Locandina Per amare Carmen

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Un film di Vicente Aranda. Con Paz Vega, Leonardo Sbaraglia, Antonio Dechent, Joan Crosas, Jay Benedict Sentimentale, durata 119 min. – Spagna, Gran Bretagna, Italia 2003. uscita venerdì 10giugno 2005. MYMONETRO Per amare Carmen * - - - - valutazione media: 1,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il settantottenne regista spagnolo Vicente Aranda non demorde. È il sesso il suo centro di gravità permanente. Privo della sfacciataggine di Tinto Brass, che mostra tutto ciò che è possibile mostrare del corpo di una donna insultando il pubblico inconsapevole, irridendone il voyerismo, che in realtà è soprattutto un suo problema. Al contrario, Aranda si aggrappa ipocritamente ai classici ed essendo spagnolo ridisegna la vicenda di Carmen, la sola Carmen conosciuta come simulacro di passioni proibite, di trasgressione, di tradimenti, tramandataci da Prosper Mérimée e musicata stupendamente da Bizet. La sua Carmen è snella come una velina, aggressiva come una commessa della Standa, bella come una valletta, ma priva del tutto della carnalità tragica di Carmen, prodigiosa creatura suscitatrice di passioni proibite, simbolo di gioia e dolore, artefice di una vicenda paradigmatica sull’amore che conduce alla perdizione.
Aranda racconta con dignitoso e gelido mestiere ciò che Mérimée ha scritto, utilizzando un escamotage narrativo, rubato a “Madame Bovary” di Vincente Minnelli: Mérimée è l’io narrante ed anche uno dei personaggi della vicenda. Della musica fiammeggiante di Bizet neppure una nota.
In due interminabili ore la vicenda non ha alcun trasalimento, si trascina in un clima letargico e la pur bella Paz Vega, dal volto curiosamente anoressico, mostra ogni centimetro del suo corpo con trionfante banalità, privandoci del mistero che si cela dietro a quel poco che ogni donna sa come valorizzare. È il supermercato degli accoppiamenti, un convegno sulla convenzionalità del rapporto amoroso. Quì l’inerte don José è solo un soldatino infoiato, non un uomo travolto dalla passione. E senza la musica di Bizet Carmen è desiderabile come una foto da camionisti. Resta la correttezza dell’ambientazione ottocentesca. E la noia.