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Regia di Alessandro Benvenuti. Un film Da vedere 1991 con Athina CenciAlessandro BenvenutiNovello NovelliAlida ValliMassimo GhiniMassimo CeccheriniCast completo Genere Commedia – Italia1991durata 100 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

In un piccolo paese vicino a Firenze si prepara il Festival dell’Unità: da una parte i vecchi comunisti delusi e disorientati per la nuova svolta del Partito; dall’altra i giovani, privi di supporto ideologico e inclini alle burle. C’è nel film dispersione narrativa, con inclinazione al bizzarro fine a sé stesso e gusto del goliardismo provinciale. C’è anche un assillo di raccontare l’Italia piccola di oggi, senza separare il pubblico dal privato, il politico dall’esistenziale con un piacevole gusto della lingua parlata in presa diretta. Commedia amarognola che ha una sua moralità ora acida ora dolente. Ottime caratterizzazioni tra le quali spicca un’infallibile Cenci in duetto con la Valli.

Regia di Francesco Pavolini. Un film Da vedere 2015 con Maurizio BattistaPaola Tiziana CrucianiVittorio Emanuele PropizioNinetto DavoliVeronica CorsiCast completo Genere Commedia, – Italia2015durata 88 minuti. Uscita cinema giovedì 9 aprile 2015 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,00 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Maurizio, padre di famiglia ed erede di una gloriosa tradizione di baristi di quartiere, sta per buttarsi da Ponte Milvio. Quando un ambulante tenta di distoglierlo dai suoi propositi l’uomo comincia a raccontare la storia che l’ha portato a quella decisione estrema. Il padre Nando è morto lasciandogli i debiti collezionati dal bar e la scoperta di non essere proprietario di casa ma affittuario, per di più moroso. Maurizio vende il bar ai cinesi e paga i debiti, ma gli rimangono pochi spiccioli e uno sfratto esecutivo. E non avendo il coraggio di confessare a moglie e figlio il proprio tracollo economico, si inventa un sacco di bugie per nascondere panico e vergogna.
Al suo debutto come regista e (co)sceneggiatore, il comico Francesco Pavolini riesce in ciò in cui molti suoi colleghi hanno fatto fiasco, ovvero costruire una trama che non è una semplice collezione di sketch cabarettistici e un personaggio con una dignità cinematografica e una riconoscibilità umana. I temi e gli ambienti che racconta ricordano quelli descritti recentemente da Gianni Di Gregorio, concentrandosi su una romanità di quartiere (in questo caso Piazza Vittorio e dintorni), e su uno spirito popolano mai troppo distante dalla realtà. In particolare funziona bene il rapporto coniugale fra Pavolini e la consorte cinematografica, l’ottima Paola Tiziana Cruciani, che raccoglie l’eredità di tante coppie della commedia all’italiana alla Aldo FabriziAve Ninchi o Alberto SordiAnna Longhi. Trasportati nel Ventunesimo secolo, questi coniugi travolti da un insolito destino diventano cartina di tornasole di una crisi economica che rivoluziona la quotidianità di chi credeva di poter appendere il cappello al chiodo e scopre di dover ricominciare tutto daccapo.
Maurizio, “barattolo sballottato” cui non mancava niente e che ora deve inventarsi un’altra vita, attraversa un universo kitch ma credibile e in qualche modo amabile (cui contribuiscono in maniera determinante le scenografie di Eugenio Liverani e i costumi di Liliana Sotira) a passo comico ben ritmato, senza l’afflato poetico di Di Gregorio ma con il mordente della battuta colorita (non greve), riuscendo a descrivere in forma ironica quella sindrome del vivere al di sopra delle proprie possibilità in pieno diniego esistenziale che ha causato la rovina di tante famiglie italiane piccolo borghesi (e non solo), e a veicolare un messaggio di resistenza umana secondo cui “un passo indietro e uno in avanti è un cha cha cha”, non solo il tragicomico andirivieni del gambero

Locandina Tre fratelli

Un film di Francesco Rosi. Con Michele PlacidoPhilippe NoiretVittorio MezzogiornoCharles VanelTino Schirinzi. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, durata 113 min. – Italia 1981.

Tre fratelli (un magistrato, un maestro di scuola, un operaio) dopo molti anni si trovano in occasione del funerale della madre. L’incontro-scontro degli italiani di quattro generazioni (di settanta, di cinquanta, di quaranta e di trent’anni) serve a Rosi per un’analisi asciutta, non convenzionale sul malessere dell’Italia negli anni di piombo.

Tigers Are Not Afraid | La recensione del film di Issa López | Il Cineocchio

Un film di Issa López. Con Paola LaraHanssel CasillasRodrigo Cortes Horrordurata 83 min. – Messico 2017.

Cinque bimbi sperduti contro il cartello della droga messicano, fra presenze oscure e fantasmi di una situazione sociale vicina al collasso. Una fiaba dark dove ancora una volta la fantasia è il miglior rifugio dalla cattiveria umana, dall’ingiustizia del mondo reale (a cui però non si sfugge mai).

Locandina Il leone d'inverno

Un film di Anthony Harvey. Con Peter O’TooleKatharine HepburnJane MerrowAnthony HopkinsNigel Terry. continua» Titolo originale The lion in winterStoricoRatings: Kids+16, durata 135 min. – Gran Bretagna 1968MYMONETRO Il leone d’inverno ***1/2- valutazione media: 3,90 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il re d’Inghilterra, Enrico II, in occasione del Natale 1183 riunisce al castello i familiari per decidere chi tra i suoi tre figli gli succederà al trono. Egli propenderebbe per il minore, ma sua moglie è contraria. Fallito un intrigo ai suoi danni, il sovrano vorrebbe divorziare e risposarsi con l’amante per generare l’erede, ma non ha il coraggio di uccidere gli altri figli. La decisione sulla successione viene rimandata all’anno seguente.

Locandina I visitatori [2]

Un film di Jean-Marie Poiré. Con Christian ClavierJean RenoValérie LemercierMarie-Anne ChazelChristian Bujeau. continua» Titolo originale Les visiteursCommediadurata 100 min. – Francia 1993. – Filmauro uscita giovedì 10 novembre 1994. MYMONETRO I visitatori [2] **1/2-- valutazione media: 2,81 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Francia, anno di grazia 1123. Goffredo, nobile cavaliere, uccide incosapevolmente il padre della donna che ama. Avrà la possibilità di rimediare all’errore ingerendo una pozione magica che lo porterà indietro nel tempo quel tanto che gli consenta di rimediare al tragico errore. Per l’eccessiva dose ingoiata il cavaliere si ritrova invece, con il suo scudiero, 900 anni dopo. Di fatto ai nostri giorni. A contatto con la civiltà moderna e le sue storture, il cavaliere avrà più di una sorpresa, ma riuscirà a tornare infine ai suoi bei dì e a salvare in tempo il padre dell’amata. Una trama non originalissima, mutuata da Wells e da un racconto di Mark Twain, che in Francia ha battuto ogni record d’incassi. E per quanto il doppiaggio sottragga al divertimento originale, il successo risulta incomprensibile. Un film baciato dalla sorte, ma che presso il nostro pubblico non ha sortito alcun effetto. La regia non ha ritmo sufficiente e i personaggi sono francamente poco simpatici.

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Regia di Peter Glenville. Un film Da vedere 1964 con Paolo StoppaGino CerviRichard BurtonPeter O’TooleJohn Gielgud. Titolo originale: Becket. Genere Storico – Gran Bretagna1964durata 148 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 4,16 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nell’Inghilterra del XII secolo Enrico II nomina arcivescovo di Canterbury Thomas Becket, già suo cancelliere e amico. I rapporti tra i due si guastano: prima la libertà della Chiesa, poi l’amicizia. 7 nomination ma un solo Oscar per E. Anhalt che riscrisse con sagacia il noto dramma di J. Anouilh. Teatro in scatola con un superbo duetto di protagonisti. Tutti gli altri ok. Accurata la scenografia.

Regia di Ridley Scott. Un film con Orlando BloomEva GreenLiam NeesonJeremy IronsJouko AholaShane AttwoollCast completo Titolo originale: Kingdom of Heaven. Genere Drammatico – USASpagnaGran Bretagna2005durata 145 minuti. Uscita cinema venerdì 6 maggio 2005 – MYmonetro 2,41 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È un colosso storico a programma, tradito dal banale, scorretto titolo italiano e indicato da quello originale che, nel frasario del catechismo italiano, corrisponde a Regno dei Cieli. L’azione comincia nel 1184, alla fine di quel breve periodo di pace tra la II crociata (1147-49) e la III (1189-92), dovuto alla politica conciliante tra il sovrano cristiano Baldovino IV il Lebbroso e il sultano Saladino. Tipico personaggio del cinema di R. Scott (anche produttore), il protagonista è il fabbro francese e vedovo Baliano, figlio bastardo del nobile Godfrey di Ibelin e da lui promosso cavaliere. Nella sua bottega c’è una scritta: “Che uomo è un uomo che non rende il mondo migliore?”. Segue il padre verso Gerusalemme, obbedendo ai suoi insegnamenti: essere intrepido col nemico, dire sempre la verità, proteggere gli indifesi. In Terra Santa, pur facendo carriera col suo valore, non riesce a migliorare il mondo a causa dei fanatici estremisti delle due fazioni che vogliono lo sterminio del nemico al grido di “Dio lo vuole!”. Che i guerrafondai cristiani siano i Templari è probabilmente il solo grave errore storico di un film “politicamente corretto” nel miglior senso dell’abusata locuzione, che però rimane un’allusiva denuncia della politica della Casa Bianca e del Pentagono ai tempi di Bush, padre e figlio (che nel 2001 definì new crusade la guerra al terrorismo). Del film un musicista francese direbbe: lente mais allant avec une grande rigueur de rythme . Personaggi in altorilievo. Scritto da William Monahan, girato in Spagna e Marocco. Scene: Arthur Max ( Il gladiatore ); costumi: Janty Yates; fotografia: John Mathieson.

Locandina Stregati

Un film di Francesco Nuti. Con Francesco NutiNovello NovelliOrnella MutiSergio SolliMirta Pepe. continua» Commediadurata 94 min. – Italia 1986MYMONETRO Stregati **1/2-- valutazione media: 2,85 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Lorenzo è un conduttore notturno di un’emittente, Radio Strega, che tiene compagnia a quelli che di notte lavorano o sono insonni. Quando ne esce, ogni notte con un gruppo di amici svitati, va in giro per avventure matte. Ma una notte piovosa, incontra una bellissima ragazza, venuta a Genova per comperarsi l’abito da sposa. Inizia una serie di schermaglie tra i due, attratti e respinti allo stesso tempo, fino a quando lei riparte, non troppo felice. Ma… sorpresa, presto lei torna e ricomincia a giocare disordinatamente con Lorenzo.

Locandina Saimir

Un film di Francesco Munzi. Con Mishel ManokuXhevdet FerriLavinia GuglielmanAnna FerruzzoDrammaticoRatings: Kids+16, durata 88 min. – Italia 2004uscita venerdì 29 aprile 2005. MYMONETRO Saimir ****- valutazione media: 4,34 su 20 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Saimir ha sedici anni, è albanese e vive dietro una finestra aperta sul mare di Ostia. Le sue notti sono lunghe, infinite come il numero di immigrati clandestini che raccoglie sul litorale laziale e che poi suo padre traffica coi piccoli imprenditori agricoli della zona. Saimir è poi e soprattutto un adolescente che vive un’età straordinaria dentro una realtà e una condizione altrettanto straordinarie:quella dell’immigrazione e dell’emarginazione. Saimir è due volte fuori: fuori dai valori parentali, fuori dai valori comuni dei suoi coetanei italiani. Nel processo di transizione verso lo stato adulto, Saimir come ogni altro ragazzo della sua età ricerca l’autonomia dal genitore, da Edmond, padre disorientato e rassegnato a una realtà miserabile che chiama “destino”. Dentro una situazione eccezionale e già esasperata dalla condiscendente indolenza paterna, Saimir si trova a dover interpretare la propria drammatica esperienza, conquistando la consapevolezza di non volere più applicare ad essa il modello familiare. Fa quello che può, Saimir, per riorganizzare la sua vita e il suo disagio, creandosi delle possibilità, cercando soluzioni adeguate per diventare la persona che vuole diventare. Il regista e il direttore della fotografia impressionano l’educazione esistenziale e sentimentale di Saimir su una pellicola livida e de-saturata dai colori accesi della post-adolescenza per indicare quella zona liminale in cui non si è più e non si è ancora. Allora Saimir, incrementato il proprio interesse nei confronti dei sentimenti e dei suoi stati d’animo, si innamora di Michela, una coetanea che lo corrisponde davanti al mare e alla dimensione naturale del rapporto e che lo rifiuta nella dimensione culturale, quella casa diroccata, che denuncia le azioni di piccola criminalità che Saimir sperimenta e condivide con altri piccoli rom. Ma più del cocente rifiuto di Michela potrà lo sguardo di una quindicenne albanese introdotta in Italia clandestinamente e avviata con l’inganno alla prostituzione. Per Saimir la ricerca di un nuovo equilibrio col mondo e col proprio sé passerà allora attraverso la denuncia e il “parricidio” simbolico. Ci sono voluti tre anni per produrre un film che ha l’incanto e la pesante leggerezza dell’adolescente Doinel di Truffaut, tre anni per trovare produttori col coraggio di osare. Francesco,come François, rintraccia la spensieratezza dovuta all’adolescenza nella liricità del furto e dell’illegalità. Sventatezza che merita di tuffarsi nella piscina dei grandi.

Locandina Pater familias

Un film di Francesco Patierno. Con Domenico BalsamoErnesto MahieuxMarina SumaMaria Pia CalzoneLuigi Iacuzio. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, durata 90 min. – Italia 2003MYMONETRO Pater familias ***-- valutazione media: 3,11 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un paese della cintura napoletana. Matteo torna a casa in regime di libertà provvisoria per mettere ordine nelle carte del padre deceduto.Il contatto col luogo natio è l’occasione per ricordare il suo passato e gli amici, morti tragicamente o – come nel caso di Rosa, suo segreto amore ora sposata senza amore a Giovanni e madre di Rita – condannati a un destino peggiore della morte. Mentre fervono i preparativi per la festa della Vergine Maria, il giovane elabora un piano per liberare Rosa e figlia. Il tentativo riuscirà, ma per lui resta solo il carcere.
Pater Familias è una pellicola ragguardevole. Il debuttante Francesco Patierno, proveniente dalla pubblicità, illustra una provincia napoletana purgatoriale, dove violenza e sopraffazione sono di casa e resta solo da salvare il salvabile, sapendo che i destini individuali e collettivi restano comunque segnati. E anche le numerose scene choc rispondono a un’urgenza narrativa insolita nel cinema italiano. Resta il sospetto di qualche calligrafismo, di qualche sequenza più brutalmente dimostrativa che realmente necessaria. Ma il polso del racconto non si perde mai, e il cast – con facce giuste prima ancora che azzeccate – è di quelli che non si dimenticano.

Lucky Luciano Un film di Francesco Rosi. Con Gian Maria Volonté, Vincent  Gardenia, Magda Konopka, Charles Cioffi, Silverio Blasi. … | Locandine di  film, Film, Larry

Un film di Francesco Rosi. Con Gian Maria VolontéVincent GardeniaMagda KonopkaCharles CioffiSilverio Blasi. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, durata 112 min. – Italia 1973.

Salvatore Lucania (Lucky Luciano) fu il capo assoluto della mafia fra il 1931 e il 1945. Allontanato dagli Stati Uniti, giunse in Italia da dove diresse il traffico internazionale della droga. Morì d’infarto all’aeroporto di Capodichino. Rosi usa la tecnica del documentario.

Regia di Francesco Rosi. Un film con Claudio BisioJohn TurturroMassimo GhiniRade SerbedzijaTeco CelioRoberto CitranCast completo Genere Drammatico – ItaliaFranciaGermaniaSvizzera1997durata 126 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,13 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal libro (1963) di Primo Levi, sceneggiato da F. Rosi, S. Rulli, S. Petraglia con l’apporto di Tonino Guerra. Il 27-1-1945 i soldati russi arrivano a Buna-Monowitz (Polonia), una delle 39 sezioni del lager di Auschwitz (Oswiecim). Alla fine di febbraio il chimico ebreo torinese Primo Levi (Turturro) comincia il lungo viaggio di ritorno che dura quasi otto mesi tra destinazioni incerte, derive, soste obbligate, peripezie, vagabondaggi. Dopo un viaggio in treno di 35 giorni il 19-10-1945 arriva a casa, a Torino. Era assai difficile cavare un film da un libro rapsodico e frammentario di 159 pagine con pochi dialoghi e trasferire in narrazione audiovisiva una scrittura precisa, concreta, sostenuta da riflessioni da un’alta tenuta morale, in continua oscillazione tra luce e tenebra, allegria e gravità, io e noi . Rosi e i suoi non ci sono riusciti. Quando segue il libro, il film è spesso impacciato o banale. Quando inventa, si sente il calcolo mercantile. Dove non c’è calcolo, subentra il formalismo lirico. Due volte trova la corda dell’epica, ma per rendere la dimensione di gaiezza, arguzia, gioia persino puerile che in Levi esiste si ricorre agli stereotipi della commedia italo-romanesca. Tra i personaggi le note positive sono il greco Mordo Nahum di Serbedzija, il Daniele di Dionisi e il Primo di Turturro, nonostante la differenza di età e di altezza e il fuoco interiore che cova, meridionale più che piemontese. Musiche di Luis Bacalov. Dedicato alla memoria di Pasqualino De Santis (fotografia) e di Ruggero Mastroianni (montaggio), morti durante la lavorazione e sostituiti da Marco Pontecorvo e Bruno Sarandrea.

Regia di Francesco Patierno. Un film con Roberto RosselliniAnna MagnaniIngrid Bergman. Genere Documentario – Italia2011durata 52 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Un gruppo di giovani cineasti guidati dal pioniere della cinematografia subacquea Francesco Alliata fonda una casa di produzione denominata Panaria Film. Il loro punto di riferimento sono le Eolie e presentano a Roberto Rossellini le riprese effettuate e delle idee per un film possibile. Rossellini all’epoca vive una storia d’amore con la passionale Anna Magnani. Un giorno però legge la lettera di un’attrice svedese ormai famosa ad Hollywood: Ingrid Bergman. Costei si dichiara disponibile a lavorare con lui. Il loro legame diverrà ben presto qualcosa che va oltre la professione. Rossellini si approprierà delle idee degli uomini della Panaria Film e girerà con lei Stromboli. La Magnani non starà però con le mani in mano e, con la regia di William Dieterle, girerà, sempre alle Eolie, Vulcano.
Tenendo come base il libro di Anile e Giannice dal titolo omonimo, Francesco Patierno ha realizzato un interessantissimo documentario che permetterà a chi all’epoca c’era di ripercorrere una vicenda che tenne in agitazione le cronache di mezzo mondo. Chi è venuto dopo avrà modo di venire a conoscenza di una commistione quasi irripetibile di realtà e immaginario. Grazie infatti a un amplissimo materiale di repertorio viene offerta una lettura delle vicende (che furono davvero senza esclusione di colpi) che va al di là del documentario di ricostruzione di un’epoca. Patierno riesce a far ‘parlare’ sequenze dei film delle tre dramatis personae facendoli diventare parte integrante della storia. Il cinema, con il suo carico di finzione, diventa più vero del vero grazie ad un’osmosi che si rivela al contempo efficace ed appassionante.

Il momento della verità - Film (1964)

Un film di Francesco Rosi. Con Linda ChristianMiguel Mateo Miguelin DrammaticoRatings: Kids+16, durata 110 min. – Italia 1964.

Documentario drammatico di Francesco Rosi sulla corrida, manifestazione che lo affascina e al tempo stesso lo ripugna. Il mondo dei tori e dei toreri gli consente di riprendere la sua consueta tematica meridionalistica. Miguel Mateo Miguelin (un autentico matador che interpreta se stesso) è una specie di “picciotto” andaluso. Morirà nell’arena.

Regia di Francesco Patierno. Un film Da vedere 2017 con Barbora BobulovaAnita CaprioliCarolina CrescentiniSilvia D’AmicoIsabella FerrariCast completo Genere Documentario, – Italia2017durata 75 minuti. Uscita cinema giovedì 7 giugno 2018 distribuito da Officine Ubu. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Nata il 1° gennaio 1923 a Milano, Valentina Cortese è una delle pochissime star nostrane ad essere approdata a Hollywood e ad aver conosciuto splendori e stravaganze dello studio system. Lo ha fatto con successo, alla fine degli anni Quaranta, in fuga da una realtà che le stava troppo stretta, sposando nel ’51 l’attore Richard Baseheart, per poi tornare in Italia e, grazie al sodalizio con Giorgio Strehler, diventare anche un’icona del teatro (ambito «dove tutto è possibile»). Diva! di Francesco Patierno (Pater familias, Il mattino ha l’oro in bocca, La gente che sta bene) è un documentario dall’approccio anticonvenzionale, non celebrativo ma intimo, dall’andamento non cronologico, che tiene miracolosamente insieme cinefilia e re-enacting, ricreazione drammatica.

Locandina Dimenticare Palermo

Un film di Francesco Rosi. Con Jim BelushiMimi RogersJoss AcklandCarolina RosiVittorio Gassman. continua» Drammaticodurata 100 min. – Italia 1990.

Un politico italo-americano mette in atto una campagna per guadagnare voti: liberalizzare la droga, in modo da bloccarne il commercio mafioso. Fa però l’errore di pubblicizzare il suo viaggio di nozze a Palermo. La tragica fine della vicenda però avverrà negli Stati Uniti. Anche se il film risulta scorrevole il messaggio del regista va a scapito della materia cinematografica che si riduce ad un semplice apporto. Convince abbastanza la recitazione di James Belushi.

Regia di Francesco Rosi. Un film con Dolores Del RioSophia LorenOmar SharifGeorges WilsonLeslie FrenchCarlo PisacaneCast completo Genere Fantastico – Italia1967durata 115 minuti. – MYmonetro 3,54 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Principe spagnolo s’innamora di bella popolana del Sud, specialista in fatture. Per sposarla, impone alle principesse pretendenti una gara: vincerà colei che laverà più piatti nel minor tempo senza romperne. Ispirato a Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile (1575-1632), è una storia d’amore in forma di fiaba con intenzioni di contro-fiaba che si disperdono nella dominante cifra coreografica, nel raffinato gioco degli specchi tra stracci e broccati. Da ricordare almeno l’episodio di san Giuseppe da Copertino.

Regia di Francesco Patierno. Un film con Diego AbatantuonoValerio MastandreaValentina LodoviniRenato NuvolettiSandra CollodelCast completo Genere Commedia, – Italia2011durata 90 minuti. Uscita cinema sabato 3 settembre 2011 distribuito da Medusa. – MYmonetro 2,65 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

In una città veneta di media grandezza, come per incantesimo, scompaiono in una notte tempestosa tutti gli immigrati. Per un potente impresario che da anni tuona sulla sua TV privata, invocando uno tsunami che li porti via, è un sogno che si avvera, ma la sua fabbrica va in tilt. Una simpatica maestra si ritrova senza l’africano alto, bello e colto da cui aspetta un figlio. E anche il sindaco e gli assessori sono inguaiati. Sembra brillante e polemicamente efficace il fantasioso punto di partenza (tratto dal film Un giorno senza messicani , 2004, di Sergio Arau) ma era difficile da tradurre in commedia. Con i 2 sceneggiatori Diego De Silva e Giovanna Koch, il napoletano regista/sceneggiatore al suo 3° film ci è riuscito in parte: bene per i dialoghi, troppo superficialmente per le facili gag visive. E verso il finale si ammoscia. A trascinare il film verso il pubblico è un Abatantuono violentemente sopra le righe. Oltre a una Lodovini funzionale, c’è Mastandrea nell’unico personaggio complesso e ambiguo, intelligente ma anche coglione, come lo definisce la madre che lo detesta.

Cadaveri Eccellenti - Cineraglio

Un film di Francesco Rosi. Con Tino CarraroMax von SydowFernando ReyTina AumontMarcel Bozzuffi. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, durata 105 min. – Italia 1975MYMONETRO Cadaveri eccellenti ***1/2- valutazione media: 3,50 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In un paese immaginario (ma immaginabile) vengono uccisi alcuni alti magistrati. L’ispettore Rogas concentra i suoi sospetti su di un farmacista, ma quando la catena di omicidi raggiunge la capitale, le indagini si spostano sulle “frange” dell’estrema sinistra. Rogas, però, riesce ad ottenere le prove d’un disegno eversivo che coinvolge le stesse alte sfere dello Stato. Ne informa il segretario del Partito comunista, ma entrambi saranno uccisi in un agguato. Falsa e sviante la versione della polizia. I compagni del segretario, pur non ignorando la verità, rinunciano tuttavia alla conquista del potere ritenendola prematura. Primo film sulla “strategia della tensione”, ricavato da Il contesto di Sciascia.