Locandina La figlia del generale

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Un film di Simon West. Con Madeleine Stowe, Timothy Hutton, James Woods, John Travolta, James Cromwell.Titolo originale The General’s Daughter. Avventura, durata 116 min. – USA 1999.MYMONETRO La figlia del generale * * * - - valutazione media: 3,06 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Paul Brenner è un militare che sta lavorando sotto copertura per smascherare un trafficante d’armi. Nel frattempo incontra casualmente il Capitano Elizabeth Campbell che gli risulta subito simpatica. I due però non avranno il tempo per frequentarsi perché la giovane donna verrà trovata nuda e legata a dei paletti da campeggio in un piazzale della caserma. Si trattava della figlia del generale Campbell ormai dimissionario perché intenzionato ad entrare in politica. Brenner indagherà scoperchiando una vicenda torbida di machismo e viltà opportunistica.
Di indagini in ambito militare sono ricchi il cinema (che ha trovato in Codice d’onore uno dei suoi maggiori successi) e anche la tv che ne ha fatto il tema di alcune serie di successo. È quindi pericoloso tornare ad esplorare il territorio. Simon West, sostenuto da una sceneggiatura (alle origini c’è un romanzo di Nelson DeMille) di Christopher Bertolini e William Goldman (quest’ultimo sceneggiatore, tanto per fare due esempi, di Misery da Stephen King e di Chaplin) supera la prova. Riesce cioè a contenere Travolta nel duplice registro del ‘nordista’ un po’ spaccone che dileggia la gente del sud (soprattutto la polizia locale) ma al contempo ha il rigore morale necessario per non guardare in faccia a nessuno permettendosi di poter credibilmente indossare con grande dignità la divisa di ordinanza al momento della resa dei conti.
Le implicazioni freudiane aggiungono ulteriore elemento di interesse in un film in cui il povero James Cromwell veste, ancora una volta, i panni dell’uomo infido (chi lo vuole diverso non ha che da rivedersi Babe e poco di più). Ma quello che vale davvero la pena è il lungo dialogo tra Travolta e Woods. È un esempio di capacità di scrittura (da parte degli sceneggiatori) che si traduce in ottima recitazione. Se poi volete sapere come va a finire la storia tra Brenner e Sarah Sunhill (una sottoutilizzata Madeleine Stowe) abbiate la pazienza di vedere i titoli di coda.