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Una Storia Milanese

Un film di Eriprando Visconti. Con Lucilla MorlacchiRomolo ValliDanièle GaubertRegina BianchiEnrique Thibaut. continua» Drammaticob/n durata 92 min. – Italia 1962

Giampiero e Valeria si amano ma, proprio quando il sentimento si esaurisce, lei si accorge di aspettare un bambino.

Svidd neger (2003) - IMDb

Un film di Erik Smith Meyer. Con Kingsford SiayorEirik Junge EliassenBjörn GranathKjersti Lid GullvågThor-Inge Gullvåg Drammaticob/n durata 87 min. – Norvegia 2003.

Anna vive con suo padre Karl in una landa desolata nel nord della Norvegia. Karl ha annegato sua moglie ed il suo neonato figlio di colore nel mare appena ha scoperto che lei le è stata infedele. Per questo Karl è ossessionato dalla sua coscienza per ciò che ha fatto e annega i suoi pensieri nell’alcool. Anna sta cercando l’amore della sua vita, ma non ci sono molti pretendenti attorno a lei, fino a che non scopre un’altra piccola famiglia dall’altro lato della montagna. Incontra così la vedova alcolizzata coetanea di Karl, suo figlio Peder, e il figlio adottivo, Ante, arrivato dal mare su di un pezzo di legno.

Sinfonia nuziale (1926) | FilmTV.it

Un film di Erich von Stroheim. Con Fay WrayMaude GeorgeGeorge FawcettCesare GravinaErich von Stroheim. continua» Titolo originale The Wedding MarchCommediadurata 109′ min. – USA 1926

The Wedding March, che costituisce con Greed una delle più significative realizzazioni di Stroheim, doveva essere proiettato in due parti, d’una dozzina di bobine ciascuna: ma, come ricorda Davide Turconi, l’insipienza e il gretto commercialismo della Paramount, che aveva assunto la distribuzione del film, rovinò tutta la seconda parte – The Honeymoon (Luna di miele) – affidandone il montaggio a von Sternberg con l’ordine di farne un film a se stante. Stroheim così estromesso non riconobbe questa arbitraria manomissione e proibì la presentazione in America di questa parte del film, che circolò solo in Europa e nel Sud America.Negli ultimi anni della sua vita, Stroheim ebbe l’opportunità di rimontare il film. Nel 1954, alla Cinémathèque française realizzò una versione della prima parte che è la stessa che viene qui proiettata. Alla Cinémathèque era conservata anche l’unica copia sopravvissuta di The Honeymoon, ma per Stroheim ciò fu unicamente fonte di imbarazzo. La pellicola andò distrutta in un incendio, cinque giorni dopo la morte del regista. Ha scritto la storica Lotte Eisner (in Von Stroheim, edito nel 1994 dalla Stiftung Deutsche Kinemathek e dal Festival di Berlino): “Avevamo iniziato a proiettare The Wedding March per Stroheim da pochi minuti, quando egli balzò in piedi dicendo: ‘È insopportabile. Il film è noioso, terribile.’ Lo guardai inorridita. Le sue parole mi sembravano quasi blasfeme. ‘A che velocità lo state proiettando?’, egli chiese. ’16 fotogrammi al secondo’, risposi, ‘la velocità giusta per i film muti.’ ‘Ma è stato girato a 24 fotogrammi al secondo. E c’erano dei dischi con l’accompagnamento musicale.’ Corsi in cabina. Ripristinato il suo ritmo originario, il film era stupendo. Eppure Stroheim non era contento.

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Locandina La vita sognata degli angeli

Un film di Erick Zonca. Con Grégoire ColinÉlodie BouchezNatacha Régnier Titolo originale La vie rêvée des angesDrammaticodurata 153 min. – Francia 1998MYMONETRO La vita sognata degli angeli ***1/2- valutazione media: 3,50 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Storia di due ragazze, una on the road e l’altra seduttrice. Sono diversissime dunque, e siccome gli estremi si attraggono, diventano amiche e mettono su casa insieme. Frequentano tanta gente, i rapporti non sono mai facili. Film vivo con due brave interpreti – Bouchez e Regnier – che hanno vinto la Palma d’oro a Cannes per la migliore interpretazione femminile.

La Vedova Allegra (The Merry Widow) – Erich von Stroheim (1925) | E Muto Fu

Un film di Erich von Stroheim. Con Roy D’ArcyJohn GilbertMae MurrayJosephine CrowellGeorge Fawcett. continua» Titolo originale The Merry WidowDrammaticodurata 110 min. – USA 1925.

Tratto dall’operetta di Franz Lehár è stato girato in parte a colori. Il principe Mirko e suo cugino Danilo fanno la corte a Sally, una ballerina americana. Danilo decide di sposarla ma il re Nikita e la consorte Milena non vogliono. Allora Sally per ripicca sposa un vecchio ricco, il barone Sadoja, costretto sulla sedia a rotelle

Hollywood Salome (1998) movie posters
  • Hollywood Salome USA Genere: Drammatico durata 77′ Regia di Erick Ifergan Con Vincent Gallo, Nina Brosh, Seymour Cassel, Eyal Doron, Louise Fletcher, Francis Milton, Gregory Wood, Melissa van der Schyff

Johnny, un predicatore di strada senza un soldo, trascorre il tempo a distribuire opuscoli e a diffondere la parola di Dio. Durante una delle sue giornate, Johnny incontra Sarah, una bella parrucchiera che ha appena perso il lavoro. Per Sarah, è amore a prima vista: segue Johnny fino a casa e cerca inutilmente di sedurlo. Nonostante sia attratto da lei, Johnny la respinge ma Sarah non demorde, continuando a stargli dietro con la speranza di riuscire a fargli cambiare idea.

Regia di Eric Valli. Un film con Thilen LhondupGurgon KyapKarma Wangel. Titolo originale: Himalaya, l’enfance d’un chef. Genere Avventura – Francia1999durata 104 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

Nella regione del Dolpo, a 4500 m di altitudine nel Tibet nepalese, c’è un villaggio di pastori e contadini che per sopravvivere trasportano periodicamente il sale, merce di scambio con il grano, nelle valli del Nepal con carovane di yak (bovide dal mantello lanoso), sfidando freddo, neve, valanghe. È lo sfondo di una vicenda romanzesca, ma radicata nella cultura locale, imperniata sul conflitto tra generazioni, tra tradizioni e ragione. Prodotto da Jacques Perrin, scritto, con Olivier Dazat, e diretto da Valli, collaboratore di National Geographic , Geo e Life , autore di una decina di libri sul Nepal e il Tibet, è il frutto di 9 mesi di riprese tra il ’97 e il ’98 e di una accorta mescolanza tra documentario antropologico, racconto di formazione e film di viaggio con cadenze epiche nella 2ª parte. Interpreti non professionisti, tranne la bella vedova Lapka Tsmachoe ( Sette anni in Tibet ). Vera protagonista è la montagna. Fotografia di Jean Paul Meurisse e Eric Guichard. Doppiaggio inevitabilmente stonato.

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Un film di Ernest B. Schoedsack. Con Albert DekkerJanice LoganThomas ColeyCharles HaltonVictor Kilian. continua» Fantascienzadurata 75 min. – USA 1940.

In un remoto rifugio del Perù, il pazzo dottor Alexander Torkel sta lavorando sull’energia atomica. Quando il minerologo Stockton con il biologo Bulfinch e la sua assistente Mary Mitchell lo raggiungono, Torkel non vuole svelare la natura dei suoi esperimenti. Il gruppo, insospettito da alcune dicerie e dallo strano contegno del collega, decide di indagare: a suo rischio e pericolo … Il dottore, infatti, ha costruito una macchina che rimpicciolisce gli esseri viventi e la utilizza, con grande compiacimento personale, anche su loro.
Ancora oggi, il film di Schoedsack si lascia seguire con interesse e si fa apprezzare per gli ottimi – all’epoca sbalorditivi – effetti speciali di Farciot Edouard e Gordon Jennings, nomination per l’Oscar.In Italia il film fu distribuito in una versione in bianco e nero.

Regia di Ernesto Daranas. Un film Da vedere 2014 con Alina RodríguezMiriel CejasSilvia AguilaYuliet CruzArmando Miguel GómezCast completo Titolo originale: Conducta. Genere Drammatico, – Cuba2014durata 108 minuti. Uscita cinema giovedì 24 novembre 2016 distribuito da Ahora! Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Cuba. L’undicenne Chala vive con la madre tossicodipendente che cerca di aiutare economicamente allevando piccioni e addestrando cani da combattimento. La sua resa scolastica non è delle migliori perché non perde occasione per farsi notare e riprendere. L’anziana maestra Carmela sa però come occuparsi di lui ma quando si ammala viene sostituita da una collega molto più giovane che non accetta le intemperanze del ragazzo. Il consiglio di direzione decide di mandarlo a una scuola di condotta, un istituto di correzione per i ragazzi indisciplinati e con problemi. Carmela non pensa che sia la scelta giusta.
Ci sono film che raccontano, in modo più o meno efficace, delle storie. Ce ne sono altri, non molti di questi tempi, che vanno oltre: mentre narrano le vicende dei loro protagonisti ci dicono dell’evoluzione di un Paese molto di più di quanto si potrebbe far comprendere in un saggio.
E’ quanto accade in questa opera pluripremiata di Ernesto Daranas che sa portare sullo schermo con accenti di profonda umanità le storie e la Storia. Perché seguiamo i problemi di Chala che non può ‘comportarsi bene’, considerata la vita che è costretto a vivere al di fuori delle mura scolastiche, ma conosciamo anche una figura di insegnante difficile da dimenticare come è quella di Carmela, capace di guardare oltre quelle mura. Ma non ci fermiamo lì perché ci vengono proposti i timori di Yeni, la più carina e la più brava della classe che ha però un padre che rischia continuamente di essere cacciato da L’Avana e rispedito in campagna. Tutti loro ma anche la nuova insegnante e il comitato di direzione debbono poi vedersela con le regole che vigono a Cuba. Qui il film raggiunge l’ulteriore livello di significazione. Perché parlare esplicitamente di tossicodipendenza (e indirettamente di prostituzione), fare riferimenti all’anzianità del gruppo dirigente al potere e far ruotare una parte della vicenda sulla possibilità o meno di appendere su una bacheca dell’aula un santino raffigurante la Vergine Maria è estremamente significativo. Questi segni ci dicono che nella Cuba che si andava avvicinando al disgelo con gli Usa (con il contributo decisivo di Papa Francesco) molte cose stavano già cambiando.
Poter rendere espliciti temi come quelli di cui sopra (ivi compreso un lavoro minorile in un’attività illegale come quella dei combattimenti tra cani) è un segnale molto preciso di un nuovo percorso intrapreso nell’isola. Tutto questo grazie a ottimi interpreti professionisti (su tutti Alina Rodriguez che il pubblico italiano ricorda in Lista d’attesa di Juan Carlo Tabio) ma anche a quei bambini e bambine “presi dalla strada” (come si diceva nel cinema neorealista) che della strada portano sullo schermo la sofferenza e la vitalità.

All'ovest niente di nuovo, attori, regista e riassunto del film

Un film di Lewis Milestone. Con Louis Wolheim, Lew Ayres, John Wray, Arnold Lucy, Ben Alexander. Titolo originale All Quiet on the Western Front. Guerra, Ratings: Kids+13, b/n durata 105′ min. – USA 1930. MYMONETRO All’Ovest niente di nuovo * * * * 1/2 valutazione media: 4,67 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l’etica. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi “colossi” del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. 2 Oscar: miglior film e migliore regia. Ebbe un seguito (The Road Back, 1937, di James Whale) e un rifacimento nel 1979 con la regia di Delbert Mann, Niente di nuovo sul fronte occidentale.

Quello strano cane di papà HD (1976) Streaming CB01 ex CINEBLOG01

Un film di Robert Stevenson. Con Dean JonesSuzanne PleshetteTim ConwayIris Adrian Titolo originale The Shaggy D.A.Fantasticodurata 91 min. – USA 1976.

Grazie a un sortilegio legato a un antico anello, il giovane avvocato Wilby si trasforma in un cane ogni volta che viene letta una certa formula. Per il povero avvocato, che ha mire politiche, la situazione è davvero insostenibile, perché la trasformazione avviene nelle circostanze più inopportune.

Regia di Eran Riklis. Un film con Stephen DorffAlice TaglioniAshraf BarhomAli SulimanAbdallah El AkalCast completo Titolo originale: Zaytoun. Genere Drammatico – Gran Bretagna2012durata 107 minuti.

A Beirut, in Libano, nel 1982 imperversa la guerra scatenata dall’esercito di Israele. Quando un caccia israeliano viene abbattuto dalle forze libanesi, il suo pilota David è costretto a ricorrere all’aiuto di Fahed, un ragazzino di dodici anni che vive di stenti tra i rifugiati palestinesi. Questa coppia male assortita riuscirà a superare l’iniziale ostilità, dovuta alla diversità di bandiera ed esperienze, e tenterà di mettersi in salvo cercando la strada del ritorno a casa.

The Exchange (2011) - Streaming | FilmTV.it

Regia di Eran Kolirin. Un film con Dov NavonRotem KeinanSharon Tal. Titolo originale: Hahithalfut. Genere Drammatico – Israele2011durata 94 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Oded, dottorando in fisica all’università, un giorno rientra in casa ad un’ora insolita e si accorge di non riconoscerla: tutto gli appare differente, come se non gli appartenesse, non fosse casa sua. Comincia allora a guardare ad ogni cosa in modo nuovo, nota ciò che prima non avrebbe notato, fa cose che non avrebbe fatto, spia la vita della moglie e del suo caseggiato dall’esterno. Più osa nei comportamenti insoliti e liberatori e più si allontana dalla compagna e dall’interesse per il lavoro. Assumendo un altro sguardo diventa un altro uomo.
Secondo lungometraggio di Eran Kolirin, il film ben s’inserisce nel panorama della new wave cinematografica israeliana, le cui pellicole sono spesso ironiche parabole per immagini, allegorie della società e della politica nazionale, che sfruttano un paradosso per suscitare il riso e al contempo aprire degli interrogativi. Non è un caso, dunque, se The Exchange si apre con l’esposizione di un paradosso della fisica che conclude l’impossibilità di leggere la realtà obiettivamente: il pensiero va dritto alla questione israelo-palestinese, voluto o meno che sia.
Cerebrale e algido, il film non consente una visione sempre appassionata e non sceglie mai tra commedia e dramma, mantenendo un tono intermedio molto difficile da gestire senza incorrere nel rischio di annoiare. Tocca però diversi elementi interessanti. Nella vita soddisfatta e completa di Oded, infatti, la rottura della normalità e l’escalation che segue aprono uno squarcio che lascia entrare una vitalità prima sconosciuta. Oded e la moglie stanno provando ad avere un bambino ma in realtà è lui stesso a fare delle prove di infanzia, concedendosi di derogare alle regole sociali adulte e (ri)scoprendo il proprio mondo come se lo vedesse per la prima volta. Il protagonista, dunque, altri non è che il regista cinematografico, sempre in cerca di un modo nuovo di inquadrare le cose (Oded che guarda dall’alto del suo ufficio, Oded che guarda dal basso del rifugio), con dei tempi che non sono razionali ma emozionali. L’adozione di questo sguardo più attento e critico del normale può diventare ossessione, malattia, al pari dei fenomeni di alienazione tipici dei malati di mente. La sindrome della messa in scena, vero e proprio gomito del tennista del cineasta, può portare l’artista a divenire spettatore della (propria) vita e non più attore attivo. Questo sembra dire Kolirin, quando previene i suoi personaggi dal soccorrerne un terzo, in occasione di un grave incidente. Il finale del film è un po’ sprecato ma lo spunto è indubbiamente interessante.


RACCONTO DI PRIMAVERA, D'INVERNO, D'ESTATE, D'AUTUNNO Eric Rohmer SERIE 4  DVD | eBay

Regia di Eric Rohmer. Un film Da vedere 1990 con Hugues QuesterAnne TeyssèdreFlorence DarelEloise BennettSophie RobinCast completo Titolo originale: Conte de printemps. Genere Commedia – Francia1990durata 112 minuti. – MYmonetro 3,00 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Jeanne (Teyssedre), docente di filosofia al primo incarico, si fa ospitare da Natasha (Darel) che, in antipatia verso l’amichetta del padre (Bennett) sua coetanea, spinge la nuova amica tra le braccia del genitore (Quester). È il 1° del ciclo “Racconti delle quattro stagioni” che segue ai “Racconti morali” e a “Commedie e proverbi”. Vi succede poco sul piano dei fatti, molto su quello dei sentimenti. Gli si addice un noto detto di Hoffmanstahl: “La profondità va nascosta. Dove? In superficie”. Settantenne felice, E. Rohmer continua per la sua strada: la trasparenza dello stile, l’interesse per i personaggi giovani, la leggerezza elegante del tocco, il suo cinema fondato sulla comunicazione verbale e l’analisi psicologica.

Racconto D'Estate (Nuova Edizione): Amazon.it: Poupaud, Langlet, Simon,  Nolin, Lefevre, Poupaud, Langlet, Simon, Nolin, Lefevre: Film e TV

Regia di Eric Rohmer. Un film Da vedere 1996 con Melvil PoupaudAmanda LangletGwenaëlle SimonAurélia NolinAimé LefèvreCast completo Titolo originale: Conte d’été. Genere Commedia – Francia1996durata 101 minuti. – MYmonetro 3,67 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari

Charmeur senza calcoli, seduttore suo malgrado, un po’ vigliacchetto e insicuro, studente in vacanza estiva sulla costa bretone non sa chi scegliere tra Léna, Margot e Solène. Risolve l’impiccio con la fuga. 3° film del ciclo legato alle quattro stagioni, conferma le qualità del sempreverde Rohmer, dandy della semplicità, squisito analista della banalità quotidiana, curioso della gioventù, che fa un cinema all’insegna della parola, dell’eleganza, della sobrietà e di un’ambiguità non priva di sottili perversioni.

Regia di Eric Rohmer. Un film con Beatrice RomandMarie RivièreAlain LiboltCharlotte VéryFrederic Van Den DriesscheCast completo Titolo originale: Conte d’automne. Genere Commedia – Francia1998durata 111 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 12 recensioni.

Saint Paul Trois Chateau. Settembre. Si stanno ultimando i preparativi per il matrimonio della figlia di Isabelle, una libraia amica di Magali, una viticoltrice quarantacinquenne single con due figli lontani. Isabelle si reca a trovarla nella sua vigna e, avvertendo il disagio causato nell’amica dalla solitudine, le suggerisce di mettere un’inserzione in una rubrica di cuori solitari. Magali respinge l’idea e di lì a poco sarà Isabelle a far pubblicare l’inserzione presentandosi come fosse l’amica.
In questo film di chiusura del ciclo delle stagioni Rohmer sembra avvertire l’urgenza di rileggere il proprio lavoro per individuare dei punti fermi su cui riflettere, se non addirittura ironizzare, in attesa di ripartire per nuove esplorazioni senza sentirsi mai del tutto appagato dalle proprie opere. Accreditato di un consolatorio premio per la sceneggiatura il film trova nell’inquadratura finale (che non riveleremo) il suo senso più profondo che lo spettatore potrà cogliere con facilità.
Sul piano formale il film si presenta come un gioco di rifrazioni condotto dal regista sul suo stesso cinema. Ad esempio le chiacchierate intorno a un tavolo o la passeggiata tra le vigne, con la battuta sui sogni dei campagnoli che hanno come oggetto i soldi, ci riporta al Rohmer classico. Va rilevata poi l’autoironia del riferimento all’architettura industriale, oggetto di uno dei suoi documentari televisivi in cui studiava le metamorfosi del paesaggio o la rinnovata e speculare presenza di un insegnante di Filosofia (vedi Racconto di primavera) che qui indossa le vesti di seduttore di giovani fanciulle. Se l’intimo sentire di Isabelle, che si colloca sempre più al centro della vicenda, emerge progressivamente e si definisce, come già sottolineato, nell’ultima inquadratura, va rilevato però che abbiamo ancora tre donne presenti come nel racconto estivo. Qui però gli uomini in primo piano sono almeno due e tra loro spicca Gérald, uno dei pochi protagonisti maschili positivi del cinema rohmeriano.

Regia di Clint Eastwood. Un film Da vedere 2010 con Matt DamonCécile De FranceJoy MohrBryce Dallas HowardGeorge McLarenCast completo Genere Drammatico, – USA2010durata 129 minuti. Uscita cinema mercoledì 5 gennaio 2011 distribuito da Warner Bros Italia. – MYmoro 4,09 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Hereafter = da qui in poi; l’aldilà, la vita futura. Scritto dall’inglese Peter Morgan, il film segue in luoghi diversi 3 storie che alla fine si uniscono. George è un sensitivo con un dono che lui chiama condanna: a San Francisco, tenendo le mani di chi sta soffrendo la perdita di una persona amata, entra in contatto col defunto: lo vede, gli legge dentro, lo descrive al suo paziente. Marie, famosa giornalista della TV francese, rischia di annegare, travolta da uno tsunami in un’isola del Pacifico; rientrata a Parigi, racconta in un libro quel che “ha visto” nei pochi minuti in bilico tra vita e morte, ma nessuno le crede. In un quartiere di Londra, il piccolo e taciturno Marcus perde il fratellino Jason in un incidente stradale, ma non si rassegna finché scopre l’esistenza del sensitivo George che lo aiuta a vivere. Pur non essendo “il capolavoro” di Eastwood, come alcuni pretendono, ma soltanto uno dei più riusciti tra i film che ha diretto dal 2000, possiede i requisiti essenziali di un’opera d’arte: originalità, sensibilità, sincerità e capacità di suscitare emozioni. Il tema dell’aldilà è anche la sua componente più discutibile: manca lo spazio per spiegarla, analizzandola. È un film che sta dalla parte della vita, come conferma l’epilogo. Qui stanno il talento di Eastwood e la sua straordinaria vecchiaia registica. Film di molte bellezze (memorabile l’uso degli effetti digitali nella sequenza iniziale dello tsunami), è ricco anche nei personaggi di contorno.


Regia di Eric Red. Un film con Famke JanssenBobby CannavaleEd WestwickMichael ParéJohn FallonPatricia Charbonneau. Titolo originale: 100 Feet. Genere Horror – USA2008durata 96 minuti. – MYmonetro 2,69 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Marnie Watson viene ricondotta alla sua abitazione, dopo un lungo periodo di detenzione, dal detective Shanks che è stato collega del marito Mike. È stato perché Mike è morto assassinato dalla consorte. Ora Marnie è agli arresti domiciliari con tanto di braccialetto elettronico al piede che le impedisce di lasciare l’abitazione, di andare in cantina e di presentarsi sulla soglia esterna pena l’immediata reincarcerazione. Potrebbe essere una soluzione accettabile se non ci fosse un problema: il fantasma di Mike si ripresenta deciso a vendicarsi.
Eric Red è stato l’apprezzato sceneggiatore di The Hitcher e mostra qui ancora una volta le sue doti. È servito al meglio da una Famke Janssen in grado di caricare sulle propire spalle il peso dell’intero film superando anche l’incerto esito (sul piano degli effetti speciali) degli interventi del ‘fantasma’ del coniuge ucciso per legittima difesa. Marnie diventa così un altri personaggio di film horror intrappolato da un ‘altrove’ pericoloso ma è anche (e soprattutto) una donna decisa a lottare contro l’immagine che di lei è stata costruita.
Shanks la vuole punire per ciò che ha fatto allo stimato collega (senza voler prestare fede a quanto le faceva subire), la sorella vive nei suoi confronti un forte complesso di rivalità irrisolto. L’unico che sembra comprenderla (perché attratto sessualmente dal suo ‘mistero’) è il garzone che le porta le vivande a casa.
Red riesce a far percepire quasi fisicamente la sensazione dell’isolamento psicologico e fisico di una donna confinata in un perimetro di solitudine in cui intervengono i classici elementi finalizzati a far sussultare lo spettatore. Per una volta però non sono i soli. C’è dell’altro.

Regia di Eric Rohmer. Un film Da vedere 1983 con Arielle DombasleAmanda LangletSimon De La BrossePascal GreggoryFéodor AtkineCast completo Titolo originale: Pauline à la plage. Genere CommediaDrammaticoSentimentale – Francia1983durata 94 minuti. – MYmonetro 3,71 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La bella divorziata Marion (A. Dombasle) e sua nipote, la tredicenne Pauline, passano gli ultimi giorni di vacanza in settembre su una spiaggia della Normandia. Pauline fa il suo apprendistato amoroso, ma i modelli adulti a disposizione non sono raccomandabili. 3° episodio della serie “Commedie e proverbi” (“Chi parla troppo si danneggia”, Chrétien de Troyes), è una commedia elegante sullo sfondo di un paesaggio alla Dufy affidata interamente al dialogo. Puro teatro senz’essere teatrale. Fotografia di Nestor Almendros.

Regia di Eric Rohmer. Un film con Philippe MarlaudMarie RivièreAnne Laure MeuryMathieu CarrièrePhilippe CaroitCast completo Titolo originale: La femme de l’aviateur. Genere Commedia – Francia1981durata 104 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

François, che ha una relazione con Anne, vede un mattino un uomo che esce con lei dalla sua abitazione. Non sa che si tratta di un aviatore, suo ex, che le ha annunciato che il loro rapporto è definitivamente chiuso. François si ritiene tradito e cerca una spiegazione che Anne rinvia ma incontra casualmente l’uomo con una donna e si mette a pedinare la coppia. Li segue su un autobus dove conosce la quindicenne Lucie alla quale dice di essere un detective incaricato di verificare la fedeltà della donna. Lucie decide di affiancarsi a lui nel pedinamento.