aiuto del professor Meister (Christopher Lee). Sembra ci sia di mezzo la leggenda di Megera, la mitica Gorgone, ma la cosa strana è che il medico locale Namaroff (Peter Cushing) sta ambiguamente coprendo la verità. Paul si innamora dell’assistente di Namaroff, Carla (Barbara Shelley), ma avrà delle sorprese. Pur se danneggiato da alcuni brani scontati e un finale macellato da infimi effetti speciali, è un piccolo gioiello gotico che riesce a creare delle atmosfere genuinamente macabre e a operare un buono studio psicologico sui personaggi. Particolarmente riuscito è quello di Peter Cushing, tormentato e ambiguo. Fisher punta molto sulla descrizione ambientale e scenografica per la costruzione della suspense. Seguendo stavolta i dettami della scuola lewtoniana, non fa vedere il mostro (probabilmente conscio della scarsa resa cinematografica della Gorgone) e si affida alla “sensazione” della sua presenza, che viene comunicata allo spettatore tramite scenografie ombrose e cadenti della foresta e del castello abbandonato. Un film cupo e mesto, che forse sarebbe riuscito meglio se Barbara Shelley, come avrebbe voluto, avesse potuto interpretare anche il ruolo della Gorgone utilizzando dei veri serpenti tra i capelliThe Gorgon - Lo Sguardo che uccide_s.jpg

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