Un film di David Cronenberg. Con Barbara Steele, Paul Hampton, Joe Silver, Lynn Lowry, Allan Magicovsky, Susan Petri, Ronald Mlodzik.

Titolo originale The Parasite Murders. Horror, durata 87 min. – Canada 1975. – VM 18 – MYMONETRO Il demone sotto la pelle **1/2-- valutazione media: 2,83 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Montreal, nel moderno complesso residenziale “Arca di Noè”, il dottor Hobbes strangola una studentessa e, dopo averla sventrata a colpi di bisturi e cosparsa di acido, si uccide. Hobbes sembra aver agito in preda a raptus, ma il dottor St. Luc, entrato in possesso dei suoi appunti, scopre che i suoi esperimenti hanno prodotto un mostruoso parassita vermiforme capace di far scattare una sfrenata esaltazione erotica e, insieme, un’incontrollabile furia omicida. St. Luc comprende che Hobbes, resosi conto di aver generato un mostro, ha tentato disperatamente di distruggerlo massacrando Annabella – la ragazza assassinata – che era la sua cavia, ma il contagio sta ormai dilagando: tra gli inquilini del residence si registrano i preoccupanti sintomi dell’infezione che si manifesta in repellenti escrescenze pulsanti all’altezza dello stomaco e ben presto l’intero edificio è scosso da una spirale di violenza. Il giorno dopo, mentre la radio diffonde le prime notizie sui focolai di una inesplicabile esplosione di violenza, una lunga fila di macchine guidate da persone in stato catatonico si allontana dall'”Arca di Noé” per inavadere il mondo.

Il primo film di Cronenberg ad essere regolarmente distribuito nei circuiti cinematografici suscita subito un vespaio di polemiche: salutato come opera innovativa per stile e contenuti al Festival di Cannes del 1975, è stroncato violentemente dalla critica canadese conservatrice che grida allo scandalo e al deprecabile spreco di soldi. Costruito con indubbia crudezza, il film sviluppa un concetto ambivalente di repulsione e attrazione morbosa per il disfacimento fisico. La paura per la malattia (taluni recensori, con il senno di poi, hanno ritenuto il film profetico del flagello dell’AIDS), abbinata con l’orrore per la perdita dell’identità, sviluppa l’idea di un contagio che si veicola nel cibo, nel contatto e nel sesso, che scardina le regole della vita sociale e svela l’impotenza della ragione di fronte alla componente animalesca dell’uomo: la corruzione – fisica e morale, concreta e psicologica – è latente nel corpo e la concretezza oggettiva contiene in sé le prospettive di un proprio doloroso superamento. La dialettica di Cronenberg è già ben definita, ma, sperimentandosi ancora tra i meccanismi del fanta-horror (nel film si possono legittimamente cogliere riferimenti agli stereotipi dello scienziato pazzo e spunti ripresi da L’invasione degli ultracorpi o dalla Notte dei morti viventi), non vuole risolversi nè per un pessimismo apocalittico né per una contro-utopia del diverso. “L’arca di Noé”, la “casa” nella quale l’incubo prende corpo, è, in qualche modo, disegno e forma dell’uomo: esteriormente solida e mirabilmente architettata, internamente scossa da spinte contrapposte che intrecciano e confondono sete di libertà con autodistruzione.Titoli alternativi: The Parasite Murders, They Came from Within, Frissons.

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