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Un film di Terence Fisher. Con Peter Cushing, Martita Hunt, Yvonne Monlaur, Freda Jackson Titolo originale Brides of Dracula. Horror, Ratings: Kids+13, durata 85 min. – Gran Bretagna 1960. MYMONETRO Le spose di Dracula * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Marianne (Yvonne Molaur) è un’insegnante francese diretta a una scuola femminile in Transilvania dove dovrebbe prendere servizio. Una sosta apparentemente casuale la blocca nei pressi del castello Meinster e la baronessa (Martita Hunt) la invita a trascorrervi la notte. Al castello abita anche il suo misterioso figlio, il barone Meinster (David Peel), tenuto legato perché, dice la baronessa, malato di mente. In realtà, è un vampiro e la sprovveduta Marianne, piena di buone intenzioni, lo libera. Fortunatamente, nei pressi arriva il dottor Van Helsing (Peter Cushing) chiamato dal prete del villaggio a investigare. Seguito di #Vedi#Dracula il vampiro, ma senza Dracula perché Christopher Lee non aveva accettato le condizioni della Hammer (o meglio, viceversa). Sontuoso, visivamente molto ricco, narrativamente pieno di sottigliezze e di torbide suggestioni, è di una bellezza struggente come i coevi capolavori di Terence Fisher, un regista stranamente sottovalutato anche quando viene celebrato. La prima mezz’ora è pressoché perfetta, piena di mistero e di tensione psicologica, e non è ancora entrato in scena il grande Peter Cushing, che nella restante ora domina la scena con un’interpretazione di grande confidenza, sottile e atletica, finendo persino vampirizzato. Ancora una volta, Fisher tratteggia un ritratto di aristocrazia malata, dove la madre rifornisce di vittime il figlio pur di tenerlo a bada. È anche il trionfo personale dell’art director Bernard Robinson, che crea dei set incredibili, gonfi di romanticismo gotico. Un’esperienzaLe Spose di Dracula_s.jpg

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