Un film di George Roy Hill. Con Robert Redford, Paul Newman, Katharine Ross, Ted Cassidy, Strother Martin. Titolo originale Butch Cassidy and the Sundance Kid. Western, Ratings: Kids+13, durata 112 min. – USA 1969. MYMONETRO Butch Cassidy * * * * - valutazione media: 4,12 su 21 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È la biografia dei capi di Branco selvaggio, gli ultimi grandi fuorilegge del West. Sundance era il braccio e Butch il cervello. Rapinarono banche e treni finché il cerchio degli agenti di Pinkerton si strinse intorno a loro. Emigrarono in Bolivia con la bella Etta. È un film fondamentale per molti motivi. Intanto viene indicato come il western più significativo dell’ultima generazione (quella del tramonto) e poi è l’occasione per alcuni esperimenti che Hill tentò e azzeccò: una certa ironia sempre presente, la musica completamente autonoma e avulsa dal racconto (la canzone di Burt Bacharach, Raindrops keep fallin’ on my head, ebbe l’Oscar e una popolarità straordinaria). E poi rappresenta la consacrazione a grande divo di Robert Redford. Nel successivo film che i due protagonisti fecero insieme, La stangata, sempre di Roy Hill, le parti si invertirono. Redford tolse lo spazio principale a Newman, che se la prese moltissimo e litigò col suo vecchio amico e allievo. Un cenno infine sull’efficace fotografia di Conrad Hall, che usò la tecnica della luce soffusa, un artificio che avrebbe dettato legge negli anni Settanta per i film rievocativi del tempo passato.

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