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L oro Di Napoli_s

Un film di Vittorio De Sica. Con Eduardo De Filippo, Totò, Sophia Loren, Paolo Stoppa, Silvana Mangano. Commedia, b/n durata 118′ min. – Italia 1954.

Film in 5 episodi, tratti da 6 racconti di Giuseppe Marotta, raccolti nel libro omonimo (1947): “Il guappo” (Totò, Gennaro, Carell, da “Trent’anni, diconsi trenta”); “Pizze a credito” (Loren, Furia, Stoppa, Rondinella, da “Gente nel vicolo” e “La morte a Napoli”); “I giocatori” (De Sica, Bilancioni, dal racconto omonimo); “Teresa” (Mangano, Crisa, Maestri, da “Personaggi in busta chiusa”); “Il professore” (De Filippo, Pica, Crosio, da “Don Ersilio Miccio vendeva saggezza”). Dall’edizione commerciale fu eliminato “Il funeralino”, elegiaco e bellissimo. Difficile fare una graduatoria in un film di insolita omogeneità, tematica e stilistica, se non basandosi sui gusti personali. I suoi limiti sono, in fondo, quelli di Marotta di cui, comunque, si accentua la vena umoristica più di quella malinconica, l’allegria più che la tristezza. L’oro di Napoli è la pazienza, “la possibilità di rialzarsi dopo ogni caduta; una remota, ereditaria, intelligente, superiore pazienza”. È il suo tema conduttore. Non è un film neorealista. Di maniera nel suo bozzettismo? Troppo teatrale e calligrafico? Forse, ma riscattato dalla sagace direzione desichiana degli attori e dallo stesso teatralismo del popolo dei “bassi” napoletani. Lo si vede soprattutto in “Teresa” dove Marotta guadagna in intensità quel che perde in colore e nella coralità di “Il professore”. Scritto da C. Zavattini, Marotta e De Sica. Fotografia: Carlo Montuori. Scene: Gastone Medin. Musica: Alessandro Cicognini. 2 nastri d’argento: Mangano e Stoppa (non protagonista)