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Un film di Alfred Hitchcock. Con Shirley MacLaine, Mildred Natwick, John Forsythe, Edmund Gwenn, Mildred Dunnock. Titolo originale The Trouble With Harry. Giallo, Ratings: Kids+16, durata 99 min. – USA 1955. MYMONETRO La congiura degli innocenti * * * 1/2 - valutazione media: 3,88 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nelle campagne del New England un bambino ode all’improvviso tre colpi di fucile. Un cadavere viene trovato da un vecchio capitano che crede di essere responsabile della morte dell’uomo mentre era a caccia. Senza batter ciglio (o mostrare alcun senso di colpa) decide di nascondere il corpo, credendo impossibile che le autorità accettino l’ipotesi di una sparatoria accidentale. Prima che possa portare a termine il suo piano, però, numerosi personaggi irrompono nella vicenda, tra cui un artista locale, una matura signorina e la moglie del defunto. I quattro seppelliscono e riesumano più volte il cadavere (che nascondono, trasportano e arrivano persino a lavare), nel frattempo ricercato dallo sceriffo. Finale lieto: nel trambusto due nuove coppie hanno avuto modo di formarsi.
Commedia farsesca in cui la morte non è compianta ma solo un piccolo contrattempo. È la pellicola più sperimentale, sovversiva e senza compromessi di Alfred Hitchcock (catastrofico fallimento commerciale) in cui sono messi alla berlina l’idea di buon vicinato, di matrimonio e di ceto medio rurale americano. Trasposizione cinematografica di un mediocre romanzo dello scrittore britannico Jack Trevor Story, adattato da John Michael Hayes (La finestra sul cortile, Caccia al ladro, L’uomo che sapeva troppo) uno degli sceneggiatori feticcio del regista. La congiura degli innocenti è un gioiello sottovalutato fin dal 1955, troppo spesso considerato un Hitchcock “minore” o addirittura un errore nella sua filmografia, una “pausa di lavoro” mentre preparava i capolavori successivi. È invece uno dei preferiti dal cineasta, amante da sempre dell’umorismo sottile e un po’ sadico, tutto teso all’autoparodia. Film che non si contraddistingue per i virtuosismi tecnici, lasciando la vicenda svolgersi senza “interferenze”. Non vi è traccia di suspance (non era però la prima volta, era già accaduto nel 1941 con Il signore e la signora Smith): uno straordinario atto di audacia formale per Hitchcock. Senza star ma con ottimi caratteristi e il notevole debutto dell’allora 21enne Shirley MacLaine. La splendida fotografia del film (di Robert Burks) è un’esaltazione di rossi e arancio, i colori dell’autunno di Vermont, ma le avverse condizioni climatiche costrinsero il regista, che amava girare in esterni, a ricreare in studio molte scene. Ottima colonna sonora, sarà la prima di molte collaborazioni tra il regista e il compositore Bernard Hermann.