Archive for Novembre, 2015


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Star Trek: Enterprise è la quinta serie televisiva ambientata nell’universo fantascientifico di Star Trek (la sesta, considerando anche la serie animata). Il primo episodio fu trasmesso dal network statunitense UPN il 26 settembre 2001, inizialmente con il semplice titolo di Enterprise, mentre a partire dalla terza stagione la serie assunse la definitiva denominazione di Star Trek: Enterprise, similmente a quelle che l’avevano preceduta.

Le vicende di Enterprise sono ambientate circa un secolo prima di quelle della serie classica, nel momento in cui l’umanità comincia ad esplorare lo spazio.

L’astronave al centro della serie è infatti l’Enterprise NX-01, la prima nave terrestre ad essere costruita al fine di esplorare lo spazioprofondo. Questo è reso possibile dal miglioramento del motore a curvatura, fino a raggiungere velocità di curvatura (warp) 5. Il capitano designato per guidare questa nave è Jonathan Archer, figlio di uno dei principali progettisti del suo motore.

Questi, insieme al macchinista Charles Tucker III, cerca in ogni modo di anticipare la corsa allo spazio, trasgredendo a volte le leggi ed entrando in conflitto con i vulcaniani.

Uno degli elementi che contraddistingue le trame è proprio il rapporto conflittuale con i vulcaniani: questi, dopo aver compiuto il primo contatto con i terrestri, si oppongono costantemente a molti dei tentativi degli umani di affacciarsi nello spazio profondo, ritenendoli impulsivi ed inesperti, e quindi inadatti ad essere introdotti nel “consesso interstellare” (come, ad esempio, affermerà esplicitamente l’ambasciatrice V’Lar nell’episodio La caduta di un eroe). Per questo motivo i vulcaniani, non essendo riusciti a fermare il varo dell’Enterprise, in missione per riportare un messaggero klingon su Qo’noS, vi impongono come primo ufficiale T’Pol. Il suo rapporto costantemente problematico e conflittuale con il capitano Archer costituisce uno dei temi di fondo della serie.

Un altro spunto fondamentale è la mancanza della Prima direttiva, che non è ancora stata promulgata, il che lascia più spazio ad esplorazioni e contatti con civiltà aliene anche poco progredite.

Un tema presente fin dal primo episodio è quello della guerra fredda temporale, un conflitto che vede impegnate diverse fazioni operanti in epoche differenti. Il finale della seconda stagione introduce la minaccia degli xindi: dopo un loro primo attacco, l’Enterprise verrà impegnata in una lunga missione per cercare di evitare la distruzione della Terra, che è narrata per l’intera terza stagione.

La quarta stagione presenta alcuni gruppi di episodi, in cui, tra l’altro, è presentata la prima alleanza tra terrestri, vulcaniani, andoriani etellariti (che diventerà la Federazione) nata per contrastare alcune navi-camaleonte romulane che cercano di destabilizzare i rapporti tra le varie specie scatenando una guerra.

In alcuni episodi l’Enterprise dovrà affrontare la minaccia dei potenziati, residui delle guerre genetiche allevati dal dottor Soong, interpretato da Brent Spiner. In seguito, l’Impero Klingon recupererà alcune cellule dei potenziati, impiantandole in alcuni klingon; questa sperimentazione porterà tuttavia a gravi effetti collaterali.

Nella serie fanno la loro prima comparsa numerose nuove specie aliene, tra cui le più importanti sono i sulibani, gli xindi e i denobulani.

Stagione Episodi Prima TV originale Prima TV Italia
Prima stagione 26 20012002 20032004
Seconda stagione 26 20022003 20042005
Terza stagione 24 20032004 2005
Quarta stagione 22 20042005 20052006

 

Locandina The Jackal
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Thriller, durata 124 min. – USA 1997. MYMONETRO The Jackal * * 1/2 - -valutazione media: 2,94 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sulle orme del classico Giorno dello sciacallo del ’75, diretto dal grande Fred Zinnemann. Solo sulle orme, appunto: quello era un capolavoro, questa è routine. Non è De Gaulle l’obiettivo dello sciacallo (Willis), e non è nemmeno il capo dell’FBI come sembrerebbe, è la first lady americana. Il mandante è un arrogantissimo mafioso russo. Poitier è un agente FBI, Gere un terrorista irlandese che conosce lo sciacallo e accetta di collaborare con le autorità. Lo sciacallo gira mezzo mondo, si organizza e tende l’agguato con una sorta di cannone mitragliatore. Alla fine ha la peggio, in metropolitana. Tutto già rivisto (non solo visto), i soliti passaggi al limite del ridicolo, ma grandi attori, anche se ognuno va per conto suo.

Locandina italiana Ufficiale e gentiluomo
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Titolo originale An officer and a gentleman. Drammatico, durata 124 min. – USA 1981.MYMONETRO Ufficiale e gentiluomo * * * 1/2 - valutazione media: 3,55 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Zack Mayo, figlio di madre suicida e di padre donnaiolo e ubriacone, decide di rifarsi una vita iscrivendosi al corso per piloti militari di jet. Durante il corso (durissimo perché l’istruttore lo prende di mira anche se a fin di bene) conoscerà l’amicizia di un ragazzo di estrazione borghese (che però finirà col suicidarsi) e l’amore sincero di una bella ragazza. Film di successo, tecnicamente ben fatto, con attori ricchi di carisma e tanto di happy-end.

Locandina Waist Deep
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Un film di Vondie Curtis-Hall. Con Tyrese Gibson, Shawn Parr, Meagan Good, Larenz Tate Azione, durata 97 min. – USA 2006.

Un ex condannato intreccia rapporti con una gang dopo che la sua macchina viene dirottata con suo figlio dentro.

Locandina Urban Cowboy

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Un film di James Bridges. Con Scott Glenn, Barry Corbin, Debra Winger, Madeline Smith, John Travolta.Commedia, durata 135 min. – USA 1980. MYMONETRO Urban Cowboy * * - - -valutazione media: 2,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un cowboy si inurba, si sposa, litiga con la moglie e alla fine si riconcilia con lei dopo molte avventure.

 

Un film di Gore Verbinski. Con Lee Evans, Nathan Lane, Vicki Lewis, Maury Chayakin, Christopher Walken Titolo originale Mousehunt. Commedia, Ratings: Kids, durata 97 min. – USA 1997. MYMONETROUn topolino sotto sfratto * * * - - valutazione media: 3,21 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il regista, che proviene dalla pubblicità, mette in scena un film che mescola visionarietà e stile da cartoon. Un fabbricante di gomitoli di spago lascia in eredità ai propri figli la fabbrica che sta per fallire e una casa malridotta. I due scoprono che quest’ultima è opera di un famoso architetto e può essere venduta per miliardi. Ci si mette un topolino che la abita a impedire loro di realizzare il progetto.

Locandina italiana Tutto su mia madre

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Un film di Pedro Almodóvar. Con Penelope Cruz, Cecilia Roth, Marisa Paredes, Candela Peña, Antonia San Juan.Titolo originale Todo sobre mi madre. Drammatico, durata 105 min. – Spagna1999. MYMONETRO Tutto su mia madre * * * 1/2 - valutazione media: 3,80 su 50 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Madrid: Manuela ha un figlio di diciassette anni che muore travolto dalla macchina su cui viaggia una famosa attrice impegnata nella pièce Un tram che si chiama desiderio. Manuela decide di trovare il padre del ragazzo che vive a Barcellona ed è diventato Lola, un travestito. La donna incontra Agrado, altro travestito, che fa la vita e conosce anche l’attrice indiretta responsabile della morte del figlio.
Vincitore dell’Oscar come miglior film straniero, Tutto su mia madre è una perfetta fusione di passione per l’arte (a partire ovviamente dal cinema da cui si prende esplicitamente in prestito il titolo riferendosi a All About Eve). E’ proprio a un’icona che Almodovar ama come Bette Davis che il film si ispira per raccontare quello che in altre mani sarebbe potuto diventare (avendone in nuce tutte le potenzialità) un melodramma di bassa caratura. Pedro vi trasfonde (come quella flebo che vediamo in dettaglio in apertura) tutta la propria sensibilità. Le variabili sessuali di genere non sono per lui un problema ma anzi una fonte di ispirazione che riesce anche a tenere a distanza dall’altro temibile rischio: quello di un’algida referenzialità cinefila. E’ un film carico di umanità ma anche di sorprese quello che Almodovar propone agli spettatori. Si tratta di scoperte che vanno fatte passo passo insieme a Manuela (interpretata dall’argentina Cecilia Roth) perché ognuna di esse, anche quella più sopra le righe, apporta una nuova consapevolezza ai personaggi e favorisce un’empatia con mondi che il regista conosce e ama nella loro complessa contraddittorietà.

Locandina Una top model nel mio letto

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Titolo originale La Doublure. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 85 min. – Francia 2006. uscita venerdì 12 maggio 2006. MYMONETRO Una top model nel mio letto * * - - - valutazione media: 2,35 su 28 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Sorpreso da un paparazzo con l’amante Elena, celebre top model, Pierre Lavassieur è disposto a tutto pur di convincere la moglie che in realtà la diva stesse flirtando con tale François Pignon, immortalato per caso nella stessa foto. Il ricco imprenditore non esiterà a pagare il modesto passante per fingere di essere fidanzato con la modella, in una messa in scena che prevede che i due dividano lo stesso tetto/letto: sarà spreco di equivoci.
Quando Francis Veber sforna una nuova commedia, pensiero e aspettative non possono che correre indietro a La Cena dei cretini. Pur non raggiungendo le vette di originalità e comicità ‘da camera’ del suddetto gioiellino o del più recenteL’Apparenza Inganna,La Doublure (è lecito ripudiare l’orrido titolo nostrano) porta evidente il ricamo del proprio direttore artistico, intessuto su copione da commedia di equivoci prestampato. Ancora una volta un cinema fatto di François Pignon catapultati fuori contesto, di opposti che si trovano a dividere gli stessi spazi, di situazioni pericolosamente fuori controllo, di lieto fine ma solo per chi se lo merita. Gradevole dejavu.

Locandina italiana Se scappi, ti sposo

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Un film di Garry Marshall. Con Julia Roberts, Richard Gere, Joan Cusack, Hector Elizondo, Rita Wilson. Titolo originale Runaway Bride. Commedia, Ratings: Kids, durata 116 min. – USA 1999.MYMONETRO Se scappi, ti sposo * * 1/2 - - valutazione media: 2,52 su 18 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il reporter newyorkese Ike Graham è in cerca di un’idea interessante cui dedicare il nuovo articolo della sua rubrica sul USA Today. Al pub dove solitamente trova ispirazione, fa la conoscenza di un uomo sconsolato che gli racconta di una donna che ha sistematicamente abbandonato all’altare ogni suo sposo nel giorno delle nozze. Il pezzo sulla “sposa in fuga” riceve un grosso richiamo e provoca le ire del suo stesso soggetto, Maggie Carpenter, che per pronta risposta scrive una lettera di protesta in cui denuncia le bugie e lo sciovinismo di Ike. Licenziato dalla sua editrice nonché ex moglie, Ike decide così di vendicarsi a suo modo, indagando sulle precedenti relazioni di Maggie e trasferendosi nella piccola cittadina del Maryland dove lei vive in attesa di sposarsi per la quarta volta.
Alla favola di Pretty Woman mancavano solo scene da un matrimonio e marchio conclusivo “e vissero per sempre felici e contenti” per essere a tutti gli effetti una “Cenerentola a Los Angeles”. Dieci anni dopo, questo complesso da fede nuziale porta a riunire la squadra per dare sfogo alla carenza di confetti, fiori d’arancio e successi commerciali. Nozze di stagno, quindi, per la triade Garry Marshall, Julia Roberts e Richard Gere (con partecipazione collaterale di Hector Helizondo), e nuova commedia romantica che stavolta mette da parte Cenerentole e Pigmalioni, prostitute e My Fair Lady, per orientarsi nella tradizione screwball.
La distanza sociale fra il mondo sotterraneo della prostituzione dell’Hollywood Boulevard e quello superattico dei finanzieri diviene distanza culturale fra cittadini newyorkesi e abitanti della campagna, mentre in primo piano assistiamo all’instaurarsi di una guerra dei sessi fra un cinico giornalista newyorkese e una country girl goffa e piena di insicurezze, ma capace di far breccia nel cuore di ogni uomo. Quel che Marshall purtroppo dimentica nel passaggio da un sottogenere rom-com all’altro, sono i principi della comicità: né il conflitto culturale, né quello amoroso hanno abbastanza verve e freschezza per uscire dai luoghi comuni della farsa, ed entrambi calano visibilmente man mano che le schermaglie lasciano il posto ai sentimenti. Ciò che funzionava in Pretty Womanè dunque esattamente quello che non funziona in Se scappi, ti sposo: la sofisticata leggerezza del primo, capace di rendere ironica e sognante anche la situazione più scabrosa, diviene sciatta faciloneria nel secondo.
I due protagonisti vengono chiamati a sopperire performativamente alle debolezze dello script e ad esibire un’inedita fisicità (Gere si fa colorare i capelli e si cimenta in smorfie piacione, mentre Roberts si reinventa in comiche slapstick). L’aspetto deteriorato delle dinamiche di coppia si riflette anche negli altri invitati alla cerimonia (comprimari più validi con poco spazio come Joan Cusack e Helizondo e meno validi senza il senso del ridicolo come la nonna erotomane) e soprattutto in una serie di mediocri scelte formali che culminano nel rimontaggio finale di alcune inquadrature, brutto video di nozze di un matrimonio già in crisi.

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Un film di Paul Verhoeven (I). Con Michael Ironside, Dina Meyer, Casper Van Dien, Denise Richards, Clancy Brown. Titolo originale Starship Troopers. Fantascienza, durata 125 min. – USA1997. MYMONETRO Starship Troopers – Fanteria dello spazio ***-- valutazione media: 3,17 su 25 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Tratto dal romanzo di Robert Heinlein. In un futuro dove regnano ordine e disciplina grazie a truppe superaddestrate, arrivano i soliti alieni terrificanti dalla forma di immensi insetti. Ecco che i “fanti dello spazio” possono mettere in campo tutta la loro preparazione. Solita indigestione di effetti speciali col solito “pizzico di ironia” che dovrebbe essere un valore aggiunto ed è invece un valore tolto. Nessun “nome”, tutti giovani e muscolosi.

Locandina Stardust Memories

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Un film di Woody Allen. Con Charlotte Rampling, Woody Allen, Jessica Harper, Marie-Christine Barrault, Tony RobertsCommedia, b/n durata 91 min. – USA 1980. MYMONETRO Stardust Memories * * * - - valutazione media: 3,17 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Woody Allen cerca di fare il suo Otto e mezzo proponendo se stesso a mo’ di Fellini, un regista in crisi che firma la sua crisi. Risultando poi molto meno divertente (e profondo) del suo solito. Lo vediamo alle prese con produttori preoccupati del risultato commerciale del suo ultimo film, lo vediamo ricordare i suoi rapporti con tre donne (tutte più o meno nevrotiche) e, naturalmente, difendersi anche dagli ammiratori (ciascuno dei quali commenta assurdamente le sue opere).

Locandina The Illusionist - L'illusionista
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Un film di Neil Burger. Con Edward Norton, Paul Giamatti, Jessica Biel, Rufus Sewell, Eddie Marsan.

continua»

Titolo originale The Illusionist. Fantastico, Ratings: Kids+13, durata 110 min. – USA 2006. – Eagle Pictures uscita venerdì 6 aprile 2007. MYMONETRO The Illusionist – L’illusionista * * * - - valutazione media: 3,00 su 160 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Siamo all’inizio del XX secolo, in Austria. Eisenheim è un adolescente innamorato (e ricambiato) della bella Sophie: la ragazza però, è promessa sposa del Principe Leopoldo, erede al trono. I due sono costretti a separarsi ed Eisenheim scompare dalla circolazione. Quindici anni dopo, il ragazzo è cresciuto e strega Vienna con spettacoli nei quali mette in mostra le sue incredibili doti di illusionista: una sera incontra Sophie, e l’amore si riaccende, ma il Principe Leopoldo, aiutato dall’Ispettore Generale Uhl, capo della Polizia, fa di tutto per stroncare una volta per tutte la relazione.
The Illusionist è la storia di un triangolo sentimentale: alla magia dell’amore, si aggiungono gli stupefacenti incantesimi di Eisenheim, padrone del palcoscenico e dell’arte dell’illusione. Neil Burger, il regista, è bravo a raccontare la storia con stile asciutto e a rappresentare una Vienna credibile e vivace, grazie all’eccellente fotografia di Dick Pope. Le uniche perplessità riguardano un plot forse troppo convenzionale, vista la materia trattata, e a cui manca, pur essendo di fatto presente ma troppo prevedibile, un valido colpo di scena finale. La sceneggiatura si concentra sulla storia d’amore e sull’evoluzione dei personaggi, mentre restano appena accennati temi che forse avrebbero meritato un maggiore approfondimento come il contrasto fra scienza e magia e tra raziocinio e immaginazione. Nel cast brillano l’ambiguo Paul Giamatti e la bella Jessica Biel, mentre a sembrare un po’ spaesato e fuori parte è proprio Edward Norton, la cui performance è valida, ma lontana dai suoi (altissimi) standard, quasi che l’attore fosse soverchiato dalla magia del personaggio che interpreta. Menzione speciale invece, per l’eccezionale score di Philip Glass, musicista ricercato e minimalista, che colpisce orecchie e cuore dello spettatore, con melodie capaci di avvolgere il film in un’aura magica. Grazie anche a questo fondamentale contributo, The Illusionist, offre numerosi momenti emozionanti, appassionanti, e una sequenza, quella dello spettacolo con “l’albero di arance “, da iscriversi direttamente nella storia del cinema.

Locandina italiana Stay Alive

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Un film di William Brent Bell. Con Jon Foster, Samaire Armstrong, Frankie Muniz, Sophia Bush, Jimmi Simpson.Horror, Ratings: Kids+13, durata 85 min. – USA 2006. – Medusa uscita venerdì 30 marzo 2007. MYMONETRO Stay Alive * 1/2 - - - valutazione media: 1,62 su 97 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dopo la morte cruenta e inspiegabile di un loro amico, un gruppo di teenager entra in possesso di un videogioco horror, ibrido tra “Resident Evil” e “Silent Hill”, ispirato alla vera storia di una nobildonna vissuta nel XVII secolo, sul quale sembra gravare una terribile maledizione. Chi vi gioca e vi muore infatti, rischia di fare la stessa fine anche nella realtà. Quando la maledizione palesa la sua esistenza, il gruppo di amici cerca di venire a capo del mistero, mettendo a repentaglio la propria vita…
Stay Alive è un perfetto esempio per dimostrare come l’incapacità e l’imperizia, possano vanificare anche la migliore delle idee. Sulla carta infatti, il plot di partenza non era malvagio: finalmente un film che sfrutta il tema “videogioco”, senza essere la trasposizione più o meno ispirata di un titolo di successo.
Purtroppo, come oramai troppo spesso accade quando si parla di teen-horror americani, tutti i buoni spunti di partenza, si trasformano in lettera morta una volta passati sul grande schermo. Il film cerca di ammiccare in modo sfacciato al suo presunto target di riferimento (basti vedere la gigantografia di Steamboy che fa da sfondo a una lunga sequenza a inizio film, che fa tanto “nippofilo”, o l’accendino con i simboli della Playstation), ma a parte una manciata di scene ben girate e caratterizzate da un discreta fotografia, siamo di fronte al nulla.
Il fatto che si preferiscano di gran lunga le sequenze “finte” del videogioco a quelle “vere” del film, dovrebbe dirla lunga sulla qualità di quest’ultimo. La messa in scena è di annichilente povertà. Il quintetto di protagonisti, tutti di estrazione televisiva, nell’accezione negativa del termine, recita malissimo, i colpi di scena possono essere previsti con sconcertante facilità, il ritmo generale è molto blando e lo stesso videogioco, unico vero elemento d’interesse del film, ha una presenza minimale: se a questo aggiungiamo la frequenza con la quale Stay Alive suscita involontariamente il riso, possiamo tranquillamente affermare che l’obiettivo di regista e autori è completamente fallito. Se avete aspettative molto, molto basse e siete fanatici di videogames, potreste anche sopportare la visione, ma in caso contrario rischiate di annoiarvi…a morte.

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Star Trek: Deep Space Nine (abbreviato in DS9) è la terza serie televisiva ambientata nell’universo fantascientifico di Star Trek (la quarta se si considera anche la serie animata). È stata messa in onda per la prima volta il 3 gennaio 1993 negli Stati Uniti, due anni dopo la morte di Gene Roddenberry, l’ideatore di Star Trek, avvenuta nel 1991. Deep Space Nine è stata prodotta in sette stagioni e trasmessa in prima visione negli USA dal 1993 al 1999, per lasciare il testimone alla serie parallela Star Trek: Voyager iniziata nel frattempo nel 1995. In Italia è stata trasmessa per la prima volta dalla RAInell’estate 1995.

Deep Space Nine è stata l’unica serie di Star Trek a essere ambientata non a bordo di un’astronave ma all’interno di una stazione spaziale.

La base Deep Space Nine è situata nell’orbita del pianeta Bajor, ai turbolenti confini tra lo spazio della Federazione Unita dei Pianeti e quello dell’Unione Cardassiana. La stazione, costruita su progetto cardassiano (il suo nome originale cardassiano era Terok Nor), è stata ceduta al controllo della Federazione con un trattato a seguito della fine di una sanguinosa guerra e della brutale occupazione del vicino Bajor.

Stagione Episodi Prima TV Originale Prima TV Italia
Prima stagione 20 1993 1995
Seconda stagione 26 19931994 1996
Terza stagione 26 19941995 19971998
Quarta stagione 26 19951996 20002001
Quinta stagione 26 19961997 2001
Sesta stagione 26 19971998 20012002
Settima stagione 26 19981999 2002

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Star Trek: Voyager è la quarta serie televisiva live action (la quinta, contando anche la serie animata) ambientata nell’universo fantascientifico di Star Trek. Narra le avventure dell’equipaggio dell’astronave della Federazione USS Voyager perduta in un remoto quadrante della galassia.

Nel 1994 le avventure della serie Star Trek: The Next Generation sarebbero finite (dopo sette stagioni) e quindi Star Trek: Deep Space Nine era destinata a restare l’unica serie di Star Trek in televisione. Fu allora che la Paramount si domandò se sarebbe stato possibile replicare il successo di TNG con una nuova serie ambientata su una nave stellare. Anziché navigare nello spazio federale, ormai fin troppo conosciuto, questa nuova nave avrebbe navigato in uno spazio più remoto, il Quadrante Delta.

Fu così che nacque la USS Voyager (“viaggiatrice”, riprendendo anche il nome delle celebri sonde spaziali del programma Voyager, già citate fin dal primo film della saga cinematografica). Si poté così tornare a raccontare avventure di un’astronave in missione nello spazio profondo, riprendendo lo spirito pionieristico della serie classica.

L’astronave della Federazione USS Voyager, comandata dal capitano Kathryn Janeway, viene inviata in missione alla cattura di un gruppo di Maquis, ribelli di confine che lottano contro i Cardassiani e non riconoscono i trattati di pace stipulati tra questi e la Federazione. Durante la missione, la Voyagerviene trasportata nel quadrante Delta della Galassia, a più di 70.000 anni luce dalla Terra dal Custode, un’entità aliena che muore prima di poter rimandare la nave indietro; per sopravvivere i due equipaggi, dei Maquis e della Flotta, che hanno subito gravi perdite, devono unirsi per affrontare il viaggio che si stima possa durare anche più di 70 anni.

Durante il viaggio la Voyager viene attaccata da un gran numero di specie ostili (tra cui i Kazon, i Borg e la Specie 8472), ma riesce a trovare anche degli alleati.

Stagione Episodi Prima TV originale Prima TV Italia
Prima stagione 16 1995 19971998
Seconda stagione 26 19951996 19981999
Terza stagione 26 19961997 19992000
Quarta stagione 26 19971998 2000
Quinta stagione 26 19981999 2003
Sesta stagione 26 19992000 20032004
Settima stagione 26 20002001 2004

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Star Trek: The Next Generation è una serie televisiva ambientata nell’universo fantascientifico di Star Trek ideato da Gene Roddenberry, trasmessa originariamente negli Stati Uniti dal 1987 al 1994 (in Italia per la prima volta dal 1991 al 1997).

Prima serie a continuare la serie originale di Star Trek (19661969) (seconda se si considera anche la serie animata), The Next Generation è ambientata circa un secolo dopo e presenta una nuova nave stellare Enterprise e un nuovo equipaggio.La serie fu concepita e prodotta dall’ideatore originale di Star Trek, Gene Roddenberry.

Nel 1986, vent’anni dopo la prima serie di Star Trek, Roddenberry decise che era il momento di riprovare a creare una serie che ne fosse il seguito, ambientandola però a distanza di 78 anni nel futuro e con personaggi completamente nuovi. Nacque così Star Trek: The Next Generation. Le avventure si sono sviluppate in 178 episodi per la televisione, per poi proseguire con quattro pellicole cinematografiche. Il successo della serie è stato talmente grande da creare una nuova generazione di appassionati, che hanno allargato la cerchia dei milioni di fan di Star Trek già sparsi in tutto il mondo.[1]

Stagione Episodi Prima TV originale Prima TV Italia
Prima stagione 26 19871988 19911993
Seconda stagione 22 19881989 1994
Terza stagione 26 19891990 19941995
Quarta stagione 26 19901991 1995
Quinta stagione 26 19911992 19951996
Sesta stagione 26 19921993 1996
Settima stagione 26 19931994 1997

 

 

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Aquarion Evol (アクエリオンEVOL Akuerion Evol?) è una serie televisiva anime giapponese creata da Shoji Kawamori e prodotta da Satelight e 8-Bit,seguito della serie Aquarion del 2005. La serie venne annunciata il 25 febbraio del 2011[2] e ha debuttato su TV Tokyo l’8 gennaio 2012, per poi concludersi il 24 giugno dello stesso anno

La storia di Aquarion Evol è ambientata dodicimila anni dopo la guerra fra umani ed Angeli delle Tenebre combattuta da Apollo e Silvia, dove l’umanità si deve trovare a combattere contro esseri provenienti dal pianeta Altair, i quali stanno rapendo le donne con poteri element in quanto le loro sono morte tutte a causa di un male misterioso.

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Saggi – Post n°2

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Angst è un film del 1983 diretto da Gerald Kargl. Unico lungometraggio realizzato dal regista austriaco, è stato sceneggiato dallo stesso Kargl insieme al polacco Zbigniew Rybczyński, il quale si è occupato anche della fotografia e del montaggio.

Il film è interpretato dall’attore austriaco Erwin Leder e la sua trama è liberamente ispirata alla storia del serial killer Werner Kniesek.

Uno psicopatico, appena rilasciato dal carcere, si introduce in una villa isolata e inizia a dare sfogo al suo inguarito sadismo sulla famiglia che la abita, composta da una giovane donna, dal fratello ritardato e dall’anziana madre.

Locandina italiana Valzer con Bashir

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Un film di Ari Folman. Con Ari Folman, Mickey Leon, Ori Sivan, Yehezkel Lazarov, Ronny Dayag.Titolo originale Waltz With Bashir. Animazione, durata 87 min. – Israele, Germania, Francia2008. – Lucky Red uscita venerdì 9 gennaio 2009. MYMONETRO Valzer con Bashir * * * 1/2 - valutazione media: 3,78 su 78 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una notte, in un bar, un amico confessa al regista israeliano Ari Folman un suo incubo ricorrente: sogna di essere inseguito da 26 cani inferociti. Ha la certezza del numero perchè, quando l’esercito israeliano occupava una parte del Libano, a lui, evidentemente ritroso nell’uccidere gli esseri umani, era stato assegnato il compito di uccidere i cani che di notte segnalavano abbaiando l’arrivo dei soldati. I cani eliminati erano giustappunto 26. In quel momento Folman si accorge di avere rimosso praticamente tutto quanto accaduto durante quei mesi che condussero al massacro portato a termine dalle Falangi cristiano-maronite nei campi di Sabra e Chatila. Decide allora di intervistare dei compagni d’armi dell’epoca per cercare di ricostruire una memoria che ognuno di essi conserva solo in parte cercando di farla divenire patrimonio condiviso.
Folman, regista e sceneggiatore di qualità (è, tra l’altro, uno degli sceneggiatori di In Treatment, serie televisiva di grande successo in Israele adattata da Rodrigo Garcia per il canale dell’HBO) affronta con coraggio uno dei nervi scoperti della storia recente della democrazia israeliana. Non è però interessato a distribuire patenti di colpevolezza senza prove (sono note le accuse all’allora Ministro della Difesa Ariel Sharon considerato responsabile del fatto di aver saputo e taciuto, se non addirittura favorito).
Folman scava più a fondo utilizzando un metodo che sta progressivamente trovando una sua consistenza nel mondo della comunicazione. Decide cioè che inanellare le interviste porterebbe a realizzare un documentario rivolto a un pubblico di nicchia. Racconta allora utilizzando un’animazione scarna ma efficace che riesce a restituire il work in progress di un rimosso che da forme fantastiche o mitiche (esplicita la citazione di Apocalypse Now) passa a focalizzare una realtà orrenda che, proprio perchè tale, era stata espunta dal ricordo del singolo e della collettività. Non è un caso che il primo amico a cui Folman si rivolge dopo aver avuto l’idea sia un analista. La scelta di questo tipo di terapeuta rivela una particolare attenzione dell’autore alla materia ma anche quella che egli sente come una necessità per tutto il suo popolo: una sorta di seduta collettiva che aiuti a fare chiarezza innanzitutto in se stessi.
Questo film costituisce una riprova (semmai ce ne fosse ancora bisogno) che la demonizzazione tout court di Israele è del tutto miope. Se davvero si vuole dare un contributo internazionale alla soluzione del conflitto israelo-palestinese è proprio sostenendo chi, come l’israeliano Folman, incentiva il recupero di una memoria scomoda che si potranno ottenere piccoli ma significativi risultati.