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22nd of May (fiammingo Tweeëntwintig mei ) è un film thriller belga del 2010diretto e scritto da Koen Mortier . [1] Il film è interpretato da Sam Louwyck , Barbara Callewaert e Titus De Voogdt . Il film ha vinto un premio ed è stato nominato per cinque e tutti i premi sono andati a Koen Mortier .

Il film segue le conseguenze di un’esplosione in un centro commerciale. Sam, una guardia di sicurezza, tenta di salvare le vittime, ma viene scambiato per l’autore dell’attacco.

Caterpillar - Film (2010) - MYmovies.it

Regia di Kôji Wakamatsu. Un film Da vedere 2010 con Shinobu TerajimaSabu KawaharaKatsuyuki ShinoharaShima ÔnishiKeigo Kasuya. Titolo originale: Kyatapira. Genere Drammatico – Giappone2010, Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

1940. Durante la Seconda guerra sino-giapponese, il tenente Kadokawa è riportato a casa mutilato, sordomuto e ustionato in volto. La moglie Shigeko dovrà imparare a convivere con quel che resta di un eroe. Dal romanzo (1929) di Edogawa – Imomushi , in giapponese Il bruco – è una intensa e tremenda riflessione sull’insuccesso della politica marziale imperialista nipponica della prima metà del secolo scorso. Il protagonista, Tadashi, congedato con tanto di medaglie al valore e riconoscimenti sui giornali, dichiarato “Dio della guerra”, è un torso d’uomo cui mostrare riverenza al solo passaggio. Shigeko è lasciata da sola a confrontarsi con l’orrore della guerra e di un marito distrutto nel corpo e nell’anima. Ma la realtà che affiora è ben diversa: lei è l’unica a conoscerlo da prima della guerra, la sola ad aver subito le sue violenze domestiche e il suo machismo patriarcale e sfoga finalmente su di lui i suoi impulsi vendicativi. La Terajima premiata alla Berlinale come miglior attrice.

Regia di Kôji Wakamatsu. Un film con Juro KaraKeiko KoyanagiMiki HayashiShoko KidoMichiko SakamotoCast completo Titolo originale: Okasareta hakui. Genere Drammatico – Giappone1967durata 56 minuti.

Ispirato a un fatto reale di cronaca avvenuto a Chicago nel 1966, il film del cineasta giapponese Koji Wakamatsu racconta l’eccidio di un gruppo di giovani infermiere da parte di un impiegato. Nel dormitorio femminile di un ospedale di provincia, alcune donne, angeli in camice bianco, invitano un giovane uomo a entrare. Presto si rivelerà uno spietato assassino, tormentato da incubi e allucinazioni e sessualmente represso. Alla violenza inflitta con sadismo, si alterna la concessione di un amore malato. Un film girato in bianco e nero, con solo due impressionanti scene a colori, che parla di ossessioni, impotenza, volontà, lucida follia e persino amore.

25/11 Il giorno dell’autodeterminazione – Mishima e i giovani-11・25自決の日 三島由紀夫と若者たち (11.25 Jiketsu no Hi: Mishima Yukio to Wakamonotachi) è un film del 2012 diretto da Kōji Wakamatsu. Il film ha partecipato alla sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2012

Gli ultimi anni di vita di Yukio Mishima (Arata Iura), figura chiave della cultura giapponese del Novecento, dalla fondazione del gruppo paramilitare Tatenokai (Associazione degli Scudi) nel 1968 al suicidio rituale compiuto nel Ministero della Difesa giapponese il 25 novembre 1970.

Kolosso: Kolosso

Kolosso è un personaggio del fumetto italiano, protagonista dell’omonima serie pubblicata in Italia tra il 1964 e il 1966, frutto del progetto editoriale e della collaborazione di un gruppo di fumettisti noto come “Gli Amici”

Il personaggio, le cui avventure si ispirano a quelle del più famoso Dick Fulmine, nacque dalla collaborazione di un gruppo di fumettisti che si consorziò sotto il nome de “Gli Amici“, su iniziativa di Carlo Porciani e Mario Faustinelli per sviluppare, disegnare e pubblicare le storie del nuovo eroe[1]. Gli autori approfittarono anche dell’occasione per prendersi reciprocamente in giro ritraendosi nei panni di alcuni personaggi della serie

Locandina italiana Gosford Park

Un film di Robert Altman. Con Maggie Smith, Jeremy Northam, Emily Watson, Kristin Scott Thomas, Stephen Fry. Giallo, durata 134 min. – Gran Bretagna, USA, Germania 2001. MYMONETRO Gosford Park * * * 1/2 - valutazione media: 3,88 su 24 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Novembre 1932. Sir William McCordie sua moglie Lady Silvia organizzano una partita di caccia. Gli invitati che raggiungono la sontuosa abitazione di Gosford Park si fanno accompagnare dai domestici. I quali avvertono rapidamente la tensione che sale tra gli invitati tra cui spiccano una contessa, una star del cinema, un produttore hollywoodiano e un ufficiale in pensione. Quando Sir William, che si era allontanato per controllare i propri fucili, viene ritrovato morto, l’indagine non sarà semplice. L’ispettore Thompson potrà verificare che molti avevano un motivo per assassinarlo. Robert Altman ci regala un giallo calibrato dove la domanda “chi è stato?” è d’obbligo. Ma in realtà vuole proporci una sceneggiatura al vetriolo sui rapporti di classe all’epoca. Come al solito lo sguardo è lucido e l’ironia non manca. Insieme all’autoironia. Alla domanda al festival di Berlino: “Perché dopo tanti film contemporanei un film in costume?” la risposta è stata: “Se lei sapesse quando sono nato comprenderebbe che per me è un film contemporaneo”.

Regia di Kleber Mendonça Filho. Un film con Ana Rita GurgelCaio AlmeidaMaeve JinkingsDida MaiaFelipe BandeiraCast completo Genere Thriller – Brasile2012durata 131 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Le storie di alcuni vicini di casa si intrecciano in un quartiere agiato nella zona sud di Recife, in Brasile. La casalinga Bia, madre di due bambini che prendono lezioni private di inglese e cinese, è stressata dai latrati notturni del cane dei vicini e non riesce a dormire. Il trentenne Joao – agente immobiliare per conto del nonno arricchitosi con una grande piantagione di zucchero – conosce la bella Sofia e se ne invaghisce. I due trascorrono la notte a casa di lui, ma al risveglio scoprono che qualcuno ha rubato lo stereo dall’automobile della donna. Joao sospetta che il colpevole sia suo cugino Dinho, ventenne problematico e insolente. Intanto, gli episodi di microcriminalità nel quartiere spingono gli abitanti ad assoldare una squadra di vigilanti notturni per proteggere le loro case.

Regia di Kleber Mendonça Filho. Un film Da vedere 2016 con Sonia BragaMaeve JinkingsIrandhir SantosHumberto CarrãoFernando TeixeiraCast completo Genere Drammatico, – Brasile2016durata 140 minuti. Uscita cinema giovedì 15 dicembre 2016 distribuito da Teodora Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,22 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Clara è un critico musicale e vive in un palazzo degli anni ’40 chiamato “Aquarius”, che si affaccia sul lungomare di Avenida Boa Viagem in Brasile. Una compagnia immobiliare ha già acquistato tutti gli appartamenti dell’edificio per farne un grattacielo di lusso, ma Clara è decisa a non cedere la casa a cui è legata da ricordi belli, brutti, dolorosi, affettuosi di quasi 70 di vita. La compagnia le fa una pesante guerra psicologica, ma lei, abituata a lottare (anche contro il cancro) non si arrende. Presentato in concorso al 69° Festival di Cannes è l’opera 2ª del regista, che cuce il film perfettamente sulla pelle della intrigante Braga. Una storia lunga e placida, ma accattivante, ricca di sfumature di toni e di umori, che parla di memoria e di libertà, di solitudine non dolorosa e di forza interiore. Un film in cui la musica e il passato sono 2 eleganti co-protagonisti.

Amori Proibiti Di Romeo E Giulietta - Cineraglio

Un film di Peter Perry Jr.. Con Harvey ShainMickey Fines Titolo originale The Secret Sex Life of Romeo and JulietEroticodurata 96 min. – USA 1969. – VM 18 –

Giulietta, figlia del nobile Capuleto de’ Capuleti, e Romeo, rampollo dei Montecchi – le loro famiglie sono divise da un’accesa rivalità, ma ad accapigliarsi sono i rispettivi servitori, Gregorio e Baldassarre, peraltro d’accordo nel fingere soltanto di farlo – si dichiarano innamorati l’uno dell’altra, senza che questo impedisca a Giulietta di concedersi al Duca di Verona o di farsela con la propria nutrice, né a Romeo di giacere con la madre dell’amata. L’avaro Capuleto, che ignora il legame tra la figlia e Romeo, vuol dare Giulietta in sposa al ricco Paride. 

Regia di Kit Hung. Un film con Yulai LuBernhard BullingMarie OmlinGilles TschudiRuth SchweglerCast completo Titolo originale: Mo seng fung ling. Genere Drammatico – Hong KongSvizzeraCina2009durata 110 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Soundless Wind Chime (in italiano Il silenzioso rintocco del vento) è il primo lungometraggio del giovane regista Wing Kit Hung. Ancora una volta un esempio di buon cinema cinese che in questo caso torna a raccontare con la forza delle immagini e con il potere evocativo i temi della giovinezza, l’ambiguità dei sentimenti, la ricerca di sé. L’occasione sarà il viaggio e l’incontro fra due solitudini tormentate, ma anche fra due nazionalità diverse, e il difficile amore che li unirà e poi li dividerà: un ragazzo svizzero e uno cinese, i cui sguardi s’incrociano fortuitamente per le strade di Hong Kong.
Presentato con successo alla Berlinale del 2009, il film si è subito imposto per la sua potenza visiva e per la sua eleganza stilistica, in perfetta assonanza con l’estetica del cinema cinese di questi ultimi tempi. Per la sua tematica omosessuale il film ha ricevuto premi nei maggiori festival di cinema gay and queer, oltre che al Torino Film Festival nella sezione Nuovi sguardi dove ha ricevuto il premio per la regia e la menzione speciale come miglior lungometraggio in concorso.
Pascal, svizzero, vive facendo piccoli spettacoli per la strada; Ricky invece lavora per un piccolo ristorante di Pechino. Le loro vite si incrociano misteriosamente ma presto torneranno a dividersi. Dopo molti anni Ricky parte alla ricerca del suo primo amore e arriva in Svizzera, così il racconto inizia a srotolare attraverso poetici flashback.

Locandina Maria Walewska

Un film di Clarence Brown. Con Reginald OwenCharles BoyerGreta GarboWilfred LucasMaria Ouspenskaya Drammaticob/n durata 112 min. – USA 1937.

Maria Walewska, nobile polacca, incontra Napoleone per chiedergli l’indipendenza per il proprio paese. Tra i due nasce un grande amore che tuttavia non è sufficiente ad evitare all’imperatore dei francesi il tragico destino che lo attende. Maria, dopo averlo scongiurato di abbandonare la vita politica, si incontra con lui prima del definitivo e solitario esilio a Sant’Elena.

GEIS GRUPPO EDITORIALE - KOKO 3, KOKO 3

Fumetto avventuroso-ecologico ambientato in Africa. Testi di Giuseppe Pederiali (Rubino Ventura). Disegni di Stelio Fenzo, eccetto i nn. 4 e 6 (Angelo Raimondi) e interventi di collaboratori vari dal n. 3 in poi.

Regia di Todd Phillips. Un film Da vedere 2019 con Joaquin PhoenixRobert De NiroZazie BeetzFrances ConroyMarc MaronCast completo Titolo originale: Joker. Genere AzioneAvventura, – USA2019durata 122 minuti. Uscita cinema giovedì 3 ottobre 2019 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 3,68 su 41 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Arthur Fleck vive con l’anziana madre in un palazzone fatiscente e sbarca il lunario facendo pubblicità per la strada travestito da clown, in attesa di avere il giusto materiale per realizzare il desiderio di fare il comico. La sua vita, però, è una tragedia: ignorato, calpestato, bullizzato, preso in giro da da chiunque, ha sviluppato un tic nervoso che lo fa ridere a sproposito incontrollabilmente, rendendolo inquietante e allontanando ulteriormente da lui ogni possibile relazione sociale. Ma un giorno Arthur non ce la fa più e reagisce violentemente, pistola alla mano. Mentre la polizia di Gotham City dà la caccia al clown killer, la popolazione lo elegge a eroe metropolitano, simbolo della rivolta degli oppressi contro l’arroganza dei ricchi.

Si presenta con una carta, il Fleck di Todd Phillips, ma non è una carta da gioco: è il documento di una malattia mentale, che lo rende un emarginato, un rifiuto della società, come ci dice la prima sequenza del film, sovrapponendo al suo volto la cronaca di una città allo sbando, sommersa dalla spazzatura fisica e metaforica.

Primo stand-alone sul più famoso villain della DC Comics, il film di Todd Phillips esplora dunque la nascita di un mostro prodotto dalla società stessa, creato e nutrito da illusioni e delusioni, maltrattamenti fisici e psichici, nell’epoca che mescola spettacolo pubblico e degrado morale.

Ambientata nei primi anni ’80, l’origin story diretta, prodotta e co-scritta da Phillips colma i vuoti strategici lasciati nel passato del personaggio, mescolando le indicazioni di Alan Moore e Brian Bolland con la cronaca vera americana e con l’omaggio al cinema coevo di ScorseseRe per una notte e Taxi Driver in particolare. Parallelamente alla costruzione narrativa della maschera di Joker, siamo invitati ad assistere alla costruzione interpretativa del personaggio che Joaquin Phoenix compie sotto i nostri occhi, trasformandosi fisicamente in altro da sé, aggiungendo energia man mano che perde peso, liberandosi progressivamente dal diktat del sorriso socialmente conveniente (“It’s so hard to be Happy all the time”) per riscrivere radicalmente e alla propria maniera le regole della commedia della vita.

Regia di Kiyoshi Kurosawa. Un film con Tahar RahimConstance RousseauOlivier GourmetMathieu AmalricMalik Zidi. Titolo originale: Daguerrotype. Genere Horror – FranciaBelgioGiappone2016durata 131 minuti.

Dopo la scomparsa dell’amata moglie, il celebre fotografo Stéphane ha cercato di colmare il vuoto realizzando dagherrotipi a grandezza naturale che sembrano quasi avere il dono di trattenere parte del soggetto. Quando l’acerbo Jean ne diventa l’assistente, si trova coinvolto nelle ossessioni di Stéphane e si innamora, ricambiato, di sua figlia Marie, la principale modella delle fotografie. Per vivere il loro amore, però, i due ragazzi dovranno evadere da quel mondo di immagini dalla sorprendente forza vitale.

Sindrome astenica (in russo: Астенический синдром?traslitteratoAsteničeskij sindrom) è un film del 1990 diretto da Kira Muratova.

Il termine medico del titolo designa quella che un tempo era nota come “ipocondria” o “melancolia”. Ora ne soffre l’insegnante Nikolaj, quotidianamente impegnato a fronteggiare una schiera di studenti di rara indifferenza. Ma forse è l’intera società a esserne afflitta…

Locandina Pulse

Un film di Kiyoshi Kurosawa. Con Kumiko AsoHaruhiko KatoMasatoshi Matsuo Titolo originale KairoHorrordurata 117 min. – Giappone 2001uscita venerdì 18 agosto 2006. MYMONETRO Pulse ***-- valutazione media: 3,17 su 21 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Taguchi, un giovane informatico, viene trovato morto nel suo appartamento. I suoi colleghi cerca di scoprire cosa possa aver spinto il loro amico a compiere un gesto tanto estremo. L’unica pista sembra condurre a un misterioso floppy, trovato nel computer di Taguchi, che contiene un virus pericolosissimo per chi lo utilizza. Altre numerose morti si susseguono, mentre c’è chi, collegandosi a internet, si ritrova su un misterioso sito in cui una voce gli propone di incontrare un fantasma. Gli eventi precipitano, strane presenze si manifestano in stanze sigillate con il nastro rosso, per l’umanità l’apocalisse della solitudine è ormai prossima.
Esaurita la spinta propulsiva iniziale che ha portato sui nostri schermi una quantità industriale di film horror provenienti dall’oriente, rimarranno impressi nella nostra mente una manciata di titoli che, per forza espressiva e capacità di raccontare le paure dell’uomo comune, hanno saputo scalfire l’immaginario occidentale. I vari RingThe GrudgeDark Water, storie di fantasmi così affascinanti e misteriose ma al tempo stesso così lontane dalla nostra cultura, sono stati riadattati da un’Hollywood sempre più a corto d’idee ai gusti del pubblico occidentale, attraverso un processo di mutazione dei geni portatori del virus del terrore.
Tra i titoli citati merita un posto di assoluto rilievo questo Kairo il cui successo di critica internazionale non è figlio di un Demone minore di nome Samara, ma brilla di una luce propria garantitagli da questa spietata analisi della condizione umana che riesce a mettere in campo. Attraverso inquadrature gelide e silenzi assordanti che scavano nell’animo, mette a nudo il male dell’uomo contemporaneo: la solitudine, determinata da una presenza massiccia di tecnologie sempre più invasive che, nel film di Kurosawa diventano sì un tramite, un passaggio (il titolo originale del film significa proprio passaggio) tra il mondo dei vivi e quello dei morti, ma prima di tutto sono un mezzo per entrare in contatto con sé stessi, squarciando quel velo di Maya dietro il quale si nasconde il vuoto assoluto.

Locandina italiana Parola di Dio

Regia di Kirill Serebrennikov. Un film con Pyotr SkvortsovAleksandr GorchilinAleksandra RevenkoViktoriya IsakovaYuliya AugCast completo Titolo originale: (M)uchenik. Genere Drammatico, – Russia2016durata 118 minuti. Uscita cinema giovedì 27 ottobre 2016 distribuito da I Wonder Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,61 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Studente liceale ribelle e assai problematico, non supportato né dalla famiglia né dalla scuola (entrambi incapaci di gestire, contenere, aiutare le turbolenze adolescenziali del ragazzo), parte per una tangente religiosa fanatica, violenta e repressiva che porterà gravi conseguenze. Dovrebbe essere materia di studio di psicanalisti intelligenti questo tremendo film, dove si legge tra le righe una spaventosa repressione sessuale (da parte della famiglia, della religione, della società) all’origine dei comportamenti deviati e devianti del giovane. Peccato che, invece, non si approfondiscano questi aspetti e si concluda la vicenda in modo sbrigativo e inevitabilmente riduttivo.

Risultati immagini per Lunghi Addii

Un film di Kira Muratova. Con Zinaida Sharko, Oleg Vladimirsky, Tatyana Mychko, Yuri Kayurov, Svetlana Kabanova, Lidiva Dranovskaya, Lidiya Brazilskaya Titolo originale Dolgie provody. Drammatico, durata 97 min. – URSS 1971. MYMONETRO Lunghi addii * * * * - valutazione media: 4,00 su 1 recensione.

È davvero un lungo addio quello fra una madre tormentosa e opprimente, divorziata dal marito archeologo, e suo figlio Ustinov, silenzioso e solitario come uno spettro, in sua presenza. Lei vorrebbe penetrare nel complicato mondo del figlio, lui dal canto suo, vorrebbe che non invadesse anche quello, tanto da costruire un muro di parole ripetute mille volte e di mutismi assordanti che si frappone nel loro rapporto, già parecchio alienante e tortuoso. Fino a quando non riemergerà la figura del padre, portando nella mente di Ustinov il pensiero di una nuova vita, lontano da gelosie, rimproveri e consigli materni inopportuni.
Censurata fino alla Glasnost del 1987 (quell’ampia riforma politica atta a rimuovere corruzioni e privilegi dell’apparato governativo sovietico), la Muratova – una delle più celebri registe russe del XX secolo, parecchio influenzata dalla Nouvelle Vague -, dimostra tutto il suo anticonvenzionale talento nel dirigere (in una Russia che deve fare ancora i conti con le revisioni dello stalinismo) una pellicola moderna e d’avanguardia come questa, ben attenta a non compiere giri di boa, attorno a randagismi sentimentali banali, che potrebbero far cadere la trama (peraltro perfetta) nei più ovvi cliché. Ottima la sceneggiatura che scava alla ricerca dello straordinario nell’ordinario di tutti i giorni; tanto appassionante che è impossibile non riuscire a comprendere le inadeguatezze, i masochismi, le depressioni e le monotonie dei personaggi, veri motivi dei comuni lunghi addii.
Un particolare plauso va all’attrice teatrale e cinematografica Zinaida Sharko (una sorta di Claudia Cardinale russa), perfettamente calata nel ruolo di una madre che alterna la civetteria con gli altri uomini alla debole gelosia per le ragazze che il figlio bacia, ma che fondamentalmente cerca, con una notevole punta di disperazione, di non farsi abbandonare per la seconda volta. Bravo anche Oleg Vladimirsky nel ruolo dello sfuggevole Ustinov, che oggi è un affermato fotografo artistico.

Kepher: Limbo

Miniserie in 8 volumi di Roberto Cardinale e Stefano Nocilli, edita da Star Comics. La miniserie è stata progettata con due diversi archi narrativi. Il primo, partito a novembre, è composto da 4 volumi mensili (e si concluderà a febbraio 2012). Il secondo arco narrativo inizierà a maggio 2012, e si concluderà ad agosto.

“Selek Edar è il prototipo di un nuovo essere. Kepher, appunto. Una nascita non prevista né voluta che dimostrerà come anche la più rigorosa pianificazione può essere vanificata dal caso. In un universo simile ma non identico al nostro, il Faraone Akhenaton ha condotto il Regno delle Due Terre al monoteismo ed i suoi successori lo hanno reso uno dei paesi più avanzati del pianeta. La storia di Selek Edar / Kepher, tuttavia, si dipana in un momento storico particolare, in cui il mondo è diviso in quattro grandi blocchi sociopolitici principali, attorno ai quali gravitano piccole nazioni satelliti. In questo scenario, il regno d’ Egitto vive un momento di profonda crisi economica e sociale. La scoperta di una forma di energia pulita, commercializzabile a basso costo e basata sull’idrogeno, da parte degli scienziati delle Repubbliche Unite, rischia di distruggere la florida economia egiziana. La sfiducia nel governo e nel Faraone Tutmosi X viene abilmente sfruttata dalla classe religiosa pluralista tollerata a malincuore dal governo ufficiale. L’inevitabile scontro con il clero di Tebe, sempre più agguerrito, rischia di sfociare in una sanguinosa guerra civile. Tutmosi, tuttavia, ha un suo progetto per evitare il disfacimento civile ed economico delle Due Terre.”

Locandina Cure

Un film di Kiyoshi Kurosawa. Con Kôji YakushoMasato HagiwaraTsuyoshi Ujiki Titolo originale KyuaThrillerdurata 118 min. – Giappone 1997.

Un’ondata di bizzarri omicidi affligge Tokyo. Oltre ad essere accomunati da un rituale (l’incisione di una X sul petto), l’assassino viene costantemente ritrovato sul luogo del delitto in stato confusionale. L’indagine del detective Takabe e dello psicologo Sakuma li porta in contatto con un misterioso giovane di nome Mamiya, apparentemente implicato nella vicenda.
Una visione di quelle che lascia il segno, che divide, che fa discutere. Cure non è un horror, non è un whodunit, non è niente a cui poter apporre un’etichetta di comodo e cavarsela con poco. È un viaggio nei meandri della psiche umana, alla scoperta di pulsioni e istinti ignorati, repressi, nascosti. Il ruolo del villain Mamiya, in fondo, non è che un ruolo maieutico: lui si limita a fare da catalizzatore, a portare le sue “vittime” a liberare il proprio inconscio, con esiti (auto)distruttivi. In un quadro che di per sé potrebbe potenzialmente ripetersi all’infinito, interviene il protagonista, il detective Takabe; che non è solo un brillante detective, ma è anche e soprattutto un essere umano con le sue debolezze e i suoi problemi, a partire da una moglie che sta via via perdendo il senno. Ogni confronto tra Takabe e Mamiya è quasi un’interrogazione psicanalitico-filosofica da cui Takabe non esce mai perdente, dimostrando una forza sconosciuta alle altre vittime; la voglia di scoprire di più sulla vicenda si mescola inevitabilmente alla voglia di capirne di più sulla natura umana. Il lavoro di Kurosawa sull’immagine è semplicemente incredibile, portandoci a capire, grazie a pochi dettagli visivi, magari sommersi in campi lunghissimi e onnicomprensivi, gli stati d’animo o i turbamenti della psiche dei diversi personaggi coinvolti. In particolare nella sequenza (onirica? reale?) in cui Takabe accompagna la moglie su un autobus apparentemente sospeso nel nulla, dai cui finestrini non si intravedono che nuvole. Un film incidentalmente fondamentale per la nascita del fenomeno J-horror, ma il cui scopo è ben più ambizioso e prezioso. Guardarsi dentro non è mai stato così doloroso.